{"id":1733,"date":"2015-04-22T20:56:28","date_gmt":"2015-04-22T20:56:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1733"},"modified":"2015-04-25T11:53:09","modified_gmt":"2015-04-25T11:53:09","slug":"lo-scontro-tra-is-ed-emirato-del-caucaso-by-giovanni-giacalone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lo-scontro-tra-is-ed-emirato-del-caucaso-by-giovanni-giacalone\/","title":{"rendered":"Lo scontro tra IS ed Emirato del Caucaso \u2013 by Giovanni Giacalone"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso 19 aprile sono stati uccisi dalle forze speciali russe il leader dell\u2019Emirato del Caucaso, Aliaskhab Kebekov, meglio noto come Amir Ali Abu Muhammad e Shamil Gasanov, a capo della jamaat daghestana di Untsukul; il raid \u00e8 avvenuto a Gerei-Avlak, nella zona di Buynaksk e ha portato alla morte di cinque militanti tra cui le mogli dei due leader.<!--more--><\/p>\n<p>La Tass ha reso nota una dichiarazione delle autorit\u00e0 russe secondo cui \u201cl\u2019operazione, coordinata da FSB e Ministero degli Interni, ha privato dei propri leader l\u2019Emirato del Caucaso e le bande criminali operanti nel nord dell\u2019area\u201d. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Nel 2014 Kebekov aveva preso il posto dell\u2019ex leader Doku Umarov, ucciso nel settembre 2013 in circostanze misteriose ed era ritenuto dalle autorit\u00e0 russe uno degli organizzatori dell\u2019omicidio del maestro sufi Said Afandi al-Chirkawi nell\u2019agosto del 2012 e degli attentati di Volgograd del 2013.<\/p>\n<p>Secondo Akhmet Yarlykapov, analista della Russian Academy of Sciences (RAS), \u00e8 plausibile pensare a un feroce scontro tra fazioni legate all\u2019Emirato del Caucaso e altre fedeli all\u2019ISIS. <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Un\u2019eventualit\u00e0 da non escludere visto e considerato che le frizioni tra le due organizzazioni sono in corso da tempo, sia a livello endogeno nel nord del Caucaso, sia a livello esogeno tra i gruppi jihadisti caucasici che combattono in Siria.<\/p>\n<p><strong>Fattore endogeno<\/strong><\/p>\n<p>Tra la fine del 2014 e l\u2019inizio del 2015 diverse Jamaat daghestane e cecene hanno ritirato la propria alleanza all\u2019Emirato del Caucaso per giurare fedelt\u00e0 all\u2019ISIS, guidato da Abu Bakr al-Baghdadi.<\/p>\n<p>Fonti locali hanno citato undici comandanti di jamaat, di cui sei passati dalla parte dell\u2019ISIS; tra questi Sultan Zaynalabidov (capo della jamaat Aukhovsky), Rustam Aselderov (capo della Vilayat Daghestan), Arslan-Ali Kambulatov (capo del settore Shamil\u2019kalinsky) e Makhran Saidov (comandante del settore Vedeno).<\/p>\n<p>Il 28 dicembre 2014, Aliaskhab Kebekov aveva fatto pubblicare un video nel quale metteva in guardia i membri della sua organizzazione dal passare nelle file del Califfato, col rischio di espandere la \u201cfitna\u201d (discordia) all\u2019interno dell\u2019Emirato del Caucaso, legato ad al-Qaeda. Nell\u2019estate del 2014 Kebekov aveva parteggiato per Ayman al-Zawahiri, durante una disputa del leader qaedista con al-Baghdadi.<\/p>\n<p>Ad inizio febbraio un giovane miliziano dichiaratosi \u201cemiro dell\u2019Inguscezia\u201d e citato dall\u2019ISIS come \u201cAmir Muhammad\u201d ha dichiarato appoggio e solidariet\u00e0 al Califfato, senza per\u00f2 giurare fedelt\u00e0 al gruppo di al-Baghdadi. L\u2019inguscio ha inoltre fatto riferimento a Islam Atabiev (Abu Jihad) e Umar al-Shishani, entrambi nell\u2019ISIS.<\/p>\n<p><strong>Fattore esogeno<\/strong><\/p>\n<p>La cosidetta \u201cfitna\u201d tra Emirato e Califfato si \u00e8 fatta sentire anche tra le milizie jihadiste provenienti dal Caucaso e attive in Medio Oriente; il sito \u201cChechens in Syria\u201d spiega come le rivalit\u00e0 siano iniziate nel 2013, quando Umar al-Shishani e la sua fazione Jaish al-Muhajireen wal-Ansar (JMA) si sono avvicinati al Califfato e al-Shishani \u00e8 stato nominato comandante dell\u2019ISIS nel nord della Siria. In seguito per\u00f2, al-Shishani e la sua fazione si sono staccati da JMA, decisa a restare fedele all\u2019Emirato e sono entrati a far parte dell\u2019ISIS a tutti gli effetti.<\/p>\n<p>E\u2019 chiaro che uno dei principali fattori che contrappongono Emirato e ISIS \u00e8 legato al progetto finale della lotta armata; infatti l\u2019ISIS ha intenzione di creare un Califfato dove nazionalit\u00e0 e componenti etniche non hanno alcuna rilevanza e sono anzi osteggiate a favore di un islamismo universalistico e privo di qualsiasi tipo di differenziazione.<\/p>\n<p>D\u2019altro canto l\u2019Emirato del Caucaso, nato nel 2007 dalle ceneri della Repubblica di Ichkeria, punta invece ad espellere i russi dalla regione per formare un\u2019entit\u00e0 statale fondata sulla sharia nel Caucaso settentrionale; due obiettivi chiaramente differenti se non contrastanti.<\/p>\n<p>La stessa leadership dell\u2019Emirato del Caucaso aveva criticato l\u2019esodo di jihadisti verso la Siria, non soltanto in partenza da Daghestan, Cecenia, Inguscezia e Kabardino-Balkaria ma anche dalla diaspora caucasica in Europa. Secondo Kebekov la jihad andava combattuta nel Caucaso settentrionale contro il nemico russo e il flusso verso Siria e Iraq non faceva altro che indebolire l\u2019Emirato.<\/p>\n<p><strong>Alcune considerazioni strategiche<\/strong><\/p>\n<p>Il fatto che alcune jamaat nord-caucasiche abbiano deciso di lasciare l\u2019Emirato per allearsi all\u2019ISIS non sorprende e in gran parte \u00e8 dovuto alla fase di forte declino in cui si trova ormai l\u2019organizzazione. Ci sono alcuni punti da mettere in evidenza:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019Emirato del Caucaso ha subito colpi durissimi negli ultimi due anni, con l\u2019uccisione di due suoi leader assoluti (Umarov e Kebekov) e molti leader di jamaat locali legate al gruppo. In Cecenia ormai i jihadisti sono in gran parte neutralizzati mentre in Daghestan le operazioni anti-terrorismo hanno portato all\u2019arresto di numerosi terroristi e allo smantellamento di reti locali. Secondo alcune stime, nel 2014 gli incidenti di matrice terroristica in Daghestan sono diminuiti del 20% e le forze di sicurezza hanno eliminato circa 180 jihadisti e ne hanno arrestati pi\u00f9 di 200. Numeri pesanti per l\u2019Emirato.<\/li>\n<li>La minaccia di Sochi, lanciata da Doku Umarov nell\u2019estate del 2013, non ha generato conseguenze; i giochi si sono svolti regolarmente, grazie anche alle imponenti misure di sicurezza ordinate da Mosca e l\u2019Emirato non \u00e8 riuscito ad andare oltre gli attentati di Volgograd che hanno tra l\u2019altro avuto un effetto controproducente per quanto riguarda l\u2019immagine dell\u2019organizzazione che non soltanto non \u00e8 stata in grado di colpire Sochi, ma \u00e8 dovuta ricorrere a odiosi attacchi nei confronti dei civili.<\/li>\n<li>Aliaskhab Kebekov aveva ben compreso l\u2019effetto negativo di tale strategia e aveva ordinato ai suoi di non commettere attacchi contro i civili, vietando tra l\u2019altro l\u2019utilizzo delle \u201cvedove nere\u201d e spingendo per un\u2019infiltrazione propagandistica a livello sociale e culturale. Un piano che per\u00f2 non poteva dare frutti, in primis perch\u00e9 la propaganda wahhabita fa breccia con molta fatica nel tessuto sociale ceceno e daghestano; in secondo luogo perch\u00e9 l\u2019Emirato era gi\u00e0 in frantumi, con alcune jamaat che spesso sovrapponevano il jihadismo con attivit\u00e0 criminali e che non ci pensavano due volte a colpire anche i civili, mostrando una carenza di controllo da parte dei vertici dell\u2019Emirato.<\/li>\n<li>Vi \u00e8 poi il fattore \u201cdiaspora\u201d: molti jihadisti caucasici hanno infatti preferito andare a combattere in Siria e Iraq, indebolendo cos\u00ec le fila dell\u2019Emirato che era in ogni caso gi\u00e0 in una fase di forte crisi.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questo punto sorge lecito chiedersi se l\u2019ISIS riuscir\u00e0 a infiltrarsi nel Caucaso settentrionale per mettere in atto la \u201cguerra santa\u201d contro la Russia.\u00a0 E\u2019 indubbio che le nuove generazioni nelle file jihadiste caucasiche siano entusiaste dell\u2019ISIS, organizzazione molto pi\u00f9 violenta e spietata rispetto a un Emirato in declino. Il fatto che molte jamaat abbiano giurato fedelt\u00e0 ad al-Baghdadi non significa per\u00f2 che l\u2019infiltrazione sar\u00e0 semplice, in primis a causa dei rigidi controlli sulla sicurezza messi in atto da Mosca nei confronti dei \u201cjihadisti di ritorno\u201d ; in secondo luogo perch\u00e9 le leadership delle jamaat presenti in Daghestan e Cecenia sono al momento deboli, disorganizzate e necessitano di un supporto non semplice da fornire per l\u2019ISIS. Bisogna inoltre considerare una possibile ed eventuale resistenza da parte di quelle jamaat ancora fedeli all\u2019Emirato del Caucaso.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"http:\/\/tass.ru\/en\/russia\/790497\">http:\/\/tass.ru\/en\/russia\/790497<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"http:\/\/eng.kavkaz-uzel.ru\/articles\/31477\/\">http:\/\/eng.kavkaz-uzel.ru\/articles\/31477\/<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso 19 aprile sono stati uccisi dalle forze speciali russe il leader dell\u2019Emirato del Caucaso, Aliaskhab Kebekov, meglio noto come Amir Ali Abu Muhammad e Shamil Gasanov, a capo della jamaat daghestana di Untsukul; il<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lo-scontro-tra-is-ed-emirato-del-caucaso-by-giovanni-giacalone\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":1734,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[187,188,27,88,30,186],"class_list":["post-1733","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-caucasus-emirate","tag-dagestan","tag-immigration","tag-is","tag-jihad","tag-kebekov"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1733","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1733"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1733\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1735,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1733\/revisions\/1735"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1734"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1733"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1733"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1733"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}