{"id":1475,"date":"2015-02-06T15:25:24","date_gmt":"2015-02-06T15:25:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1475"},"modified":"2022-03-28T18:59:30","modified_gmt":"2022-03-28T16:59:30","slug":"da-foley-a-muad-al-kasaesbeh-cosa-cambia-nella-comunicazione-di-is-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/da-foley-a-muad-al-kasaesbeh-cosa-cambia-nella-comunicazione-di-is-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Da Foley a Muad al-Kasaesbeh: cosa cambia nella comunicazione di IS \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Scrivevo il 3 febbraio: \u201cIl regista IS sembra essere il gatto che gioca col topo: gli fa prendere fiato per tiragli la zampata pi\u00f9 pesante\u201d.\u00a0E ora continuo cercando di leggere la comunicazione di IS di questi ultimi mesi relativa ai pi\u00f9 recenti abominevoli assassinii.<!--more--><\/p>\n<p>Certamente all\u2019interno della comunicazione che ha riguardato il pilota giordano si manifesta anche un messaggio diretto verso la Giordania, in cui l\u2019opposizione a IS non \u00e8 cos\u00ec certa per molti strati della popolazione di cui tra i 3000 e\u00a0 4000 uomini gi\u00e0 combattono con i jihadisti, una minaccia ai Paesi confinanti col Califfato, mira diretta della sua espansione e consolidamento, e un indirizzo a chi colpire, mostrando identit\u00e0 e fine riservata ai soldati della coalizione.<\/p>\n<p>Ma questo video sembra aggiungere altro alla complessa strategia comunicativa del Califfato, tutto teso a presentarsi come uno Stato, che con queste immagini provoca direttamente la reazione istintiva alla brutalit\u00e0: emerge un secondo obiettivo, accanto a quello della istituzionalizzazione, che \u00e8 quello della \u201c<strong>doppia radicalizzazione<\/strong>\u201d. Credo che si possa chiaramente parlare di un obiettivo cercato e pianificato se si leggono nella sequenza le comunicazioni che riguardano le prime cinque decapitazioni, la cesura del video di Kassig a met\u00e0 novembre, l\u2019intermezzo dei due giapponesi e la fine del pilota giordano:<\/p>\n<ul>\n<li>le prime cinque sequenze (James Foley 19 agosto 2014, americano, giornalista; Steven Sotloff 2 settembre 2014, americano, giornalista; David Haines 13 settembre 2014, inglese, cooperante; Herv\u00e9\u00a0 Gourdel 24 settembre 2014, francese, guida alpina; Alan Henning 3 ottobre 2014, inglese, cooperante) seguono il medesimo copione sia negli annunci sia nella esecuzione, di impatto, che ormai dava segni di stanchezza per il pubblico della \u201ctelevisione di flusso\u201d;<\/li>\n<li>Kassig (16 novembre 2014, americano, cooperante) rompe lo schema, per necessit\u00e0 o scelta come discusso, e crea una cesura in cui la regia coglie l\u2019occasione per inscenare rappresentazioni pi\u00f9 complesse: un rituale comune che propone uomini in mimetica militare, alcuni evidentemente occidentali. L\u2019emozione della paura resta, ma forse pi\u00f9 sottile per la minaccia diretta di tanti boia potenziali \u201cvicini di casa\u201d e meno di impatto bench\u00e9 supportata da una accurata coreografia. Il regista sta facendo evolvere la serie, con la continuit\u00e0 richiesta dal pubblico, inserendo novit\u00e0 che non capovolgono senso e prospettiva;<\/li>\n<li>i due giapponesi (Haruna Yukawa 24 gennaio 2015, giapponese, lavorante per una societ\u00e0 di sicurezza; Kenji Goto 31 gennaio 2015, giornalista) evidenziano una parentesi, una sorta di stasi che permette un respiro agli osservatori: \u00e8 una pausa voluta, il video del pilota giordano era probabilmente in fase di post-produzione e, certamente, il soldato era gi\u00e0 stato sacrificato;<\/li>\n<li>con Muad al-Kasaesbeh (video del 3 febbraio 2015) la pausa si interrompe con un sussulto improvviso e brutale, ma atteso e coerente nella logica mediatica, indirizzato a \u201cfar saltare sulla sedia\u201d lo spettatore provocandolo direttamente sul piano emotivo, andando a cercare la reazione spontanea che il bruciare vivo un uomo produce (soprattutto nel modo con cui \u00e8 stato raccontato). Di Kassig riprende, ancora pi\u00f9 elaborata, la coreografia, la presenza degli uomini schierati coralmente come comparse nelle medesime mimetiche: rielabora e continua quel messaggio terrificante, avendo utilizzato la pausa come <em>booster <\/em>della comunicazione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tale sequenza di comunicazione evidenzia, all\u2019inizio del 2015, un secondo obiettivo che non sostituisce ma si affianca e rafforza quello della istituzionalizzazione: \u00e8 l\u2019obietto della promozione del conflitto generalizzato e diffuso che la reazione, indignata e comprensibile, alle immagini pu\u00f2 favorire nei paesi europei, reazione a cui si \u00e8 arrivati attraverso la sequenza di video prodotti. Accanto alla <strong>strategia della comunicazione istituzionalizzante<\/strong> ecco la <strong>strategia della comunicazione emozionale<\/strong>: entrambe due trappole che IS ha ancora una volta predisposto e in cui si sta rischiando di cadere.<\/p>\n<p>Definisco questo secondo schema comunicativo, relativo alle medesime serie, come orientato a una \u201c<strong>doppia radicalizzazione<\/strong>\u201d: da una parte promuove IS alla ricerca di proseliti e nuovi combattenti, non dimentichiamo infatti che l\u2019orrenda fine del pilota \u00e8 \u201ccompresa\u201d come restituzione a chi con le bombe aveva fatto lo stesso contro i villaggi di IS e che l\u2019indignazione che suscita non \u00e8 necessariamente condivisa da tutti gli spettatori. Dunque promuove la forma di radicalizzazione a cui siamo abituati. Ma dall\u2019altra parte, proprio perch\u00e9 indigna esasperando e sorprendendo un altro pubblico, stimola la reazione violenta verso un nemico ri-generalizzato nella forma della \u201cbestia\u201d (il commento pi\u00f9 frequente comparso sui media) ma specificato nella sua caratteristica islamica. Il risultato \u00e8 quello di una <strong>seconda radicalizzazione<\/strong> di una parte del mondo europeo e occidentale che \u00e8 spinto a reagire. Primi segni sono:<\/p>\n<ul>\n<li>tra il 4 e 5 febbraio un maldestro tentativo di incendiare il Centro culturale islamico di Massa Lombarda:<em> \u201cUn principio d&#8217;incendio intorno alle 4.30 ha interessato il davanzale di una finestra della struttura, che si trova in angolo tra via Marchetti e via Quadri. Qui \u00e8 stata lasciata un oggetto con stracci imbevuti di liquido infiammabile. Le fiamme hanno danneggiato la finestra e gli infissi e diversi tappetini per la preghiera che si trovavano all&#8217;interno. Il fumo ha annerito le pareti della struttura.<\/em>\u201d;<\/li>\n<li>l\u2019inevitabile radicalizzasi del dibattito politico che coglie al volo l\u2019opportunit\u00e0 per condurre battaglie che incorporano germi di xenofobia o razzismo il cui unico risultato \u00e8 quello di rendere pi\u00f9 difficoltosa l\u2019azione di governo contro il Califfato, possible solo se unitaria;<\/li>\n<li>ma anche le esternazioni di tradizionalmente influenti imam come Ahmed al-Tayeb (4 febbraio 2015) dell\u2019universit\u00e0 di Al-Azhar al Cairo, il pi\u00f9 prestigioso centro d\u2019insegnamento dell&#8217;Islam sunnita, che dopo l\u2019ammazzamento del pilota giordano, condannando l\u2019atto terroristico, ha sostenuto che si deve richiedere \u201c<em>la punizione prevista dal Corano per questi aggressori corrotti che combattono Dio e il suo profeta: la morte, la crocefissione o l&#8217;amputazione delle loro mani e dei piedi<\/em>\u201d\u2026.senza alcun risultato perch\u00e9 l\u2019islam tradizionale non \u00e8 pi\u00f9 in grado di dire nulla a IS. Pertanto esponendo lui, e gli altri clerici, alla evidente debolezza che ormai hanno nel mondo islamico radicale ma anche coinvolgendoli nei potenziali conflitti emergenti in occidente in quanto difensori del\u2019Islam: stanno \u201ctagliando loro la testa\u201d efficacemente sul piano rappresentativo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Insomma: il 2015 si inaugura con un altro salto di qualit\u00e0 del Califfato che probabilmente in questo modo reagisce anche alle difficolt\u00e0 che affronta sul terreno.<\/p>\n<p>Ma per ora la reazione, ancora una volta, \u00e8 solo da parte sua.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scrivevo il 3 febbraio: \u201cIl regista IS sembra essere il gatto che gioca col topo: gli fa prendere fiato per tiragli la zampata pi\u00f9 pesante\u201d.\u00a0E ora continuo cercando di leggere la comunicazione di IS di questi<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/da-foley-a-muad-al-kasaesbeh-cosa-cambia-nella-comunicazione-di-is-by-marco-lombardi\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[21,164,88,87,30,163,216],"class_list":["post-1475","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-communication-2","tag-foley","tag-is","tag-isis","tag-jihad","tag-muad-al-kasaesbeh","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1475","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1475"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1477,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1475\/revisions\/1477"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}