{"id":1769,"date":"2015-04-29T11:17:43","date_gmt":"2015-04-29T11:17:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1769"},"modified":"2022-03-28T19:08:50","modified_gmt":"2022-03-28T17:08:50","slug":"sabato-25-aprile-2015-nepal-terremoto-dei-poveri-o-prevenzione-fallimentare-by-barbara-lucini-e-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/sabato-25-aprile-2015-nepal-terremoto-dei-poveri-o-prevenzione-fallimentare-by-barbara-lucini-e-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Sabato 25 Aprile 2015 Nepal: terremoto dei poveri o prevenzione fallimentare? \u2013 by Barbara Lucini e Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Il terremoto in Nepal di Sabato 25 Aprile \u00e8 stato definito da molti come \u201cil terremoto dei poveri\u201d.\u00a0Siamo davvero certi che questo evento naturale possa essere definito e ricordato cos\u00ec?<!--more--><\/p>\n<p>Le seguenti argomentazioni indicano alcune perplessit\u00e0 in merito:<\/p>\n<ol>\n<li>Parlare di \u201cterremoti di classe\u201d rimanda al ricordo nebuloso di una ideologia politica-culturale, che si pensava superata in favore di maggiori e pi\u00f9 accreditate teorizzazioni scientifiche.<\/li>\n<li>Il concetto di classe appartiene alla \u201cnostra\u201d cultura occidentale, mentre le suddivisioni sociali che emergono dalla cultura millenaria di quella zona sono dettate pi\u00f9 dal concetto di ceto, da una serie di credenze culturali e spirituali e soprattutto dalla differenziazione etnica, che nulla hanno a che vedere con il concetto di classe, peraltro emerso negli ultimi duecento anni e poco pi\u00f9, dalla nascita della rivoluzione industriale alla sua applicazione in campo politico riferendosi all\u2019ascesa di gruppi professionali o sociali di pressione.<\/li>\n<li>Parlare di \u201cterremoto dei poveri\u201d \u00e8 fuorviante perch\u00e9 in una nazione come il Nepal le cui attivit\u00e0 economiche prevalenti sono l\u2019agricoltura e il turismo e gi\u00e0 sostenuta dagli aiuti internazionali anche in periodi di non emergenza, un terremoto di quella magnitudo non poteva che amplificare le reali condizioni di vita prima dello stesso evento.<\/li>\n<li>La questione dei turisti: differenze di trattamento per i turisti erano gi\u00e0 emerso con lo tsunami del sud-est asiatico nel 2004 e spiegabili con il fatto di essere loro stessi una delle poche risorse del Paese devastato. In questa <em>cornice narrativa<\/em> appositamente creata dalle varie agenzie comunicative, si spiega anche la grande attenzione data agli escursionisti rispetto alla situazione di migliaia di persone.<\/li>\n<li>Non tutti i terremoti sono \u201cterremoti dei poveri\u201d. Sarebbe pi\u00f9 utile affermare che ogni terremoto manifesta in modo palese, le reali problematiche di una Nazione o le criticit\u00e0 di un sistema sociale o culturale presente. E\u2019 per questo che \u2013purtroppo- gli eventi naturali sono cos\u00ec affascinanti: perch\u00e9 fanno chiarezza e mettono in luce i limiti di un sistema politico e le mancanze nella capacit\u00e0 di governo. Non si pu\u00f2 barare di fronte ad un terremoto o a una inondazione. Sono l\u00ec per ricordarci gli errori nella nostra organizzazione e sono \u2013 purtroppo- una possibilit\u00e0 di riscatto dai propri errori o dalla propria inesperienza o scarsa lungimiranza. Sono l\u00ec per non diventare il <em>\u201cterremoto di nessuno\u201d<\/em> o quello del \u201cdona 1 euro con un sms\u201d. Iniziative lodevoli, ma fino ad un certo punto. Aiutare significa non diventare pi\u00f9 indispensabili per qualcuno, significa promuovere competenze e capacit\u00e0 che possano essere utilizzate per lungo periodo, significa lasciar andare e farsi indietro quando non si \u00e8 pi\u00f9 indispensabili. Ad oggi a bene vedere gli aiuti umanitari assumono sempre pi\u00f9 forme di pericolose dipendenza, invece di sostenere e favorire le realt\u00e0 locali. I presidi permanenti delle varie organizzazioni umanitarie lo dimostrano e fanno anche emergere l\u2019inefficienza delle misure preventive \u201ctradotte e applicate in loco\u201d da organizzazioni internazionali in realt\u00e0 frammentate locali, distanti non solo linguisticamente, ma soprattutto culturalmente.<\/li>\n<li>Non \u00e8 possibile pensare di risolvere questa crisi post terremoto e le altre che verranno, vincolando la popolazione, il sistema sociale ed economico di un Paese ad aiuti fatti pervenire a spot da agenzie che non sempre possono garantire la loro presenza secondo una continuit\u00e0 temporale e materiale.<\/li>\n<li>E\u2019 interessante notare le varie iniziative sotto la dicitura <em>disaster risk reduction<\/em> promosse per la prevenzione dei terremoti in Nepal. Anche qui, come in altre Nazioni gi\u00e0 devastate da varie problematiche, le azioni programmatiche di prevenzione, linee guida per scuole sicure e pianificazione sicura hanno dimostrato il loro limite e la scarsa applicabilit\u00e0 su un territorio che presenta livelli multipli di pericoli e una multidimensionalit\u00e0 di fattori interconnessi fra loro in grado di scatenare pi\u00f9 alti livelli di vulnerabilit\u00e0.<\/li>\n<li>Ultimo punto profondamente interconnesso a questa analisi \u00e8 il messaggio trasmesso circa il numero dei bambini colpiti dal terremoto. In questi casi la <em>retorica della comunicazione in emergenza<\/em> parla di \u201cuna Nazione privata del suo futuro\u201d ma \u00e8 cos\u00ec? Sul piano statistico \u00e8 dubbio: un evento critico colpisce \u201crandom\u201d e le perdite nell\u2019immediato impatto tendono a distribuirsi secondo la distribuzione della popolazione, senza creare un \u201ccrisi demografica\u201d, che assomiglia pi\u00f9 alla proiezione di un problema che riguarda \u201cgli altri\u201d, cio\u00e8 chi legge la situazione dal suo punto di vista (paesi che si sentono vecchi?). I media insistono su due milioni di bambini che hanno bisogno di aiuto immediato (numeri dati sia da Save the Children sia da Unicef), che corrono rischio forte di ipotermia. Ora solo nei territori oltre i 3.600 metri la temperatura non sale oltre i 10\u00b0 di massima (e ora andiamo verso l\u2019estate) e la popolazione \u00e8 concentrata nelle aree montuose solo per l\u20198% del totale. In sostanza, la forte insistenza sui bambini sembra pi\u00f9 rincorrere una comunicazione affettiva ed emozionale, che mobilita le donazioni, piuttosto che esigenze emergenziali. Detto questo, non significa non intervenire verso questo segmento bisognoso, ma \u00e8 fondamentale distinguere tra interventi e costi direttamente connessi all\u2019evento per gestire la risposta immediata all\u2019emergenza, e interventi e costi indiretti, che si riferiscono alla vulnerabilit\u00e0 sistemica del Nepal. Ci\u00f2 vale non solo per operare con metodo adeguato ma anche per non \u201cconfondere\u201d uso e impiego delle risorse.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La solidariet\u00e0 internazionale \u00e8 un\u2019iniziativa lodevole, da ammirare per gli sforzi compiuti, ma necessita di una <em>visione resiliente dell\u2019intervento a breve e lungo periodo<\/em>. Che manca oggi e non \u00e8 stata presenti in decenni di attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Cercare di rendere una persona, un\u2019organizzazione o una Nazione resiliente, significa trasmettere adeguati <em>strumenti operativi<\/em>, che favoriscano e incrementino le possibilit\u00e0 di <em>gestire in modo resiliente scenari critici<\/em>, con il massimo grado di consapevolezza delle proprie vulnerabilit\u00e0 e libert\u00e0 di azione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terremoto in Nepal di Sabato 25 Aprile \u00e8 stato definito da molti come \u201cil terremoto dei poveri\u201d.\u00a0Siamo davvero certi che questo evento naturale possa essere definito e ricordato cos\u00ec?<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[127],"tags":[21,219,192,191],"class_list":["post-1769","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-crisis-management","tag-communication-2","tag-crisis-management","tag-earthquake","tag-nepal"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1769","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1769"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1769\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1771,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1769\/revisions\/1771"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1769"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1769"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1769"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}