{"id":1246,"date":"2014-11-18T10:15:34","date_gmt":"2014-11-18T10:15:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1246"},"modified":"2022-03-28T18:53:22","modified_gmt":"2022-03-28T16:53:22","slug":"foreign-fighters-combattenti-stranieri-per-isis-e-tagliatori-di-teste-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/foreign-fighters-combattenti-stranieri-per-isis-e-tagliatori-di-teste-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Foreign Fighters \u2013 Combattenti stranieri per ISIS e \u201ctagliatori di teste\u201d \u2013 By Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Come spesso accade intorno a IS c\u2019\u00e8 scalpore e sorpresa: ingiustificata.<\/p>\n<p>IS sta perseguendo i propri obiettivi secondo una strategia arguta e lineare, in cui combattimento, assassinio di massa, comunicazione, azione economica e politica convergono nel progetto di costituzione dello Stato Islamico. L\u2019impiego dei combattenti stranieri si colloca in questo puzzle che non pu\u00f2 stupire in quanto il disegno \u00e8 evidente.<\/p>\n<p><!--more-->In estrema sintesi, perch\u00e9 non \u00e8 obiettivo di questa nota andare oltre, \u00e8 il DNA di IS che guida il progetto: un gruppo terrorista che si chiama Stato, organizzato come uno stato, che governa un territorio sul quale riscuote tasse e offre servizi, si propone di battere moneta, esercita il potere \u201clegittimo\u201d della violenza, comunica con una pluralit\u00e0 di media e diversifica i messaggi, etc. Insomma uno forma di stato nascente anche secondo la teoria politica condivisa, che ha\u00a0gi\u00e0 assunto i caratteri della statualit\u00e0.<\/p>\n<p>Si tratta di un progetto complesso che mette a confronto al Qaeda tradizionale e IS il cui conflitto (seppure emergendo un certa unit\u00e0 tra le file dei combattenti jihadisti dovuta al richiamo alla difesa dagli attacchi occidentali in Siria e Iraq) \u00e8 evidente soprattutto sui forum islamici che ormai dichiaratamente prendono parte per l\u2019uno o per l\u2019altro. Alcuni, come Platform Media, Tahaddi e Shumuk pi\u00f9 vicini a IS, altri come Fida\u2019 e \u2018Arin per la vecchia al Qaeda. D\u2019altra parte \u00e8 centrale, per il medesimo progetto, l\u2019affermazione di egemonia idologica di IS Califfatto rispetto alle altre forme islamiche di statualit\u00e0 e di governo e, in questo ambito, \u00e8 fondamentale la campagna di adesione formale promossa presso le organizzazioni di AQ in franchising finalizzata a ottenerne il giuramento di fedelt\u00e0 alla autorit\u00e0 di al Baghdadi.<\/p>\n<p>Ma intorno a questo temi abbiamo gi\u00e0 commentato in precedenti note pubblicate su <a href=\"http:\/\/www.itsitme.it\/\">www.itsitme.it<\/a>.<\/p>\n<p>La questione <strong>combattenti stranieri<\/strong> si inserisce in questo progetto e anche le modalit\u00e0 di impiego di questi. E\u2019 difficile dare numeri attendibili, anche perch\u00e9 una valutazione obiettiva si scontra con la dimensione propagandistica che gli stranieri combattenti hanno per IS.<\/p>\n<p>Di massima, \u00e8 verosimile pensare ad almeno 15.000 stranieri di cui tra i due e tremila occidentali, provenienti da 80 paesi differenti, in cui spiccano tunisini, sauditi, marocchini, libanesi e, dall\u2019Europa, francesi, inglesi, tedeschi, belgi e un pugno di italiani. La via del reclutamento passa soprattutto attraverso la rete e un processo sufficientemente sofisticato, e gestito spesso da clerici islamici radicali, di indottrinamento, selezione, radicalizzazione e invio nel Califfato. Quanto \u00e8 certo, e preoccupante, \u00e8 che negli ultimi mesi il flusso si \u00e8 intensificato arrivando, secondo alcune stime, a un reclutamento di mille stranieri mese, che vanno non solo a ingrossare le file dei combattenti ma anche quelle dei \u201cfornitori di sevizi\u201d. Come si \u00e8 gi\u00e0 scritto la dichiarazione del califfato \u00e8 stata un grande booster, un acceleratore.<\/p>\n<p>Il raccapricciante video di oltre 15 minuti che rappresenta <strong>anche<\/strong> la decapitazione di Kassig entra perfettamente in queste considerazioni: del povero americano si mostra le testa mozzata senza il cerimoniale della tuta da prigioniero di Guantanamo n\u00e9 discorsi, preceduto tuttavia da una lunga introduzione su IS e inframmezzato dalla decapitazione di un manipolo di militari siriani, operata da personale di IS in tuta mimetica, schierato in parata, con la partecipazione a viso scoperto di diversi combattenti stranieri. Si tratta di un video\u00a0che mostra una regia accurata e una sceneggiatura disegnata ad hoc in cui nulla \u00e8 lasciato al caso: parate, esecuzione ritmata, posizionamento delle teste sui cadaveri, etc. Per alcuni analisti ci\u00f2 potrebbe essere ricondotto a una strategia di uscita, di emergenza, per il fatto che l\u2019usale cerimoniale (da Foley a Henning) non \u00e8 stato possibile perch\u00e9 \u201cqualcosa \u00e8 andato storto\u201d durante l\u2019esecuzione. Io sono pi\u00f9 propenso a pensare che sia uno cambio di stile, come accaduto per la serie in cui \u00e8 protagonista Cantlie, con finalit\u00e0 ben specifiche che si inquadrano nella capace comunicazione jihadista.<\/p>\n<p>Si tratta dunque di qualcosa di diverso che pu\u00f2 avere una molteplicit\u00e0 di significati.<\/p>\n<p>Il metodo delle decapitazioni continua a essere <strong>un segno di identit\u00e0<\/strong> per IS: nella tradizione del fondatore Zarkawi, malgrado la contrariet\u00e0 di Zawahiri, caratterizza le radici e le prospettive dei nipoti del leader combattente di AQ.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche una <strong>minaccia esplicita<\/strong>, ancora pi\u00f9 diretta e affettivamente mobilitante, quando a compiere il gesto, i boia a volto scoperto, si riconoscono come occidentali. Attraverso la rappresentazione di un gesto inammissibile si mostra alla cultura occidentale la possibilit\u00e0 dell\u2019inatteso da parte di persone nate e cresciute nello stesso mondo che minacciano (l\u2019Europa): si evidenzia, senza i rischi di un attentato in Europa, la concreta minaccia che IS pu\u00f2 costituire conquistando \u201cil cuore e\u00a0le menti\u201d dei giovani europei. E forse \u00e8 peggio di un attentato!<\/p>\n<p>Per i boia europei si tratta di <strong>una via senza ritorno<\/strong>, oramai sono dei \u201cmorti che camminano\u201d pubblici, inaccettabile un loro rientro \u201ca casa\u201d per un atto che non trova possibilit\u00e0 n\u00e9 di comprensione n\u00e9 di giustificazione. Per loro \u00e8 l\u2019atto di fedelt\u00e0 suprema che li lega indissolubilmente al califfo.<\/p>\n<p>Infine, apre una forma di <strong>possibile dialogo con lo stesso Islam<\/strong>, anche qaedista, che critica il metodo delle decapitazioni. Si deve ricordare che gi\u00e0 Zawahiri scriveva nel 2006 a Zarkawi contro il metodo delle decapitazioni. Pi\u00f9 recentemente si sono pubblicamente dimostrati contrari sia un gruppo di studiosi salafiti britannici, sia il turco Fethullag G\u00fclen, sia il giordano radicale Abu Qatada al-Filastini, che dalla prigione ha apertamente criticato sia IS sia la decapitazione dei giornalisti occidentali. L\u2019aver messo il coltello in mano agli stessi occidentale pu\u00f2 contribuire a mantenere aperte alcune porte con questi clerici radicali critici, strategia utile nel confronto con AQ tradizionale.<\/p>\n<p>In conclusione, provvisoria, non siamo di fronte a nulla che possa sorprendere ma siamo alle prese con un drammatico e beluino quadro strategico che \u00e8 necessario comprendere per combatterlo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come spesso accade intorno a IS c\u2019\u00e8 scalpore e sorpresa: ingiustificata. 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