{"id":1574,"date":"2015-02-19T15:42:30","date_gmt":"2015-02-19T15:42:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1574"},"modified":"2015-02-27T12:45:00","modified_gmt":"2015-02-27T12:45:00","slug":"terrorismo-is-e-libia-unanalisi-fra-resilienza-istituzionale-e-politica-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terrorismo-is-e-libia-unanalisi-fra-resilienza-istituzionale-e-politica-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"Terrorismo IS e Libia: un\u2019analisi fra resilienza istituzionale e politica &#8211; by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>Due informazioni importanti si aggiungono alla narrazione terroristica che, fra alti e bassi, copre o dovrebbe coprire larga parte dello spazio informativo a disposizione dei mass media.<\/p>\n<p>La prima notizia: l\u2019informazione pubblicata ieri dal Daily Telegraph e sue fonti, ovvero che \u201c<em>sui barconi provenienti dalla Libia e diretti sulle coste italiane del Mediterraneo ci sarebbero terroristi infiltrati per portare il caos nel Sud dell\u2019Europa<\/em>\u201d (www.ansa.it) risulta a detta di esperti inattendibile.<!--more--><\/p>\n<p>A questo punto quali concrete risorse abbiamo per stabilire con certezza definitiva, che fra tutte quelle persone, centinaia e pi\u00f9 in una manciata di giorni, non vi siano potenziali terroristi? E\u2019 noto infatti che spesso non \u00e8 possibile procedere a controlli data la mancanza di documenti, rendendo quindi queste persone non identificabili, inoltre come dimenticare le immagini di immigrati che scappano dai centri di accoglienza?<\/p>\n<p>Non si tratta, come spesso viene politicamente e strumentalmente fatto di stigmatizzare queste persone creando panico e pregiudizi nella popolazione in generale, quanto di prendere seriamente in considerazione, che il rispetto dei diritti umani in contesti di rifugiati politici e richiedenti asilo, non deve minare la sicurezza degli Stati ospitanti.<\/p>\n<p>E\u2019 inutile e controproducente concettualizzare e promuovere il vessillo dell\u2019immigrato solo o come barbaro e quindi terrorista o come vittima e quindi bisognoso di aiuto.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 sappiamo poco o nulla di queste persone: non conosciamo le loro lingue, le loro culture, le loro storie personali. Siamo spettatori di un fenomeno sempre pi\u00f9 ingovernabile e incomprensibile, che si vuole sottacere <strong>perch\u00e9 quando non si \u00e8 in grado di gestire una questione, la negazione della sua realt\u00e0 \u00e8 preferibile. <\/strong><\/p>\n<p>Tutto questo accanirsi di gruppi politici e non, fra chi dice immigrati \u201cs\u00ec\u201d e chi sostiene \u201cno\u201d ha portato alla situazione di massima vulnerabilit\u00e0 politica e istituzionale, nella quale ci troviamo in questi giorni.<\/p>\n<p>Mass media e componente politica hanno dimostrato tutto il loro spaesamento circa le possibili opzioni e decisioni da prendere, all\u2019interno di uno <strong>scenario di crisi, dove la rapidit\u00e0 di scelta \u00e8 essenziale. <\/strong><\/p>\n<p>I tentennamenti di questi ultimi giorni, gli ipotizzati tentativi di mediazione (verso chi e per che cosa, rimangono questioni irrisolte) sono la prova che l\u2019Europa sta vivendo da anni, dal 2008 e anche prima, una crisi non solo economica, ma culturale, politica e istituzionale.<\/p>\n<p>La perenne frammentazione e dispersione delle identit\u00e0 nazionali, il continuo demandare decisioni al coordinamento di tutti hanno portato al caos istituzionale, che adesso potr\u00e0 essere sfruttato dai terroristi o da chiunque altro avr\u00e0 interesse a farlo.<\/p>\n<p>Siamo vulnerabili di fronte a una minaccia praticamente sconosciuta, senza un apparato legislativo che permetta la tenuta di un sistema democratico e della sua efficienza organizzativa.<\/p>\n<p>Per decenni si \u00e8 creduto che la \u201cresilienza istituzionale e politica\u201d di una Nazione potesse basarsi sulla sua \u201csecurizzazione\u201d, sulla possibilit\u00e0 di controllare, sorvegliare, spiare, nel credo che sapere fosse meglio di gestire.<\/p>\n<p>Non \u00e8 cos\u00ec: le basi reali ed efficienti per <strong>una pratica politica e istituzionale resiliente<\/strong> prevedono che le differenti parti politiche agiscano per il mantenimento ed eventualmente, il miglioramento delle condizioni e della qualit\u00e0 della vita delle persone che governano. Invece interessi economici privati hanno prevalso sulle necessit\u00e0 di governo, indebolendo e rendendo sempre pi\u00f9 fragili quei nessi comunitari che adesso, in occasione di una seria minaccia terroristica avrebbero potuto essere utilizzati non solo in ottica difensiva o di controllo, bens\u00ec preventiva e proattiva: permettendoci quindi di allinearci alle pratiche dei pi\u00f9 ampi contesti internazionali, potendo parlare la lingua comune di <em>community resilience and community prevention<\/em>.<\/p>\n<p>Abbiamo perso la possibilit\u00e0 di costruire legami sociali di inclusione e partecipazione di tutti basati su patti chiari, legali e definiti e adesso \u00e8 manifesta in tutta la sua drammatica evidenza, la fragilit\u00e0 di un sistema Paese, minato alle sue basi da una cronica mancanza di servizi sociali, scuole, sanit\u00e0, cultura.<\/p>\n<p>I veri fantasmi, le reali paure non sono solo l\u2019IS alla porte dell\u2019Italia \u2013 o forse gi\u00e0 presente con i suoi adepti sul territorio, diretti verso mete e obiettivi a noi sconosciuti- quanto l\u2019aver sperimentato in prima istanza, la nostra debolezza, che consiste in un affastellamento di idee che non orientano, anzi incrementano la destabilizzazione tanto ricercata da chi ha intenzione o interesse (perch\u00e9 di interessi economici mascherati o contaminati da credi religiosi si tratta) a colpire.<\/p>\n<p>In tutto questo le istituzioni nazionali e internazionali sembrano avere scelto la strada della mediazione e la via politica: rimane ancora da capire chi seguir\u00e0 questo compito, quali saranno i destinatari e che cosa ci sar\u00e0 da perdere. Perch\u00e9 la mediazione come ogni relazione negoziatrice prevede una componente di perdita per entrambe le parti e poi quanto potr\u00e0 durare?<\/p>\n<p>Personalmente reputo tale via operativamente fuori tempo massimo: la mediazione \u00e8 una modalit\u00e0 di gestione dei conflitti, che prevede l\u2019avere comunque costruito una interazione fondata sul riconoscimento reciproco. In questo contesto \u00e8 fin dall\u2019inizio difficile comprendere chi sar\u00e0 l\u2019interlocutore o l\u2019intermediario dell\u2019altra parte, forse un IS a questo punto legittimamente riconosciuto dalla comunit\u00e0 internazionale? Ci\u00f2 non farebbe altro che esaudire aspettative e richieste non cos\u00ec latenti (basta dare uno sguardo ai contenuti specifici della propaganda), che da anni scuotono e minacciano il mondo globale.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante notare che le stesse logiche, che attraversano la prevenzione dei rischi naturali e quella della minaccia terroristica si costituiscano sulle medesime vulnerabilit\u00e0 strutturali e di sistema: mancanza di informazione e comunicazione; mancata conoscenza del potenziale rischio, non riconoscimento della minaccia, assenza di pratiche preventive, non rafforzamento dei legami comunitari presenti sul territorio che, in caso di disastro, potrebbero essere attivati come <strong>fattori resilienti locali<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019analogia con il rischio sismico per esempio, non termina qui. Infatti proprio come il terremoto \u00e8 un fenomeno naturale in s\u00e9 ovvero non nasce gi\u00e0 catastrofe, ma dipende dalle caratteristiche e dalle vulnerabilit\u00e0 del sistema sul quale impatta, forse gi\u00e0 debilitato nelle sue componenti principali, cos\u00ec il terrorismo di qualsiasi matrice sfrutta le debolezze presenti sul territorio, nel contesto sociale e negli apparati istituzionali e di governo.<\/p>\n<p>La principale cura non \u00e8 mai l\u2019attacco, ma <strong>la prevenzione<\/strong>.<\/p>\n<p>E\u2019 ovvio che adesso \u00e8 tardi anche per questo. Uno dei possibili scenari &#8211; in parte gi\u00e0 iniziati con le proteste di oggi da parte di alcuni cittadini a Venezia per il trasferimento di immigrati presso le strutture locali &#8211; \u00e8 che in mancanza di una risposta concreta e di una presa di posizione reale, possano verificarsi situazioni di tensione e conflitto sociale fra differenti gruppi multietnici, gettando quindi il Paese o forse il sistema Europa, in un caos sociale di ancora pi\u00f9 difficile gestione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due informazioni importanti si aggiungono alla narrazione terroristica che, fra alti e bassi, copre o dovrebbe coprire larga parte dello spazio informativo a disposizione dei mass media. 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