{"id":1031,"date":"2014-09-18T11:17:32","date_gmt":"2014-09-18T11:17:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1031"},"modified":"2014-10-01T11:03:07","modified_gmt":"2014-10-01T11:03:07","slug":"flames-of-war-fiamme-di-guerra-una-novita-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/flames-of-war-fiamme-di-guerra-una-novita-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Flames of War: Fiamme di Guerra, una novit\u00e0? \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo breve video di IS, Flames of War \u2013 Fiamme di Guerra \u2013 sta ricevendo gli onori della cronaca come un sofisticato trailer nella campagna mediatica condotta da al-Hayat Media Center per IS. Si tratta di un video di circa un minuto, discretamente fatto con materiale di repertorio, abbastanza serrato nel ritmo, qualche slow motion: diciamo sullo stile del trailer che annuncia cosa verr\u00e0 dopo. In questo caso che sia un altro video o altro, in riferimento alla guerra vera, staremo a vedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more-->Due punti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci si stupisce del prodotto mediale: un ragazzino con qualche skill su Premier o Final Cut fa altrettanto rapidamente e pu\u00f2 fare molto di pi\u00f9. Gi\u00e0 nel passato abbiamo visto i media center del jihad lavorare abilmente anche con effetti pi\u00f9 difficili come i chroma key e lanciare annunci (trailer) che spesso non trovavano realizzazione in un prodotto successivo. Dunque lo stupore per queste cose non ha senso, se non nella misura in cui \u00e8 in s\u00e9 mediaticamente utile oppure \u00e8 sintomo di ancora lenta comprensione del fenomeno IS.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il video soprattutto sottolinea la consapevole strategia mediatica di IS, anche questa tuttavia connaturata nella lotta jihadista, che impiega i prodotti video e mediali in genere nel campo di battaglia della \u201cguerra diffusa\u201d in atto. Apprezzabile, in questo caso \u00e8 la strategia, pi\u00f9 che la tecnica, che elabora un video dal finale aperto (seguir\u00e0 un video gioco, un lungo metraggio, un serial,\u2026?) che incorpora l\u2019idea di convergenza mediale tipica della nostra societ\u00e0. E anche, una strategia che, aggirando tutte le limitazioni imposte sulla trasmissione dei contenuti (video particolarmente violenti e orripilanti ricadono nelle politiche censori ormai utilizzate anche dai social) riesce cos\u00ec ad avere una diffusione virale enorme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quest\u2019ultimo punto ci deve interrogare per aprire nuove discussioni che sono teoriche e politiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Teoriche perch\u00e9 ci si interroga sulla validit\u00e0 delle teorie degli effetti dei media, per comprendere \u201cche effetto fa\u201d essere esposti a questa produzione? Produce e facilita violenza? Promuove reclutamento?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Politiche, perch\u00e9 in caso di risposta affermativa alla domande di cui sopra, pone il problema di una censura non pi\u00f9 basata sui contenuti (no comunicazioni violente, etc.) ma sulle fonti (in gruppo terrorista ha diritto di accedere al broadcasting seppur social?)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono domande, e soprattutto risposte, delicate ma che ci si deve porre: la comunicazione \u00e8 strumento della guerra gi\u00e0 in corso e con tale consapevolezza deve essere affrontato nei sui diversi aspetti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo breve video di IS, Flames of War \u2013 Fiamme di Guerra \u2013 sta ricevendo gli onori della cronaca come un sofisticato trailer nella campagna mediatica condotta da al-Hayat Media Center per IS. 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