{"id":1286,"date":"2014-12-18T10:52:49","date_gmt":"2014-12-18T10:52:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1286"},"modified":"2022-03-28T18:57:03","modified_gmt":"2022-03-28T16:57:03","slug":"migranti-clandestini-terroristi-indagini-a-palermo-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/migranti-clandestini-terroristi-indagini-a-palermo-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Migranti, clandestini, terroristi: indagini a Palermo \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Oggi, 18 dicembre, i media comunicano che la Procura di Palermo ha aperto un\u2019indagine dopo che i servizi segreti hanno segnalato la possibile presenza di terroristi tra gli immigrati sbarcati negli ultimi mesi in Sicilia. Sul caso indaga anche la Procura di Milano: si legge che inquirenti milanesi hanno utilizzato lo &#8220;strumento normativo delle intercettazioni cosiddette preventive&#8221; per &#8220;verificare ipotesi di terrorismo individuale, nonch\u00e9 le segnalazioni, provenienti da svariate fonti, relative all&#8217;adesione-partecipazione allo &#8216;stato islamico&#8217;&#8221;. Di massima la notizia \u00e8 abbastanza \u201csotto traccia\u201d, e ci\u00f2 \u00e8 bene considerata la sensibilit\u00e0 politica intorno al tema migrazione e a quello terrorismo: due questioni capaci di mobilitare la \u201cpancia\u201d della politica e della gente e che, invece, hanno bisogno di politiche rigorose frutto di una analisi fredda e consapevole.<!--more-->Scrissi anni addietro per sostenere la non utilit\u00e0 da parte dei gruppi terroristi di usare i flussi di clandestini per infiltrare loro operativi. Ed era cos\u00ec per i caratteri che aveva allora l\u2019area mediterranea, il sistema di relazioni tra i gruppi, il modus operandi degli stessi e altre questioni \u201ctecniche\u201d: nel complesso quella strada di infiltrazione era scomoda e rischiosa rispetto alle altre possibili.<\/p>\n<p>Ma le cose sono cambiate, \u00e8 quello che era improbabile perch\u00e9 non funzionale al terrorismo allora, adesso \u00e8 diventato probabile.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 ad agosto 2014, da Dubai si segnalava l\u2019arresto da parte algerina, su segnalazione dell\u2019intelligence, di \u201c<em>200 Syrians who had been hoping to reach Italy with the help of Libyan Islamists. The Libyan had promised to smuggle them by boat, a security source said on Tuesday. Algeria, like other countries in North Africa, is worried that militant Islamists are exploiting Libya&#8217;s chaos to smuggle weapons, train fighters and send migrants to Europe &#8212; possibly to bring in cash to fund their operations<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Le ragioni che mi portano a delineare questo scenario sono diverse:<\/p>\n<p><strong>un surplus di manodopera combattente<\/strong>: IS ha attratto numerosi combattenti stranieri (quelli che chiamiamo \u201cforeign fighter\u201d), molti dei quali permangono per un periodo limitato in area di operazioni e poi rientrano. Si tratta di uomini che hanno acquisito competenze operative e sono abituati a usarle. Il numero dei reduci del jihad \u00e8 in potenziale aumento<\/p>\n<p><strong>indirizzi specifici di alcuni mullah<\/strong>, comparsi in forum e chat islamiste, invitano i jihadisti ad addestrarsi con IS ma a non morire nel califfato, ma a tornare nei paesi di origine per portarvi il jihad<\/p>\n<p><strong>il modus operandi del terrorismo<\/strong> \u00e8 cambiato: si \u00e8 passati dall\u2019attentato organizzato con cellule strutturate in ruoli specifici, a quello \u201crandom\u201d attuato dai lone wolf. I combattenti rientrati \u201ca casa\u201d diventano (utilizzando termini da cyber warfare) degli \u201czombie\u201d attivabili con segnali deboli e de-strutturati su soft target<\/p>\n<p><strong>la situazione nord africana <\/strong>\u00e8 completamente destabilizzata e conflittuale: il controllo \u00e8 sempre pi\u00f9 problematico da parte delle istituzioni legittime via via sostituite da gruppi che si ispirano all\u2019islam radicale. In questo contesto, inoltre, le branch gi\u00e0 legate ad al-Qaeda hanno prestato giuramento di fedelt\u00e0 al Califfato e sono in relazione organica con strategie e politiche di IS<\/p>\n<p><strong>le politiche di alcuni stati nord africani<\/strong> sono orientate alla identificazione, incarcerazione e\/o non ammissione nel paese dei propri cittadini combattenti del jihad. Per esempio, il Marocco adotta questa politica temendo che i jihadisti rientranti commettano attentati nel Paese, come accadde a Casablanca nel 2003 con gli attacchi commessi dai combattenti di ritorno dall\u2019Afghanistan<\/p>\n<p><strong>Al-Qaeda nel Magreb (AQIM) \u00e8 da tempo un consolidato service provider<\/strong> dei trafficanti di uomini che gestiscono i flussi di clandestini: ultimamente la relazione tra criminalit\u00e0 organizzata che gestisce il traffico e terrorismo che provvede alla sicurezza dei traffici \u00e8 sempre pi\u00f9 stretta, da cui la facilit\u00e0 e funzionalit\u00e0 nell\u2019usare questi flussi (in progressivo aumento) da parte dei terroristi.<\/p>\n<p>La combinazione di questi fattori, oggi, mostra come l\u2019impiego dei canali di immigrazione clandestina possa essere funzionale a un disegno destabilizzante per portare il jihad in Europa e sia diventata una possibile pratica da utilizzare.<\/p>\n<p>Detto questo, che mi sento di sostenere con una analisi, \u00e8 importante elaborare strategie lucide e consapevoli affinch\u00e9 la tutela della sicurezza e la lotta al terrorismo non legittimino interventi estensivi e \u201cdebordanti\u201d: pi\u00f9 che mai \u201cfare di tutte le erbe un fascio\u201d sarebbe controproducente proprio sul piano pratico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, 18 dicembre, i media comunicano che la Procura di Palermo ha aperto un\u2019indagine dopo che i servizi segreti hanno segnalato la possibile presenza di terroristi tra gli immigrati sbarcati negli ultimi mesi in Sicilia. 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