Tag Archives: Daesh

28Jun/16

Attack at the Ataturk Airport in Istanbul: a first comment (Attacco a Istanbul) – by Maria. Chr. Alvanou

The double suicide attack tonight at the Ataturk airport in Istanbul came unfortunately as no surprise to those dealing with the assessment of terrorist threats. For months now governments all over the world have put a raised travel advisory on Turkey, because of recent attacks in Istanbul and Ankara. It is a tragedy expected in the campaign of terror that has started for some time now in the country. Continue reading

22Jun/16

Knife stabbings: operational advantages and countering options – by Maria Alvanou

Lately in Europe, apart from suicide attacks, it is the knife attacks that have spread death and the seed of fear. In Paris a Muslim perpetrator who attributed his actions to IS (and IS accepted them under its ideological umbrella) entered the home of a police officer and killed both him and his wife (also working in the police), before getting killed by the law enforcement authorities and fortunately before harming the small child of the family. The killer filmed and posted his actions in Facebook. A few months before on a train in Germany another perpetrator attacked passengers with a knife. Although he shouted “Allahu Akbar” the German authorities seem to connect the incident with the perpetrators phychiatric problems and not with a terroristic cause. Shot but also stubbed a dozen times, a young female MP in Leeds died by the hand of an attacker, who appears to be driven by political reasons. The three events show of course no relevance between them and there is still research about their circumstances, as well as about the extend extremism and organized group activity could be behind the killings. Nevertheless, the above stabbings are a good reason to start contemplating on a possible new operational threat: knife attacks. Continue reading

21Jun/16

The Importance of Being Local. Framing AQAP’s intra-jihadi Hegemony in Yemen – by Eleonora Ardemagni

In Yemen, the intra-jihadi rivalry between al-Qa’ida in the Arabian Peninsula (AQAP) and local cells of the so-called Islamic State has been gaining momentum, exacerbated by the ongoing multilayered conflict in the country. Since the beginning of the crisis, jihadi networks were able to capitalize on security vacuum, local resentment against central institutions and the sectarian narrative promoted by Saudi Arabia and Iran as a power politics tool. Notwithstanding escalating “spectacular” attacks against Shia civilians and security/governmental forces, IS didn’t manage to challenge AQAP’s supremacy within the Yemeni jihadi camp so far. Nevertheless, the intra-jihadi rivalry is now on the rise, due to a gradual convergence in operational areas and targets between AQAP and IS. Continue reading

16Jun/16

Il predicatore Bujar Hysa intervistato per i media albanesi – by Giovanni Giacalone

Il fenomeno della radicalizzazione islamista in atto in Albania è chiaramente collegato all’infiltrazione wahhabita in determinati ambiti della società albanese, considerati “sensibili” alla propaganda estremista, dove le condizioni socio-economiche sono particolarmente critiche, nonché dove le istituzioni faticano ad arrivare. Continue reading

14Jun/16

Francia, poliziotto ucciso: omicidio o attentato? – by Alessandro Burato

Due poliziotti morti e il loro figlio incolume è il bilancio di ciò che è avvenuto a Magnanville, nel dipartimento delle Yvelines. Un ufficiale di polizia, il vice-comandante della polizia giudiziaria Jean-Baptiste Salvint, di rientro a casa, è stato raggiunto da nove colpi di pugnale da un killer che, barricatosi in casa, ha ucciso anche la moglie dell’ufficiale, anche lei appartenente alle forze di polizia, prima di essere freddato dalle forze speciali. Continue reading

30May/16

Le “no-go zones” europee: tra luoghi di concentrazione etnica e movimenti fondamentalisti islamici – by Alice Cappello

L’arresto di Abdeslam Salah e in generale gli avvenimenti dello scorso marzo a Bruxelles, hanno rimarcato la problematica delle comunità islamiche e della ghettizzazione etnica.
Salah infatti, è riuscito a nascondersi a Bruxelles per ben quattro mesi dopo l’attentato di Parigi (novembre 2015). Un periodo che sembra paradossalmente lungo. Ci si chiede come sia stato possibile che l’intelligence e le autorità belghe, non siano riuscite a farsi carico di un problema la cui soluzione era evidentemente sotto ai loro occhi. Questo fatto, unito agli attentati di Bruxelles, pone Molenbeek, quartiere a ovest della città, in una situazione scomoda: quanta attenzione e quali politiche e interventi sono da effettuare in zone a così alta concentrazione etnica (in particolare di matrice islamica)? Ma soprattutto, quali sono le comunità islamiche più rilevanti e dove agiscono quelle più radicalizzate?

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19May/16

Aereo Egyptair caduto: altro colpo della propaganda del Daesh?

Copione che si ripete avendo imparato come fare meglio? L’incidente dell’airbus  della Egyptair, scomparso questa notte, il cui relitto è stato avvistato al largo dell’isola di Karpathos fa riecheggiare l’episodio avvenuto in Egitto, il 31 ottobre 2015, quando un aereo di linea russo è stato abbattuto nei cieli del Sinai dall’esplosione di una   lattina lasciata sotto il sedile, causando la morte di 224 passeggeri.
Ancora una volta il Daesh mette la bandiera in brevissimo tempo su un attacco che vede nel mirino i target ai quali siamo tristemente sempre più abituati: il turismo e la mobilità.

Al momento la strategia sembra la solita adottata dal Daesh nell’immediatezza degli eventi sui quali vuole imporre la propria paternità, ossia l’inversione della prova. Difficile in breve tempo determinare se effettivamente il califfato abbia abbattuto l’aereo e intanto, nel vuoto delle certezze, la comunicazione del Daesh si impone.

Les soldats du Califat ont réussi à faire tomber un avion francais transportant plus de 40 passagers qui ont tous été tués“, sarebbe il testo che viene lanciato via Twitter dalla branca egiziana del Daesh che rivendica così l’attacco motivato dai bombardamenti “occidental” in territorio siriano.

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Attacco quindi simile a quello avvenuto lo scorso ottobre, se le rivendicazioni verranno confermate, ma fatto meglio proprio per il passaggio dell’aereo dallo scalo parigino. Questa volta, infatti, ad essere stata violata è la sicurezza di un’aeroporto europeo. A niente valgono le ipotesi che qualiasi cosa sia stata introdotta sia passata dall’aeroporto di partenza del volo che, dopo essere atterrato a Charles de Gaulle ed aver caricato bagagli e passeggeri, è ripartito alla volta del Cairo prima di precipitare.

Duro colpo alla sicurezza aeroportuale e al turismo sul quale il Daesh vuole mettere subito il cappello con le sue strategie di propaganda. Mai come ora è necessario valutare con cura e cautela le ragioni della evento perché in ogni caso, sia stato un attentato o una appropriazione di un incidente da parte del Daesh, le conseguenze hanno un impatto rilevante sull’economia europea.

13Apr/16

Dabiq 14: la propaganda dopo Bruxelles – by Alessandro Burato

È di pochi minuti fa la diffusione del quattordicesimo numero di Dabiq, la rivista del Daesh, atteso per vedere come i recenti attacchi di Bruxelles sarebbero stati ripresi dalla propaganda. Tutta la premessa del nuovo numero, infatti, è dedicata agli attentati avvenuti il 22 marzo nella capitale belga. Ritorna il tema trattato anche nei video di rivendicazione che si sono moltiplicati l’indomani degli attentati: “Flames ignited years ago in Iraq have now scorched the battleground of Belgium […] Paris was a warning. Brussels was a reminder.Continue reading

12Apr/16

Younes Abaaoud in Europa? Cosa significa – by Alessandro Burato

Younes Abaaoud, quindicenne, fratello di Abdelhamid (osannato dalla propaganda del Daesh nonché mente e attentatore delle stragi di Parigi), sarebbe in viaggio verso l’Europa. La notizia, che ha allertato le agenzie di sicurezza di tutto il continente porta con sé almeno un paio di riflessioni, urgenti e necessarie. Continue reading