{"id":1835,"date":"2015-06-08T11:49:17","date_gmt":"2015-06-08T09:49:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1835"},"modified":"2015-06-29T14:23:58","modified_gmt":"2015-06-29T12:23:58","slug":"il-video-di-is-sui-balcani-a-message-to-the-people-of-the-balkans-by-giovanni-giacalone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/il-video-di-is-sui-balcani-a-message-to-the-people-of-the-balkans-by-giovanni-giacalone\/","title":{"rendered":"Il video di IS sui Balcani: A Message to the People of the Balkans \u2013 by Giovanni Giacalone"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ISIS ha rilasciato, tramite la sua principale casa di produzione, la al-Hayat Media Center, un nuovo video (5 maggio 2015) specificatamente orientato ai Balcani, con particolare attenzione alla Bosnia-Erzegovina: \u201cHonor is in Jihad. A Message to the People of the Balkans\u201d<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019obiettivo \u00e8 chiaro, scuotere i musulmani dei Balcani e spingerli verso due direzioni: l\u2019 \u201cEgira\u201d verso lo Stato Islamico o la jihad neo propri paesi.<\/p>\n<p>Cinque degli otto personaggi che prendono la parola nel video sono infatti bosniaci e i riferimenti, sia visuali che linguistici, alla guerra di Bosnia sono molti, anche se nel filmato vengono lanciate minacce anche ai \u201cmiscredenti\u201d di Albania, Macedonia, Serbia e Kosovo.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>I jihadisti balcanici nel video<\/strong><\/p>\n<p>Gli otto jihadisti protagonisti del filmato sono:<\/p>\n<p>Abu Jihad al-Bosni, Salahuddin al-Bosni, Abu Bilqis al-Albani, Abu Safiyah al-Bosni, Abu Muhammad al-Bosni, Abu Maryam al-Albani, Abu Muqatil al-Kosovi e Abu Siddiq al-Bosni.<\/p>\n<p>Alcuni di loro sono gi\u00e0 stati identificati, come a esempio Ridvan Haqifi\u00a0 (Abu Muqatil al-Kosovi), kosovaro di Gijlan, ritenuto vicino alle milizie di Lavdrim Muhaxheri, capo-milizia dell\u2019ISIS noto per essere stato filmato in pi\u00f9 occasioni mentre decapitava prigionieri.<\/p>\n<p>Abu Bilqis al-Albani \u00e8 invece stato identificato come Almir Daci, ex imam nella moschea di Pogradec e legato al \u201cgiro\u201d di Genci Balla e Bujar Hysa, due imam attualmente detenuti in Albania con l\u2019accusa di propaganda e reclutamento.<\/p>\n<p>Daci \u00e8 tra l\u2019altro ritenuto responsabile del reclutamento di Ervis Alinji e Denis Hamzaj, due ragazzi albanesi presumibilmente morti in Siria. Secondo fonti di Tirana, Hamzaj si sarebbe laureato in un\u2019universit\u00e0 italiana prima di rientrare in Albania e scomparire.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Principali caratteristiche<\/strong><\/p>\n<p>Ritornando al video, non vi \u00e8 alcuna casualit\u00e0 nel suo svolgimento, che segue uno schema ben preciso e nel quale ciascun personaggio svolge un ruolo accuratamente studiato.<\/p>\n<p>Alcuni punti chiave da mettere in evidenza sono:<\/p>\n<ul>\n<li>L\u2019utilizzo di immagini forti.<\/li>\n<li>Una retorica conflittuale di matrice ideologico-dottrinaria che fa ampio uso di terminologia takfirista e di versetti del Corano singolarmente scelti, decontestualizzati e interpretati in maniera letterale.<\/li>\n<li>I riferimenti a fatti storici partigianamente interpretati; la strumentalizzazione di alcuni episodi con l\u2019obiettivo di riaprire \u201cvecchie ferite\u201d e istigare alla violenza le popolazioni musulmane dei Balcani.<\/li>\n<li>L\u2019accusa di \u201cmiscredenza\u201d nei confronti di una pluralit\u00e0 di soggetti: Stati Uniti, Unione Europea, Nazioni Unite, ex regimi comunisti, atei, musulmani \u201cmoderati\u201d definiti traditori.<\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Il video<\/strong><\/p>\n<p>Il video, che ha una durata di circa 20 minuti, si apre con una vistosa ed eloquente serie di immagini dove vengono messi in evidenza i Balcani e alcune immagini di Istanbul ed Edirne, considerate dai jihadisti roccaforti dell\u2019invasione islamica verso l\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il primo personaggio a prendere la parola \u00e8 <strong>Abu Jihad al-Bosni<\/strong> che fa riferimento a un versetto su Mos\u00e8 mentre porta il proprio popolo dall\u2019oscurit\u00e0 verso la luce.<\/p>\n<p>Nel frattempo viene esposta una rapida sequenza di fatti storici che partono da una fase nella quale i Balcani avrebbero ricoperto il ruolo storico di \u201cfrontiera offensiva\u201d dell\u2019Islam nei confronti dell\u2019Europa per poi assumere un ruolo difensivo contro l\u2019aggressione dei \u201cmiscredenti\u201d.<\/p>\n<p>Si passa poi rapidamente al periodo delle due Guerre Mondiali e alla nascita delle \u201cnazioni\u201d col sopraggiungere del \u201cmodello comunista\u201d fondato sull\u2019ateismo, mentre la Repubblica di Jugoslavia viene citata come \u201ctrainata dalla Serbia\u201d. Ci\u00f2 non deve sorprendere visto che ancora oggi molti musulmani bosniaci vedono nei serbi i nemici storici responsabili di numerosi massacri durante la guerra del 1992-95.<\/p>\n<p>Abu Jihad conclude poi facendo presente che la fine dell\u2019umiliazione per i musulmani dei Balcani potr\u00e0 terminare soltanto nel momento in cui faranno una scelta ben precisa tra due possibilit\u00e0 (messaggio chiave di tutto il filmato):<\/p>\n<ul>\n<li>Lasciare i propri paesi per trasferirsi nello \u201cStato Islamico\u201d<\/li>\n<li>Combattere i \u201cmiscredenti\u201d e i loro governi nei Balcani<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questo punto subentra <strong>Salahuddin al-Bosni<\/strong>, il cui messaggio si focalizza sui due precedenti punti, facendo un iniziale riferimento a quegli uomini musulmani che si lamentano di non poter portare la barba lunga o a quelle donne a cui \u00e8 vietato portare il niqab nei propri paesi, per poi citare un versetto del Corano sull\u2019Egira e dichiararlo sufficiente prova per voler intraprendere il viaggio verso lo Stato Islamico:<\/p>\n<p>\u201c<em>Quelli che hanno creduto, emigrato e lottato con i loro beni e le loro persone sulla via di Dio hanno il rango pi\u00f9 alto verso Dio. Ecco i vittoriosi<\/em>\u201d. (9:20)<\/p>\n<p>Salahuddin passa poi alla seconda opzione, quella della jihad nei propri paesi d\u2019origine, \u00a0senza mezzi termini, istigando i fedeli dell\u2019ISIS a piazzare esplosivi nelle case dei miscredenti e sotto le loro auto, ad avvelenare il loro cibo e le loro bevande e ad ucciderli ovunque essi si trovino, in Bosnia, Serbia, Sangiaccato, secondo la sua teoria che Allah aiuter\u00e0 i piccoli gruppi. Un potenziale invito a formare piccole cellule.<\/p>\n<p>Successivamente subentra <strong>Abu Bilqis al-Albani<\/strong> che dopo aver richiamato all\u2019unione dei musulmani contro i miscredenti (i quali sarebbero intimoriti dal Califfato e avrebbero intenzione di distruggerlo), si scaglia contro il comunismo in Albania e in particolare contro Enver Hoxha, accusato di aver distrutto l\u2019Islam nel Paese delle Aquile e di aver fatto dell\u2019Albania il primo paese ufficialmente ateo della storia.<\/p>\n<p>Salahuddin fa poi riferimento al contesto bosniaco, attaccando quei musulmani autoctoni che si sono ribellati contro il comunismo per poi abbracciare l\u2019ideologia laica e formare uno \u201cstato-nazione\u201d fondato sulla democrazia e supportata dalle Nazioni Unite, definite \u201cla Chiesa del secolarismo\u201d.<\/p>\n<p>Infine il bosniaco cita rapidamente Slobodan Milosevic e Ratko Mladic e li accusa di aver tentato di sradicare l\u2019Islam dalla Bosnia.<\/p>\n<p>A questo punto subentra<strong> Abu Safiyah al-Bosni <\/strong>con una citazione del versetto coranico 2:120: \u201c<em>E gli ebrei mai saranno contenti di te, n\u00e9 i cristiani. Solo quando seguirai la loro religione\u2026<\/em>\u201d e spiegando che questa sarebbe la ragione per la quale i nemici dell\u2019Islam (Stati Uniti, Europa, Occidente) avrebbero massacrato i musulmani. Abu Safiyah fa poi riferimento alle tragedie di Sebrenica, Gorazde e Mostar e afferma che se i musulmani non si dedicheranno alla jihad, allora Allah continuer\u00e0 a umiliarli, fino a quando non ritorneranno alla loro religione, lasciando quindi intendere che Islam e Jihad hanno lo stesso significato.<\/p>\n<p>L\u2019elemento pi\u00f9 interessante del discorso di Abu Safiyah al-Bosni \u00e8 per\u00f2 il riferimento ai jihadisti arabi che durante la guerra di Bosnia giunsero nel paese per combattere accanto ai musulmani autoctoni contro i serbi e i croati.<\/p>\n<p>Secondo Abu Safiyah, il governo bosniaco avrebbe infatti \u201ctradito i sacrifici dei mujahideen\u201d. Concetto ripreso subito dopo da <strong>Abu Muhammad al-Bosni <\/strong>\u00a0che scende nei dettagli e fa esplicito riferimento a quei mujahideen stranieri che sono stati traditi e spediti nelle carceri statunitensi.<\/p>\n<p>Un possibile riferimento ad Abu Talal al-Qasimi (jihadista egiziano della Gamaa al-Islamiyya, arrestato nel 1995 in circostanze misteriose in Bosnia, presumibilmente dalle autorit\u00e0 croato-bosniache con il supporto statunitense e consegnato al governo egiziano) e a Imad al-Misri, ex membro di spicco dell\u2019unit\u00e0 \u201cEl-Mujahid\u201d, espulso dalla Bosnia nel 2001 su pressioni degli Stati Uniti e rientrato nel paese dopo il 2009, in seguito a un periodo di detenzione in Egitto.<\/p>\n<p>Il bosniaco afferma che i musulmani non si sono opposti a questi fatti, ma ora hanno la possibilit\u00e0 di rimediare rivoltandosi contro il governo di Sarajevo, ritornando alla \u201creligione\u201d e appoggiando il Califfato.<\/p>\n<p>A met\u00e0 circa del filmato si passa alla guerra in Iraq, definito \u201cPaese dei Due Fiumi\u201d e alla nascita del Califfato grazie all\u2019intervento dei mujahideen; nel contempo, ampio spazio visivo \u00e8 riservato al terrorista giordano Abu Musab al-Zarqawi, ex leader di al-Qaeda Iraq, ucciso dagli americani nel 2006.<\/p>\n<p>Interviene poi <strong>Abu Maryam al-Albani<\/strong> che cerca di dare un\u2019immagine positiva e tranquilla dello \u201cStato Islamico\u201d, ponendosi davanti alla telecamera assieme a una presunta moglie e dei bambini, mostrando dei parchi giochi e uomini barbuti che sorseggiano the.<\/p>\n<p>Successivamente subentra <strong>Abu Muqatil al-Kosovi<\/strong> che assume invece toni tutt\u2019altro che tranquilli, minacciando i miscredenti e i trasgressori (taghout) dei Balcani, colpevoli a suo dire di aver oppresso i musulmani e di essere nemici della \u201creligione di Allah\u201d.<\/p>\n<p>Secondo il jihadista kosovaro, i \u201cmiscredenti\u201d avranno paura di camminare in strada, di lavorare nei propri uffici e saranno terrorizzati e depressi persino nelle loro abitazioni.<\/p>\n<p>Continua poi affermando: \u201cnoi amiamo la morte pi\u00f9 di quanto voi amate la vita\u201d (frase ricorrente nella retorica jihadista) e dichiarando che l\u2019Islam verr\u00e0 ripristinato nelle terre balcaniche.<\/p>\n<p>Verso la fine del filmato prende parola <strong>Abu Siddiq al-Bosni<\/strong> (il pi\u00f9 anziano) che chiede ad Allah di aiutare i musulmani dei Balcani a compiere l\u2019Egira verso lo Stato Islamico e afferma che chi non mette in pratica la jihad perde onore.<\/p>\n<p>Conclude poi citando la battaglia di al-Khandaq (Battaglia del Fossato), nella quale i \u201cmushrikin\u201d (idolatri) si allearono con i kuffar (colui che non crede, che nasconde l\u2019evidenza) e incita i musulmani alla Shahada, la professione di fede.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>Alcune considerazioni terminologiche e visuali<\/strong><\/p>\n<p>Se dal punto di vista linguistico non vi \u00e8 nulla di nuovo, con l\u2019uso di termini come Kafir, Shirk, Taghout, Jihad, Religione, Onore, tutti caratteristici della retorica di matrice takfirista e jihadista, a livello visuale il discorso \u00e8 ben pi\u00f9 complesso e interessante.<\/p>\n<p>Nel filmato si fa infatti ampio uso di immagini forti, nella speranza di scuotere non soltanto le coscienze dei musulmani balcanici ma di quei bosniaci che hanno vissuto, direttamente o indirettamente, gli orrori e le tragedie del conflitto di Bosnia.<\/p>\n<p>Moschee sventrate, minareti distrutti, cadaveri con vicino mezzi delle Nazioni Unite, prigionieri ridotti pelle e ossa all\u2019interno dei lager, uomini con braccia amputate, esplosioni.<\/p>\n<p>Vi sono due immagini particolarmente eloquenti, una che ritrae una moschea distrutta con davanti un mezzo dell\u2019ONU e un\u2019altra dell\u2019ex presidente bosniaco Alija Izetbegovic intento a firmare gli accordi di pace assieme a Franjo Tujman e Slobodan Milosevic, mentre sul retro sono presenti alcuni leader occidentali tra cui Bill Clinton e Jacques Chirac.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ISIS ha rilasciato, tramite la sua principale casa di produzione, la al-Hayat Media Center, un nuovo video (5 maggio 2015) specificatamente orientato ai Balcani, con particolare attenzione alla Bosnia-Erzegovina: \u201cHonor is in Jihad. 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