{"id":1651,"date":"2015-03-20T08:05:46","date_gmt":"2015-03-20T08:05:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1651"},"modified":"2015-04-02T16:47:03","modified_gmt":"2015-04-02T16:47:03","slug":"lattacco-a-tunisi-identita-nazionali-a-rischio-e-democrazie-sempre-meno-resilienti-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lattacco-a-tunisi-identita-nazionali-a-rischio-e-democrazie-sempre-meno-resilienti-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"\u00a0L\u2019attacco a Tunisi: identit\u00e0 nazionali a rischio e democrazie sempre meno resilienti &#8211; by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attacco terroristico al Museo Bardo ieri a Tunisi solleva questioni di rilevanza fondamentale nel contesto della crisi economico \u2013 politica europea, che oramai affligge il Vecchio Continente da pi\u00f9 di sette anni.\u00a0In questo periodo di tempo, infatti le istituzioni e le diverse agenzie di governo hanno potuto solamente dimostrare il loro lato vulnerabile, le loro mancanze strategiche e di pianificazione a lungo termine, l\u2019illegalit\u00e0 e la corruzione sempre pi\u00f9 dilaganti di certi atti, l\u2019incomprensione di scenari sociali e l\u2019incapacit\u00e0 di interpretare segni visibili di un malessere comunitario ben radicato.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>La crisi di questi anni presenta per\u00f2 caratteristiche di profilo non solo economiche o politiche, quanto di identit\u00e0 nazionale: spesso si sente parlare non di crisi europea o dell\u2019eurozona, quanto di crisi greca, come se le criticit\u00e0 di questo periodo storico non appartenessero ad un\u2019unica regione \u201cEuropa\u201d, ma alle singole Nazioni, negando quindi le inevitabili influenze e relazioni che esistono in questa zona geografica, economica e politica sin dalla nascita della Comunit\u00e0 europea nel 1957.<\/p>\n<p>In questo quadro, si ravvisano quindi profonde fragilit\u00e0 identitarie sia interne sia esterne ai confini nazionali delle singole Nazioni europee, dettate non solo da mancate forme di inclusione per gli immigrati, dalla crisi economica e politica, ma da una perdita di riconoscimento di una forma identitaria nazionale, dovuta spesso a sistemi di politiche sociali ineguali e assenti, che non permettono l\u2019identificazione con essi.<\/p>\n<p>L\u2019attentato di ieri ci ha mostrato alcuni aspetti importanti per qualsiasi futura strategia <em>counterterrorism<\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li>le nazionalit\u00e0 delle vittime- molte di esse europei, dato comunque in stretta relazione alla destinazione &#8211; rimandano ad una pi\u00f9 vicina costruzione dell\u2019evento entro i singoli confini nazionali: \u00e8 importante considerare questo fatto come una precisa strategia terroristica, allo stesso modo del luogo prescelto sia esso il Parlamento come prima scelta, dove era in discussione la legge relativa all\u2019antiterrorismo, sia il Museo del Bardo come opzione secondaria, ma di grande risonanza mediatica<\/li>\n<li>il Museo del Bardo \u00e8 infatti uno dei pi\u00f9 antichi musei archeologici, dove fra i reperti custoditi spiccano antichi mosaici romani di inestimabile valore storico-artistico.\u00a0Non \u00e8 la prima volta che terroristi di matrice islamica prendono come obiettivo luoghi ritenuti importanti dal punto di vista dell\u2019identit\u00e0 sociale e del patrimonio umanitario in generale<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>\u00e8 innegabile che la percezione di sicurezza e l\u2019accettabilit\u00e0 del rischio terroristico da parte delle persone comuni \u00e8 ancora molto alta.\u00a0E probabilmente a ci\u00f2 ha contribuito quella \u201cnuova\u201d politica comunicativa, secondo la quale: <em>risulta pi\u00f9 semplice oscurare che gestire<\/em>.\u00a0Si era gi\u00e0 parlato delle responsabilit\u00e0 dei media nella diffusione dei video delle decapitazioni e negli effetti sociali che essi potevano avere.\u00a0In questo caso, un altro esempio \u00e8 rappresentato dal video di propaganda circolato due settimane fa, domenica 05 marzo, nel quale due combattenti comunicavano mediante il linguaggio dei segni: una finezza strategica di ottimo livello, che invece ha colto impreparati media e agenzie istituzionali nella loro interpretazione. Perch\u00e9 non si tratta solo di avere pensato a minoranze sociali, come i sordo muti, cosa che per esempio non si \u00e8 ancora riusciti a fare in contesti di emergenza o disastri nonostante l\u2019egida delle Nazioni Unite.\u00a0La vera novit\u00e0 \u00e8 usare una lingua dei segni, che non \u00e8 universale, ma che si avvale di una base di costrutto nazionale esattamente come le lingue parlate. E quindi, chi erano i reali destinatari di quella comunicazione? Questa informazione per\u00f2 non sembra essere stata sollevata, caduta nell\u2019oblio di una domenica pomeriggio<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>il governo tunisino afferma che la guerra sar\u00e0 lunga.\u00a0Questa affermazione sinceramente non meraviglia, gi\u00e0 Churchill aveva dichiarato che una guerra non \u00e8 mai piacevole o breve, ammesso che in questo caso di guerra si possa parlare. Non si tratta infatti di un conflitto combattuto unicamente sui campi di battaglia o per mezzo di nuove tecnologie.\u00a0E\u2019 uno scontro che vede i terroristi attrezzati di armi culturali e framework cognitivi tipici del proprio nemico, comunica con lui in vario modo, cercando di massimizzare le sue caratteristiche comunicative, in un alto ritorno di audience e di fidelizzazione del racconto.\u00a0Perch\u00e9 \u00e8 indubbio che oramai stiamo subendo l\u2019effetto \u201cnormalizzazione\u201d, grazie al quale l\u2019accettabilit\u00e0 del rischio o della minaccia terroristica si innalzano, come dimostra il turismo di massa in zone comunque a rischio.\u00a0Sappiamo per certo che tale livello di accettabilit\u00e0 \u00e8 in stretta relazione a variabili individuali, sociali, alla singola percezione, all\u2019esposizione agli eventi e alla interpretazione dei fatti, ma anche alla costruzione sociale e mediatica dell\u2019evento stesso o della minaccia.\u00a0Stiamo comunque parlando di rischi e minacce per i quali le <em>ordinary people<\/em> non hanno il bench\u00e9 minimo controllo.\u00a0In effetti riusciamo a stento a comunicare un rischio idrogeologico o sismico, come possiamo fare con una minaccia terroristica, della quale i pi\u00f9 non conoscono le origini e gli intenti?<\/li>\n<\/ul>\n<ul>\n<li>la figura del turista che ha subito notevoli trasformazioni negli ultimi sessant\u2019anni.\u00a0Fino a qualche decennio fa, il viaggio in s\u00e9 era infatti considerato essenzialmente in due modi: un lusso, come per esempio le crociere, per chi aveva quindi disponibilit\u00e0 economiche adeguate per sostenerlo o un\u2019avventura per i pi\u00f9 sbandati del gruppo, ai limiti del vagabondaggio.\u00a0Poi, complice il boom economico e un maggiore benessere, anche i viaggi sono diventati di massa, spesso con la costruzione di villaggi turistici, che riproducono e rivendicano in luoghi lontani ed esotici, i comfort e le abitudini dei propri Paesi di origine.\u00a0Ad oggi \u00e8 possibile raggiungere qualsiasi meta senza particolari problemi, ammettendo di conoscere i luoghi che si intendono frequentare. Non si tratta ovviamente di attualizzare un tema degli anni Ottanta come quello del turismo responsabile o ecosostenibile: in questo caso la responsabilit\u00e0 non \u00e8 verso l\u2019ambiente o l\u2019ecosistema da rispettare (come era la filosofia originaria di questo movimento), quanto il minimo riconoscimento degli scenari socio-politici dei luoghi prescelti.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In questo contesto per\u00f2 non occorre drammatizzare situazioni gi\u00e0 di per s\u00e9 critiche: significherebbe a questo punto, data la mancanza di piani strategici, di stravolgere la propria quotidianit\u00e0 in funzione di una minaccia reale, ma sconosciuta. Piuttosto \u00e8 il caso di prendere spunto dalla storia preistorica, pensando al fatto che gli uomini primitivi non hanno demandato il loro diritto a cacciare pur in presenza di predatori, quanto hanno analizzato la situazione e proposto soluzioni. C\u2019\u00e8 una bellissima frase di Giuseppe Verdi che dice: \u201cTornate all&#8217;antico e sar\u00e0 un progresso\u201d.<\/p>\n<p>Ecco forse in questo contesto \u00e8 il caso di tornare a meccanismi e dinamiche sociali pi\u00f9 resilienti, pi\u00f9 flessibili, adattabili, che presentino una minima considerazione del contesto socio &#8211; politico nel quale si vive. Al momento le risposte in ambito terroristico non stanno dando i risultati sperati, probabilmente perch\u00e9 la prospettiva non \u00e8 quella corretta e le soluzioni non quelle pi\u00f9 adeguate. E\u2019 qui\u00a0 che entra in gioco la prevenzione al terrorismo attraverso la formazione e la comunicazione, che mirino all\u2019inclusione e alla partecipazione di tutti i gruppi sociali, con ovvie finalit\u00e0 latenti di controllo.<\/p>\n<p>E\u2019 sempre qui, su questo sdrucciolevole terreno democratico, che si gioca una partita importante per le democrazie europee, messe a dura prova da anni di crisi economica e politica, che ha influito notevolmente all\u2019inasprimento dei conflitti sociali, pronti a scoppiare nel momento della loro pi\u00f9 alta maturazione. Anni di democrazia insegnano che il governo di un Paese si basa sul consenso e sul riconoscimento reciproco delle varie identit\u00e0 presenti, cercando una loro conformazione specifica. Qui, l\u2019Unione europea ha perso quella forte spinta identitaria che invece era stata auspicata dai padri fondatori come per esempio Robert Schuman. Senza dimenticare quello che \u00e8 conosciuto essere il \u201cdilemma \u00a0Thomas Mann\u201d ovvero \u201cEuropa tedesca o Germania europea?\u201d, che lo scrittore tedesco aveva posto agli studenti dell\u2019Universit\u00e0 di Amburgo nel lontano 1953.<\/p>\n<p>Ad oggi esistono -o forse sarebbe meglio dire persistono- meno i\u00a0 singoli Stati e gli spiriti nazionalistici, che compongono l\u2019Unione europea ed in concomitanza non esiste ancora una reale Unione Europea, pronta a combattere in modo unitario e compatto sulla scena internazionale, la minaccia terroristica non come scontro fra culture o guerra, ma come rischio concreto per tutte le democrazie.<\/p>\n<p>L\u2019attentato di ieri (18 Marzo 2015) ci insegna ancora una volta una lezione molto importante, per noi occidentali considerati i depositari della democrazia nel mondo: ovvero che la democrazia o comunque i principi democratici di governo, prima ancora di essere una forma di governo autonoma sono un approccio sociale e culturale e nessuna rivoluzione, nemmeno quella per esempio dei Gelsomini in Tunisia di qualche anno fa, potr\u00e0 radicalmente importare. E rimane da chiedersi quale prezzo stanno pagando i Paesi della cosiddetta Primavera Araba, nella loro pseudo svolta democratica?<\/p>\n<p>La Storia ha infatti dimostrato che non esiste uno spirito democratico per s\u00e9, ma che si impara ad essere democratici faticosamente, nel libero esercizio quotidiano delle attivit\u00e0 democratiche: informazione, libert\u00e0 di espressione di tutti, inclusione sociale e controlli a garanzia di una sicurezza partecipata e condivisibile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attacco terroristico al Museo Bardo ieri a Tunisi solleva questioni di rilevanza fondamentale nel contesto della crisi economico \u2013 politica europea, che oramai affligge il Vecchio Continente da pi\u00f9 di sette anni.\u00a0In questo periodo di tempo,<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lattacco-a-tunisi-identita-nazionali-a-rischio-e-democrazie-sempre-meno-resilienti-by-barbara-lucini\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1456,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[177,88,103,216,174],"class_list":["post-1651","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-bardo-museum","tag-is","tag-resilience","tag-terrorism","tag-tunisia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1651","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1651"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1653,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1651\/revisions\/1653"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}