All posts by Marco Lombardi

26Sep/02

Dopo l’11 settembre: logiche comunicative di una guerra “promessa” – by Marco Lombardi

Il mio primo commento, poche ore dopo l’11 settembre 2001, faceva riferimento a una lettura di tipo “comunicativo” dell’attacco al WTC: un evento mediatico curato da un fortunato e abile regista assassino. D’altra parte, il terrorismo così come la politica trova spesso spiegazione delle proprie manifestazioni nelle logiche dello spettacolo e della comunicazione.

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11Sep/02

11 settembre 2012. Non commemorazione, ma rituale per i sopravvissuti – by Marco Lombardi

E’ il primo anniversario dell’attacco alle Torri Gemelle. Che cosa possiamo aspettarci? Questa domanda ritorna quale tormentone del settembre post vacanziero, sostituendosi ai refrain dei motivi estivi. Sicuramente si assisterà a una recrudescenza di speciali televisivi che faranno rivivere le immagini della tragedia; si diffonderà a dismisura la sondaggistica della paura e dell’attesa di quello che potrebbe essere ancora; si ripercorreranno le strade intraprese dopo il September Eleven nella guerra al terrorismo; si cercheranno le responsabilità di ciò che è stato, di ciò che sarà, di ciò che sarebbe potuto essere se le cose fossero andate diversamente.

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28Jun/02

Il rischio di comunicare “il rischio” dopo l’11 settembre – by Marco Lombardi

«Sappiamo di sicuro che avrà luogo prima o poi un attentato terroristico di grosse dimensioni in Occidente». Così si esprimeva sulle pagine dei quotidiani dello scorso 26 giugno il Ministro della Difesa Martino. Di questo attacco, dato per sicuro, «non sappiamo dove avverrà», quale sarà il bersaglio, «gli Stati Uniti? Oppure l’Europa? O forse proprio l’Italia», né «quale forma prenderà».

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25Feb/02

Lo Stato dell’Unione e l’“asse del male” – by Marco Lombardi

Il discorso sullo Stato dell’Unione del presidente George W. Bush, poche settimane fa, ha suscitato diverso grado di clamore e di attenzione nei differenti Paesi. In particolare, l’affermazione della presenza di “an axis of evil” costituito da Nord Korea, Iran e Iraq è stata ripresa e commentata con la dovuta attenzione dalla sola Gran Bretagna. Al contrario, negli Stati Uniti intorno a questo tema si è continuato a dibattere e a discutere anche nelle settimane successive.

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