{"id":1678,"date":"2015-03-25T18:14:22","date_gmt":"2015-03-25T18:14:22","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1678"},"modified":"2022-03-28T19:08:01","modified_gmt":"2022-03-28T17:08:01","slug":"is-il-califfato-non-e-solo-un-paese-per-uomini-giovanni-giacalone-e-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/is-il-califfato-non-e-solo-un-paese-per-uomini-giovanni-giacalone-e-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"IS: Il Califfato non \u00e8 solo un paese per uomini &#8211; Giovanni Giacalone e Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Chi pensa che il Califfato sia solo un paese per uomini sbaglia.<\/p>\n<p>O almeno cos\u00ec vuol far credere il Califfo che ha intrapreso un massiccia campagna di reclutamento rivolta al pubblico femminile immediatamente dopo la sua autodichiarazione di esistenza.<\/p>\n<p>In particolar modo sono coinvolte in questa propaganda giovani donne occidentali che, attraverso i social media quali Face Book e Twitter, raccontano la loro vita di \u201cdonna del jihadista\u201d. IS ha inoltre realizzato una rete di supporti ad hoc che aiuta le donne occidentali che si recano in Siria per unirsi a IS, affidando loro il compito di contribuire alla nuova societ\u00e0 che il Califfato vuole realizzare.<!--more--><\/p>\n<p>La trappola, una delle tante, \u00e8 ben predisposta se vediamo piangere in questi giorni il signor Abase Hussen: \u201c<em>Non riusciamo a smettere di disperarci. Siamo depressi e tutto \u00e8 molto doloroso. Il nostro messaggio ad Amira \u00e8 di tornare a casa. Ci manch<\/em>i\u201d. Amira Abase, insieme alle amiche Shamina Begun e Kadiza Saltana, tutte tra i 15 e i 16 anni, hanno lasciato Londra per andare in Turchia e da qui raggiungere il Califfato. Sono tre ragazze inglesi, famiglie originarie del Bangladesh, che sono uscite \u201cper andare a prendere le sigarette\u201d e scomparse di loro volont\u00e0 per raggiungere il jihad. E sono solo le ultime tre di almeno una cinquantina partite dalla Gran Bretagna, riunitesi nel Califfato con\u00a0 Americane, Austriache, Canadesi, Francesi, Olandesi, Norvegesi, Svedesi,\u2026<\/p>\n<p>Se il reclutamento delle donne ha avuto una accelerazione dalla dichiarazione del Califfato, dal 29 giugno 2014, in realt\u00e0 ha storia pi\u00f9 lunga. Ancora prima della guerra siriana le donne hanno accompagnato i jihadisti in Afghanistan, soprattutto provenienti dai paesi centro asiatici, e poi in Siria, quando si parl\u00f2 due anni fa in particolare di \u201csex jihad\u201d con riferimento a flussi di donne tunisine.<\/p>\n<p>Ma le donne hanno da sempre svolto un ruolo di non poco conto nell\u2019ambito del terrorismo mediorientale o di matrice islamica; dalla siriana Sanaa Mehaidli, prima attentatrice suicida della storia (1985) alla palestinese Leila Khaled, prima donna nella storia a partecipare a un dirottamento aereo (1969).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il fenomeno delle cosidette \u201cvedove nere\u201d del Caucaso, mogli e parenti di jihadisti ceceni che indossano il niqab nero, si imbottiscono di esplosivo e si fanno esplodere sul territorio russo, prendendo di mira mezzi di trasporto, teatri, scuole.\u00a0 Come non ricordare il caso del teatro Dubrovka a Mosca dell\u2019ottobre 2002, nel quale le vedove nere ebbero un ruolo di primo piano, posizionate con gli esplosivi in mezzo agli ostaggi; oppure l\u2019attentato alla metropolitana di mosca del marzo 2010, quando due jihadiste daghestane si fecero esplodere alle stazioni di Lubyanka e Park Kultury. Ci sono poi casi pi\u00f9 recenti, come quello di Volgograd dell\u2019ottobre 2013, quando Naida Sirazhudinovna Asiyalova si fece esplodere su un bus pieno di studenti.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvento dell\u2019ISIS sulla scena del jihadismo globale ci sono state evoluzioni anche per quanto riguarda il ruolo della donna che inizia ad andare ben oltre il compito di supporto agli uomini: oggi si stimano circa 500 donne occidentali reclutate dal Califfato. Le donne oggi sono anche reclutatrici, come dimostra il recente caso di Samira Yerou, la donna marocchina arrestata in Spagna lo scorso marzo e accusata di adescare jihadiste da mandare in Siria<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>A Raqqa \u00e8 poi presente una brigata jihadista composta interamente da donne, al-Khansaa, con l\u2019obiettivo di \u201cincrementare la consapevolezza e la pratica della religione\u201d tra le donne e punire quelle che non si conformano alla rigida interpretazione dell\u2019ISIS.<\/p>\n<p>Il gruppo di jihadiste armate si \u00e8 reso responsabile di numerosi assalti tra cui quello alla scuola femminile Hamida Taher, dove hanno prelevato due professoresse, una segretaria e dieci studentesse, tutte accusate di avere veli troppo sottili, di aver utilizzato mollette per capelli e di aver mostrato il viso.<\/p>\n<p>Interessante la testimonianza di una ragazzina sequestrata nell\u2019aprile 2014 con l\u2019accusa di camminare sola e con il velo indossato in modo inappropriato. Una delle jihadiste le ha puntato una pistola e l\u2019ha interrogata sulla sua conoscenza della preghiera, del digiuno e del velo<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>.<\/p>\n<p>Le donne partite dall\u2019Europa per andare in Siria e Iraq a combattere o comunque ad affiancare i jihadisti dell\u2019ISIS sono molte, dalla Francia, dalla Gran Bretagna, dai Balcani ed anche dall\u2019Italia, come dimostra il recente caso di Maria Giulia \u201cFatima Az-Zahra\u201d Sergio, convertita all\u2019Islam e sposata con un albanese, entrambi recatisi in Siria di recente.<\/p>\n<p>Il ruolo della donna nel jihad \u00e8 un argomento dibattuto da lungo tempo e non vi \u00e8 un\u2019opinione univoca al riguardo all\u2019interno dell\u2019Islamismo radicale. Il Corano stesso non fornisce direttive chiare al riguardo. L\u2019articolo 12 dello statuto di Hamas, ad esempio, esprime parere positivo sulla partecipazione attiva della donna alla \u201cguerra santa\u201d, cos\u00ec come Abu Musab al-Zarqawi nel 2005. Pi\u00f9 cauto invece il messaggio del leader di al-Qaeda, Ayman al-Zawahiri, che insiste sul ruolo domestico della donna. Un problema che non si pone proprio invece per quanto riguarda l\u2019estremismo islamista nel Caucaso, come gi\u00e0 illustrato precedentemente<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a> <a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>Il coinvolgimento della donna nella jihad solletica e pu\u00f2 assumere molteplici significati: pu\u00f2 essere interpretato come un modo per sentirsi pari all\u2019uomo e con un ruolo altrettanto importante in ambito jihadista.\u00a0 Per quanto riguarda l\u2019ISIS vi \u00e8 per\u00f2 anche un tentativo di voler mostrare \u201cla femminilit\u00e0 complementare\u201d all\u2019uomo ed anche la \u201cnormalit\u00e0\u201d, la presenza di mogli, sorelle e madri assieme ai jihadisti di quello \u201cStato Islamico\u201d alla disperata ricerca di una parvenza di \u201cStato\u201d a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>Possiamo annoverare tra le donne ormai storiche del jihad Umm Layth, famosa per il suo \u201cDiary of a Muhajirah\u201d (Diario di una migrante) e Salma e Zahra Halane entrambe di origini somale con documenti di riconoscimento inglesi, che maneggiano bene il kalashnikov e le bombe. Altre si aggiungono e vengono chiamate con dei nickname: la \u201cMadre di Miqdad\u201d \u00e8 conosciuta anche come Madre delle donne di Isis, ha 45 anni e documenti sauditi, gi\u00e0 responsabile dell\u2019arruolamento delle donne ad Anbar in Iraq; la \u201cMadre di Muhagir\u201d, sposata con un marito combattente,\u00a0ha documenti tunisini, responsabile dell\u2019unit\u00e0 Khansaa a Raqa in Siria (si tratta di una unit\u00e0 \u00e8 costituita da 60 donne combattenti); la \u201cSorella di Giaib\u201d, Nad\u00e0 Muiz Qahtani, che \u00e8 la prima terrorista saudita entrata a far parte di IS. Nad\u00e0 racconta di aver lasciato casa, marito e figli per IS e che sar\u00e0 la prima donna ad auto-immolarsi per il califfato. Anche suo fratello combatte nelle schiere di IS; la \u201cMadre di Lais\u201d, arrivata dall\u2019Inghilterra in Siria per la jihad, sostiene di voler diventare una martire per il califfato; la \u201cMadre di Haris\u201d, \u00e8 amica di la \u201cMadre di Lais\u201d, \u00e8 attiva soprattutto nel settore della propaganda per IS, scrive anche in inglese sotto lo pseudonimo di Xans\u00e0.<\/p>\n<p>Ma a questa compagine storica ormai si aggiunge una militanza pi\u00f9 fresca reclutata e abbindolata via rete dalle promesse del Califfato.<\/p>\n<p>Lo stereotipo ricorrente tra gli Occidentali era che queste donne avessero come compito primario quello di soddisfare gli appetiti sessuali dei jihadisti. Ma questo \u00e8 vero solo in parte. Mary \u00e8 la madre di una diciannovenne olandese, Vanessa, che le ha raccontato che \u201c<em>cucina per suo marito e per i suoi amici combattenti, e passa molto tempo con altre donne occidentali. Le donne sono l\u00ec per crescere la famiglia: pi\u00f9 donne, pi\u00f9 bambini, pi\u00f9 combattenti<\/em>\u201d. In effetti sui social le immagini che ricorrono sono quelle di romantiche cene con i mariti jihadisti e vasi di Nutella: ma imparano anche a usare il kalashnikov come alcune ricordano sui twitter: \u201c<em>qui le donne non chiedono gioielli ma un \u2018kalash\u2019<\/em>\u201d oppure mostrano con gioia la cintura esplosiva da terrorista suicida come \u201c<em>un regalo di mio marito<\/em>\u201d o altre dichiarano che \u201c<em>lo vedrei ancora e ancora<\/em>\u201d riferendosi al video brutale di una decapitazione.<\/p>\n<p>Un ruolo importante nel reclutamento, come si \u00e8 detto, \u00e8 proprio dei diari che queste donne veicolano attraverso la rete. Tra queste Umm Layth che scrive il suo \u201c<em>Diario di una migrante<\/em>\u201d dove sottolinea come \u201c<em>Lo Stato Islamico sta pianificando una gran quantit\u00e0 di programmi a favore delle sorelle. Se sei single e vuoi restarlo nessuno ti forza. Puoi vivere in un ostello con le altre sorelle e ricevere una paga mensile<\/em>\u201d e cos\u00ec va avanti la propaganda che si infrange, poi, sui proclami che rilanciano la schiavit\u00f9 per le donne, come si vedr\u00e0 pi\u00f9 oltre. Intanto Umm Layth, nel suo messaggio gi\u00e0 datato 9 aprile 2014, suggerisce alle ragazze che volessero partire di portarsi <em>\u201c indumenti, scarpe e altro dall\u2019Occidente. Qui ci sono ma la qualit\u00e0 \u00e8 pessima\u2026. Il pi\u00f9 grande errore che ho fatto \u00e8 stato quello di non portarmi abbastanza jilbab e niqab <\/em>(abito con velo che lascia scoperta la faccia o con velo nero che lascia vedere solo gli occhi) <em>presupponendo di trovare gli indumenti islamici qui ma era praticamente impossibile\u2026 Scaricate quanti pi\u00f9 pdf potete sui vostri tablet e cellulari\u2026.\u00e8 molto difficile scaricare lezioni e libri se non avete una connessione 5stelle a internet, che qui \u00e8 rarissima, il pi\u00f9 delle volte si ricorre al bluetooth reciproco\u2026. Prima di fare la vostra migrazione <\/em>(Hijrah, con riferimento alla migrazione santa alla Mecca)<em> ci sono molte strade che potete percorrere per prepararvi. Vivere una vita completamente diversa significa cambiare completamente il vostro aspetto\u2026. Se siete dubbiose continuate la ricerca fino a essere soddisfatte. Ma non usate questo come una scusa per starvene lontane dalle terra del Jihad. Voi dovete essere mentalmente vicine ad Allah. Dal punto di vista emotivo avrete molti ostacoli da superare, provenienti dalla vostra famiglia e dal vostro modo di vita quotidiano. Mi ricordo che avendo pensato che avrei vissuto in un campo in mezzo al deserto mi esercitai a non mangiare pi\u00f9 il mio cibo preferito e a utilizzare poca acqua per non sprecarla. La preparazione fisica \u00e8 qualcosa che la maggior parte delle Muhajireen (le donne del jihad) dimentica di mettere a punto \u2013 io inclusa! \u2013 per l\u2019impazienza e l\u2019eccitazione<\/em>\u201d, concludendo con il consiglio di vaccinarsi per bene prima di partire.<\/p>\n<p>Il ruolo delle donne, tuttavia, appare sempre pi\u00f9 molteplice: alcune hanno agito come reclutatori per IS, molte hanno inneggiato all\u2019attacco a Charlie Hebdo, sostenendo con forza nuovi attacchi terroristici sanguinosi e la pratica della decapitazione degli occidentali. Dunque il ritratto finora corrente, di donne soprattutto passive alla stregua delle \u201cmassaie\u201d dei jihadisti sta perdendo di consistenze e le donne cominciano a entrare a fare parte degli scenari di rischio che diverse polizie europee stanno tracciando. Ricordiamo, d\u2019altra parte Hayat Boumeddiene, partner di uno degli attentatori di Parigi, poi rifugiata in Siria.<\/p>\n<p>Ma chi sono e che fanno alla fine?<\/p>\n<p>Yusra Hussien, quindicenne di Bristol allontanatasi nel 2014, non \u00e8 chiaro se si sia unita al jihad attraverso un processo di radicalizzazione in rete o quando si \u00e8 trasferita in Siria. Ma le storie sono per lo pi\u00f9 chiare, raccontate dalle stesse ragazze sui social media, strumenti potentissimi per promuovere comportamenti imitativi attraverso ilo contagio delle rappresentazioni.<\/p>\n<p>Alcune di loro, come Khadijah Dare, ventiduenne londinese, ben conosciuta perch\u00e9 pi\u00f9 volte via twitter ha detto che vorrebbe essere la prima donna jihadista ad ammazzare un ostaggio occidentale, sono andate in Siria dopo aver arrangiato un matrimonio con un combattente di IS. Lei Khadijah con tal Abu Bakr, uno svedese. In questo caso la famiglia \u00e8 il fattore trainante. E ovviamente non \u00e8 il solo: \u201c<em>uno stetoscopio attorno al collo e un kalashnikov in spalla: il martirio \u00e8 il mio sogno<\/em>\u201d twitta\u00a0 Umm al-BaraaMalaysian, medico. D\u2019altra parte la campagna di reclutamento di IS sta insistendo verso una variet\u00e0 di profili che non si esauriscono con quello del combattente, ma appunto si ritrovano tra medici, ingegneri, informatici.<\/p>\n<p>In questo contesto molte ragazze sprovvedute cadono nella trappola di un falso romanticismo jihadista e si propongono anche per unirsi alla gi\u00e0 citata brigata al-Khansaa o per gestire i bordelli del sollazzo jihadista per finire a fare le aguzzine di molte schiave yazide.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultime sono le vere vittime della follia distruttiva del Califfato e delle donne jihadiste.<\/p>\n<p>A novembre i media hanno raccontato della vendita delle donne yazide, la comunit\u00e0 religiosa che abitava le aree a est di Mosul e sterminata o quasi da IS, che insieme alle cristiane vengono vendute sul mercato degli schiavi a circa 140 euro per bambina, scendendo a circa 50 euro per le donne oltre i 40 anni, intorno ai 100 euro tra i 20 e i 40 anni.<\/p>\n<p>Infatti le donne occidentali che partono per il jihad forse non sanno, o nella loro follia non vogliono sapere, che la schiavit\u00f9, proprio delle donne, \u00e8 legittima nel Califfato, come la rivista Dabiq bene illustra. La ragione \u00e8 semplice: poich\u00e9 la legge Islamica (la <em>Shar\u012b\u2019ah<\/em>) non prevede alcuna alternativa al matrimonio, il buon credente si trova in immenso imbarazzo considerate tutte le tentazioni che il mondo moderno gli propone: \u201c<em>un uomo che non pu\u00f2 permettersi il matrimonio con una donna libera si trova circondato dalla tentazione del peccato<\/em>\u201d, per esempio con tutte le domestiche che pu\u00f2 avere per casa le provocazioni sono veramente troppe e, dunque, pensando che costui non sia in grado di frenare i propri istinti \u00e8 il caso di aiutarlo formalmente a liberarsi. Da qui la schiavit\u00f9 e il concubinaggio che riconduce la fornicazione in un ambito legittimo sia di avere rapporti sessuali con pi\u00f9 donne sia di riconoscere i figli che nascono dal rapporto. Per l\u2019Islam del Califfato questa \u00e8 l\u2019ottima ragione per rilanciare la schiavit\u00f9, ma in altro Islam (Iran) si sono inventati i matrimoni brevi (<em>mut\u02bfa<\/em>\u00a0 cio\u00e8 il matrimonio di\u00a0piacere) di un paio d\u2019ore per consumare, oppure le \u201cgang bang\u201d volanti, che qualche sceicco saudita si \u00e8 organizzato sul jet privato, per non fornicare sulla terra, dove \u00e8 proibito.<\/p>\n<p>Insomma, con qualche stratagemma teologico radicale tutto diventa possibile. E in questo si ritrova la drammaticit\u00e0 di ogni radicalismo: la pedissequa osservanza, a-storicizzata e cristallizzata, di parole divine, e pertanto intoccabili, fornisce la scusa per ogni comportamento \u201cal di l\u00e0 bel bene e del male\u201d, al di fuori di ogni sistema di valori che, per sua natura, non pu\u00f2 che far parte di una comunit\u00e0 che vive nella storia quotidianamente.<\/p>\n<p>La propaganda dello Stato Islamico \u00e8 anche questa e riesce a fare proseliti in numerose giovanette occidentali che, smarrite spesso nel non ritrovare una loro identit\u00e0 familiare e sociale, ricorrono un sogno che diventa immediatamente un incubo. Ancora una volta IS legge bene le nostre debolezze e le sfrutta al massimo, lasciando a noi il compito di costruite la corda con cui ci offre il cappio.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"http:\/\/english.alarabiya.net\/en\/News\/world\/2015\/03\/08\/Female-ISIS-recruiter-arrested-at-Barcelona-airport.html\">http:\/\/english.alarabiya.net\/en\/News\/world\/2015\/03\/08\/Female-ISIS-recruiter-arrested-at-Barcelona-airport.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.syriadeeply.org\/articles\/2014\/07\/5799\/raqqa-all-female-isis-brigade-cracks-local-women\/\">http:\/\/www.syriadeeply.org\/articles\/2014\/07\/5799\/raqqa-all-female-isis-brigade-cracks-local-women\/<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <a href=\"http:\/\/news.siteintelgroup.com\/blog\/index.php\/about-us\/21-jihad\/41-feb09-sp-102064454\">http:\/\/news.siteintelgroup.com\/blog\/index.php\/about-us\/21-jihad\/41-feb09-sp-102064454<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.gatestoneinstitute.org\/1099\/the-female-jihad-1\">http:\/\/www.gatestoneinstitute.org\/1099\/the-female-jihad-1<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Chi pensa che il Califfato sia solo un paese per uomini sbaglia. 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