{"id":2754,"date":"2016-06-13T13:35:45","date_gmt":"2016-06-13T11:35:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2754"},"modified":"2016-06-20T16:54:26","modified_gmt":"2016-06-20T14:54:26","slug":"orlando-e-la-strage-di-omar-mateen-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/orlando-e-la-strage-di-omar-mateen-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Orlando e la strage di Omar Mateen \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Orlando e la strage di Omar Mateen \u00e8 l\u2019evento pi\u00f9 rilevante di questi anni che apre una serie di interrogativi, i pi\u00f9 ancora senza risposta.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si comincia con il <strong>profilo dell\u2019autore<\/strong>, questo Omar Mateen aspirante poliziotto diventato guardia giurata, indagato da FBI nel 2013 e nel 2014. Dapprima per le sue manifestazioni apparentemente pro Daesh con i colleghi, poi per la contiguit\u00e0 geografica con Moner Mohammad Abusalha, il primo americano suicida in Siria: entrambi vivevano a Fort Pierce, in Florida, frequentando la medesima moschea. Indizi che non provarono nulla. Un personaggio definito instabile dalla moglie, per i suoi scatti violenti, e il cui attacco \u00e8 stato motivato dal padre per la profonda \u201cirritazione\u201d che Omar prov\u00f2 vedendo due gay baciarsi. Un profilo che comunque lascia dubbi sui risultati delle indagini. Ma anche sulla giustificazione familiare che escludendo il fattore religioso ne propone uno alternativo egualmente inaccettabile legato alla omofobia. Lo stesso contesto familiare del killer sembra problematico. Il padre Seddique Mateen era comparso sul canale californiano \u201c<em>Payam-e-Afghan<\/em>\u201d (<a href=\"http:\/\/www.payameafghantv.com\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.payameafghantv.com\/<\/a>), nel programma <em>Durand Jirga<\/em>, con affermazioni quali &#8220;<em>I nostri fratelli del Waziristan, i nostri guerrieri nel movimento e i talebani dell&#8217;Afghanistan stanno risollevandosi<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa agenzia per la quale Omar lavorava, la<strong> G4S Secures<\/strong> (<a href=\"http:\/\/www.g4s.com\/en\/\" target=\"_blank\">http:\/\/www.g4s.com\/en\/<\/a>) prende le distanze dichiarando: \u201c<em>G4S is deeply shocked by the tragic events in Orlando this weekend and the thoughts of everyone at G4S are with the victims and their families. <\/em><em>Omar Mateen was employed by G4S at a residential community in South Florida and was off-duty at the time of the incident. Mateen was subject to detailed company screening when he was recruited in 2007 and re-screened in 2013 with no adverse findings. He was also subject to checks by a U.S. law enforcement agency with no findings reported to G4S. G4S is providing its full support to all law enforcement authorities in the USA as they conduct their investigations. For further enquiries, please contact<\/em>.\u201d<br \/>\nL\u2019attacco sembra essere quello tipico di un <strong>lupo solitario<\/strong>, una figura mai dismessa dal terrorismo islamista, sulla quale negli ultimi mesi sono comparsi una serie di rinforzi all\u2019azione sia in <em>Inspire<\/em> (vicino ad al- Qaeda) che <em>Dabiq<\/em> (vicina Daesh). Ma certo se il modus operandi riporta a questa figura, ora l\u2019interesse \u00e8 sull\u2019eventuale consistenza del processo di radicalizzazione che potrebbe averlo coinvolto, non solo su come l\u2019attacco \u00e8 stato organizzato e svolto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella complessit\u00e0 dell\u2019analisi di quanto \u00e8 accaduto, \u00e8 anche interessante un possibile legame con il primo articolo, pubblicato su <em>Inspire<\/em> poche settimane fa, che mette in relazione i <strong>disastri naturali<\/strong> quali punizione divina contro gli infedeli e gli attacchi del terrorismo, un pezzo tutto incentrato sugli USA. E una lettura di quanto avvenuto \u00e8 quella di un attacco a un comportamento, quello omosessuale, ritenuto contro natura da parte dell\u2019islam radicale. Forse, ma per ora siamo solo legati a \u201cforse\u201d in tutte le interpretazioni, non c\u2019\u00e8 relazione ma un nesso logico emerge.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come d\u2019altra parte \u00e8 logico Daesh si \u00e8 appropriato dell\u2019evento<strong>. Le rivendicazioni<\/strong> vengono da <em>a\u2019Maq<\/em>, una major del Califfato molto operativa sui social media da un paio di anni, inefficacemente soggetta a pi\u00f9 tentativi di oscuramento ma tuttora presente. Resta da chiedersi quanto questa sia una appropriazione indebita o reale, rafforzata dalla successiva dichiarazione di al Bayan, radio di Daesh, che chiama Mateen \u201c<em>uno soldato del Califfato negli Stati Uniti<\/em>\u201d. Dunque due rivendicazioni che vengono da organi accreditati ma che nulla dicono rispetto alle verit\u00e0, che resta celata. Infatti, sappiamo per certo che esiste una strategia di \u201caccreditamento\u201d degli attacchi contro i kuffar che si risolve nella necessit\u00e0 di Daesh di continuare\u00a0 mostrarsi come il pi\u00f9 forte, soprattutto nei confronti del mondo arabo. Aggiungiamo due spunti rispetto alle rivendicazioni. Per esempio che siano in arabo, inglese e francese: quest\u2019ultima ormai una lingua veicolare che sostiene l\u2019interesse verso la Francia come bersaglio prioritario. E poi, secondo spunto, che la parola araba utilizzata nella rivendicazione non sia quella abitualmente utilizzata da Daesh per censurare il comportamento omosessuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/orlando-e-la-strage-di-omar-mateen-by-marco-lombardi\/orlando\/\" rel=\"attachment wp-att-2756\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-2756\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Orlando.jpg\" alt=\"Orlando\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Orlando.jpg 720w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/Orlando-225x300.jpg 225w\" sizes=\"auto, (max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Che sia un <strong>atto di terrorismo<\/strong> \u00e8 evidente, ma ancora indipendente dalla matrice jihadista: ci\u00f2 significa riaprire la questione sul terrorismo interno americano che nel passato ha avuto diverse manifestazioni. Ma la fretta della <strong>politica<\/strong> spinge a utilizzare la drammaticit\u00e0 dell\u2019evento nel contesto della campagna presidenziale americana. Cos\u00ec i due candidati attraggono le lettura rispetto a loro posizioni utilitaristiche: Trump per rinfocolare l\u2019avversione islamista e anti-immigrazione, Clinton per rilanciare la campagna contro le armi. Letture di parte che corrono il rischio di aprire nuove vulnerabilit\u00e0 in un contesto complicato di rischio globale emergente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, come spesso accade nell\u2019immediato di questi eventi entrano in gioco tanti interessi che troppo spesso rendono pi\u00f9 difficile l\u2019affermarsi di una lettura oggettiva, l\u2019unica utile a dispiegare quelle armi utili e necessarie a combattere il fenomeno Daesh.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Orlando e la strage di Omar Mateen \u00e8 l\u2019evento pi\u00f9 rilevante di questi anni che apre una serie di interrogativi, i pi\u00f9 ancora senza risposta.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":2755,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[264,87,268,216,66],"class_list":["post-2754","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-uncategorized","tag-daesh","tag-isis","tag-orlando","tag-terrorism","tag-usa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2754","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2754"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2754\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2762,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2754\/revisions\/2762"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2755"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2754"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2754"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2754"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}