{"id":2527,"date":"2016-03-19T17:18:32","date_gmt":"2016-03-19T15:18:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2527"},"modified":"2022-03-28T19:24:28","modified_gmt":"2022-03-28T17:24:28","slug":"salah-catturato-siamo-solo-allinizio-un-sistema-di-relazioni-pericolanti-e-pericolose-by-m-a-m","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/salah-catturato-siamo-solo-allinizio-un-sistema-di-relazioni-pericolanti-e-pericolose-by-m-a-m\/","title":{"rendered":"Salah catturato, siamo solo all\u2019inizio: un sistema di relazioni pericolanti e pericolose &#8211; by M.A.M."},"content":{"rendered":"<p>Con l\u2019arresto di Salah abbiamo avuto la conclusione simbolica dell\u2019attacco di Parigi, garantendo alla giustizia il super latitante. Ma non possiamo dire nulla di pi\u00f9 di questo. Che tuttavia baster\u00e0 a soddisfare molti. Sul piano operativo e di contenimento della minaccia la conclusione di questi quattro mesi di caccia moltiplicano incertezze e timori. Ora comincia il bello.<!--more-->Nella lotta al terrorismo \u00e8 centrale la comprensione del sistema di relazioni tra i diversi attori che pianificano ed eventualmente portano a termine gli attacchi: la relazione \u00e8 comunicazione, dunque potenziale informazione perch\u00e9 denuncia l\u2019organizzazione della struttura, il suo \u201cflusso vitale\u201d. Negli ultimi decenni la diffusione delle tecnologie, la digitalizzazione e la virtualizzazione del mondo, ha favorito la nascita di una dimensione parallela: quella online, che spesso si sovrappone a quella reale e che costituisce una delle novit\u00e0 della minaccia della guerra ibrida, diffusa, pervasiva e delocalizzata.<\/p>\n<p>In particolare, il mondo online rappresenta il luogo privilegiato per l\u2019attuarsi delle azioni di propaganda e reclutamento di Daesh. Operazioni di comunicazione che per la loro natura propagandistica, orientata a un target ampio, devono essere soprattutto \u201cin chiaro\u201d, disponibili a chiunque, ragion per cui i social media, di cui tanto si sente parlare, sono il driver migliore per raggiungere capillarmente i target designati.<\/p>\n<p>La comunicazione social \u00e8 una comunicazione per sua natura reticolare (in realt\u00e0 lo \u00e8 ogni forma di comunicazione, in quanto essa istituisce relazione!) perch\u00e9 organizza relazioni tra i nodi della rete, la quale assume caratteristiche sistemiche (si ricordi l\u2019antico assunto: il sistema \u00e8 pi\u00f9 che la somma delle parti): in parole povere attraverso i social la rete acquisisce identit\u00e0 di gruppo e garantisce partecipazione al gruppo da parte dei nodi. Ci\u00f2 significa che ogni nodo, in questa particolare configurazione sistemica, ha valore di per s\u00e9 e per le sue relazioni. Pertanto, nelle strategie di lotta al fenomeno della diffusione di materiale propagandistico a fini reclutativi sono al vaglio strumenti dinamici di analisi delle reti in grado di identificare i punti \u201cstrutturalmente\u201d deboli, ossia quelli che una volta colpiti porterebbero rendere la rete \u201cpericolante\u201d e quindi portare alla stessa implosione del sistema. Se da un punto di vista teorico, tale strategia potrebbe portare alla diminuzione della presenza di reti strutturate in grado di disseminare viralmente la narrativa jihadista, dal punto di vista pratico ogni tentativo che miri a cancellare queste reti si scontra con l\u2019elevata resilienza delle stesse, dimostrata dalla velocit\u00e0 con cui, una volta chiuso un determinato account, un altro viene immediatamente aperto e in poche ora ricostruisce attorno a s\u00e9 la medesima rete in cui era inserito precedentemente.<\/p>\n<p>Ma il mondo virtuale \u2013 malgrado l\u2019entusiasmo messo nel suo studio da troppi analisti \u2013 non esaurisce la complessit\u00e0 del mondo, che sempre pi\u00f9 nelle generazioni digitali, proprio quelle giovani che maggiormente aderiscono a Daesh, si realizza con la compenetrazione del mondo reale con quello virtuale.<\/p>\n<p>Il caso della cattura di Salah , per esempio, porta l\u2019attenzione alla rilevanza del mondo offline, ossia a quella rete che ha permesso il coordinamento degli attacchi del 13 novembre scorso e che ha garantito alla persona, che fino a ieri era la pi\u00f9 ricercata d\u2019Europa, di rimanere quasi indisturbato a Molenbeek per quattro mesi, al riparo di una rete solidale, fondata su contiguit\u00e0 marginali piuttosto che ideologiche, su frequentazioni comuni e affetti ed emozioni condivise. La protezione di cui ha goduto Salah \u00e8 molto simile ha quella che ha permesso decenni di latitanza a camorristi e mafiosi accolti nelle reti solidali delle cittadine italiane.<\/p>\n<p>La strage di Parigi \u00e8 emblematica per l\u2019analisi, al centro del nostro lavoro, della nuova struttura reticolare del terrorismo. L\u2019azione del novembre scorso ha da subito posto il problema a riguardo delle modalit\u00e0 di coordinamento degli \u201czombie\u201d, uomini formati militarmente pronti ad agire, competenti, organizzati con reti \u201cloose\u201d in termini di comando e controllo. Infatti, tutti i componenti dei commando che hanno portato a termine gli attacchi ai bar e ristoranti, al Bataclan e allo Stade de France erano stati formati nel teatro siriano, nel quale alcuni di loro sono stati nel medesimo periodo, avendo la possibilit\u00e0 di rafforzare le proprie relazioni interpersonali sul campo, stringendo amicizia utile ad alimentare l\u2019adesione alla causa, fusa nell\u2019esperienza forte del \u201creducismo\u201d. I rapporti personali sembrano quindi essere stati da un lato il catalizzatore delle azioni parigine e dall\u2019altro l\u2019aspetto che ha decretato la forza e allo stesso tempo la resilienza della rete di cui facevano parte.<\/p>\n<p>Queste modalit\u00e0 organizzative chiedono di porre attenzione alla costituzione della catena di comando e controllo tra periferia (la rete di Salah) e il centro (una centrale operativa). Il nostro orientamento \u00e8 quello di presupporre l\u2019esistenza di un gruppo strategico centrale che ha assunto una visione strategica che 1) pu\u00f2 contare su personale sufficientemente competente e relativamente diffuso nei paesi da colpire (30% dei foreign fighter sulla via del ritorno); 2) fornisce indirizzi generali (target pubblici, tattiche minimali,\u2026) senza pianificare le singole operazioni; 3) \u00e8 supportato da una forte condivisione della \u201cmission\u201d; 4) \u00e8 in grado di leggere il contesto che definisce le condizioni di attivazione cinetica delle reti auto-organizzate sul piano operativo.<\/p>\n<p>Quanto sopra \u00e8 un aspetto, rilevante, delle questioni d\u2019affrontare.<\/p>\n<p>L\u2019altro aspetto, ancor pi\u00f9 rilevante soprattutto sui tempi lunghi che richiedono le azioni di contrasto, \u00e8 sollecitato dalle difficolt\u00e0 che le forze di polizia belghe hanno incontrato nel tentativo di scovare il fuggiasco, sebbene fossero sin da subito informate del fatto che si trovasse nel quartiere dove era cresciuto: tale difficolt\u00e0 \u00e8 stata in buona parte causata dalla diffusione e ampiezza di una seconda rete di relazioni, forse meno intime, ma che ugualmente hanno efficacemente coperto Salah per tutto questo tempo. Si tratta di una rete solidale che, seppur non direttamente legata a Daesh, ha per\u00f2 supportato la sua causa con il silenzio omertoso, fornendo un ambiente favorevole al rafforzamento di relazioni pericolose. E proprio la cattura di Salah ora \u00e8 potenzialmente foriera di aspetti altamente interessanti circa la costituzione e il funzionamento di queste reti informali, caratterizzate dall\u2019assenza di una presa di posizione chiara nei confronti del terrorismo (non solo islamista) e da un elevato grado di connivenza. In questo clima, e particolare contesto ben conosciuto dall\u2019ipotizzato \u201ccentro\u201d della catena di comando e controllo di cui alle righe precedenti, il passaggio dalla solidariet\u00e0 passiva alla militanza attiva non \u00e8 improbabile.<\/p>\n<p>Un altro segno negli scenari che sempre dipingono il 2016 a rischio maggiore degli anni precedenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con l\u2019arresto di Salah abbiamo avuto la conclusione simbolica dell\u2019attacco di Parigi, garantendo alla giustizia il super latitante. Ma non possiamo dire nulla di pi\u00f9 di questo. Che tuttavia baster\u00e0 a soddisfare molti. 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