{"id":2224,"date":"2015-11-27T09:41:52","date_gmt":"2015-11-27T07:41:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2224"},"modified":"2022-03-28T19:18:51","modified_gmt":"2022-03-28T17:18:51","slug":"turismo-resiliente-sicurezza-e-gli-effetti-della-drammaturgia-del-terrore-in-azione-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/turismo-resiliente-sicurezza-e-gli-effetti-della-drammaturgia-del-terrore-in-azione-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"Turismo resiliente, sicurezza e gli effetti della drammaturgia del terrore in azione \u2013 by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>Era perfettamente immaginabile che <em>l\u2019effetto terrore<\/em> avesse come conseguenza anche una crescente incertezza e senso di insicurezza in settori pi\u00f9 sensibili e vulnerabili alle minacce terroristiche internazionali, quali per esempio il settore turistico.<!--more-->Il calo del turismo a Parigi dopo gli attacchi alla redazione di Charlie Hebdo e quelli di Venerd\u00ec 13 Novembre, in Tunisia dopo gli attentati al Museo del Bardo e a Sousse, \u00a0le disdette per l\u2019imminente Giubileo a Roma sono i segnali tangibili di una contro comunicazione del terrore poco efficiente ed adeguata al contesto nel quale si sviluppa e per il target per il quale \u00e8 \u2013 o dovrebbe essere \u2013 pensata, cos\u00ec come sono sintomo di una minaccia riconosciuta, ma \u2013 almeno per il momento \u2013 ancora non combattuta.<\/p>\n<p>In particolare cali o comunque contrazioni delle richieste e delle partenze si sono verificati anche dopo gli attacchi alle Torri Gemelle del 2001, a Madrid nel 2004, a Londra nel 2005 e in seguito ai fatti della Primavera araba del 2011.<\/p>\n<p>La differenza sostanziale per\u00f2 risiede nel fatto che uno fra gli obiettivi prediletti di questi ultimi attentati sembra essere il settore turistico, peraltro senza dimenticare che una certa contrazione dei consumi afferenti a questo settore si era gi\u00e0 verificata in seguito alla crisi economica del 2007 e 2008.<\/p>\n<p>A proposito della contro comunicazione del terrore o meglio del suo effetto inverso amplificatore, \u00a0i mass media ci stanno abituando ad una comunicazione ed informazione sempre pi\u00f9 incalzanti, pressanti e persino opprimenti, che poco hanno a che fare con una informazione utile ai cittadini \u2013 pubblico.<\/p>\n<p>Che cosa pensare per esempio della comunicazione frettolosa e non verificata della notizia di due giorni fa, riguardante una tragica rapina in villa a Roubaix, scambiata per l\u2019ennesimo commando armato di terroristi pronti a colpire questa volta una singola famiglia nella propria casa?<\/p>\n<p>Se si fosse riflettuto con calma, fin dall\u2019inizio la dinamica dell\u2019evento non appariva per nulla in relazione con l\u2019azione di un possibile gruppo armato di terroristi: la loro logica almeno fino ad ora sembra propendere per una <em>marcatura del territorio<\/em>, secondo una <em>drammaturgia del terrore<\/em> ripresa e amplificata da altri mezzi di comunicazione.<\/p>\n<p>Nella concitazione frenetica dell\u2019informazione non c\u2019\u00e8 calma o riflessivit\u00e0 alcuna e questo si riversa anche sulle percezioni del pubblico e sulle rappresentazioni collettive, fino a generare possibili cali turistici e disdette di prenotazioni gi\u00e0 in essere.<\/p>\n<p>Da parte loro, le organizzazioni terroristiche non stanno facendo nulla di illogico: sfruttano la possibilit\u00e0 data loro di <em>cronicizzare vulnerabilit\u00e0<\/em> economiche, politiche e sociali sul territorio.<\/p>\n<p>Il problema semmai \u00e8 rispondere in modo pi\u00f9 resiliente a queste criticit\u00e0, cercando di arginare perdite economiche in un settore che per molti Paesi, fra i quali la Francia e le nazioni del Nord Africa, \u00e8 uno dei pilastri economici pi\u00f9 importanti.<\/p>\n<p>Che cosa quindi potrebbe essere operativamente messo in atto per contrastare la crisi di un settore, che dimostra precise scelte di consumo e stili di vita, garantendo maggiore\u00a0 sicurezza per i turisti di oggi e di domani?<\/p>\n<p>Essenzialmente fornire loro strumenti operativi, comunicativi, interpretativi e conoscitivi adeguati per il luogo che si intende visitare, non considerando il turista come agente passivo, ma come persona attiva, partecipe che si muove in uno spazio non del tutto conosciuto.<\/p>\n<p>Una prima proposta ancora tutta da analizzare in termini dei suoi effetti ed efficacia \u00e8 quella presentata da Matthias Fekl, Segretario di Stato francese per il commercio estero, dal nome ARIANE: si tratta di un sistema di comunicazione mediante sito internet, che permette il contatto con il Ministero degli Esteri, ricevendo informazioni utili sul Paese che si intende visitare.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 una delle strade percorribili (similie a quanto gi\u00e0 attivo in Italia attraverso la Sala crisi del Ministero degli Affari estri) , ma che pone in essere una serie di domande circa la reale efficacia di un tale sistema e la fattibilit\u00e0 in termini di collaborazione e coordinamento fra Ministero e i professionisti del settore turistico.<\/p>\n<p>Inoltre rimane comunque un mezzo istituzionale, che poco colpisce invece i pi\u00f9 diretti interessati quali le agenzie, le federazioni di settore, gli operatori turistici e gli stessi turisti.<\/p>\n<p>E\u2019 per\u00f2 indubbio che in un contesto di terrorismo globale, le azioni e le strategie di sicurezza dovrebbero mirare al raggiungimento di un cambiamento resiliente, evitando se possibile il rischio di normalizzazione delle minacce terroristiche, con un conseguente netto, tragico e improvviso cambiamento delle abitudini e dello stile di vita oppure generando al polo opposto l\u2019effetto di turisti allo sbaraglio.<\/p>\n<p>Come si \u00e8 sempre sostenuto, un cambiamento si rende necessario per una serie di motivazioni fra le quali: il raggiungimento di un nuovo equilibrio e obiettivi specifici; il miglioramento di una situazione; la diminuzione dei conflitti; l\u2019adattamento ad una nuova situazione o contesto emerso.<\/p>\n<p>Posto come scopo generale quello di mantenere e garantire un turismo consapevole e resiliente, anche in vista di una protezione economica per un settore fra i pi\u00f9 sviluppati in alcuni Paesi, si rende necessario puntare l\u2019attenzione circa le capacit\u00e0 adattive di interpretazione, valutazione\u00a0 e di scelta informata e quindi consapevole.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che sembra quindi mancare sono delle analisi concrete circa i rischi e le vulnerabilit\u00e0 specifiche, alle quali per\u00f2 devono essere strettamente correlate analisi e valutazioni di resilienza, che a questo punto possono essere cos\u00ec operativamente delineate:<\/p>\n<ol>\n<li>Una prima fase di valutazione e interpretazione degli scenari di rischio, ma anche scenari proattivi e delle capacit\u00e0 di adattamento resilienti del sistema organizzativo oggetto dell\u2019analisi e finalizzate alla <em>governabilit\u00e0<\/em> di una possibile minaccia<\/li>\n<li>Una seconda fase che ha come oggetto l\u2019elaborazione di adeguate attivit\u00e0 formative per gli operatori del settore volte all\u2019acquisizione di competenze specifiche per la valutazione degli scenari e l\u2019interpretazione degli stessi<\/li>\n<li>Una terza fase che miri all\u2019elaborazione di adeguate attivit\u00e0 formative volte all\u2019utilizzo di una comunicazione e informazione resiliente per i turisti, nonch\u00e9 le pi\u00f9 efficaci tecniche e metodi comunicativi, considerando le peculiarit\u00e0 di questo gruppo di riferimento<\/li>\n<\/ol>\n<p>Si ritiene quindi che i compiti futuri per chi si occupa di resilienza e gestione delle crisi potranno essere quelli relativi alla creazione, stimolazione e rafforzamento delle capacit\u00e0 di adattamento e di risposta resiliente del settore turistico affidandosi all\u2019acquisizione di competenze operative, tecniche, metodologiche, comunicative e relazionali, che risulteranno essere tanto pi\u00f9 efficienti se riusciranno a gestire la minaccia e il rischio, garantendo sicurezza ai turisti ed equilibrio al proprio sistema organizzativo ed economico.<\/p>\n<p>Ecco quindi presentarsi anche in questo settore, la necessit\u00e0 di un ripensamento per l\u2019attuazione di una concreta <em>professional resilience<\/em>, che sia di supporto all\u2019intero sistema nel quale si sviluppa e opera.<\/p>\n<p>Quello che \u00e8 certo \u00e8 che si possono mettere in atto strumenti e misure per il rafforzamento del sistema turistico, sia nei Paesi a maggiore rischio sia in quelli dove la percezione del rischio risulta ampliata da un sistema informativo poco verificato.<\/p>\n<p>Si render\u00e0 quindi sempre pi\u00f9 necessario che la scrittura di questa drammaturgia del terrore risulti essere un pezzo scritto a quattro mani: i terroristi, la loro organizzazione, gli eventuali collusi da un lato e dall\u2019altro tutti gli altri, coloro i quali ancora credono nei diritti civili, nella sicurezza come diritto e nella possibilit\u00e0 di godere delle libert\u00e0 di scelta raggiunte.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era perfettamente immaginabile che l\u2019effetto terrore avesse come conseguenza anche una crescente incertezza e senso di insicurezza in settori pi\u00f9 sensibili e vulnerabili alle minacce terroristiche internazionali, quali per esempio il settore 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