{"id":1859,"date":"2015-06-29T00:05:50","date_gmt":"2015-06-28T22:05:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1859"},"modified":"2015-07-06T15:29:16","modified_gmt":"2015-07-06T13:29:16","slug":"happy-birthday-stato-islamico-i-successi-del-primo-anno-del-califfato-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/happy-birthday-stato-islamico-i-successi-del-primo-anno-del-califfato-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Happy Birthday Stato Islamico: i successi del primo anno del Califfato \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Il Califfato proclamato da al Baghdadi compie un\u00a0 anno e pu\u00f2 contare i suoi successi. Alla sua nascita, pochi giorni dopo il 29 giugno 2014 sostenevo l\u2019opportunit\u00e0 e necessit\u00e0 di un immediato attacco militare per spazzare via uomini e strutture di IS: allora sarebbe stato ancora possibile, avrebbe causato grande imbarazzo politico per alcuni, messo nell\u2019occhio del ciclone chi l\u2019avesse compiuto ma\u2026 la situazione non era ancora tanto incancrenita da non rendere possibile l\u2019unica soluzione auspicabile.<!--more--><\/p>\n<p>Oggi questo tipo di azione \u00e8 molto pi\u00f9 difficile, anzi impossibile, e il Califfato dunque festegger\u00e0 altri compleanni. Tanti di pi\u00f9 quanto sapr\u00e0 utilizzare, come ha fatto finora, le vulnerabilit\u00e0 dei suoi nemici: IS non \u00e8 forte ma \u00e8 capace di sfruttare le debolezze di chi combatte.<\/p>\n<p>Il Black Friday Globale (venerd\u00ec 26 giugno 2015) suggella questo anniversario, a seguito di un mese di attivit\u00e0 che hanno chiarito \u2013 se non bastasse \u2013 il progetto strategico e politico di IS.<\/p>\n<p>Ogni azione si \u00e8 mossa all\u2019interno di un quadro sistemico ben organizzato. Adiamo a ritroso, da venerd\u00ec 26.<\/p>\n<p>In Kuwait l\u2019attentato suicida nella moschea di Al-Imam al-Sadeq, durante le preghiere ha rilanciato la questione sunniti\/sciiti che divampa letteralmente e i Paesi del Golfo, ricchi di tutte le loro ambiguit\u00e0, ne fanno le spese.<\/p>\n<p>In Francia un\u00a0 attacco a una infrastruttura critica che avrebbe potuto, per questo, essere dannosissimo e la prima decapitazione su suolo europeo. Quest\u2019ultima, sul piano simbolico, \u00e8 tanto sconvolgente quanto l\u2019attacco alla satira di\u00a0 Charlie Hebdo.<\/p>\n<p>In Tunisia\u00a0 si ammazza, oltre ai turisti occidentali, un Paese che cerca di trovare una strada diversa da quella che vogliono sia IS sia i suoi padrini finanziatori islamici, la prima strada democratica musulmana. E\u2019 colpito il turismo: un asset strategico per la Tunisia che, nella profonda crisi economica in cui si trover\u00e0 dopo il bis del Bardo, sprofonder\u00e0 nelle accoglienti braccia del radicalismo.<\/p>\n<p>Il Venerd\u00ec Nero \u00e8 perfettamente coordinato: i tre attacchi sono differenti sono per localit\u00e0 e descrizione fisica del bersaglio, ma sono i medesimi in termini di rilevanza di impatto nei confronti del Paese e della popolazione che si doveva colpire. L\u2019effetto ottenuto in Kuwait, Francia e Tunisia \u00e8 quello di un corale urlo sotto la bandiera nera: \u201c Stiamo arrivando\u2026anzi siamo gi\u00e0 qui!\u201d. La regia strategica c\u2019\u00e8 ed \u00e8 perfetta.<\/p>\n<p>Ma il Venerd\u00ec Nero \u00e8 stato preceduto da una serie di azioni significative.<\/p>\n<p>La battaglia per la riconquista di Kobane ha visto un\u2019azione di guerra simmetrica ben con dotta da IS e respinta &#8211; \u00a0per quanto tempo? \u2013 con grande fatica dai Kurdi. Tutto questo in un contesto militare in cui il dominio dei cieli \u00e8 della coalizione anti IS, che tuttavia nulla ha fatto per impedire l\u2019afflusso verso Kobane dei Jihadisti. Come nulla ha fatto nei mesi precedenti.<\/p>\n<p>Il 29 di maggio IS pubblicava la nuova rivista \u201cKostantiniyye\u201d, in turco, diretta ai turchi, per conquistarne Istanbul e \u201ccuori e menti\u201d dei turchi chiamati a una nuova santa alleanza contro i comuni nemici. Pochi giorni prima, con un video si chiamava alla sollevazione il jihad balcanico: un\u2019area estremamente conflittuale e assai pi\u00f9 pericolosa per possibili attacchi diretti verso il nostro Paese.<\/p>\n<p>In pratica stiamo assistendo, in occasione del primo compleanno del Califfato, a una \u00a0strategia di penetrazione globale che si \u00e8 dinamizzata nel breve arco di un mese. Questo Ramdan \u00e8 assai caldo e IS dimostra di perseguire un disegno strategico di ampio respiro con una molteplicit\u00e0 e diversit\u00e0 di azioni sui diversi fronti. La regia c\u2019\u00e8: non \u00e8 la regia che rimanda alla catena di \u201ccomando e controllo\u201d a cui eravamo abituati: il modus operandi non \u00e8 pi\u00f9 quello delle cellule formate per colpire un obiettivo specifico con un piano adeguato. Ormai si tratta di una regia che conta su un esercito in crescita, delocalizzato e diffuso, che dimostra un certo livello organizzativo e militare di base, dotato di uomini indottrinati a cui \u00e8 sufficiente l\u2019indirizzo generale a colpire, per declinarlo flessibilmente in termini operativi. Prima dell\u2019avvio del Ramadan, IS aveva annunciato che sarebbe stato un\u00a0 Ramadan di sangue, invitando i suoi a terrorizzare con la massima violenza i nemici: \u00e8 stato puntualmente accontentato. La regia oggi funziona in questo modo. E funziona! Gli zombie, o il terrorismo molecolare come anche si dice, \u00e8 fatto cos\u00ec ed \u00e8 abilmente promosso e sfruttato dal Califfato.<\/p>\n<p>Ma il successo di questo Sato Islamico, attore nuovo e innovativo sulla scena geopolitica, capace e opportunista, sognatore e realista, \u00e8 massimizzato dalla coalizione di chi dice di combatterlo.<\/p>\n<p>Sappiamo tutti che la coalizione \u00e8 frammentata in una pluralit\u00e0 di interessi locali, nazionali e regionali che poco nulla hanno in comune con l\u2019Occidente che sembrerebbe averla promossa: a cominciare dal doppio gioco del Qatar e dell\u2019Arabia Saudita, dal sogno imperiale della Turchia e dagli accordi sottobanco a propria tutela della Giordania. La risposta finora data a IS \u00e8 stata limitata da questi interessi, a cui si affiancano quelli americani e internazionali che, schermati dalla preoccupazione di colpire popolazioni locali, in realt\u00e0 tutelano l\u2019interesse al mantenimento operativo dei pozzi petroliferi dell\u2019area, dei quali si deve tornare in possesso non appena ci si \u00e8 liberati del Califfato.<\/p>\n<p>Insomma, le ragioni particolari per le quali non intervenire con troppa durezza verso IS sono tante, molteplici e differenti: da cui la sopravvivenza garantita di quello che sarebbe identificato come il nostro nemico.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Compleanno.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1860\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Compleanno.jpg\" alt=\"Compleanno\" width=\"550\" height=\"331\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Compleanno.jpg 550w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Compleanno-300x181.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 550px) 100vw, 550px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma la ragione reale di questo blocco politico e militare si ritrova, in modo ancora pi\u00f9 radicale, in una visione del mondo superata che qualifica la coalizione anti IS e che non appartiene pi\u00f9 a IS, il quale incorpora la novit\u00e0. Paradossale\u2026 ma \u00e8 cos\u00ec: il Califfato pi\u00f9 retrivo \u00a0e antico che ci si sia, in termini di espressione di governo e di norme che lo regolano, si fonda su una capacit\u00e0 di lettura del mondo globale innovativa.<\/p>\n<p>Il mondo di una volta non c\u2019\u00e8 pi\u00f9: il Califfato lo ha capito e propone una alternativa.<\/p>\n<p>Al contrario, il vecchio mondo, attraverso i suoi poteri superati, propone una restaurazione impossibile.<\/p>\n<p>Il nodo cruciale della visione \u00e8 proprio nel Medio Oriente: ormai ridotto a una espressione esclusivamente geografica senza alcun senso politico rispetto all\u2019immagine che ne avevamo. Il Medio Oriente che conoscevamo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 e la crisi di IS pu\u00f2 solo essere superata se si elabora una nuova visione geopolitica di quest\u2019area strategica per il mondo intero. Senza una tale visione condivisa, \u00e8 impensabile sanitizzare le aree occupate da IS che resterebbero prive di governance e, come tali, luogo di conflitto tra i paesi musulmani \u201cal contorno\u201d. La difficolt\u00e0 \u00e8 che non c\u2019\u00e8 nessun interesse ad arrivare a una visione condivisa che metterebbe necessariamente in discussione il peso economico e politico degli attuali stati e il ruolo specifico di alcuni, a cominciare dall\u2019Iran. In fin dei conti, allo stato attuale il mondo musulmano della coalizione condivide gli interessi di Israele e tutti sono alleati a limitare l\u2019espansione iraniana evitando di affondare il Califfato. Nessuna alleanza in questo contesto ha pi\u00f9 il valore contenuto nella parola.<\/p>\n<p>Da parte sua il resto del mondo, USA in testa, ha le mani legate da una opinione pubblica interna che, guidata dal governo antidemocratico e transnazionale dell\u2019interesse economico delle multinazionali, non \u00e8 in grado di affrontare alcuna cambiamento brusco (rivoluzionario) di uno status quo che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.<\/p>\n<p>Auguri IS, cento di questi giorni.<\/p>\n<p>Voglio dire che faremo di tutto perch\u00e9 questo augurio non si realizzi. Ma non credo che molti decidano di impegnarsi seriamente nell\u2019impresa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Califfato proclamato da al Baghdadi compie un\u00a0 anno e pu\u00f2 contare i suoi successi. 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