Attacco a Londra: chi è Trevor Brooks l’attentatore (?) jihadista – by Marco Lombardi, Giovanni Giacalone, Mauro Pastorello

Identificato (alle 21:30 possiamo dire “forse”) l’attentatore di questo pomeriggio a Westminster, si tratta di Trevor Brooks (18 aprile 1975), cittadino britannico di origini giamaicane, proveniente da Hackney, professione elettricista.

Brooks si convertiva all’Islam il 17 aprile 1993 (il giorno prima del suo diciottesimo compleanno) prendendo il nome di Omar Abu Izzadeen e diventava portavoce del gruppo islamista radicale britannico al-Ghurabaa, nato dopo la messa al bando di al-Muhajiroun nel 2004. Due anni dopo, nel 2006, anche al-Ghuraba faceva la medesima fine, ma Brooks continuava a frequentare l’ambiente radicale londinese e veniva segnalato assieme ad Anjem Choudary, predicatore radicale britannico recentemente arrestato.

Nell’aprile 2008 Brooks veniva arrestato dalle autorità britanniche con l’accusa di finanziamento e incitamento al terrorismo e condannato a quattro anni di reclusione ma veniva rilasciato con alcuni mesi di anticipo nel maggio 2009.

Negli anni ’90 Trevor Brooks era ben noto nel giro di “Finsbury Park” all’epoca di Abu Hamza e Omar Bakri Muhammad di cui sarebbe anche stato guardia del corpo per un breve periodo. E’ in questo periodo che Brooks entrava nella fase più attiva del processo di radicalizzazione. Nel 1998 sposava una donna di origine araba di nome Mokhtaria con cui aveva tre figli e viveva con sussidi statali da 700 sterline mensili.  Successivamente l’uomo veniva segnalato su un sito matrimoniale islamico dove cercava altre mogli. [1] Nel contempo si autoproclamava predicatore islamista e la sua fama in ambito radicale londinese e britannico cresceva anche in seguito a numerose apparizioni in strada a comizi e manifestazioni.

Nella prima metà del 2001 (prima degli attentati alle Torri Gemelle) Brooks compariva in Pakistan dove vi si sarebbe recato per motivi di studio, anche se egli stesso dichiarò di aver sconfinato in Afghanistan per frequentare un campo di addestramento.

Nel 2006 il predicatore definiva gli attentatori di Londra del luglio 2005 “lodevoli”. In altre sue comparse affermava di voler instaurare la Sharia in Gran Bretagna e di volersi immolare come attentatore suicida.

Arrestato più volte tra il 2007 e il 2008 per incitamento al terrorismo (Tra le varie cose, durante un comizio presso la moschea di Regents Park nel 2004 aveva incitato all’uccisione di militari inglesi e britannici di religione islamica. Nel 2006 aveva pubblicato materiale jihadista sul web), nel novembre 2015 veniva arrestato dalla polizia ungherese su un treno diretto a Bucarest; Brooks era assieme a un altro islamista radicale, il convertito Simon Keeler “Sulayman”, membro del ramo britannico dell’organizzazione Ahl al-Sunnah waal Jamaa. I due avevano lasciato la Gran Bretagna senza avvisare le autorità, nonostante il tribunale avesse ordinato loro di comunicare qualsiasi spostamento.

L’attentatore è tanto ben conosciuto e sicuro di sé che frequenta assiduamente YouTube con i suoi proclami:

Abu Izzadeen (Omar Brooks) Interview after Prison Release
https://youtu.be/VdH2WggEuUY

No democracy in Islam- Abu Izzadeen. He (swt) said: “No by your Lord, they shall not become true believers until they make you judge in all disputes between them.” [ 4:65]
https://youtu.be/a3bP0oPtnwI

Sharia Law in the United Kingdom – Abu Izzadeen (Join “EDL Videos” on facebook)
https://youtu.be/GcDoEYtDeFE

Le dinamiche dell’attacco non sono ancora del tutto chiare ma, seppur a caldo, ci sono alcuni punti su cui vale la pena riflettere:

  • Se Brooks era un estremista ben noto alle autorità, arrestato più volte e proveniente da quel “calderone” islamista londinese di vecchia data legato a personaggi come Omar Bakri Muhammad e Abu Hamza e a gruppi come al-Muhajiroun e al-Ghuraba, come mai era sfuggito ai radar dell’intelligence?
  • Come mai un jihadista di vecchia data con passato in Pakistan e Afghanistan, perché ha agito con Suv e armi da taglio contro un sito ampiamente protetto? Non era in grado di mettere in piedi qualcosa di più pesante?
  • Dove stava andando nel 2015 quando veniva fermato in Ungheria? Come mai anche in questo caso era sfuggito ai radar dell’MI5 ed MI6?

Insomma tante domande.

Tante domande ancora sul personaggio: potenzialmente non è solo, fa parte di una rete, è sufficientemente addestrato ma, alla fine, si comporta da “lupo solitario” che utilizza gli strumenti della quotidianità come proposti da Daesh. Si potrebbe dire che “ha sprecato una occasione”.

Tante domande sull’intelligence che non di disattenzione in disattenzione ha reso possibile il concretizzarsi di questo attacco per mano di questo soggetto. Questi attacchi sono imprevedibili nella loro forma, ma non lo sono i soggetti se sufficientemente attenzionati. Forse qualcosa non va nel metodo e, soprattutto, nel tipo di attenzione che l’intelligence presta a un fenomeno molto diverso a quella a cui è abituata. Ma si tratta specificatamente di una storia inglese.

Una storia che continua in maniera perversa.

Infatti, dopo che Londra ha scatenato tutti a ricostruire la storia di Traver Brooks come attentatore intorno alle 21:30 viene lanciata una notizia che smentisce “la certezza” del riconoscimento. “Britain’s Channel 4 News has backtracked on a report naming a known “hate-preacher” as the man behind an attack on parliament in London. Channel 4 claimed Abu Izzadeen, also known as Trevor Brooks, from Hackney in London, was the suspect. The news was quickly also reported by mainstream newspapers including the Independent and the Daily Mirror. But claims soon followed that the man is in fact currently serving time in jail. Izzadeen’s solicitor was quoted by US channel ABC as saying his client was still in jail and could not have been the attacker

Considerato che un “corpo” è in mano agli inquirenti, una identità dovrebbe essere confermata soprattutto se di un carcerato.

La storia continua. L’incertezza aumenta. Le domande aumentano.

 

[1] http://www.dailymail.co.uk/news/article-407055/Wanted-wives-Islamist-heckler.html