{"id":154,"date":"2007-11-30T09:50:00","date_gmt":"2007-11-30T09:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=154"},"modified":"2014-07-29T14:08:47","modified_gmt":"2014-07-29T14:08:47","slug":"generazione-youtube","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/generazione-youtube\/","title":{"rendered":"Generazione Youtube? &#8211; by Chiara Fonio"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il 7 novembre scorso abbiamo assistito all\u2019ennesimo caso di violenza \u201cscolastica\u201d: un ragazzo di 18 anni, Eric\u00a0Pekka uccide 7 studenti e la preside del liceo Jokula in Finlandia. La strage \u00e8 immediatamente paragonata ai\u00a0tristemente celebri fatti di Columbine (1999) e al recente massacro del Virginia Polytechnic Institute (aprile\u00a02007). I carnefici e le vittime, soprattutto negli ultimi due casi, non sono solo accomunati dalla fascia di\u00a0et\u00e0 ma anche da un particolare utilizzo di YouTube (http:\/\/www.youtube.com), il sito di video sharing pi\u00f9 famoso della rete. Cho Seung-hui e Pekka Eric Auvinen, infatti, condivisero la loro follia omicida con tutto il mondo caricando nel primo caso un video testamento, nel secondo un vero e proprio annuncio del massacro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I media mainstream hanno letto entrambe le stragi attraverso un filtro interpretativo ingenuo e\u00a0pericolosamente fuorviante: Internet \u00e8 il male peggiore. Tra i \u201cbuchi\u201d della rete si annidano\u00a0potenziali killer esibizionisti che sfruttano il maggior vantaggio del World Wide Web, la\u00a0comunicazione globale. YouTube, i blog e le piattaforme dei social network sono considerati\u00a0dei temibili strumenti utilizzati da adolescenti devianti.\u00a0Seguendo la classica strategia del cambio di prospettiva, i giornalisti si interrogano non tanto\u00a0sui tragici fatti di cronaca, quanto sul pericoloso mondo di Internet, demonizzato come \u2013\u00a0appunto &#8211; il peggiore dei mondi possibili. Gli articoli delle ultime settimane hanno messo in\u00a0luce una notevole mancanza di competenze da parte di chi accusa gli strumenti web 2.0.\u00a0Sembra quasi banale affermare che il problema non \u00e8 il web. I numerosi video aggressivi\u00a0caricati giornalmente su YouTube sono espressione di forti disagi sociali e riflettono una\u00a0violenza alla quale i ragazzi si sono abituati da tempo e che \u00e8 passata, prima di approdare a\u00a0Internet, dagli schermi televisivi, dai giochi elettronici oppure \u00e8 stata esperita in prima persona\u00a0all\u2019interno delle mura domestiche. E\u2019 che dire poi della facilit\u00e0 con la quale si possono\u00a0acquistare le armi proprio nei paesi protagonisti delle stragi, ovvero gli Stati Uniti e la\u00a0Finlandia?<\/p>\n<p>Non nascondiamoci dietro le semplicistiche analisi condotte da chi non conosce affatto il\u00a0variegato universo del quale parla. Spostiamoci, piuttosto, al nocciolo del problema. Quali\u00a0sono le cause di episodi come quelli sopra ricordati?\u00a0Desideriamo proporre una breve riflessione sullo scenario mediatico odierno che tanto\u00a0spaventa i giornalisti della carta stampata. Come afferma Jenkins (2007) la convergenza\u00a0mediatica, ovvero il flusso di contenuti su pi\u00f9 piattaforme, \u00e8 basata sulla partecipazione attiva\u00a0dei consumatori. Questi ultimi utilizzano sempre di pi\u00f9 i nuovi media in modo consapevole\u00a0attraverso diverse pratiche sociali e culturali che sono nate intorno a una data tecnologia.\u00a0Le ultime generazioni hanno inventato delle nuove e stimolanti pratiche basate su un uso\u00a0intelligente delle potenzialit\u00e0 offerte loro dai mezzi 2.0. Hanno \u201cinventato\u201d significa che stanno\u00a0cercando di capire come far sentire le loro voci all\u2019interno del panorama socio-mediatico\u00a0contemporaneo attraverso i blog, video e social network quali MySpace\u00a0(http:\/\/www.myspace.com ) e Facebook (http:\/\/www.facebook.com). Il loro livello di\u00a0awarness, cio\u00e8 di matura consapevolezza dell\u2019utilizzo di tali tecnologie, varia a seconda del\u00a0grado di alfabetizzazione digitale ricevuta. La \u201cgenerazione 1.0\u201d, formata principalmente da\u00a0genitori e insegnati, non \u00e8 uniformemente stata in grado di spiegar loro i vantaggi, i limiti e i\u00a0rischi dei nuovi media. La nuova cultura della convergenza \u00e8 stata alimentata da pratiche\u00a0spontanee di tipo partecipativo.\u00a0Oggi partecipare significa per lo pi\u00f9 esprimersi, far sentire la propria voce, confrontarsi con il\u00a0gruppo dei pari nei nuovi ambienti virtuali. Gli adolescenti contemporanei hanno nei confronti\u00a0della cultura un approccio bottom-up derivante dalle opportunit\u00e0 della rete: essi sono\u00a0finalmente creatori, produttori di senso, scrittori di fan fiction, registi indipendenti, cantanti.\u00a0Usano tutti i mezzi a loro disposizione per rompere un flusso comunicativo di tipo verticale\u00a0che, fino a pochi anni fa, li costringeva al silenzio.\u00a0Gli stessi strumenti sono anche utilizzati per sfogare ansie, problemi psicologici e deliri di\u00a0violenza, come quelli ricordati in apertura. E\u2019 per\u00f2 un grosso errore puntare il dito contro\u00a0YouTube senza interrogarci su almeno due cose: la prima concerne la radice dei disagi, la\u00a0seconda ha a che fare con l\u2019analfabetizzazione digitale. Il male maggiore non \u00e8 l\u2019universo\u00a0online, non lo strumento in s\u00e9, ma la causa della violenza e il conseguente desiderio di\u00a0rappresentazione attraverso scenografie di tipo virtuale. Le origini del male e l\u2019uso\u00a0spettacolare della violenza come un modo per farsi ascoltare e guadagnare il quarto d\u2019ora di\u00a0celebrit\u00e0 a colpi di fucile sono il nocciolo del problema qui esaminato. E se alcuni giovani\u00a0pensano di poter partecipare al gioco mettendo in scena la violenza, chiediamoci perch\u00e9 lo\u00a0fanno e non cosa usano per i loro macabri spot.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Chiara Fonio<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 7 novembre scorso abbiamo assistito all\u2019ennesimo caso di violenza \u201cscolastica\u201d: un ragazzo di 18 anni, Eric\u00a0Pekka uccide 7 studenti e la preside del liceo Jokula in Finlandia. 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