All posts by Marco Lombardi

22Apr/10

Domestic terrorism in Greece: comments on the recent police antiterrorism operation – by Maria Alvanou

On April 11, the Greek Police after a long period of intense research proceeded on the arrests of 6 individuals, connecting them with the “Revolutionary Fight”, the most dangerous and active – along with “Sechta” – terrorist organisation in the country. Day after day new evidence comes up and discoveries about weaponry, explosives and hiding places. The criminal charges that the suspects face are very serious, yet it is too soon to evaluate properly the whole police operation.  While the Greek Police has surely proved to be productive and alert, the juridical research and the court hearing process will decide upon the guilt or not of the suspect and their connection to the “Revolutionary Fight”, or any other terrorist group. Still, there are very interesting points that one can comment at this present stage.

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21Mar/10

Itamar case: beyond terrorism – by Maria Alvanou

The debate “is it freedom-fighting or is it terrorism?” is well standing, even after 9/11, the London and Madrid bombings. There are still those who try to distinguish whether a violent activity against civilians can be considered legitimate as means of struggle or it is unacceptable terror in order to coerce governments to give in to demands. And of course the actors behind even of the crudest violence deny the words “terrorism” and “terrorists” that express pejorative notions and label them as the “bad guys”.

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5 agosto 2009 – La cooperazione tra le università italiane e quelle afghane potrebbe avviarsi a breve: con questo scopo ha visitato in questi giorni l’Afghanistan Marco Lombardi, docente di Lettere e Filosofia dell’Università cattolica del Sacro Cuore, su richiesta del ministero dell’Educazione di Kabul. Supportato dal Comando della missione Nato ‘Isaf’, il professor Lombardi ha effettuato la sua visita con l’esplicito intento di realizzare progetti di sviluppo in ambito educativo, patrocinati dall’Università italiana, che in tempi brevi potrebbero portare alla prima cooperazione interuniversitaria tra i due paesi. In particolare, si studia la fattibilità di corsi di formazione per giovani ricercatori afghani in Italia, e a Kabul con il contributo di nostri docenti, nella fattispecie per quanto riguarda l’Università di Herat. Nel suo giro consultivo Lombardi, tra gli altri, ha incontrato alcune personalità locali, tra cui il ministro dell’Educazione Wardak e il vice ministro Baburi . L’Ambasciata italiana lo ha quindi ringraziato per la partecipazione, che “ha dato ulteriore prestigio alla presenza italiana in Afghanistan”. Lo rende noto l’Ansa.

30Jun/09

Il ciclone Nargis: considerazioni un anno dopo – by Barbara Lucini

E’ passato più di un anno da quel 2 maggio quando il Myanmar[1], ex Birmania, e precisamente l’area geografica dell’Irrawaddy viene percorsa e percossa dal ciclone Nargis classificato di categoria 3. Il vento è soffiato ad una velocità di 200 km/h distruggendo al suo passaggio molte città e villaggi della zona, in particolare la città di Bogalay dove sono stati rasi al suolo quasi tutti gli edifici presenti, ed allagando Yangon con l’ondata di piena che ha preso vita.

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December 2008 – Riots in Greece: Law, Order and the Police, by Maria Alvanou says that the riots that followed the recent police shooting of a Greek teenager in a troubled district of Athens highlight major problems facing Greek police forces and the need for tougher legislation and implementation of laws against police brutality and abuses. On December 6, a 15 year-old boy named Alexandros Grigoropoulos was shot dead by a special guard of the police force patrolling with his colleague in the Exarheia district of Athens. This tragic event led to student and youth protests that escalated into rioting and looting by anarchists in almost all cities of Greece. More then a week later unrest continues, with Athens looking like a war zone. There seems to be no end to violence and there are serious political and social issues involved…..

28Jun/08

Dialogo con Aso Hunar, alto membro del partito Pjak – by Hamed N.

Hunar: noi non abbiamo fatto guerra alla Turchia, ma ultimamente è stata la Turchia che ci ha attaccato con gli elicotteri uccidendo sei guerriglieri dell’ufficio d’informazione. Alcuni giorni fa il capo delle forze armate turche Urkar Bashbug, ha dichiarato che vi sono accordi militari segreti con l’Iran per una collaborazione contro il Pjak (Partito della Libertà del Kurdistan) e il Pkk. Infatti, Hunar ribadisce che la Turchia sta formando le forze iraniane contro la guerriglia, perché le tecniche militari iraniane per questo tipo di guerra sono ancora di basso livello: è per questo che la Turchia ha messo a disposizione degli iraniani la propria esperienza.

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24Jun/08

Libano: fatto il Presidente ora serve il Governo – by Giovani Radini

Una cosa ci dicono gli scontri nella Valle della Bekaa e a Tripoli degli ultimi giorni: che la stabilità politica in Libano è solo di facciata. Si era pensato, esagerando con l’ottimismo, che l’elezione di Michel Suleiman a Presidente della Repubblica potesse fare da traino per la normalizzazione del Paese. Si era sperato che l’accordo di Doha chiudesse l’anno e mezzo di crisi e segnasse il principio della fine delle violenze. Invece i fatti di questi giorni ci portano a una realtà dai nodi ben più intricati.

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01Jun/08

Sichuan (Cina): terremoto del 12 maggio 2008 – by Barbara Lucini

Il 12 maggio 2008 alle ore 14.28 (ora locale), la provincia cinese sud-occidentale del Sichuan[1] viene sconvolta da un forte terremoto di 7,8 gradi della scala Richter. Per l’intensità e la forza scaturita è stato classificato fra i terremoti più forti dal 1976. Il Sichuan è una regione molto estesa della Cina, ma soprattutto piuttosto popolata. La sua estensione territoriale uguaglia la Spagna, ma gli abitanti presenti sono il doppio ed appartengono a 53 etnie diverse; l’epicentro del sisma è stato individuato nella contea di Wenchuan[2].

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30Dec/06

The UK response to current terrorism. The financial element – by Nick Ridley and John Grieve

Since 2001 the UK law enforcement have held that it is essential not just to concentrate upon the suspects, means and motives, but  also to consider the changing nature of the target. In stark terms, Bin Laden demonstrated the advantages retained by the terrorist:

  •  the element of surprise and choice of weaponry
  • the ability to change targeting at will
  • the option of returning to a target, if a previous attack was unsuccessful
  • above all, access to individuals who are prepared to die in order to achieve their operational objectives.

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28Sep/06

Tra bisogno di sicurezza e diritto alla riservatezza – by Chiara Fonio

Il recente scandalo delle intercettazioni illegali nato all’interno di Telecom, ci porta a fare  alcune considerazioni generali riguardanti il delicato rapporto tra sicurezza e nuove tecnologie. Occorre innanzitutto ricordare che il fenomeno della sorveglianza elettronica non è affatto una novità. In ambito nazionale il caso FIAT scoppiato nel 1971 aveva già messo in luce alcune pericolose tendenze derivanti da ingenti archiviazioni di dati ai danni dei dipendenti.

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