{"id":1368,"date":"2015-01-12T08:16:13","date_gmt":"2015-01-12T08:16:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1368"},"modified":"2015-01-27T15:44:50","modified_gmt":"2015-01-27T15:44:50","slug":"attacco-jihadista-a-charlie-hebdo-terrorismo-di-successo-o-fallimentare-elementi-di-analisi-by-claudio-bertolotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/attacco-jihadista-a-charlie-hebdo-terrorismo-di-successo-o-fallimentare-elementi-di-analisi-by-claudio-bertolotti\/","title":{"rendered":"Attacco jihadista (a Charlie Hebdo): terrorismo di successo o fallimentare? Elementi di analisi &#8211; by Claudio Bertolotti"},"content":{"rendered":"<p>Parigi, 8-9 gennaio 2014: 20 morti (17 vittime e tre terroristi jihadisti). Dopo Canada, Stati Uniti e Australia, i due episodi in Francia, collegati o meno tra di loro, forniscono alcuni utili elementi di valutazione sul \u201cterrorismo jihadista\u201d contemporaneo.<\/p>\n<p><!--more-->A supporto di una successiva e approfondita analisi, si vogliono qui elencare sinteticamente gli elementi di forza caratterizzanti tale fenomeno (in fase di espansione e radicalizzazione), le vulnerabilit\u00e0, gli elementi di minaccia, le opportunit\u00e0 e, infine, i \u201c<em>trade-off<\/em>\u201d \u2013 le variabili in grado di influire sugli sviluppo socio-politici e sulle procedura di sicurezza in atto e in fase di implementazione.<\/p>\n<p>In primo luogo,\u00a0 i <strong>punti di forza<\/strong> del terrorismo jihadista si concretizzano nelle adeguate capacit\u00e0 informativa, organizzativa e di movimento a cui si uniscono la forte motivazione e l\u2019elevato livello operativo acquisito da quei <em>foreign fighter <\/em>\u201ceuropei\u201d che hanno fatto rientro dai teatri di guerra iracheno, siriano e libico. Tali soggetti sono in grado di sfruttare a proprio vantaggio la pressoch\u00e9 infinita disponibilit\u00e0 di obiettivi di tipo \u201c<em>soft target<\/em>\u201d da colpire e caratterizzati da un elevato livello di vulnerabilit\u00e0; un vantaggio che si accompagna alla possibilit\u00e0 di reperimento di armi da guerra provenienti dal mercato nero (nulla a che vedere con le armi comuni regolarmente denunciate e detenute) e di equipaggiamenti reperibili dal libero commercio. Azioni di questa tipologia sono in grado di indurre all\u2019emulazione altri soggetti, indipendenti e non organizzati: i <em>lone wolf<\/em>\u00a0 (o terroristi autoctoni).<\/p>\n<p>Agli elementi forti fanno eco alcuni <strong>fattori di debolezza del terrorismo jihadista<\/strong>. <em>In primis<\/em>, sul piano operativo, la marginale capacit\u00e0 di colpire con efficacia la maggior parte degli <em>hard-target<\/em> (obiettivi militari, infrastrutture strategiche, critiche e sensibili); sul piano informativo vi \u00e8 invece una concreta vulnerabilit\u00e0 all\u2019identificazione attraverso i <em>social-network<\/em>. Infine, su un piano pi\u00f9 generale, permangono gli attriti latenti all\u2019interno delle eterogenee dimensioni jihadiste, mentre si sviluppano le conflittualit\u00e0 tra i differenti <em>brand<\/em> del jihad, in particolare Al-Qa\u2019ida <em>vs<\/em> l\u2019ISIS<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> (quello a cui stiamo assistendo \u00e8 uno sforzo parallelo condotto da due organizzazioni in competizione tra di loro: la prima in fase di declino, ma con una struttura organizzativa consolidata, l\u2019altra in piena fase espansiva, ma con una limitata esperienza operativa al di fuori del campo di battaglia convenzionale: una competizione che potrebbe portare a un\u2019intensificazione delle azioni violente).<\/p>\n<p>Ai fattori di debolezza del terrorismo jihadista, si contrappongono le<strong> vulnerabilit\u00e0 degli stati occidentali<\/strong>. I pi\u00f9 recenti eventi, tendono a dimostrare come le forze di sicurezza e di <em>intelligence<\/em> non siano in grado di contrastare le manifestazioni di un fenomeno sempre pi\u00f9 audace (e il verificarsi di un singolo episodio si impone su quelli prevenuti con efficacia); nel complesso vi \u00e8 una sostanziale incapacit\u00e0 previsionale da cui derivano limiti oggettivi di azione preventiva \u2013 accentuati dai tagli alle spese della componente difesa-sicurezza \u2013 nei confronti dei potenziali obiettivi la cui salvaguardia richiede(rebbe) elevati costi in termini di risorse umane, economiche e materiali per garantirne la sicurezza fisica. Inoltre, pesa l\u2019assenza di un adeguato quadro giuridico finalizzato a un efficace contrasto al \u201cterrorismo fondamentalista di matrice jihadista\u201d (che differisce \u00a0dallo storico \u201cterrorismo politico\u201d di stampo europeo in ragioni, dinamiche, sviluppi e organizzazione).<\/p>\n<p>Pesa, nel complesso, l\u2019assenza di una classe dirigente competente in grado di definire una linea strategica per la sicurezza e che sia, al contempo, in grado di far fronte al crescente disagio sociale \u2013 in parte conseguenza di un alto tasso di disoccupazione \u2013 e alla pressione dell\u2019opera di reclutamento e propaganda jihadista \u2013 sia globale via web, sia a livello locale. A ci\u00f2 si aggiungono la diffusione del \u201cterrore\u201d, il condizionamento dell\u2019opinione pubblica, l\u2019esaltazione di sentimenti nazionalistici e la deriva estremista (su entrambi i fronti) e populista i cui effetti inducono a scelte politiche restrittive, tra le quale anche la limitazione di diritti individuali (<em>privacy<\/em> e sicurezza) e la sospensione di accordi internazionali (nel merito si cita la decisione del governo francese di limitare il libero movimento dei cittadini europei attraverso le proprie frontiere, in deroga al trattato di Shengen).<\/p>\n<p>Significative le <strong>opportunit\u00e0 potenziali<\/strong>, su entrambi i fronti.<\/p>\n<p><strong>Le opportunit\u00e0 del terrorismo jihadista<\/strong> sono conseguenza del contesto in cui si \u00e8 orientato a operare e della riorganizzazione strutturale.<\/p>\n<p>Il contesto operativo \u00e8 il \u201c<strong><em>domestic<\/em> <em>urban warfare<\/em><\/strong>\u201d (ambito urbano ad alta densit\u00e0 di popolazione) in grado, da un lato, di garantire la presenza di <em>safe-areas<\/em> di supporto e, dall\u2019altro, di opporre una limitata capacit\u00e0 di reazione da parte di forze di polizia urbana dal basso profilo operativo.<\/p>\n<p>Si \u00e8 cos\u00ec imposta una nuova <strong>forma ibrida della guerra<\/strong> che ha indotto a una razionale riorganizzazione strutturale del terrorismo jihadista, su base \u201cmolecolare<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>\u201d, rafforzata dall\u2019attivazione di cellule\/nuclei\/individui dormienti (<strong>c.d. \u201czombie\u201d<\/strong>)<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> gi\u00e0 presenti in Europa o in aree di prossimit\u00e0 (come la Turchia che \u00e8 al tempo stesso area di transito della \u201ctransumanza jihadista\u201d).<\/p>\n<p>Le\u00a0 <strong>opportunit\u00e0 che possono essere colte dagli stati occidentali<\/strong> sono rappresentate, in primo luogo, da una collaborazione attiva delle agenzie <em>intelligence<\/em> funzionale alla possibile riorganizzazione di un modello di difesa-sicurezza di tipo \u201cdiffuso e condiviso\u201d; a ci\u00f2 si unisce l\u2019opportunit\u00e0 di un\u00a0 maggiore coinvolgimento delle comunit\u00e0 musulmane. In secondo luogo, v\u2019\u00e8 da porre in evidenza l\u2019opportunit\u00e0 rappresentata da un razionale, quanto efficace, impegno dell\u2019Occidente nella lotta ad ampio spettro all\u2019ISIS e in un coerente ed equilibrato controllo delle frontiere lungo l\u2019arco mediterraneo.<\/p>\n<p>A fronte delle opportunit\u00e0, vi sono le <strong>minacce<\/strong>. La prima \u00e8 rappresentata dall\u2019emergere di una condizione di tensione sociale derivante da azioni terroristiche reali o, pi\u00f9 semplicemente, potenziali, a cui si contrappongono i limiti di capacit\u00e0 di reazione e contrasto dei governi europei. Limiti che saranno messi a dura prova dal probabile fenomeno di emulazione che seguir\u00e0 e dalla replicabilit\u00e0 di azioni dimostrative anche violente (ad esempio, l\u2019incendio alla rivista tedesca \u201cHamburger Morgenpost\u201d l\u201911 gennaio, che nei giorni scorsi ha pubblicato alcune vignette di Charlie Hebdo, e, lo stesso giorno, l\u2019allarme bomba a Bruxelles alla sede del pi\u00f9 importante quotidiano belga, \u201cLe Soir\u201d). Un livello di minaccia accentuato dalla natura inequivocabile del ruolo di \u201c<em>one-shot fighter<\/em>\u201d del \u201cterrorista\u201d, determinato dalla consapevolezza di andare incontro a morte altamente probabile o certa.<\/p>\n<p>Infine, le <strong><em>scelte alternative<\/em><\/strong> (<strong><em>trade-off<\/em><\/strong>). Sul piano della sicurezza, non sono da escludere i potenziali effetti dinamizzanti derivanti dal processo di amplificazione mass-mediatica, a cui concorrono sia le striscianti quanto fantasiose teorie \u201ccomplottistiche\u201d, sia la diffusione virale di quei video-web postumi dei terroristi<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a> che possono alimentare le dinamiche di competizione dei gruppi di jihadisti ed esaltare improvvisati <em>lone wolf<\/em>. Significativa \u00e8 la strategia finalizzata all\u2019attenzione massmediatica che ha per scopi l\u2019amplificazione del messaggio e la capacit\u00e0 attrattiva dei potenziali militanti (in particolare Al-Qa\u2019ida e ISIS, che in tale contesto muovono verso un\u2019accelerata recrudescenza di azioni mediaticamente sempre pi\u00f9 appaganti; con ci\u00f2 indicando un\u2019<em>escalation<\/em> nell\u2019intensit\u00e0 delle future azioni su suolo europeo e, dunque, anche italiano).<\/p>\n<p>Fatte queste necessarie valutazioni iniziali, concludiamo con l\u2019elenco (certamente parziale) degli effetti derivanti da una singola azione portata a compimento da due soli soggetti (a cui si aggiunge una seconda azione condotta da un singolo terrorista).<\/p>\n<p>Sul piano tattico e operativo:<\/p>\n<ul>\n<li>eliminazione degli obiettivi (dal forte valore simbolico);<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di tenere impegnate 88.000 unit\u00e0 della sicurezza nazionale (Forze Armate e di polizia), distraendole dai normali compiti di routine;<\/li>\n<li>blocco della capitale di una delle pi\u00f9 importanti nazioni a livello mondiale;<\/li>\n<li>dimostrazione dei limiti dello strumento <em>intelligence<\/em> e di sicurezza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Sul piano strategico e politico:<\/p>\n<ul>\n<li>diffusione e amplificazione massmediatica del messaggio jihadista;<\/li>\n<li>dimostrazione dell\u2019imprevedibilit\u00e0 della minaccia;<\/li>\n<li>generale consapevolezza di vulnerabilit\u00e0 (forte impatto psicologico);<\/li>\n<li>terrore diffuso immediato e paura collettiva persistente;<\/li>\n<li>scelta da parte degli attentatori del \u201cmartirio autonomamente scelto (<em>istisshadi<\/em>) e imposizione del ruolo di \u201cmartire\u201d (<em>shahid<\/em>) di fronte alla propria comunit\u00e0;<\/li>\n<li>induzione alla polarizzazione \u201cidentitaria\u201d;<\/li>\n<li>fomento degli impulsi populisti e radicali;<\/li>\n<li>mobilitazione della Comunit\u00e0 internazionale;<\/li>\n<li>avvio del processo di revisione dei protocolli di sicurezza;<\/li>\n<li>sospensione degli accordi di Shengen e possibile restrizione delle libert\u00e0 individuali (<em>privacy<\/em>, mobilit\u00e0).<\/li>\n<\/ul>\n<p>In estrema sintesi, si tratta innegabilmente di un successo sui piani mediatico, politico, psicologico e su quello della sicurezza; un successo facilmente replicabile \u2013 anche in Italia \u2013 indipendentemente dagli effetti diretti su quel \u201ccampo di battaglia\u201d del quale siamo parte, in veste di attori protagonisti o di semplici comparse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Le due azioni perpetrate a Parigi sono state attribuite una ad Al-Qa\u2019ida e l\u2019altra all\u2019ISIS.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Definizione introdotta da M. Minniti, sottosegretario con delega ai servizi, intervista a <em>Il Corriere della Sera<\/em> dell\u20198 gennaio 2014.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> Si rimanda al contributo di M. Lombardi, <em>Dopo Charlie Hebdo solo Zombie: il nuovo terrorismo ibrido<\/em>, in <a href=\"http:\/\/www.itstime.it\">www.itstime.it<\/a>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> Video diffuso via web il giorno dopo l\u2019uccisione di Amedy Coulibaly, responsabile dell\u2019uccisione di una poliziotta e dell\u2019assalto a un negozio ebraico.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parigi, 8-9 gennaio 2014: 20 morti (17 vittime e tre terroristi jihadisti). Dopo Canada, Stati Uniti e Australia, i due episodi in Francia, collegati o meno tra di loro, forniscono alcuni utili elementi di valutazione sul<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/attacco-jihadista-a-charlie-hebdo-terrorismo-di-successo-o-fallimentare-elementi-di-analisi-by-claudio-bertolotti\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1328,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[150,87,30,151,216],"class_list":["post-1368","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-charlie-ebdo","tag-isis","tag-jihad","tag-paris","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1368","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1368"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1368\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1369,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1368\/revisions\/1369"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1328"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1368"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1368"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1368"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}