{"id":1555,"date":"2015-02-17T07:49:10","date_gmt":"2015-02-17T07:49:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1555"},"modified":"2015-02-19T15:43:13","modified_gmt":"2015-02-19T15:43:13","slug":"guerra-a-tripoli-attacco-militare-a-is-in-libia-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/guerra-a-tripoli-attacco-militare-a-is-in-libia-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Guerra a Tripoli: attacco militare a IS in Libia? &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Al tempo delle cosiddette Primavere Arabe avevamo cominciato a scrivere del <em>Ring of Fire<\/em>, definendo cos\u00ec l\u2019area mediterranea che veniva descritta come un anello fiammeggiante di conflitto perdurante. A seguito di una missione in Libia nel 2013, dipingevamo uno scenario di frammentazione e dissoluzione statuale probabile, fenomeno che \u00e8 poi stato accelerato dalla penetrazione del Califfato.<!--more--><\/p>\n<p>La Libia, dunque, ma tutta la cosa Nord Africana era area di grande instabilit\u00e0 e potenziale minaccia per l\u2019Europa da anni. Ma non si \u00e8 voluto considerarlo.<\/p>\n<p>Oggi l\u2019area torna di attualit\u00e0 sulla scia della propaganda di IS che, prima nel <em>Black Flags Books<\/em> di novembre intitolato a Roma, poi in <em>Islamic State 2015<\/em> di gennaio dettaglia operativamente le sue intenzioni per la conquista di Roma, gi\u00e0 simboleggiata nella famosa copertina di <em>Dabiq<\/em> con bandiera nera sventolante su San Pietro. Certamente si tratta di propaganda quando si parla di missili che possono colpire l\u2019Italia (per ora IS potrebbe disporre di vettori con un raggio solo tra i 75 e i 300km, per gli Scud) e quando si teorizza l\u2019apertura di un fronte sud dalla Libia, con sbarchi di jihadisti sulle coste appoggiati da una colonna infiltrata. Ma anche se \u00e8 propaganda questo messaggio chiarisce bene le intenzioni verso le quali sono tesi gli sforzi operativi di IS, e orienta l\u2019azione di zombie e lupi solitari pronti a colpire nel nostro Paese.<\/p>\n<p>Quindi la minaccia \u00e8 comunque reale.<\/p>\n<p>Discutere se avviare un attacco militare con IS in Libia \u00e8 pertanto, oggi, opportuno.<\/p>\n<p>Il Califfato \u00e8 saldamente presente in Nord Africa, consolidato da tempo a Derna, ormai a Sirte ma, per chi a Tripoli \u00e8 stato, le bandiere nere nella capitale sono gi\u00e0 comparse e il cerchio attorno a essa si sta stringendo. Cos\u00ec come la chiamata alla condivisione dell\u2019impresa da parte di IS per tutti i marchi fratelli, a cominciare da AQIM, \u00e8 stata fatta e ben forte.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 anche opportuno ricordare che da anni ormai il flusso andata e ritorno di combattenti per IS da queste terre \u00e8 denso e costante. Se IS \u00e8 Stato Islamico nel Califfato, magari in Nord Africa \u00e8 ancora solo Movimento, ma radicato e in via di istituzionalizzazione. D\u2019altra parte, questa situazione \u00e8 ancora una volta figlia dei ritardi europei, che avrebbero potuto con minori danni, minori rischi, minori vittime tra la popolazione intervenire prima in Libia, prima che la situazione raggiungesse questo punto: una opportunit\u00e0 \u00e8 andata perduta.<\/p>\n<p>Intervenire oggi in Libia, dunque, \u00e8 molto pi\u00f9 rischioso che averlo fatto ieri. Ma pi\u00f9 urgente.<\/p>\n<p>E\u2019 ovviamente rischioso perch\u00e9 la situazione ormai deteriorata della Libia rende incerto ogni schieramento locale che anche una coalizione internazionale sul campo andasse a scegliere per appoggiarlo, favorendo inevitabilmente una frammentazione esplosiva tra gli stessi libici.<\/p>\n<p>Una supposta coalizione internazionale se si basasse su quella che combatte IS nel Califfato, incorporerebbe tante incertezze che le sono proprie e che potrebbero emergere proprio in Libia dove, da subito dopo il post Gheddafi, si incrociano interessi qatarini e turchi: come conciliare questi, da tempo coltivati, con per esempio quelli italiani e degli altri paesi?<\/p>\n<p>E poi un intervento sotto l\u2019egida delle Nazioni Unite: dunque un consiglio di sicurezza che legittima questo nuovo conflitto dovendolo negoziare con gli interessi della Cina nel continente africano, da sempre fondati sull\u2019esistenza dei conflitti, e con gli interessi della Russia rispetto alla faccenda Ucraina: forse che i due paesi non farebbero pesare sul negoziato le loro richieste?<\/p>\n<p>Ma per concludere, sul piano politico: gi\u00e0 si vede l\u2019Italia proposta a leader dell\u2019intervento squassata dalla irresponsabilit\u00e0 politica di partiti e movimenti che andrebbero a minacciare la caduta del Governo moltiplicando la vulnerabilit\u00e0 Paese in maniera esponenziale. Ma coerenti con i propri interessi.<\/p>\n<p>La situazione politica complessiva rende incerta la concreta possibilit\u00e0 di costituire una coesa forza militare internazionale di intervento.<\/p>\n<p>Pertanto si perder\u00e0 probabilmente una seconda occasione.<\/p>\n<p>Sul piano operativo \u00e8 bene chiaro che le armate di IS possono essere facilmente spazzate da una coalizione, ma anche solo dall\u2019Italia. La giusta strategia con le armi giuste non pu\u00f2 che militarmente battere il Califfato.<\/p>\n<p>Una prima conseguenza sarebbe quella dell\u2019aumento del rischio terrorismo in Europa, ma confinato all\u2019azione \u2013 molto pericolosa egualmente \u2013 di lupi solitari e di zombie che potrebbe essere mitigata dalla capacit\u00e0 di dialogo mantenuta aperta con l\u2019Islam non radicale: IS sta sulle scatole anche a tanto Islam, comprese alcune branch di AQ. D\u2019altra parte questo rischio di terrorismo non aumenterebbe in maniera significativa rispetto a quello che gi\u00e0 si correrebbe avendo uno Stato Islamico stabilizzato in Libia.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 pi\u00f9 importante sottolineare che la penetrazione dei jihadisti in Nord Africa ci sta dando l\u2019occasione per batterli militarmente almeno in quest\u2019area. Un intervento, infatti, che spazzasse via il Califfato dalle terre iraqene lascerebbe un enorme vuoto: tolto il Califfato chi occupa e governa quel deserto petrolifero? Ricordiamoci che IS ha realizzato il programma proposta da Zawahiri nel 2066, occupando il vuoto di potere lasciato in Iraq. Ora cancellando il Califfato quale entit\u00e0 lo sostituisce: l\u2019Iraq, l\u2019Iran, la Turchia, il Kurdistan,\u2026? Non c\u2019\u00e8 risposta!<\/p>\n<p>Se \u00e8 militarmente possibile abbatter il Califfato in Iraq \u00e8 ora politicamente inopportuno perch\u00e9 non sapremmo chi ne andrebbe ad occupare il posto.<\/p>\n<p>Al contrario la Libia ci sta dando una grande occasione: cancellare IS dalla costa africana per rintanarlo nei deserti iraqeni \u00a0dando un sonora battuta militare che suonasse forte sul piano simbolico. Qui non avremmo i medesimi problemi di governance dell\u2019Iraq e la possibile e auspicata sconfitta militare di IS\u00a0 permetterebbe un rilancio della costa africana.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Al tempo delle cosiddette Primavere Arabe avevamo cominciato a scrivere del Ring of Fire, definendo cos\u00ec l\u2019area mediterranea che veniva descritta come un anello fiammeggiante di conflitto perdurante. 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