{"id":2428,"date":"2016-01-28T13:43:56","date_gmt":"2016-01-28T11:43:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2428"},"modified":"2016-03-23T19:16:05","modified_gmt":"2016-03-23T17:16:05","slug":"al-qaeda-e-daesh-alleati-in-libia-by-marco-maiolino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/al-qaeda-e-daesh-alleati-in-libia-by-marco-maiolino\/","title":{"rendered":"Al Qaeda e Daesh alleati in Libia? \u2013 by Marco Maiolino"},"content":{"rendered":"<p>Oltre all&#8217;attivit\u00e0 propagandistica jihadista, che si rivela essere sempre pi\u00f9 concentrata sull&#8217;area nord africana, la rivelazione, risalente a luned\u00ec scorso, da parte dell&#8217;autorevole emittente panaraba Asharq Al-Aws dell&#8217;esistenza di documenti segretati che svelerebbero un piano di collaborazione fra alcune forze qaediste, Daesh ed esponenti locali dei Fratelli Musulmani in Libia con l&#8217;obiettivo di formare \u00abun consiglio della Shura unificato\u00bb, \u00e8 preoccupante e verrebbe sancita con queste parole: \u00abla situazione richiede di aderire a Daesh affinch\u00e9 Tripoli sia nostra e Sirte sia loro\u00bb.<!--more-->I dubbi relativi alla spartizione territoriale sono molti, una tale formale \u201cspartizione\u201d sembra improbabile, ma la possibile collaborazione tende a essere giustificata da un generale disorientamento della galassia jihadista che vede il califfato imporsi, sia a livello operativo che finanziario, su una ormai defilata e indebolita Al Qaeda. La tesi \u00e8 legittima ma elementi supplementari necessitano di essere presi in considerazione: le dinamiche locali, ossia relative ad una specifica aerea di attivit\u00e0 del terrorismo di matrice islamista, possono essere molto diverse dal quadro globale e generale, specialmente quando il contesto operativo, quello libico si intende, \u00e8 caratterizzato da un&#8217; instabilit\u00e0 dilagante che \u00e8 favorevole a tutti e necessita di essere mantenuta tale.<\/p>\n<p>Anche le minacce da fronteggiare sono comuni oltre che imminenti.<\/p>\n<p>Basti pensare che l&#8217;attenzione internazionale verso il contesto strategico libico \u00e8 crescente: gli Stati Uniti stanno valutando l&#8217;apertura di un terzo fronte operativo nel paese e la Francia, l&#8217;Inghilterra, la Germania e l&#8217;Italia (che si \u00e8 offerta di guidare le operazioni) sono disposte a inviare truppe sul terreno (alcune delle quali sono gi\u00e0 presenti) per la stabilizzazione nazionale e il supporto all&#8217;infante e debole governo di unit\u00e0 nazionale che si ha l&#8217;intenzione di sostenere e legittimare.<\/p>\n<p>Quindi, nel lungo periodo gli obiettivi dei vari gruppi islamisti locali e regionali possono anche divergere ma nel breve la convergenza \u00e8 palese, una base sufficientemente solida su cui avanzare una cooperazione.<\/p>\n<p>Inoltre, gli interessi economici che la Libia rappresenta potrebbero essere un altro ottimo ed incredibilmente proficuo motivo per collaborare, se non si gode del momento adeguato o della forza per imporsi.<\/p>\n<p>Il territorio libico, che con i suoi<strong> 1760 mila<\/strong> km quadrati \u00e8 il sedicesimo al mondo in termini di estensione territoriale, \u00e8 pieno di armamenti: si stima la presenza di circa 1 milione di tonnellate di armi (primariamente leggere), l&#8217;accesso alle quali \u00e8 generalmente libero e deregolamentato.<\/p>\n<p>Inoltre il paese \u00e8 ricco di risorse naturali: la riserva nazionale di greggio \u00e8 stimata a <strong>48.363 milioni<\/strong> di barili, mentre quella di gas a <strong>1505 miliardi<\/strong> di metri cubi, anche se la capacit\u00e0 di estrazione, lavorazione, stoccaggio e esportazione \u00e8 precipitata a causa del conflitto ancora in corso.<\/p>\n<p>Grazie all&#8217;instabilit\u00e0 politica nazionale e regionale sono comunque\u00a0 i traffici illeciti, gestiti dai vari attori locali tra i quali criminalit\u00e0 organizzata, gruppi tribali (es. tuareg), forze irregolari e milizie jihadiste come AQIM, Boko Haram, Ansar Eddine e Ansar al Sharia, a rivelarsi estremamente redditizi.<\/p>\n<p><strong>I traffici e le rotte.<\/strong><\/p>\n<p>La <strong>cocaina<\/strong> di origine colombiana arriva in Guinea e Guinea Bissau, viene trasportata lungo le coste dell&#8217;Africa occidentale e arriva in nord Africa dove viene infine traghettata in Europa. Il traffico ammonta circa a 18 tonnellate l&#8217;anno, che valgono dai<strong> 15 ai 20 milioni <\/strong>di dollari di profitto per i trafficanti in Libia, Tunisia e Algeria. Anche la <strong>cannabis<\/strong> proveniente dal Marocco \u00e8 molto trafficata ed i suoi proventi vengono maggiormente usati per finanziare la lotta armata, le rotte in questo caso passano da Algeria, Libia, Egitto e Balcani, per approdare poi nel grande mercato europeo.<\/p>\n<p>Segue il contrabbando di beni quali medicinali, prodotti farmaceutici, alcolici e specialmente <strong>tabacco,<\/strong> che \u00e8 gestito dalle milizie di <strong>Belmokhtar<\/strong> (Murabitun) e risulta essere il pi\u00f9 radicato e remunerativo, con un valore di circa <strong>1 miliardo<\/strong> di dollari l&#8217;anno. Anche in questo caso le rotte si originano nei paesi dell&#8217;Africa occidentale come Guinea, Costa d&#8217;Avorio, Senegal, Ghana e Nigeria per poi arrivare nel Magreb.<\/p>\n<p>Il traffico di <strong>armi, <\/strong>solo in Libia, produce approssimativamente dai <strong>15 ai 30 miliardi<\/strong> di dollari l&#8217;anno, le rotte in questo caso sono molto complesse e interessanti: alcune si originano dalle coste dell&#8217;Africa occidentale mentre altre partono dallo Yemen ed entrano in Africa via Somalia. Una prima tratta che si pu\u00f2 definire \u201cmeridionale\u201d interessa Eritrea, Sudan, Repubblica centro africana, Camerun, Nigeria, Ghana e Uganda; la seconda \u201csettentrionale\u201d passa per Ciad, Niger, Mali, Algeria, Libia ed Egitto fino a ritornare in Medio oriente e nello specifico in Siria e Iraq, con le quali nazioni il traffico di import e export risulta essere reciproco.<\/p>\n<p>Infine, il <strong>traffico di esseri umani<\/strong> \u00e8 il pi\u00f9 lucroso e facilmente accessibile di tutti, secondo alcune stime il 60% del flusso migratorio illegale diretto in Europa passa dalla Libia. L&#8217;intero business del traffico di uomini trans-sahariano ha un valore che potrebbe aggirarsi fra i <strong>255 e i 323 milioni di dollari<\/strong> l&#8217;anno e le tratte utilizzate anche in questo caso sono complesse: i rifugiati provenienti dalla parte orientale dell&#8217;Africa sub sahariana tendono a entrare i confini libici tramite il Sudan o l&#8217;Egitto, attraverso le aree dove il controllo governativo \u00e8 scarso o totalmente assente; mentre per quelli provenienti da Africa meridionale, centrale e occidentale prevalgono le rotte \u201csodate\u201d che attraversano Mali, Algeria e Niger, fino al sud della Libia.<\/p>\n<p>Molti dei rifugiati sono Siriani e Yemeniti e alcuni analisti collegano l&#8217;attuazione di attacchi terroristici in Medio oriente, Africa sub sahariana e nord Africa con una precisa strategia volta ad incrementare i flussi delle migrazioni illegali sulle rotte battute dal traffico di esseri umani<\/p>\n<p>Il ruolo delle milizie e delle organizzazioni jihadiste \u00e8 rilevante: esse infatti tendono a sfruttare questi traffici mediante il diretto coinvolgimento nelle operazioni di contrabbando, la facilitazione dei movimenti e la tassazione delle rotte che passano nei territori da loro presidiati.<\/p>\n<p>Concludendo, i traffici illeciti in nord Africa risalgono circa al 700 DC e con loro i conflitti e la cooperazione tra coloro che ne beneficiano&#8230;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre all&#8217;attivit\u00e0 propagandistica jihadista, che si rivela essere sempre pi\u00f9 concentrata sull&#8217;area nord africana, la rivelazione, risalente a luned\u00ec scorso, da parte dell&#8217;autorevole emittente panaraba Asharq Al-Aws dell&#8217;esistenza di documenti segretati che svelerebbero un piano di<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/al-qaeda-e-daesh-alleati-in-libia-by-marco-maiolino\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2429,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[88,87,168,216],"class_list":["post-2428","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-is","tag-isis","tag-libya","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2428","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2428"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2428\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2430,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2428\/revisions\/2430"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2429"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2428"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2428"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2428"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}