{"id":2086,"date":"2015-09-23T17:39:00","date_gmt":"2015-09-23T15:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2086"},"modified":"2022-03-28T19:14:24","modified_gmt":"2022-03-28T17:14:24","slug":"sulla-rotta-balcanica-by-laris-gaiser","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/sulla-rotta-balcanica-by-laris-gaiser\/","title":{"rendered":"Sulla Rotta Balcanica &#8211; by Laris Gaiser"},"content":{"rendered":"<p>La rotta balcanica dei rifugiati che cercano asilo in Europa sta rubando da alcuni mesi le prime pagine alla tragedia dei migranti che attraversano il mar Mediterraneo nello stretto di Sicilia e in quello di Gibilterra. Esattamente come la regione da cui prende il nome questa nuova rotta nasconde in se veri e propri paradossi che sfuggono all\u2019opinione pubblica del vecchio continente e, molto spesso, per ragioni di interesse politico o per semplice disinteresse, vengono ignorati perfino dai media.<!--more--><\/p>\n<p>Si tratta di una via che viene percorsa da persone completamente diverse da quelle che attraversano il sud del Mediterraneo. A differenziarli \u00e8 la stratificazione sociale, la capacit\u00e0 economica, i paesi d\u2019origine e l\u2019appartenenza religiosa. Dalle mie visite sul terreno ho potuto personalmente appurare che la maggioranza dei migranti ha buone capacit\u00e0 economiche. A Belgrado tutti gli alberghi di rango medio, medio-alto sono occupati fino all\u2019ultimo posto letto. Coloro che sono riusciti ad arrivare nella capitale serba dopo aver attraversato la Turchia, dopo essere entrati in zona Schengen in Grecia e dopo averla lasciata con la speranza di rientrarvi entro breve attraverso il confine Ungherese, cercano delle camere fornite di doccia per poter riposare. Le autorit\u00e0 locali consce di tale fenomeno hanno autorizzato gli alberghi ad accettare i cosiddetti rifugiati purch\u00e9 questi possano vantare documenti verosimilmente regolari. I vari direttori d\u2019albergo con cui ho potuto parlare mi hanno confermato tutti all\u2019unisono che i migranti pagano il prezzo pieno della camera in anticipo senza battere ciglio. A coloro che non possono essere accettati per mancanza di documenti di identificazione &#8211; ma che sarebbero disposti a pagare prezzi anche maggiorati pur di dormire in un letto- non rimane invece che piantare la propria tenda nei parchi della citt\u00e0. La Serbia non li caccia. Non li spinge a forza ad attraversare il confine sia esso croato o ungherese. Il governo di Belgrado sta cercando in questi giorni d\u2019ottenere il massimo dalla data situazione: ci\u00f2 significa il maggior finanziamento possibile per immigrato da parte dell\u2019UE in modo da incamerare la maggio liquidit\u00e0 possibile e gestire i flussi in uscita in maniera da diventare un partner indispensabile per tutti i paesi. Il paradosso d\u2019essere una zona di semplice transito tra una zona Schengen e l\u2019altra spiega la calma e il sangue freddo con cui la Serbia gestisce una problematica che sul medio termine pu\u00f2 portarle effettivamente benefici politico-economici. Gran parte dei potenziali rifugiati in cammino attraverso i Balcani una volta arrivati in Ungheria, Croazia o Slovenia dichiara candidamente che ha solamente un desiderio: ovvero quello di proseguire verso l\u2019Europa cio\u00e8 verso la Germania. Vi \u00e8 tuttavia un gruppo di persone, composto in maggioranza da mussulmani sunniti, che ha chiaramente deciso di non voler abbandonare questa regione e opta per una permanenza stabile in Bosnia Erzegovina. Il governo di questo instabile stato, che negli ultimi anni ha perso un milione di abitanti, conta d\u2019ospitare nei prossimi mesi circa 33.000 rifugiati. I migranti hanno chiare in mente le loro mete di destinazione. Personalmente mi sono sentito dire che loro mai e poi mai chiederebbero asilo in Grecia o in Croazia poich\u00e9 sono paesi poveri in confronto al benessere di cui godevano in \u201cSiria\u201d e che non accetteranno alcuna restrizione pur di giungere alla meta. La cosa pare venga messa in pratica al momento in Slovenia \u2013 dove sono giunte le prime migliaia di migranti che stanno cos\u00ec modificando la rotta che prima prevedeva come obbligatorio il passaggio attraverso l\u2019Ungheria \u2013 in modo tale da forzare i cordoni della polizia pur di giungere allo scontro per richiamare l\u2019attenzione dei media oppure facendo avanzare i bambini appositamente vestiti in maniera trasandata. Nei campi allestiti dalla Croce Rossa e dalle altre NGO autorizzate si sta scoprendo che la maggior parte delle persone falsificano i documenti pur di potersi dichiarare Siriani. Grandi sono le quantit\u00e0 di iracheni, afgani e perfino uzbeki tra le fila dei richiedenti asilo. E\u2019 stato detto loro che passare per siriano \u00e8 garanzia di asilo e di accettazione nell\u2019 UE (leggi: Germania) e se non sono riusciti a comprarsi un passaporto falso con le insegne di Damasco devono perdere ogni documento di identificazione. Uno dei paradossi pi\u00f9 incredibili \u00e8 che tra coloro che perdono i documenti vi sono anche migliaia di cittadini del Kosovo, del Montenegro, della Bosnia Erzegovina e della Macedonia. I cittadini dei cosiddetti Balcani Occidentali non nutrono alcun ottimismo nella stabilizzazione o nella ripresa economica della regione. Preferiscono abbandonarla puntando sul caos creato dai rifugiati e sull\u2019incapacit\u00e0 dell\u2019Unione Europea a prendere decisioni sensate.<\/p>\n<p>I responsabili politici dell\u2019Unione stanno dimostrando ancora una volta in pochi anni \u2013 dopo la crisi finanziaria- di non avere la minima competenza a gestire momenti di tensione e soprattutto di non avere una chiara visione politica della comune convivenza. All\u2019ultimo Forum Strategico di Bled (Slovenia) Donald Tusk ha chiesto capacit\u00e0 di azione e solidariet\u00e0 ai partner europei ma non ha minimamente accennato al fatto che a Bruxelles qualcuno ha compreso le dimensioni geopolitiche dello scenario creatosi ed esploso con una precisione da orologio svizzero nel momento pi\u00f9 opportuno. Mentre le reti criminali del medio oriente lucrano e si autofinanziano, la regione viene svuotata dalle persone che potrebbero rappresentare un possibile ostacolo all\u2019ulteriore destabilizzazione della regione. A loro viene venduto un miraggio europeo che in verit\u00e0 viene costretto a gestire una massa di immigranti tale da poter far deflagrare la societ\u00e0. Destabilizzare l\u2019Europa non \u00e8 un desiderio ascrivibile solamente all\u2019Isis. Troppe sono le poste in gioco ai nostri confini perch\u00e9 le grandi potenze non ne vedano le connessioni. Sottoposta alla prova del nove l\u2019UE sta mostrando nuovamente la propria impotenza. Il sistema di Schengen, fondamento della libert\u00e0 di circolazione di cui tanto andiamo fieri, \u00e8 vicino al collasso, la politica interna \u00e8 divisa sul da farsi, la politica estera comune chiaramente non esiste e l\u2019afflusso indiscriminato in mancanza di una gestione della crisi organizzata porter\u00e0 a tensioni sociali potenzialmente distruttive. I Balcani in questo momento ridiventano il luogo dove si incrociano diversi destini e in cui la colonizzazione proveniente da sud prende il posto in maniera calcolata delle persone che lasciano i propri paesi d\u2019origine. Se a ci\u00f2 sommiamo il fatto che vi sono ancora decine di questioni di confine irrisolte tra i vari paesi della ex-Jugoslavia, che talvolta proprio a causa di ci\u00f2 i rapporti sono al limite della buona creanza anche tra stati membri dell\u2019UE quali ad esempio Slovenia e Croazia e che le grandi potenze internazionali, da sempre, mantengono ivi dormienti focolai di possibili tensioni, possiamo facilmente immaginare che la rotta balcanica non \u00e8 stata scelta o fatta iniziare per caso. Parafrasando Shakespeare \u201cc\u2019\u00e8 del marcio\u201d nei Balcani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rotta balcanica dei rifugiati che cercano asilo in Europa sta rubando da alcuni mesi le prime pagine alla tragedia dei migranti che attraversano il mar Mediterraneo nello stretto di Sicilia e in quello di Gibilterra.<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/sulla-rotta-balcanica-by-laris-gaiser\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[149],"tags":[200,219,26,27,221],"class_list":["post-2086","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-migration","tag-balkans","tag-crisis-management","tag-europe","tag-immigration","tag-refugee"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2086"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2088,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2086\/revisions\/2088"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2086"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2086"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2086"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}