{"id":2592,"date":"2016-04-05T17:16:38","date_gmt":"2016-04-05T15:16:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2592"},"modified":"2022-03-28T19:23:20","modified_gmt":"2022-03-28T17:23:20","slug":"possibile-scenario-post-governo-nazionale-libico-by-mauro-pastorello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/possibile-scenario-post-governo-nazionale-libico-by-mauro-pastorello\/","title":{"rendered":"Possibile scenario post Governo Nazionale Libico &#8211; by Mauro Pastorello"},"content":{"rendered":"<p>Nel pomeriggio del 30 Marzo \u00e8 arrivato il premier incaricato di formare il Governo di Unit\u00e0 nazionale libico, Fayez Al Sarraj, con il consiglio presidenziale al seguito. L\u2019arrivo del futuro premier, appoggiato anche dall\u2019ONU, \u00e8 stato fortemente osteggiato dal Governo di Tripoli, non riconosciuto a livello internazionale.<!--more--><\/p>\n<p>Nei giorni precedenti l\u2019arrivo, i tentativi di ingresso nel Paese per via aerea non hanno avuto esito positivo, facendo registrare anche diversi colpi di artiglieria antiaerea nei pressi dell\u2019Aeroporto Mitiga. L\u2019arrivo nella Capitale pare sia avvenuto via mare, arrivando da Tunisi e utilizzando come attracco una base della marina militare adiacente al porto di Tripoli.<\/p>\n<p>Nei prossimi giorni dunque, si avvieranno tutte le procedure per dar vita ad un Governo nazionale in grado, prima di tutto, di placare il caos interno al Paese e, in secondo luogo, di fronteggiare la minaccia terroristica legata allo Stato Islamico che ormai \u00e8 molto presente sul territorio libico, agevolata appunto dal caos e dalla mancanza di un potere centrale ben definito.<\/p>\n<p>Proprio quest\u2019ultimo \u201cimpegno\u201d potrebbe portare un notevole cambio di passo a livello internazionale; le possibilit\u00e0 di sconfiggere le milizie terroristiche che imperversano sul territorio e, allo stesso tempo, garantire stabilit\u00e0 all\u2019interno del Paese, in modo autonomo paiono molto scarse. In tali condizioni quindi un supporto, che potr\u00e0 essere di vario genere e non necessariamente inteso come operazioni di peace enforcement, pare assolutamente necessario. Da queste premesse, \u00e8 facile immaginare un forte impegno da parte di una coalizione internazionale che si adoperer\u00e0 per fornire supporto logistico e di intelligence, in un primo momento, per poi poter passare a fornire supporto per operazioni cinetiche sul campo. Da tempo infatti, sono presenti gi\u00e0 diversi operatori di Forze Speciali di vari Paesi europei, con funzioni di supporto all\u2019intelligence e comunque operative in caso di attacchi mirati ad infrastrutture critiche di interesse europeo presenti nell\u2019area. Proprio tali interessi sembrano fungere da \u201cstella del nord\u201d da seguire per i miliziani dello stato Islamico.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo periodo IS ha subito notevoli perdite nel territorio Iracheno e Siriano, grazie a pesanti bombardamenti della coalizione e a diverse operazioni di terra condotte dai kurdi e dall\u2019esercito siriano; \u00e8 di pochi giorni fa infatti la riconquista di Palmira, da tempo sotto il controllo dello Stato Islamico. Le pesanti perdite hanno quindi portato i miliziani a cambiare teatro di operazioni, seguendo per\u00f2 una direzione segnata da interessi ben precisi: il petrolio.<\/p>\n<p>In territorio Iracheno infatti, molti giacimenti petroliferi erano ormai sotto il loro controllo e, una volta persi, l\u2019esigenza di forti introiti economici nonch\u00e9 il \u201cpeso\u201d riservato a chi gestisce risorse petrolifere (terrorista o meno che sia) ha quindi indirizzato i miliziani verso la Libia, in pieno caos e senza un governo unitario e quindi un terreno pi\u00f9 che fertile.<\/p>\n<p>Il nuovo Governo quindi, sar\u00e0 costretto a richiedere l\u2019aiuto internazionale (aiuto che verrebbe comunque fornito per diversi interessi nazionali occidentali presenti nell\u2019area) e questo ricadr\u00e0 necessariamente anche sui vicini prossimi della Tunisia, che si vedr\u00e0 costretta a fornire supporto logistico per le operazioni in territorio libico e, contestualmente, sar\u00e0 costretta a gestire un fortissimo flusso migratorio lungo i sui confini meridionali con la Libia che gi\u00e0 da tempo sono teatro di pesanti scontri armati tra esercito e jihadisti che tentano di \u201csfondare\u201d i confini. Testimonianza di tale supporto \u00e8 l\u2019annuncio dell\u2019imminente riapertura della sede Diplomatica tunisina in Libia.<\/p>\n<p>Gli\u00a0scenari prossimi quindi sembrano accesi pi\u00f9 che mai in tutta l\u2019aria nordafricana; presupponendo e sperando in un contrasto efficace allo Stato Islamico presente in Libia e considerando anche il contrasto alla creazione di una provincia di IS in territorio tunisino (Wilayat), uno spostamento delle milizie jihadiste sembra ovvio..ma in che direzione? Terreno sicuramente appetibile \u00e8 il Mali, dove sono presenti importanti giacimenti e miniere di uranio, e l\u2019Algeria, dove trovano sede importanti siti petroliferi e di gas naturale; entrambi i Paesi sono gi\u00e0 da tempo oggetto di attacchi terroristici ma non i misura \u201cpesante\u201d (se escludiamo l\u2019avanzata degli anni passati in Mali contrastata dalla Francia) ma nel recente passato sono stati registrati flussi di \u201crinforzi\u201d provenienti da Boko Haram sia verso la Libia che verso il Mali e questo fa presagire un possibile conflitto futuro anche su queste aree.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel pomeriggio del 30 Marzo \u00e8 arrivato il premier incaricato di formare il Governo di Unit\u00e0 nazionale libico, Fayez Al Sarraj, con il consiglio presidenziale al seguito. 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