{"id":12975,"date":"2026-05-22T12:19:52","date_gmt":"2026-05-22T10:19:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=12975"},"modified":"2026-07-22T11:57:56","modified_gmt":"2026-07-22T09:57:56","slug":"lattentato-di-modena-insegna-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lattentato-di-modena-insegna-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"L\u2019attentato di Modena insegna \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attentato di Modena \u00e8 un\u2019occasione importante per una riflessione attenta. Ci aiuta il partire dal presupposto che \u201c<em>non c\u2019era alcuna buona ragione per pensare che non sarebbe successo<\/em>\u201d a Modena o altrove in Italia, perch\u00e9 si tratta di un attentato sviluppato con una modalit\u00e0 operativa da anni \u201cviralizzata\u201d: oggetto di specifica propaganda da parte del terrorismo, soprattutto jihadista, quale strumento facile e poco costoso (automobile ariete sulla folla e poi utilizzo del coltello da parte dell\u2019attaccante) da imitare.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Modena, dunque, \u00e8 il buon risultato della penetrazione comunicativa del terrorismo che, per un\u2019Italia che si pensava immune dal terrorismo islamista, fa suonare un campanello d\u2019allarme. Indipendentemente dal fatto che quanto accaduto a Modena trovi motivazione nell\u2019adesione dell\u2019attaccante al jihad oppure no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa premessa ci chiede di comprendere quanto accaduto per ridurre le vulnerabilit\u00e0, migliorare le difese, rimuoverne le cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nelle righe che seguono cerco di farlo, riorganizzando i concetti che ho gi\u00e0 espresso nelle numerose interviste di questi giorni, rispondendo a tre domande:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 trattato di un attacco terroristico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attaccante \u00e8 un jihadista o un pazzo o un immigrato non integrato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come possiamo difenderci?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si \u00e8 trattato di un attacco terroristico?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, certamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta a questa domanda implica una necessaria e urgente riflessione sulla definizione di terrorismo, oggi inutilmente legata alle forme di terrorismo politico ed europeo del secolo scorso, che richiede la volont\u00e0 politica di sovvertimento del sistema. Senza motivazione politica, non c\u2019\u00e8 terrorismo: questo \u00e8 un errore normativo che limita sia la possibilit\u00e0 di giudizio sia di indagine, ispirandosi a un quadro concettuale superato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terrorismo degli ultimi decenni non \u00e8 pi\u00f9 quello del passato: \u00e8 pi\u00f9 radicale ed etimologicamente coerente con il proprio nome: \u201cterrore\u201d. Oggi un attentato terroristico \u00e8 tale per gli effetti che ottiene e non per le ragioni che lo motivano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tali effetti si riscontrano su due livelli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo effetto riguarda la societ\u00e0 che viene colpita, l\u2019obiettivo \u00e8 la destabilizzazione della vita quotidiana, la rottura delle routine, la diffusione della paura sia attraverso la scarsa comprensione delle motivazioni dell\u2019atto da parte delle vittime, sia per la scelta di bersagli quotidiani (la massa delle persone e la semplicit\u00e0 delle cose): terrorizzarla.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo effetto riguarda l\u2019organizzazione stessa del terrorismo: ogni attacco viene sfruttato sul piano comunicativo per rinforzare la viralit\u00e0 del modo operativo. \u00c8 normale che dopo ogni attentato le piattaforme digitali legate al terrorismo rilancino video e immagini dell\u2019evento, santificando l\u2019attentatore e propugnandone l\u2019imitazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A Modena il primo effetto \u00e8 stato immediatamente evidente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il secondo effetto si \u00e8 subito realizzato nelle prime ore dopo l\u2019attentato quando su Facebook, un primo utente ha condiviso il video di quanto accaduto, insieme a un bot per un canale di notizie del jihad su Telegram che riposta il video. Seguono una ventina di commenti che elogiano quanto fatto da Salim el-Koudri e invitano all&#8217;emulazione<a>.<\/a> La medesima comunicazione va in onda su TikTok, Instagram e altre piattaforme utilizzate dal jihad: la viralizzazione che produce imitazione ha inizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, entrambi gli effetti sono presenti: Modena \u00e8 stato un attacco terroristico se lo misuriamo sugli effetti funzionali al terrorismo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019attaccante \u00e8 un jihadista o un pazzo o un immigrato non integrato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 tutte e tre le cose, e anche di pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il dibattito \u00e8 immediatamente esploso con narrative monodimensionali che davano una risposta univoca. Per qualcuno era un jihadista. Per qualcun altro un pazzo. Per altro ancora un immigrato che esprimeva la sua rabbia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ciascuna di queste affermazioni soddisfa esclusivamente la convinzione di chi la esprime, ma non ha a che vedere con la realt\u00e0. Puntare il dito e l\u2019accusa contro ciascuno e solamente uno di questi tipi, soddisfa la propria convinzione e prospettiva ideologica fornendo un\u2019adeguata argomentazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma non \u00e8 realt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La domanda \u00e8: c\u2019\u00e8 qualche buona ragione per cui un terrorista non possa rappresentare contemporaneamente questi tre tipi? Anche ragionando secondo il vecchio schema di \u201cappartenenza motivata\u201d a un gruppo terrorista? Perch\u00e9 se assumiamo la mia proposta fondata sugli \u201ceffetti\u201d, la domanda acquista minore rilevanza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In ogni caso la risposta \u00e8: no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzi, \u00e8 nella storia del terrorismo (non solo jihadista, ma per esempio a cominciare dal vecchio terrorismo Tamil) di promuovere reclutamento tra fasce disagiate, disabili e psichicamente instabili della popolazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il \u201cmatto\u201d \u00e8 un target della radicalizzazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa nota evidenzia un \u201cflag\u201d su questo tipo umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per quanto riguarda l\u2019immigrazione, molto spesso la marginalit\u00e0 la riconduce all\u2019affermazione precedente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 anche vero che la maggior parte degli immigrati viene in Italia per lavorare e cercare un futuro. \u00c8 per\u00f2 anche vero che la maggior parte degli attacchi jihadisti in Europa \u00e8 stata compiuta da immigrati di prima o seconda generazione. Anche questa nota evidenzia un \u201cflag\u201d su questo tipo umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infine, per quanto riguarda il \u201ctipo jihadista\u201d, forse il patentino non \u00e8 pubblico, anzi, come ben spiegato dalle tecniche di simulazione proprie di questo terrorismo, \u00e8 bene non apparire se non nel momento dell\u2019attacco.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In conclusione, identificare il terrorista come un unico \u201ctipo umano\u201d, classificabile con criteri semplici e monodimensionali, fa parte dell\u2019illusione di poter semplificare le cose che per loro natura non lo sono, in questo modo credendo di comprenderle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oppure, per soddisfare le proprie ragioni, cercando un colpevole o un innocente coerente con le categorie ideologiche che mi rappresentano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il terrorista \u00e8 \u201cuno\u201d solo quando si manifesta con l\u2019attacco che produce i due effetti commentati. Per il resto, \u00e8 qualcuno che si aggira nella nostra comunit\u00e0 senza la necessit\u00e0 di apparire cos\u00ec distante dagli altri, plurale come tutti, multidimensionale nella sua descrizione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come possiamo difenderci?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Col controllo esterno e il cambiamento interno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le strategie sono necessariamente due: una a breve termine per ridurre il rischio e minimizzare il danno; l\u2019altra a medio-lungo termine per rimuovere le cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per sviluppare queste &nbsp;strategie dobbiamo considerare i due caratteri principali della nostra societ\u00e0 che, da tempo, \u00e8 una societ\u00e0 radicalizzata e disintegrata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La radicalizzazione violenta si affaccia rapidissima e spesso come prima scelta individuale di espressione di rabbia, scontento, paura, identit\u00e0 senza intermediazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essa \u00e8 sfruttata dal terrorismo politico e religioso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essa \u00e8 il frutto di una societ\u00e0 violenta che argomenta sulla legittimit\u00e0 della violenza caso per caso, dando cos\u00ec a ciascuno, a causa della frammentariet\u00e0 delle opinioni, di trovarsi almeno qualche volta d\u2019accordo con la necessit\u00e0 della violenza. Anche questo \u00e8 il successo della radicalizzazione: legittimare i distinguo sull\u2019atto violento per le ragioni e non per gli effetti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forse non per caso ho proprio suggerito che il terrorismo fosse tale per gli effetti: perch\u00e9 la sua definizione diventerebbe oggettivamente poco discutibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cos\u00ec come la violenza non pu\u00f2 ammettere discussione che la giustifichi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La disintegrazione della societ\u00e0 \u00e8 evidente nella sua incapacit\u00e0 di educare cittadini a una comunit\u00e0 di lingua e valori, di cultura. Non si tratta solo di frammentazione, esplosione in frammenti e piccoli pezzi dell\u2019unit\u00e0 senza tuttavia perdere il riferimento a quest\u2019ultima. E di pi\u00f9: la disintegrazione implica la perdita della coesione interna, delle relazioni tra i componenti fondamentali della struttura sociale, il suo cambio di forma, l\u2019assenza di modelli condivisi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dunque, la disintegrazione del sistema riguarda innanzitutto noi stessi, le nostre istituzioni e relazioni: abbiamo bisogno di tempo e volont\u00e0 per ricostruire un modello condiviso di vita sociale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E in questa situazione ci si pone la domanda su come \u201cintegrare\u201d l\u2019altro? Integrare a cosa? Considerato che non abbiamo modelli di riferimento? Dopo avremo la possibilit\u00e0 di integrare altri, avendo un modello da proporre.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In questo contesto di radicalizzazione e disintegrazione, la riduzione del rischio passa attraverso il controllo del limite dell\u2019agire che &nbsp;non pu\u00f2 che esprimersi attraverso l\u2019esercizio del potere e della forza: anticipare per reprimere e intervenire per contenere il danno.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il controllo attraverso il potere e la forza non \u00e8 la soluzione al problema, ma \u00e8 necessario perch\u00e9 genera la condizione per affrontare la soluzione in uno scenario libero dall\u2019urgenza data dall\u2019attualit\u00e0 della minaccia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Infatti, la seconda strategia a lungo termine non pu\u00f2 che attuarsi senza la pressione della minaccia e l\u2019instabilit\u00e0 della paura.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ora pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario avere chiaro il quadro: esercitare un controllo sempre pi\u00f9 efficace per trovare una soluzione delle cause necessariamente sistemica, con il coinvolgimento organizzato soprattutto delle istituzioni deputate alla sicurezza, all&#8217;educazione e alla gestione sanitaria delle persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si tratta di due strategie (breve\/lungo termine; controllo\/rimozione delle cause) che devono essere tra loro interdipendenti per scelta politica: la sola strategia del controllo produce inevitabilmente una escalation degli atti violenti, in un continuo rimpallo tra azione e repressione, se non accompagnata dai progressi di una strategia a lungo termine che affronti le cause.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quanto accaduto a Modena ha mostrato una societ\u00e0 che ha comprensibilmente paura, anche perch\u00e9 per sconfiggere la violenza deve innanzitutto trovare le buone ragioni al proprio interno, e spezzettata nelle tante interpretazioni soggettive del terrorismo che sono solo funzionali ai loro autori, per confermarne le convinzioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 un atteggiamento comprensibile ma pericoloso perch\u00e9 genera grande vulnerabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Dipende soprattutto da noi se le cose andranno\u2026 peggio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attentato di Modena \u00e8 un\u2019occasione importante per una riflessione attenta. 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