{"id":1396,"date":"2015-01-20T19:41:58","date_gmt":"2015-01-20T19:41:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1396"},"modified":"2022-03-28T19:02:06","modified_gmt":"2022-03-28T17:02:06","slug":"back-in-the-day-tutto-cambia-perche-nulla-cambi-lattuale-minaccia-militante-ha-davvero-mutato-pelle-by-emilio-palmieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/back-in-the-day-tutto-cambia-perche-nulla-cambi-lattuale-minaccia-militante-ha-davvero-mutato-pelle-by-emilio-palmieri\/","title":{"rendered":"Back in the day: tutto cambia perch\u00e9 nulla cambi? L\u2019attuale minaccia militante ha davvero mutato pelle? &#8211; by Emilio Palmieri"},"content":{"rendered":"<p>I recenti eventi di Parigi, per i quali le autorit\u00e0 francesi sono ancora in fase di orientamento in ordine ad ottenere un quadro quanto pi\u00f9 chiaro ed esaustivo, mettono in evidenza un possibile paradosso. Diversi commentatori, analisti e anche rappresentanti istituzionali considerano l\u2019attacco condotto dai fratelli Kouachi contro la redazione di Charlie Hebdo e da Amedi Coulibaly contro il supermarket kasher come manifestazione di una dinamica operativa nuova: individui \u201csociologicamente\u201d occidentali, dopo un processo di radicalizzazione, si recano in aree dominate da strutture militanti (Stato Islamico in Iraq e Siria &#8211; ISIS, al-Qa\u2019ida nella Penisola Arabica &#8211; AQAP), svolgono in queste zone attivit\u00e0 operative, rientrano nei paesi d\u2019origine e qui, unitamente ad un network limitato, conducono attacchi utilizzando le tattiche acquisite nel loro percorso militante.<!--more--><\/p>\n<p><em>I fattori di continuit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Ma siamo davvero sicuri che il pattern individuato per gli attacchi parigini sia davvero l\u2019indicatore di una nuova modalit\u00e0 operativa?<\/p>\n<p>Il trigger che fornisce gli spunti alla riflessione \u00e8 costituito dall\u2019analisi del background, criminale e no, degli autori dell\u2019attacco. In tale contesto, infatti, appaiono emergere in superficie alcuni attributi che riprendono, o addirittura ricalcano, il paradigma rispettato dalla precedente \u201cgenerazione salafita militante\u201d.<\/p>\n<p>Di seguito quelli che possono essere descritti come i \u201cfattori di continuit\u00e0\u201d:<\/p>\n<ol>\n<li>l\u2019influenza delle \u201cprime generazioni\u201d: a differenza di alcune posizioni dottrinale recentemente comparse, i fatti di Parigi hanno posto in rilievo come i combattenti dei \u201cgood old days\u201d esercitino un peso rimarchevole nei confronti delle nuove leve. Nello specifico, gli autori degli attacchi nella capitale francese hanno avuto relazioni significative, dirette o di secondo livello, con alcuni qa\u2019idisti appartenenti alla scena militante estremista internazionale dei primi anni 2000:<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 link diretto con l\u2019algerino Jamel Beghal: elemento di spicco del Gruppo Salafita per la Predicazione ed il Combattimento (GSPC) algerino \u2013 evoluto in al-Qa\u2019ida nel Maghreb Islamico (AQIM), sigla regionalista affiliata ad al-Qa\u2019ida \u2013 conosciuto e frequentato da Cherif Kouachi sia quando era detenuto nel carcere di Fleury nella seconda met\u00e0 degli anni 2000, sia una volta fuori unitamente a Coulibaly;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 link indiretto con Abu Hamza al-Masri: uno dei personaggi pi\u00f9 influenti della componente islamista fondamentalista londinese, imam della moschea di Finsbury Park, menomato agli occhi e agli arti a seguito di una detonazione accidentale durante il conflitto russo-afghano, recentemente condannato all\u2019ergastolo negli USA per motivi di terrorismo, in stretto contatto con Beghal;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 link indiretto con Abu Qatada al-Falastini: ritenuto lo spokesman di al-Qa\u2019ida in Europa, il giordano palestinese \u00e8 stato per anni la guida ideologica \u2013 e verosimilmente operativa \u2013 di militanti soprattutto di provenienza nord africana. In stretta relazione con Abu Hamza;<\/p>\n<p>&#8211;\u00a0\u00a0 link probabilmente diretto con Anwar al-Awlaki: yemenita di cittadinanza statunitense, elemento di spicco di AQAP, eliminato da una azione di \u201ctargeted killing\u201d da parte USA nel 2011 per mezzo di un drone armato di missili Hellfire. Cherif Kouachi, nel corso di una surreale intervista telefonica in costanza delle fasi finali della sua fuga, ha confermato di aver svolto l\u2019attacco per conto della struttura yemenita e che lo stesso al-Awlaki aveva in passato supportato economicamente parte delle sue attivit\u00e0. Inoltre, leak per ora non corroborati e provenienti da settori investigativi statunitensi fanno riferimento ad un periodo di addestramento svolto dal fratello Said in Yemen nel 2011, nel corso del quale il franco-algerino avrebbe anch\u2019egli incontrato al-Awlaki. Da ricordare che l\u2019attuale leader di AQAP &#8211; Nasser bin Ali al Ansi &#8211; ha recentemente rivendicato on-line la paternit\u00e0 dell\u2019attacco alla sede di Charlie Hebdo;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>l\u2019ambiente carcerario: come gi\u00e0 indicato, gli autori degli attacchi hanno trovato nell\u2019ambiente carcerario un \u201cbreeding ground\u201d. In tale contesto, infatti, le spinte ideologiche si consolidano grazie alle quotidiane relazioni con militanti di peso del movimento detenuti nel medesimo istituto; inoltre, sussistono le condizioni per l\u2019attivazione del network operativo\/logistico che, una volta fuori, pu\u00f2 portare ad esecuzione quanto pianificato tra le mura del carcere. L\u2019ambiente in argomento \u00e8 sicuramente uno degli elementi di interesse maggiormente indicati quale target da monitorare da pare degli apparati di difesa;<\/li>\n<li>contiguit\u00e0 di opportunit\u00e0 con la criminalit\u00e0 comune: la rete della criminalit\u00e0 ordinaria viene impiegata per il sostegno logistico di cui i \u201cmuscoli\u201d, ovvero i militanti che si occupano della azione vera e propria, hanno necessit\u00e0. Armi, documenti, finanziamenti, safe houses, prestanome, sono criticit\u00e0 organizzative irrinunciabili per i network eversivi che si trovano a dover reperire le risorse di supporto direttamente nelle localit\u00e0-obiettivo in cui compiono le attivit\u00e0 violente. Come si argomenter\u00e0 in seguito, tale contiguit\u00e0, essendo espressione di legami connettivi deboli e riferibili a motivi di opportunit\u00e0, \u00e8 una potenziale vulnerabilit\u00e0 che gli apparati di sicurezza possono aggredire al fine di degradare le capacit\u00e0 operative e tendere alla disarticolazione delle cellule localmente ingaggiate;<\/li>\n<li>la struttura cellulare: gli apparati di sicurezza italiani si sono adoperati nel dare una descrizione alle attuali strutture organizzative definendole come \u201cmicro-cellulari\u201d: tuttavia, tale prototipo organizzativo \u00e8 riscontrabile anche in contesti investigativi nazionali del periodo successivo agli eventi del 9\/11. Gli esiti di tali attivit\u00e0 hanno permesso di verificare come le strutture militanti che operavano in centri urbani quali Milano, Torino, Bologna, Napoli, erano costituite da network molto ristretti, autosufficienti, con capacit\u00e0 logistiche espresse sul terreno (equipaggiamenti, risorse, documenti), con una leadership informale rappresentata da elementi con esperienze in zone di combattimento (Bosnia, Afghanistan, Iraq) che, grazie all\u2019autorevolezza guadagnata sul terreno, dettavano i tempi operativi. Se volessimo fare un\u2019analogia, in stretti ed esclusivi termini organizzativi, il modello di riferimento potrebbe essere quello della Federazione Anarchica Informale, ovvero una struttura elastica, limitata, che utilizza un brand di rivendicazione in base al momento storico dell\u2019azione, ma orientata verso i macro obiettivi del movimento, con una leadership informale, un relativo margine di autonomia sul target di opportunit\u00e0 e una capacit\u00e0 logistica autonoma. Peraltro, tali elementi organizzativi erano gi\u00e0 patrimonio dei network militanti grazie anche all\u2019opera divulgativa dello stratega siriano Abu Musab al-Suri il quale aveva condensato le esperienze del movimento nel documento intitolato, nella traduzione inglese, \u201cGlobal Islamic Call to Resistance\u201d e disseminato nel web nel corso del 2004. In estrema sintesi:<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8211; \u00a0 azione violenta individualizzata, ovvero l\u2019attivit\u00e0 viene portata a termine da piccoli e autonomi nuclei o da addirittura da individui che si assumono la responsabilit\u00e0 tattica della realizzazione delle azioni;<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0 internazionalizzazione dell\u2019azione, cio\u00e8 capacit\u00e0 di portare a termine azioni violente in qualsiasi posto ritenuto idoneo a subire l\u2019attacco, con la responsabilit\u00e0 da parte degli agenti di condurre sul luogo-obiettivo tutte le attivit\u00e0 strumentali al compimento della missione;<\/p>\n<p>&#8211; \u00a0 \u201cnizam, la tanzim\u201d, ovvero \u201csistema, non organizzazione\u201d: necessit\u00e0 che venga limitato al massimo ogni legame tra agenti e leadership delle organizzazioni, relegando a questi ultimi la sola funzione di guida generale e quindi alzando la soglia di vulnerabilit\u00e0 della struttura.<\/p>\n<p>Una caratteristica di novit\u00e0 potrebbe essere rinvenuta nel profilo qualitativo\/individuale degli autori degli attacchi (\u201cforeign fighters\u201d quando si recano nelle terre di battaglia\/\u201dreturnees\u201d quando rientrano nei paesi di origine): soggetti nati e cresciuti in occidente che subiscono un processo virale che si sviluppa con l\u2019incubazione (iniziale approccio e radicalizzazione), l\u2019infezione vera e propria (attivit\u00e0 di combattimento nelle zone di guerra), lo stato di zombie e la sindrome contagiosa (una volta rientrati e divenuti cos\u00ec \u201cforce multiplier\u201d nei confronti di potenziali altri candidati per mezzo della prassi). Il pattern \u00e8 differente dal passato (anni \u201880\/\u201990\/\u20192000): bench\u00e8 infatti anche all\u2019epoca i foreign fighters esistessero (nel senso di combattenti stranieri che convergevano in un teatro quale l\u2019Afghansitan o la Bosnia) e potessero provenire da paesi occidentali (vedasi il caso del \u201cmilanese\u201d Anwar Shabaan fondatore dell\u2019Istituto Isalmico di viale Jenner e capo della Brigata Internazionale el-Muzahiddin in Bosnia), essi erano sostanzialmente \u201cprime generazioni\u201d: non erano infatti nati e cresciuti in paesi occidentali e non avevano sviluppato il processo sindromico come descritto.<\/p>\n<p><em>L\u2019azione di contrasto.<\/em><\/p>\n<p>Anche in relazione ai modelli di risposta da parte delle strutture di sicurezza europee, appare maggiormente premiante, in luogo della ricerca di nuovi modelli di contrasto, l\u2019implementazione di alcune iniziative info-investigative che risultano essere state individuate da tempo ma al contempo essere state debolmente strutturate.<\/p>\n<p>Come dimostrano gli attacchi in argomento, la dimensione \u201csmall footprint\u201d del network che ha eseguito l\u2019attivit\u00e0 violenta (lone o close-to-lone operators) si riscontra nella parte finale dell\u2019azione; tuttavia, come sta emergendo dai riscontri investigativi, il network che ha agevolato il risultato \u00e8 sicuramente pi\u00f9 ampio: soprattutto nella \u00a0fase definibile come \u201ccapacity building\u201d (reclutamento, approntamento logistico e di supporto) la struttura militante si \u00e8 servita o ha incluso anche elementi di supporto di secondo livello.<\/p>\n<p>In tale senso, l\u2019azione di contrasto dovrebbe caratterizzarsi secondo due attributi funzionali ovvero essere:<\/p>\n<ul>\n<li>target-centrica, al fine di razionalizzare efficacemente le risorse (in termini di uomini, mezzi, tempo e fondi) nei confronti di un obiettivo positivamente identificato come capacit\u00e0 critica di cui l\u2019avversario deve avvalersi per il compimento della sua missione;<\/li>\n<li>basata sugli effetti, nel senso che il goal \u00e8 rappresentato dalla disruption del network avversario in termini di degradazione delle sue capacit\u00e0 operative (effetto diretto) e di utilizzo degli elementi acquisiti in un ottica di l\u2019allargamento dell\u2019attivit\u00e0 anche in funzione preventiva (effetti di secondo ordine).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Come conseguenza, gli apparati di sicurezza dovrebbero strutturare la risposta secondo un approccio di tipo \u201ccounternetwork\u201d: l\u2019aggressione &#8211; informativa prima e kinetic poi \u2013 dovrebbe essere primariamente rivolta agli elementi di supporto e sostegno (i nodi periferici del network avversario, definibili come \u201ctier 2\u201d o \u201ctier 3\u201d) che:<\/p>\n<ul>\n<li>posseggono legami deboli con la struttura militante primaria (\u201ctier 1\u201d);<\/li>\n<li>non sono in possesso delle tattiche e tecniche di contro-sorveglianza e sono pertanto maggiormente monitorabili e\/o penetrabili.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con specifico riferimento al \u201ctier 1\u201d (ovvero il livello operativo) delle cellule, non deve generare particolare sorpresa la \u201cvirtuosit\u00e0\u201d tattica dimostrata dai militanti nel corso degli attacchi parigini; infatti, e sempre in tema di influenza delle \u201cprime generazioni di militanti\u201d, personaggi come Seif al-Adl o Ali Mohammad, entrambi ex appartenenti alle forze speciali egiziane e divenuti parte della leadership della struttura originaria di al-Qa\u2019ida, hanno sicuramente contribuito a delineare quella dottrina \u201ccommando\u201d che caratterizza le dinamiche operative di individui come gli autori delle azioni violente in argomento. Inoltre, sempre in tema di tattiche \u201cspeciali\u201d soprattutto in ambiente urbano, un altro riferimento dottrinale \u00e8 rappresentato dal manuale di addestramento di al-Qa\u2019ida, rinvenuto nel 2000 nel corso di una perquisizione in casa di un personaggio di spicco del movimento residente in UK.<\/p>\n<p>Alla luce di quanto sinora indicato, di seguito si segnalano alcune \u201ccapability\/requirement\u201d che, se implementati, potrebbero consentire il conseguimento di un pay-off positivo per gli apparati di sicurezza:<\/p>\n<ul>\n<li>capacit\u00e0 di acquisizione: il fenomeno richiede un\u2019azione di monitoraggio persistente e massificata, sia dal punto di vista umano che tecnico. I militanti sono individui integrati in un tessuto sociale: solo un\u2019appropriata saturazione informativa consente la selettiva e discriminata \u201clife detection\u201d del soggetto di interesse sottoposto a sorveglianza, giungendo in tal modo, in termini anticipatori e di previsione, alla comprensione delle intenzioni, capacit\u00e0, dimensione e pericolosit\u00e0 del network;<\/li>\n<li>capacit\u00e0 di fusione: la mole e diversificazione di dati e informazioni acquisite, impone che le strutture di contrasto si debbano dotare di professionisti e tools analitici in grado di fondere i risultati della fase \u201ccollection\u201d (analisi e processamento) al fine di ottenere e disseminare una picture informativa o investigativa (dipende dalle finalit\u00e0 dell\u2019azione di contrasto) in termini \u201cactionable\u201d (ovvero in grado di produrre effetti nei confronti del network);<\/li>\n<li>condivisione informativa: tale attivit\u00e0 pu\u00f2 possedere due direttrici, una endogena (tra le forze di polizia o tra le agenzie di intelligence interne), e una esogena che soddisfi esigenze di natura internazionale (tra forze di polizia o la intelligence community internazionali). A questo, si aggiunga il significativo supporto che i contingenti militari nazionali presenti nelle aree di crisi potrebbero fornire in termini di contributo informativo qualificato e proveniente dalle zone occupate dalle strutture militanti e da cui i returnees partono per rientrare nei paesi occidentali di origine.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In sintesi, l\u2019azione di contrasto dovrebbe avere un duplice orientamento:<\/p>\n<ul>\n<li>un approccio diretto, condotto in occidente, a dimensione interna ed europea, info\/investigativo e kinetic, con personale, tecnologie e procedure dedicati;<\/li>\n<li>un approccio indiretto, condotto principalmente nelle zone di conflitto e destinato al supporto delle forze di sicurezza locali (Security Force Assistance), teso a conseguire sia il ripristino delle condizioni di legittimit\u00e0, sia all\u2019instaurazione di canali di alimentazione informativa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Appare evidente come tali scelte siano di diretta responsabilit\u00e0 del livello governativo che ha l\u2019onere di determinare le linee di policy, soprattutto con riferimento alla destinazione dei fondi nazionali o europei da dedicare per ottenere un\u2019efficace e duratura azione di contrasto.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I recenti eventi di Parigi, per i quali le autorit\u00e0 francesi sono ancora in fase di orientamento in ordine ad ottenere un quadro quanto pi\u00f9 chiaro ed esaustivo, mettono in evidenza un possibile paradosso. Diversi commentatori,<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/back-in-the-day-tutto-cambia-perche-nulla-cambi-lattuale-minaccia-militante-ha-davvero-mutato-pelle-by-emilio-palmieri\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[150,88,87,30,151,216],"class_list":["post-1396","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-charlie-ebdo","tag-is","tag-isis","tag-jihad","tag-paris","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1396"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1398,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1396\/revisions\/1398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}