{"id":1751,"date":"2015-04-25T11:51:57","date_gmt":"2015-04-25T11:51:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1751"},"modified":"2015-04-29T11:18:06","modified_gmt":"2015-04-29T11:18:06","slug":"muhammad-hafiz-zulkifal-imama-di-bergamo-e-la-cellula-jihadista-in-sardegna-by-giovanni-giacalone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/muhammad-hafiz-zulkifal-imama-di-bergamo-e-la-cellula-jihadista-in-sardegna-by-giovanni-giacalone\/","title":{"rendered":"Muhammad Hafiz Zulkifal imam di Bergamo e la cellula jihadista in Sardegna &#8211; by Giovanni Giacalone"},"content":{"rendered":"<p>Sgominata una cellula jihadista legata ad al-Qaeda e con base in Sardegna; diciotto le ordinanze di custodia cautelare emesse, di cui dieci eseguite. Gli arrestati, tutti cittadini pakistani e afghani, avrebbero pianificato e portato a termine attentati nei propri paesi d\u2019origine e alcuni di loro sarebbero gli autori della strage del mercato di Peshawar nell\u2019ottobre del 2009, nella quale restarono uccise pi\u00f9 di cento persone. Altri due degli arrestati avrebbero invece svolto in passato il ruolo di fiancheggiatori per Usama Bin Laden.<!--more--><\/p>\n<p>Sarebbero inoltre emerse alcune intercettazioni tra i membri della cellula che fanno pensare a un possibile progetto di attentato in Vaticano: \u201c<em>Non c\u2019\u00e8 la prova, ma c\u2019\u00e8 il forte sospetto<\/em>\u201d, ha spiegato Mario Carta della Digos di Sassari, citt\u00e0 dalla quale \u00e8 partita l\u2019indagine.<\/p>\n<p>Gli arrestati sono:<\/p>\n<ul>\n<li>Su Bergamo l\u2019imam Muhammad Hafiz Zulkifal (43)<\/li>\n<li>Su Olbia l\u2019imam Sultan Wali Khan (39), Imtiaz Khan (40), Niaz Mir (41) e Siddiq Muhammad (37)<\/li>\n<li>Su Foggia Yahya Khan Ridi (37)<\/li>\n<li>Su Sora (Fr) Haq Zaher Ui (52)<\/li>\n<li>Su Civitanova Marche (Mc) Zubair Shah (37) e Sher Ghani (57)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Non si conoscono per ora le generalit\u00e0 del decimo indagato ma risulta che i due arrestati a Civitanova Marche erano in contatto con \u00a0Faqir Ghani, il sospetto jihadista pakistano di 26 anni espulso nel gennaio scorso dalla cittadina marchigiana.<\/p>\n<p>Altro elemento interessante \u00e8 il fatto che Zubair Shah sia stato trovato con documenti e un permesso di soggiorno spagnolo. In Spagna e in particolare nell\u2019area di Barcellona c\u2019\u00e8 infatti una notevole presenza di pakistani legati alla Jamaat Tabligh i-Dawa (organizzazione pietistica nata in India all\u2019inizio del XX secolo) ed \u00e8 proprio a Barcellona che nel 2008 la polizia spagnola sgomin\u00f2 una cellula di Tabligh pakistani che \u00a0progettava un attentato alla metropolitana della capitale catalana. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a><\/p>\n<p>Risultano interessanti i profili di Sultan Wali Khan, capo spirituale della comunit\u00e0 islamica di Olbia e in particolare quello di Muhammad Hafiz Zulkifal, imam ben noto nel bergamasco dove era a capo della Jamaat Tabligh i-Dawa.<\/p>\n<p>In Italia da sette anni, Zulkifal viveva con la moglie e i sei figli, tre dei quali nati in Italia ed era molto attivo in ambito religioso: predicava il Corano, teneva tutte le settimane la preghiera del venerd\u00ec in un centro islamico a Zingonia, zona ad altissima concentrazione di immigrati. Per un periodo aveva lavorato come operaio, ma da qualche tempo era disoccupato. L\u2019imam aveva recentemente acquistato una villetta con giardino nel centro di Pognano.<\/p>\n<p>La cellula jihadista organizzava la raccolta di fondi presso le comunit\u00e0 afghano-pakistane e li inviava nei paesi d\u2019origine tramite membri del gruppo che riuscivano ad aggirare i sistemi di controllo sull\u2019esportazione della valuta.<\/p>\n<p>In alcuni casi l\u2019organizzazione ricorreva a contratti di lavoro con imprenditori compiacenti per ottenere i visti di ingresso. In altri casi veniva utilizzata la via dell\u2019asilo politico, spacciando gli immigrati, attraverso documenti e attestazioni falsi, per vittime di persecuzioni etniche o religiose. L\u2019organizzazione forniva supporto logistico e finanziario agli irregolari assicurando loro patrocinio verso i competenti uffici immigrazione, istruzioni sulle dichiarazioni da rendere per ottenere l\u2019asilo politico, telefonini, sim e contatti necessari.<\/p>\n<p>Il movimento Tabligh Dawa nasce in India nel 1927 per opera di Muhammad Ilyas al-Kandhlawi (1885-1944) con l\u2019obiettivo di opporsi all\u2019espansione induista e riportare i musulmani, a prescindere dal livello socio-economico, verso la pi\u00f9 corretta pratica dell\u2019Islam e facendo riavvicinare coloro che si erano allontanati dalla \u201cretta via\u201d. Per fare ci\u00f2 il movimento, basandosi sulle indicazioni del suo fondatore, si avvale ancora oggi di gruppi itineranti chiamati \u201cjamaat\u201d che si occupano di raggiungere i musulmani ovunque essi siano.<\/p>\n<p>I Tabligh si sono geograficamente estesi nel tempo e sono oggi diventati un movimento transnazionale. Pur nascendo da una costola del filone Deobandi, di scuola giuridica hanafita, i Tabligh non seguono alcun \u201cfiqh\u201d in modo da non entrare in diatribe che ben poco hanno a che fare con la loro missione e sono, almeno teoricamente, apolitici. E\u2019 chiaro che ci\u00f2 risulta relativo visto che \u00e8 molto difficile nel mondo islamico scindere la religione dalla politica e dalla giurisprudenza.<\/p>\n<p>Il fatto che elementi\u00a0 legati ai Tabligh siano stati coinvolti in questioni di terrorismo dimostra che anche questo movimento soffre di un\u2019infiltrazione di matrice radicale che va ad intaccare la natura tendenzialmente pacifica e missionaria del movimento. In aggiunta sono casi che fanno emergere rapporti tra esponenti Tabligh e gruppi filo al-Qaeda presenti in Pakistan e in particolare nelle zone tribali, come Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP).<\/p>\n<p>Sul caso della cellula sgominata ieri \u00e8 interessante notare come non fosse solo dedita alla propaganda e alla pianificazione di attentati ma emerge anche una connessione con traffici illegali di denaro, documenti e immigrati.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"http:\/\/elpais.com\/diario\/2008\/01\/26\/espana\/1201302001_850215.html\">http:\/\/elpais.com\/diario\/2008\/01\/26\/espana\/1201302001_850215.html<\/a><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> <a href=\"https:\/\/www.ctc.usma.edu\/posts\/a-case-study-of-the-january-2008-suicide-bomb-plot-in-barcelona\">https:\/\/www.ctc.usma.edu\/posts\/a-case-study-of-the-january-2008-suicide-bomb-plot-in-barcelona<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sgominata una cellula jihadista legata ad al-Qaeda e con base in Sardegna; diciotto le ordinanze di custodia cautelare emesse, di cui dieci eseguite. 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