{"id":1257,"date":"2014-11-27T17:27:41","date_gmt":"2014-11-27T17:27:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1257"},"modified":"2015-01-04T12:30:10","modified_gmt":"2015-01-04T12:30:10","slug":"libia-il-ruolo-di-attore-principale-a-cui-litalia-non-puo-rinunciare-by-claudio-bertolotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/libia-il-ruolo-di-attore-principale-a-cui-litalia-non-puo-rinunciare-by-claudio-bertolotti\/","title":{"rendered":"Libia: il ruolo di attore principale a cui l\u2019Italia non pu\u00f2 rinunciare &#8211; by Claudio Bertolotti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia deve essere parte del processo di stabilizzazione della Libia, anzi deve indirizzarlo e coordinarlo perch\u00e9 \u00e8 un interesse nazionale vitale, con ogni probabilit\u00e0 il pi\u00f9 importante. Sicurezza fisica e sicurezza economica sono le ragioni che impongono una decisione importante: andare in Libia, senza se e senza ma.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Libia \u00e8 oggi sostanzialmente atomizzata e in balia di un processo di \u201csomalizzazione\u201d. Al momento ci sono due parlamenti e due governi separati: Bengasi (governo di Ali Zeidan) e Tripoli (Abdullah al-Thani e il suo nuovo &#8211; e pi\u00f9 &#8220;laico&#8221; &#8211; governo che si \u00e8 dovuto trasferire a Tobruk).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio quest\u2019ultimo, inizialmente riconosciuto dalla Comunit\u00e0 internazionale come legittimo, \u00e8 stato dichiarato illegittimo dalla Corte Suprema libica \u2013 complicando la gi\u00e0 preoccupante e fragile situazione politica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dalla Cirenaica alla Tripolitania,in particolare a Bengasi, Tripoli, Misurata e Tobruk, la Libia \u00e8 teatro di guerra aperta tra milizie islamiche e forze governative; la milizia jihadista Ansar-al Sharia ha proclamato l&#8217;emirato islamico a Bengasi e Derna, non esitando a dichiarare l&#8217;alleanza con l&#8217;ISIS di al-Baghdadi, di cui \u00e8 divenuto uno dei rappresentanti in <em>franchising<\/em> del marchio in Libia. Il virus jihadista \u00e8 in fase di espansione endemica e rischia di minacciare direttamente i nostri vitali interessi nazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Italia \u00e8 partner privilegiato della Libia da almeno quarant\u2019anni, con solide relazioni economico-commerciali anche nelle fasi di tensione a livello politico, e la sicurezza degli approvvigionamenti di petrolio e gas rappresenta la componente fondamentale delle relazioni bilaterali; prima del crollo del regime di Gheddafi, l\u2019Italia importava circa un quarto del proprio fabbisogno energetico dalla Libia.In particolare, l\u2019ENI ha una presenza consolidata nel paese con contratti fino al 2042 (petrolio) e 2047 (gas), in Cirenaica e in Tripolitania.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio l\u2019Eni ha storicamente giocato un ruolo importante riuscendo ad ottenere risultati positivi in trattative commerciali con il governo libico, spesso accettando condizioni valutate non favorevolmente da altri antagonisti commerciali, anche grazie a un legame \u201cpolitico\u201d privilegiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Libia oggi \u00e8 al collasso e rischia di minacciare gli interessi vitali dell\u2019Italia; le risorse energetiche rimangono cos\u00ec l\u2019unica garanzia di stabilit\u00e0 futura poich\u00e9, se il flusso si dovesse arrestare, il rischio di una nuova Somalia sul Mediterraneo \u00e8 reale e a pagare una buona parte delle conseguenze saremmo noi, l\u2019Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la Libia non \u00e8 solo ENI, petrolio e gas. Ci\u00f2 che lega Tripoli all\u2019Italia sono anche gli intensi scambi commerciali e la presenza \u2013 prima delle rivolte \u2013 di circa 200 aziende italiane che hanno lasciato il paese a causa della forte insicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si tratta di aziende che si sono aggiudicate contratti infrastrutturali di grande portata e che sono stati funzionali al consolidamento del ruolo italiano nell\u2019economia libica, anche attraverso la creazione di quelle reti e quei rapporti che ora rischiano di scomparire \u2013 e si parla di circa un miliardo di crediti non riscossi che potrebbero svanire nel nulla se la Libia finisse fuori controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E una Libia fuori controllo non farebbe che aumentare la minaccia diretta, da un lato, del violento fenomeno di jihadismo radicale e, dall\u2019altro, dell\u2019incontrollata pressione demografica extracomunitaria (poich\u00e9 attraverso la Libia passa oggi il 93% dell\u2019immigrazione clandestina verso il continente europeo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La crisi libica, cos\u00ec come possiamo osservarla oggi, mette sempre pi\u00f9 a repentaglio la tenuta territoriale, rafforza le tendenze separatiste e il conflitto centro-periferia di un\u2019eterogenea realt\u00e0 tribale a cui si somma il fattore \u201cjihadismo regionale\/globale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 dunque necessario agire, evitando un deleterio effetto domino che avrebbe conseguenze irrimediabili sui fronti energetico, della sicurezza dello Stato e dell\u2019immigrazione. Ma come?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Certamente non intervenendo direttamente con una forza militare a guida occidentale, poich\u00e9 ci\u00f2 accenderebbe ulteriormente le frange fondamentaliste e aumenterebbe il fenomeno del volontarismo jihadista, anche attirando l\u2019attenzione dei \u201clupi solitari\u201d \u2013 attaccanti-terroristi autonomi \u2013 contro obiettivi su territorio nazionale ed europeo. Si rende dunque necessaria, <em>in primis<\/em>, la nomina di un inviato speciale \u2013 cos\u00ec come per l\u2019Afghanistan \u2013 a cui affidare la responsabilit\u00e0 di un processo di riconciliazione nazionale<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 altres\u00ec necessario che Europa e Onu intraprendano un percorso politico finalizzato alla creazione di una cornice internazionale che dia all\u2019Italia l\u2019onere \u2013 e l\u2019onore \u2013 di contribuire alla stabilit\u00e0 libica attraverso un ruolo di coordinamento di una forza di interposizione, ma anche di \u201c<em>advise<\/em>\u201d, \u201c<em>train<\/em>\u201d e \u201c<em>assist<\/em>\u201d, formata da truppe nord-africane a cui l\u2019Italia potrebbe contribuire con assetti di comando e controllo, uomini, mezzi e materiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutto ci\u00f2 potr\u00e0 realizzarsi se verr\u00e0 avviata una concomitante iniziativa finalizzata alla creazione di \u201cbasi umanitarie e strategiche\u201d in Libia, purch\u00e9 su mandato dell\u2019Onu; basi funzionali al rafforzamento delle forze di sicurezza, al riavvio del settore energetico, al contrasto alla tratta\/mercato di esseri umani attraverso il Mediterraneo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio il Mediterraneo deve essere al centro di un approccio strategico, non solamente italiano, bens\u00ec europeo; poich\u00e9 dalla stabilit\u00e0 dell\u2019area mediterranea discende la sicurezza dell\u2019intera Europa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 richiede uno sforzo intellettuale e una capacit\u00e0 di adattamento alle dinamiche socio-politiche che si stanno imponendo; nel concreto, \u00e8 opportuno non escludere la possibilit\u00e0 di accoglimento delle istanze autonomiste (o anche indipendentiste) che da pi\u00f9 parti provengono e che potrebbero spingere verso una Libia molto diversa da quella che abbiamo conosciuto. La geografia politica \u00e8 cambiata, di questo dobbiamo farcene una ragione; l\u2019intera area del Medio Oriente e del Nord Africa \u00e8 in fase di ridefinizione, cambiano gli equilibri, le convenienze e i confini. L\u2019Italia deve essere abile nel comprendere gli sviluppi di tale processo di cambiamento e inserirsi in esso con coraggio razionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Siamo dunque pronti ad assumerci la responsabilit\u00e0 della nostra sicurezza?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le recenti dichiarazioni del titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, sembrano portare l\u2019Italia in questa direzione, purch\u00e9 a chiederlo sia l\u2019Onu. Una richiesta che potrebbe non tardare ad arrivare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019Italia deve essere parte del processo di stabilizzazione della Libia, anzi deve indirizzarlo e coordinarlo perch\u00e9 \u00e8 un interesse nazionale vitale, con ogni probabilit\u00e0 il pi\u00f9 importante. 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