{"id":2133,"date":"2015-10-13T13:55:27","date_gmt":"2015-10-13T11:55:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2133"},"modified":"2015-11-14T17:54:15","modified_gmt":"2015-11-14T15:54:15","slug":"twitter-save-us-riflessioni-circa-i-nuovi-sistemi-resilienti-di-comunicazione-delle-crisi-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/twitter-save-us-riflessioni-circa-i-nuovi-sistemi-resilienti-di-comunicazione-delle-crisi-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"\u201cTwitter Save Us\u201d: riflessioni circa i \u201cnuovi\u201d sistemi\u00a0 \u201cresilienti\u201d di comunicazione delle crisi &#8211; by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi in Italia sono state avviate molte discussioni, circa l\u2019utilizzo di Twitter o Social Media in caso di crisi.\u00a0Iniziative lodevoli, perch\u00e9 pongono al centro della discussione il rapporto fra persone, comunit\u00e0 e nuove tecnologie e cercano di orientare risposte adeguate in contesti critici.\u00a0Le alluvioni che hanno da poco flagellato il sud Italia e le nuove scosse sismiche nella zona dei Campi Flegrei, nel Messinese e in altre regioni italiane pongono per\u00f2 tutt\u2019altra questione.<!--more-->L\u2019utilizzo di nuove tecnologie \u00e8 sempre legato alla loro effettiva capacit\u00e0 di utilizzo.\u00a0Questo significa due cose: la necessit\u00e0 di \u201cformare\u201d i cittadini per essere in grado di interpretare correttamente il messaggio ricevuto e in secondo luogo predisporre questa attivit\u00e0 in modo da considerare i gap culturali, sociali e linguistici che possono emergere.\u00a0Perch\u00e9 si sa che ogni evento critico, ogni emergenza \u00e8 lo specchio e la rappresentazione pi\u00f9 dettagliata del tessuto sociale colpito.<\/p>\n<p>Un altro punto importante \u00e8 l\u2019accesso a questi servizi, non solo in termini pratici e tecnici, soprattutto in considerazione delle fasce pi\u00f9 vulnerabili delle popolazioni, quelle cio\u00e8 che paradossalmente in caso di crisi avrebbero pi\u00f9 bisogno di aiuti e assistenza, ma non sono in grado, per i pi\u00f9 svariati motivi, di accedervi.\u00a0Negli Stati Uniti la questione ha sollevato un\u2019ondata di dubbi, circa l\u2019effettiva utilit\u00e0 di questi nuovi strumenti, ravvisando in loro delle mancanze basilari in termini di diritto di accesso alle informazioni durante eventi critici.\u00a0Non bisogna inoltre dimenticare che questi sono \u201cstrumenti operativi\u201d cio\u00e8 l\u2019ultimo passaggio di un reale e resiliente processo di valutazione dei rischi e del loro impatto su un tessuto sociale, che a volte sembra quasi sconosciuto.<\/p>\n<p>Un altro punto importante, che merita riflessioni future \u00e8 relativo alla fase durante la quale intervengono questi strumenti, ovvero la risposta all\u2019emergenza: prevenzione e preparazione vengono poco o nulla considerate. Perch\u00e9?\u00a0Perch\u00e9 \u00e8 molto difficile pianificare una risposta all\u2019emergenza in una societ\u00e0 multietnica e multilinguistica, dove anche l\u2019interpretazione e la rappresentazione dei rischi chiedono una considerazione ben pi\u00f9 approfondita degli studi cognitivi sulla percezione del rischio degli anni Ottanta.\u00a0Perch\u00e9 la prevenzione e la previsione richiedono risorse economiche, che forse se tutto dovesse andare per il meglio, sarebbero utilizzate per nulla, ma quel nulla rappresenterebbe la sicurezza di migliaia di persone.<\/p>\n<p>Sarebbe quindi molto pi\u00f9 utile e resiliente, perch\u00e9 adeguato, partire da una seria riflessione circa lo stato attuale delle cose, per esempio la dilagante mancanza nei piani comunali di prevedere anche le informazioni socio \u2013 anagrafiche dei cittadini presenti sul territorio e le caratteristiche sociali della popolazione stessa.<\/p>\n<p>Resilienza, fuori dal suo significato psicoanalitico significa anche partecipazione e \u00a0democrazia, in uno spazio sociale e istituzionale che deve essere garantito: \u00e8 necessario conoscere le caratteristiche delle persone e delle comunit\u00e0 che vivono a rischio, prima di proporre loro (si spera) l\u2019utilizzo di uno strumento che per molti pu\u00f2 essere ancora estraneo.\u00a0Rimane quindi la necessit\u00e0 di ripensare, in un\u2019ottica formativa e comunicativa, anche alle fasi di prevenzione, previsione e alla cruciale questione se dare o no l\u2019allerta, nella consapevolezza delle ricadute e delle responsabilit\u00e0 che questa comporta.<\/p>\n<p>Consiglio a tutti di leggere l\u2019insuperabile reportage di Qian Gang, <em>Il grande terremoto cinese, <\/em>circa il terremoto di Tangshan occorso nel 1986.<\/p>\n<p>Un estratto: <em>\u201c A quel tempo non c\u2019era in tutto il paese un solo nome che attirasse su di s\u00e9 tante ingiurie e maledizioni quante ne attirava qui quello del Dipartimento di Sismologia. L\u2019indignazione della gente di Tangshan ribolliva di una furia vulcanica. Il Dipartimento di Sismologia era colpevole di negligenza e tradimento. Duecentoquarantamila essere umani erano morti di una morte ingiusta, lasciando dietro di s\u00e9 decine di migliaia di orfani e invalidi. Odio e furore vennero disperatamente rigurgitati contro questi scienziati. La gente di Tangshan li accerchi\u00f2, pretendendo da questi \u201cesperti\u201d di terremoti un risarcimento per tutto quello che avevano perso.\u00a0<\/em><em>[\u2026] Ma la situazione si era completamente rovesciata. Non c\u2019era stata nessuna previsione. Il disastro si era abbattuto senza preavviso. La fede un tempo riposta nei sismologi si trasform\u00f2 da un giorno all\u2019altro in ostilit\u00e0.\u201d <\/em><\/p>\n<p>Queste parole sono purtroppo un\u2019eco lontana nel 1986, ma che riportano tristemente alla memoria i fatti pi\u00f9 recenti accaduti dopo il terremoto a L\u2019Aquila e la necessit\u00e0 di rivedere i piani di comunicazione delle crisi anche in fase preventiva, pur conservando la necessit\u00e0 di accettare i limiti tecnologici e scientifici nella previsione di eventi naturali.<\/p>\n<p>Infine, se di resilienza si vuole parlare \u00e8 bene ricordare che essa \u00e8 un atteggiamento che si costruisce faticosamente giorno dopo giorno, sulla fiducia reciproca in un rapporto democratico fra cittadini e istituzioni. Infatti per quanti lo credano, non basta l\u2019aggettivo \u201cresiliente\u201d posto davanti al nome di una citt\u00e0 per farla diventare tale, quando tutto il rapporto fra cittadini e istituzioni \u00e8 quotidianamente minato da pratiche scorrette e atti illeciti.<\/p>\n<p>Il banco di prova di queste riflessioni saranno i prossimi eventi critici, per i quali non si poteva dire che non si sapeva, ma per i quali invece si \u00e8 scelto di non agire in modo resiliente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi tempi in Italia sono state avviate molte discussioni, circa l\u2019utilizzo di Twitter o Social Media in caso di crisi.\u00a0Iniziative lodevoli, perch\u00e9 pongono al centro della discussione il rapporto fra persone, comunit\u00e0 e nuove tecnologie<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/twitter-save-us-riflessioni-circa-i-nuovi-sistemi-resilienti-di-comunicazione-delle-crisi-by-barbara-lucini\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2134,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[21,219,103,215,114],"class_list":["post-2133","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-security","tag-communication-2","tag-crisis-management","tag-resilience","tag-security","tag-social-network"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2133"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2133\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2135,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2133\/revisions\/2135"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2134"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}