{"id":12824,"date":"2026-04-06T15:22:16","date_gmt":"2026-04-06T13:22:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=12824"},"modified":"2026-05-20T14:09:11","modified_gmt":"2026-05-20T12:09:11","slug":"le-incognite-dello-scenario-attuale-la-geopolitica-del-caos-by-joel-terracina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/le-incognite-dello-scenario-attuale-la-geopolitica-del-caos-by-joel-terracina\/","title":{"rendered":"Le incognite dello scenario attuale: la geopolitica del caos \u2013 by Joel Terracina"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le relazioni internazionali stanno attraversando una fase turbolenta caratterizzata dalla rottura del fragile equilibrio che regolava il sistema stesso<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>. Come ha affermato Valori nella sua opera \u201cIntelligence e Geopolitica\u201d (<a href=\"https:\/\/www.store.rubbettinoeditore.it\/catalogo\/intelligence-e-geopolitica\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.store.rubbettinoeditore.it\/catalogo\/intelligence-e-geopolitica\/<\/a> ), stiamo assistendo a un vero e proprio sgretolamento e alla continua ricomposizione dei blocchi strategici e geopolitici formatisi alla fine della guerra fredda.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ci\u00f2 comporta lo sviluppo di una serie di crisi che si verificano contemporaneamente in pi\u00f9 scenari. Il vecchio ordine mondiale caratterizzato dall\u2019equilibrio del terrore non esiste pi\u00f9. L\u2019aumento degli attori nell\u2019arena internazionale sta favorendo la crescita di numerosi conflitti, i quali sono a loro volta figli di diverse concezioni dell\u2019ordine mondiale in contrasto tra loro come ha sottolineato Henry Kissinger nella sua opera \u201cOrdine Mondiale\u201d (<a href=\"https:\/\/www.mondadori.it\/libri\/ordine-mondiale-henry-a-kissinger\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.mondadori.it\/libri\/ordine-mondiale-henry-a-kissinger\/<\/a> )<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il Medioriente competizione regionale e conflitti irrisolti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La regione mediorientale \u00e8 caratterizzata per sua natura da un quadro precario nonch\u00e9 dalla presenza di una serie di incognite come il mancato accordo sul nucleare iraniano e da altre questioni come il terrorismo e il conflitto Israelo-Palestinese che \u00e8 riesploso con tutta la sua virulenza dopo i tragici fatti del 7 ottobre 2023. L\u2019instabilit\u00e0 del quadro \u00e8 stata il risultato di un progressivo deterioramento dovuto alle guerre in Afghanistan e Iraq e di altre vicissitudini che si sono verificate come ricordato da Valeria Talbot nel suo saggio \u201cL\u2019Unione Europea e la sicurezza\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo quadrante si scontrano una serie di visioni capeggiate dagli stati sunniti che vogliono porsi alla guida del mondo islamico contro paesi sciiti come l\u2019Iran, che rivendicano un loro ruolo all\u2019interno della regione. La Persia si \u00e8 opposta da molto tempo a una completa normalizzazione degli accordi tra paesi musulmani sunniti e lo stato ebraico, reclamando una sua completa distruzione e sostenendo il movimento di Hamas in funzione antisraeliana. Si ricordi a tal proposito quanto sostenuto da Carlo Panella nella sua opera \u201cil libro nero del califfato\u201d (<a href=\"https:\/\/www.rizzolilibri.it\/libri\/il-libro-nero-del-califfato\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/www.rizzolilibri.it\/libri\/il-libro-nero-del-califfato\/<\/a> ).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019Iran vuole espandere la sua zona d\u2019influenza proiettando la sua potenza nel mediterraneo ed esportando la rivoluzione sciita sul modello della rivoluzione permanente della Russia sovietica come era stato ipotizzato da Trotzky. La Persia cercherebbe di estendere il suo controllo sostenendo quei gruppi come Hezbollah in Libano che sono sorti intorno alla seconda met\u00e0 degli anni Ottanta come ha ricordato Fabio Mini nella sua opera \u201cMediterraneo in guerra\u201d (<a href=\"https:\/\/librerie.unicatt.it\/scheda-libro\/mini-fabio\/mediterraneo-in-guerra-9788806211349-518433.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">https:\/\/librerie.unicatt.it\/scheda-libro\/mini-fabio\/mediterraneo-in-guerra-9788806211349-518433.html<\/a> ). Infine, si segnala la presenza di altre milizie filoiraniane che operano in altri scenari come quello iracheno con le formazioni di (Hezbollah Kataib) e yemenita (ribelli Houthi). In questa grande partita ha assunto uno specifico riferimento il Qatar che ha giocato su pi\u00f9 tavoli, sostenendo dapprima il movimento di Hamas in funzione antisraeliana e rivaleggiando allo stesso tempo con la monarchia saudita che cerca d\u2019imporre la sua egemonia all\u2019interno della regione del Golfo. Lo scoppio del conflitto israelo-palestinese ha messo in evidenza una particolare tattica adottata da Hamas che si \u00e8 servito dello sfruttamento dei depositi di armi (che includono missili di varia gittata e numerosi arsenali) protetti da scudi umani in aree densamente abitate e a maggior impatto mediatico (scuole e ospedali) per creare, attraverso la grande rete di mass media, il massimo contraccolpo in termini di immagini alle operazioni militari dello stato ebraico. Israele ha subito un significativo indebolimento della propria immagine internazionale. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il conflitto che vede contrapposti Israele da un lato e l\u2019organizzazione terroristica dall\u2019altro finisce per utilizzare molte tattiche che, nella tradizione militare, non sono definite n\u00e9 come guerra n\u00e9 come guerriglia. Le nuove guerre che Israele \u00e8 stato costretto ad affrontare hanno assunto la dimensione di una guerra di attrito che non farebbe altro che aumentare la pressione interna sullo stato ebraico che non pu\u00f2 permettersi di continuare un conflitto di lunga durata, che pertanto deve essere guidato da obiettivi precisi e circoscritti nel tempo e nello spazio. Valori ha pi\u00f9 volte presagito quanto sta accadendo in questi giorni nell\u2019arena del grande Medioriente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Gli attori regionali ambigui: il caso della Turchia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019instabilit\u00e0 geopolitica \u00e8 altres\u00ec favorita da altri dossier aperti che delineano i rapporti oriente-occidente come quello della Turchia di Erdogan. Come ha ricordato giustamente Valori \u00abl\u2019Ue ha commesso un grosso errore nei confronti della nazione turca che \u00e8 stato dettato dall\u2019ingenuit\u00e0\u00bb, ossia la cancellazione della clausola della costituzione turca che permette ai militari di intervenire mettendo fuori luogo governi e partiti. Una scelta che \u00e8 stata dettata da una vera e propria <em>naivet\u00e9; <\/em>pertanto, bisogna ripensare il ruolo della Turchia nell\u2019alleanza atlantica in modo da ricreare un rapporto positivo tra i paesi europei e le sue forze armate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Lo scacchiere asiatico: Afghanistan e rivalit\u00e0 regionali<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il quadro geopolitico \u00e8 ancora reso pi\u00f9 complesso da altre questioni come l\u2019Afghanistan e la Cina. Il primo \u00e8 concepito come una sorta di laboratorio politico che ha visto pi\u00f9 potenze confrontarsi tra loro: basti ricordare il sostegno ai mujahiddin anticomunisti addestrati dai servizi pakistani da parte degli Usa, o il fatto che il governo di Islamabad ha sorretto, addestrato e ideologizzato i talebani, al potere dal 1996 al 2001. Il Pakistan, poi, non ha mai voluto abbandonare l\u2019Afghanistan perch\u00e9 lo ritiene come una sorta di area di compensazione nell\u2019eventualit\u00e0 di un conflitto nucleare o convenzionale con l\u2019India; pi\u00f9 in generale, i diversi interventi che si sono succeduti nel territorio hanno favorito diverse nazioni che sono riuscite a trarre dei benefici a seguito della destabilizzazione di alcune aree del paese. L\u2019uscita dell\u2019Isaf dal territorio afghano ha comportato la proiezione di alcune potenze come l\u2019India che ha cercato di portare avanti la sua politica in Kashmir entrando in diretto conflitto con il Pakistan. Russia e Cina attirate dal tema della gestione delle risorse hanno provato a controllarne il sistema politico; l\u2019Iran si \u00e8 proiettato a Ovest, facendo leva sull\u2019area a maggioranza sciita di Hazara, al centro dell\u2019Afghanistan. Anche in questo caso si segnala un vero e proprio ridimensionamento dei paesi occidentali, che non sarebbero in grado di riportare pi\u00f9 alcun tipo di successo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019ascesa della Cina: strategia economica e proiezione globale<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto di attuale evoluzione del quadro geopolitico non pu\u00f2 mancare uno sguardo alla potenza nascente cinese, che rappresenta un vero e proprio enigma per noi occidentali.&nbsp; La Cina \u00e8 una grande nazione, fiera della propria cultura millenaria che ha assistito all\u2019ascesa di XI Jiping. Il nuovo leader cinese \u00e8 figlio del capo della propaganda del partito comunista cinese (Pcc) e, durante la rivoluzione culturale, viene inviato nella regione dello Shanxi, dove rimane per diversi anni. L\u2019esperienza di XI si rivela fondamentale, in quanto qui entra in contatto con le masse popolari, un passaggio considerato fondamentale nella formazione di un leader, in Cina come altrove. XI assume la figura di un presidente dai modi impeccabili, dotato di una grande cordialit\u00e0 appena velata dal tradizionale riserbo tipico della cultura politica mandarina.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La Cina \u00e8 riuscita a muoversi in maniera sapiente all\u2019interno dell\u2019arena internazionale sfruttando le debolezze di alcuni paesi e utilizzando il commercio come una vera e propria arma per raggiungere un duplice scopo: proiettarsi al di fuori dei suoi confini e controllare gli stati attraverso il sistema della via della seta per ampliare la propria presenza a livello globale. Pechino ha mostrato interesse verso la questione dei porti che sono divenuti uno strumento fondamentale per costruire una rete di alleanze economiche e politiche che rafforzi il suo ruolo nello scenario globale usando il commercio come una vera e propria arma. Si ricordi l\u2019acquisizione cinese dello scalo marittimo del Pireo assieme ai tentativi di acquisizioni di altri porti nel Mediterraneo come quelli israeliani che avevano innescato una rapida reazione da parte degli Usa e dell\u2019India, quest\u2019ultima aveva elaborato la via del cotone per contrastare l\u2019iniziativa cinese.&nbsp; Alcuni analisti sostengono che il fallimento del proseguimento degli accordi di Abramo \u00e8 anche dovuto al ruolo esercitato dalla Cina nel Medio Oriente che non guardava di buon occhio alla proiezione della potenza indiana nell\u2019area mediorientale. Tutte queste dinamiche continuano ad esercitare dei forti impatti sulla nostra vita corrente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La geopolitica non \u00e8 solamente costituita dal grande gioco di potenze che formano parte di una serie di blocchi, vi sono anche specifiche di tematiche di natura economica e commerciale oltre a quella relativa ai dati personali che hanno delle ricadute enormi su ogni sistema paese. Per questo motivo i paesi devono sapersi adattare alle nuove sfide potenziando l\u2019intelligence come strumento non pi\u00f9 di semplice raccolta di dati ma come perseguimento di uno specifico obiettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>L\u2019Occidente in crisi: tensioni tra stati Uniti e Unione Europea<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019unit\u00e0 dell\u2019Occidente sembra essere stata messa in discussione dalla presenza di un presidente come Donald Trump che ha accentuato la profonda rivalit\u00e0 tra gli Usa e Ue. La Ue non \u00e8 pi\u00f9 concepita come un semplice alleato, semmai \u00e8 diretto rivale. Il TTIP (Transatlantic Trade Investment Partnership), accordo commerciale di libero scambio in corso di negoziato dal 2013, ha costituito un oggetto di frizione in quanto entrambi gli attori politici coinvolti sono in concorrenza nel medesimo mercato-mondo. Il TTIP resta un progetto valido, tuttavia, pu\u00f2 rivelarsi uno strumento controproducente perch\u00e9 \u00e8 soggetto agli sbalzi di umore del presidente americano che utilizza la leva del commercio per condizionare le scelte politiche dell&#8217;UE. In quest\u2019ottica si \u00e8 resa necessaria la capacit\u00e0 dell\u2019UE di dirigersi verso altri lidi in modo da poter aggirare gli ostacoli imposti dagli Usa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le questioni economiche, commerciali e geopolitiche finiscono con l\u2019esercitare un forte impatto sui sistemi paesi che devono adattarsi rapidamente all\u2019evoluzione di questo scenario che presenta molte incognite. I rischi che i paesi devono fronteggiare possono essere contrastati solo attraverso un rapido adattamento dell\u2019intelligence alla singola situazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nuove minacce: terrorismo, migrazioni e sicurezza dei dati<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Conflitti, crisi economiche e instabilit\u00e0 geopolitica hanno contribuito ad alimentare in vari modi il fenomeno del terrorismo jihadista che \u00e8 correlato al delicato tema dell\u2019immigrazione irregolare e della questione dei dati personali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Alcuni osservatori sottolineano come l\u2019Italia, paese europeo della sponda sud abbia sostenuto un carico sproporzionato nella gestione dei flussi irregolari, respingendo nel 2013 soltanto il 36% delle richieste d\u2019asilo a fronte di una percentuale nei paesi nordici molto pi\u00f9 alta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019immigrazione irregolare, il rischio jihadista e la proliferazione di nuove tecnologie come l\u2019intelligenza artificiale assieme al tema della sicurezza dei dati personali hanno spinto alcuni paesi a riorganizzare la propria attivit\u00e0 di informazione e prevenzione. La Francia \u00e8 stato il primo paese a sperimentare questa problematica dotandosi a favore della scatola nera, uno strumento che \u00e8 stato progettato per rilevare comportamenti scorretti o pericolosi da parte di uno o pi\u00f9 utenti delle reti. Le scatole nere non possono funzionare senza l\u2019intervento umano, perch\u00e9 se \u00e8 vero che esse raccolgono i dati in maniera aggregata, questi devono essere interpretati da persone qualificate.&nbsp; La lotta al contrasto del fenomeno del terrorismo internazionale finisce cos\u00ec per avere delle ricadute su temi delicati, in cui occorre trovare un equilibrio tra il diritto alla sicurezza di uno stato e il diritto alla privacy dei singoli cittadini. Siamo di fronte a un bivio. Il bilanciamento tra sicurezza e libert\u00e0 rappresenta una delle sfide centrali delle democrazie contemporanee.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I nostri paesi sono chiamati ad affrontare una serie di sfide che rendono lo scenario attuale pieno di incognite, per poter fronteggiare tali problematiche abbiamo bisogno di una profonda conoscenza dei vari scenari geopolitici assieme a una chiara flessibilit\u00e0 del sistema paese che deve adattarsi al rapido mutamento del panorama se vuole fronteggiare tale fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"#_ftnref1\" id=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>Joel Terracina, dottorando di ricerca in scienze giuridiche e politiche e ricercatore associato presso l\u2019istituto di scienze sociali e studi strategici Gino Germani.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le relazioni internazionali stanno attraversando una fase turbolenta caratterizzata dalla rottura del fragile equilibrio che regolava il sistema stesso[1]. 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