{"id":1891,"date":"2015-07-06T09:14:01","date_gmt":"2015-07-06T07:14:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=1891"},"modified":"2022-03-28T19:12:43","modified_gmt":"2022-03-28T17:12:43","slug":"tunisia-in-guerra-dichiarato-lo-stato-di-emergenza-by-claudio-bertolotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/tunisia-in-guerra-dichiarato-lo-stato-di-emergenza-by-claudio-bertolotti\/","title":{"rendered":"Tunisia in guerra: dichiarato lo stato di emergenza \u00a0\u2013 by Claudio Bertolotti"},"content":{"rendered":"<p>Il contributo dell\u2019Italia al cambio di approccio concettuale e nel contrasto al \u201cnuovo terrorismo insurrezionale\u201d<!--more--><\/p>\n<p>&#8220;Noi non abbiamo la cultura del terrorismo, \u00e8 un problema regionale&#8221;: queste le parole usate dal presidente tunisino Beji Caid Essebsi nel proclamare, il 4 luglio, lo stato di emergenza nazionale in risposta all\u2019avanzata dell\u2019ISIS in Tunisia; parole perfettamente in linea con il contributo di pensiero e analisi prodotto dall\u2019Italia<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> e contenuto nel documento su \u201cterrorismo, sicurezza delle frontiere e criminalit\u00e0 transnazionale\u201d che ha visto impegnati gli esperti della \u201c5+5 Defense iniziative 2015\u201d, attivit\u00e0 coordinata dal <a href=\"http:\/\/www.5plus5defence.org\/sites\/EN\/PagesEN\/ActivitiesAndProjects.aspx\">CEMRES<\/a> di Tunisi \u2013 <em>Euro-Maghreb Center for Research and Strategic Studies<\/em>, per conto dei ministri della Difesa dell\u2019area \u201c5+5\u201d (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Malta, Mauritania, Marocco, Algeria, Libia e Tunisia)<\/p>\n<p>Il governo tunisino ha sinora affrontato la minaccia con un limite non indifferente che ne frenava le potenziali capacit\u00e0: l\u2019approccio concettuale. Le norme di linguaggio del governo tunisino \u2013 \u00e8 sufficiente leggere i precedenti comunicati stampa istituzionali \u2013 imponevano di utilizzare il termine \u201cterrorismo\u201d per indicare il fenomeno insurrezionale proveniente dal medio e vicino Oriente e insistevano nel collocarlo nella categoria delle problematiche interne a uno stato nazionale (e che come tali devono essere affrontate dai singoli stati nazionali, con esplicito riferimento alla Libia). Oggi la Tunisia ha cambiato metodo, dimostrando di aver recepito le raccomandazioni italiane in merito al cambio di approccio concettuale: \u201cLa Tunisia, ormai da tempo minacciata dal fenomeno dell\u2019ISIS, deve cambiare approccio culturale nei confronti delle dinamiche conflittuali che ne mettono in pericolo la stabilit\u00e0, imparando a distinguere il classico \u00abterrorismo\u00bb nazionale dall\u2019attuale minaccia, che terrorismo <em>tout court<\/em> non \u00e8. Una nuova ed efficace forma di violenza transnazionale che impone un cambio concettuale nel processo di definizione della strategia di contrasto; non pi\u00f9, dunque, minaccia interna agli stati nazionali ai quali \u00e8 demandato l\u2019onere della repressione del fenomeno, bens\u00ec un pericolo comune contro cui \u00e8 necessaria una strategia condivisa a livello regionale\u201d: questa \u00e8 la sintesi dell\u2019analisi, pubblicata nel mese di febbraio per l\u2019<em>Italian Team for Security, Terroristic Issues &amp; Managing Emergencies <\/em>(<a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/litalia-contro-lisis-fondamentale-il-ruolo-della-tunisia-e-un-cambio-di-approccio-concettuale-by-claudio-bertolotti\/\">ITSTIME<\/a>), e sostenuta da chi scrive \u2013 unico ricercatore italiano alla \u201c5+5 Defense iniziative 2015\u201d \u2013 in occasione della prima riunione del gruppo di lavoro di Tunisi del 18-19 febbraio.<\/p>\n<p>Dopo poche settimane dal primo tavolo dei lavori, il 18 marzo, veniva portato a termine l\u2019attacco contro il museo del \u201cBardo\u201d a Tunisi; in quell\u2019occasione persero la vita ventiquattro persone (quattro italiane), per mano di un <em>commando<\/em> i cui legami operativi e ideologici si estendevano ben al di l\u00e0 dei confini tunisini. Un evento che rappresenta il momento di svolta formale nel processo di espansione e nella condotta dell\u2019offensiva del fondamentalismo jihadista dell\u2019ISIS in Tunisia; bench\u00e9 il governo tunisino, e con esso i media e la comunit\u00e0 internazionale, abbiano erroneamente perseverato nel mantenere l\u2019iniziale approccio, semplificato e parziale, orientato a una \u201cminaccia terroristica interna\u201d.<\/p>\n<p>La seconda riunione del gruppo di lavoro della \u201c5+5 Defense iniziative 2015\u201d si \u00e8 tenuta il successivo 15 giugno \u2013 pochi giorni prima della strage di Sousse del 26 giugno in cui hanno perso la vita 38 persone (la maggior parte europee); in tale occasione, a cui ha preso parte anche la delegazione libica (assente al primo incontro di febbraio), l\u2019Italia \u00e8 riuscita a far approvare unanimemente l\u2019inserimento nel documento condiviso del nuovo concetto di minaccia contemporanea: il \u201cnuovo terrorismo insurrezionale\u201d (NIT \u2013 <em>New Insurrectional Terrorism<\/em>).<\/p>\n<p>Un concetto chiave che, in estrema sintesi, definisce un fenomeno \u2013 basato su vecchie e nuove dinamiche transnazionali \u2013 connesso con altri fenomeni insurrezionali, criminali e di opposizione locali e regionali. Un fenomeno il cui fine non \u00e8 la semplice destabilizzazione di un governo o un paese all\u2019interno di confini internazionalmente riconosciuti, bens\u00ec la rimozione di interi complessi governativi, istituzionali, delle frontiere, senza alcuna considerazione per il diritto e le convenzioni riconosciute sul piano delle relazioni internazionali.<\/p>\n<p>Per queste ragioni, \u00e8 opinione di chi scrive che si debba procedere a una revisione complessiva dell\u2019approccio concettuale; un approccio che deve basarsi sulla consapevolezza delle dinamiche complesse che influiscono su un fenomeno che \u00e8, <em>in primis<\/em>, denazionalizzato \u2013 e composto da soggetti a loro volta denazionalizzati, ovvero che si riconoscono come appartenenti alla nuova realt\u00e0 statale, il califfato, la <em>ummah<\/em> \u2013 e influenzato da dinamiche locali, regionali e globali di ampio spettro.<\/p>\n<p>Dunque, \u00e8 opportuno prendere atto che una categorizzazione del fenomeno come dinamica di natura nazionale e limitata all\u2019interno di formali confini statali \u00e8 ormai anacronistica e potrebbe indurre a un confronto inefficace con la minaccia e alla conseguente improduttiva strategia di contrasto.<\/p>\n<p><strong>Conclusioni e raccomandazioni<\/strong><\/p>\n<p>Perch\u00e9 il cambio di approccio concettuale della Tunisia \u00e8 cos\u00ec importante? Lo \u00e8 perch\u00e9 in base a quelle che saranno le strategie messe in atto dal governo tunisino, in cooperazione con i partner africani ed europei, si delineer\u00e0 il futuro prossimo della Tunisia, dell\u2019Africa e dell\u2019Italia. Se anche la Tunisia \u2013 politicamente fragile, economicamente e socialmente a rischio di destabilizzazione \u2013 non sar\u00e0 in grado di reggere all\u2019avanzata dell\u2019ISIS, il rischio \u00e8 il collasso e l\u2019insorgenza di una guerra aperta: questa sarebbe una minaccia diretta per l\u2019Italia, anche per ragioni di vicinanza geografica.<\/p>\n<p>Dunque, una strategia di contrasto \u2013 basata sulla condivisa consapevolezza della minaccia da affrontare \u2013 dovr\u00e0 prima contenere e sconfiggere il jihad insurrezionale a livello regionale. Cos\u00ec facendo ne ridurr\u00e0 la spinta propulsiva e, conseguentemente, la sua portata a livello globale. L\u2019alternativa \u00e8 rappresentata da uno scenario fortemente destabilizzato e incerto il cui rischio potenziale pu\u00f2 essere cos\u00ec sintetizzato:<\/p>\n<ul>\n<li>destabilizzazione della Tunisia, e dei paesi della sponda sud del Mediterraneo, come conseguenza del caos libico;<\/li>\n<li>incapacit\u00e0 di contenere una minaccia puntiforme su un\u2019area territoriale allargata;<\/li>\n<li>perdita di controllo delle aree periferiche e di confine;<\/li>\n<li>collasso del sistema di difesa e controllo dei confini dell\u2019area maghrebina e caos regionale;<\/li>\n<li>cooperazione tra criminalit\u00e0 transnazionale, gruppi di opposizione armata e insurrezione jihadista\/ISIS;<\/li>\n<li>ruolo crescente della criminalit\u00e0 transnazionale nel <em>business<\/em> dei flussi migratori;<\/li>\n<li>rischio di infiltrazione jihadista \u2013 anche connessa ai flussi migratori;<\/li>\n<li>insicurezza dell\u2019area mediterranea occidentale: insorgenza del fenomeno della pirateria in connessione con il traffico di armi, di droga e di esseri umani;<\/li>\n<li>riduzione dei traffici commerciali e delle attivit\u00e0 legate alla pesca nel Mediterraneo con dirette e gravi ripercussioni sul piano socio-economico.<\/li>\n<\/ul>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Claudio Bertolotti, analista strategico indipendente, ricercatore senior presso il Centro militare di Studi Strategici e docente di \u201cAnalisi d\u2019area\u201d, \u00e8 stato capo sezione contro-intelligence e sicurezza di Isaf in Afghanistan e ha introdotto il nuovo metodo di \u201ctriplice lettura alla minaccia asimmetrica\u201d e il concetto di \u201cnuovo terrorismo insurrezionale\u201d (NIT, New Insurrectional Terrorism). Autore di numerosi articoli e saggi, \u00e8 membro dell\u2019Italian Team for Security, Terroristic Issues &amp; Managing Emergencies (Itstime) ed \u00e8 il ricercatore per l\u2019Italia alla \u201c5+5 Defense iniziative 2015\u201d dell\u2019Euro-Maghreb Centre for Research and Strategic Studies (CEMRES) di Tunisi.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Contributo di pensiero elaborato e proposto dall\u2019Autore, Claudio Bertolotti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il contributo dell\u2019Italia al cambio di approccio concettuale e nel contrasto al \u201cnuovo terrorismo insurrezionale\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[88,87,30,216,174],"class_list":["post-1891","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-is","tag-isis","tag-jihad","tag-terrorism","tag-tunisia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1891"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1891\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1893,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1891\/revisions\/1893"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}