{"id":2830,"date":"2016-07-02T01:49:34","date_gmt":"2016-07-01T23:49:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2830"},"modified":"2022-03-28T19:32:15","modified_gmt":"2022-03-28T17:32:15","slug":"attacco-in-bangladesh-le-ragioni-dellattacco-al-bar-ristorante-di-dacca-by-alessandro-burato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/attacco-in-bangladesh-le-ragioni-dellattacco-al-bar-ristorante-di-dacca-by-alessandro-burato\/","title":{"rendered":"Attacco in Bangladesh: le ragioni dell&#8217;attacco al bar-ristorante di Dacca &#8211; by Alessandro Burato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La situazione in Bangladesh non si \u00e8 ancora conclusa. L\u2019attacco, perpetrato da un commando islamista che ha fatto irruzione in un bar-ristorante di Dacca, la capitale del Bangladesh, nell\u2019ultimo venerd\u00ec di Ramadan \u00e8 la conseguenza della situazione che interessa la regione obiettivo della penetrazione del Daesh, rafforzato nella propaganda recente, e di una strategia nella scelta di target e modus operandi ormai nota.<br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La regione<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Bangladesh \u00e8 una regione da tempo al centro dell\u2019interesse del Daesh che la vuole come sua provincia e verso la quale, seppure non abbia mai negato le mire non ha nemmeno omesso di evidenziare le resistenze ad una penetrazione massiccia del territorio. Tre sono i principali gruppi terroristici attivi nella zona: Jamaat-ul-Myujahideen, che nella zona dal 1998 ha cercato di istituire uno stato islamico; Ansar Ullah Bangla Team, che scomparsa per un certo periodo per mancanza di finanziamenti, riappare attivo dal 2013 con l\u2019intento di radicalizzare le giovani generazioni locali abili comunicatori e sfruttatori delle nuove tecnologie di comunicazione, e Jamaat-e-Islami Bangladesh, che raccoglie la maggioranza sunnita del paese ed \u00e8 la pi\u00f9 potente tra le tre godendo di copiosi finanziamenti provenienti anche da Al-Qaeda e dalla quale un piccolo gruppo di giovani si sarebbe unito al <em>Daesh<\/em>. La questione della rivendicazione, reclamata in primis da Ansar al Islam, pi\u00f9 vicina ad Al Qaeda che non al <em>Daesh<\/em>, ma poi riportata anche dall\u2019agenzia A\u2019Maq del califfato denota quanto la situazione nella regione sia difficilmente valutabile secondo i parametri delle classiche alleanze o affiliazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La propaganda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il Daesh ha recentemente dedicato grandi sforzi per diffondere messaggi mirati a attrarre l\u2019attenzione sulla regione e a promuovere la radicalizzazione dei locali. Pi\u00f9 recentemente, solo ieri, data del secondo anniversario della proclamazione del Daesh, il Bangladesh compare in un volantino che elenca le aree controllate dal califfato come una delle zone nelle quali il Daesh dispone di unit\u00e0 sotto copertura affiliate alla causa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pi\u00f9 autorevole rivista del Daesh Dabiq, nella sua quattordicesima edizione pubblicata lo scorso aprile, ospita un\u2019ampia sezione dedicata alla situazione del Bangladesh. Alle parole dell\u2019emiro Shayk Abu Ibrahim al-Hanif \u00e8 accompagnata la narrazione del viaggio di Abu Jandal al-Bangali per raggiungere i territori sotto controllo dal Daesh per arruolarsi ed addestrarsi. L\u2019emiro confessa che la realt\u00e0 sfaccettata delle confessioni religiose della regione, specie di quella musulmana, rende difficoltosa la penetrazione della propaganda di reclutamento ma aggiunge chiaramente che il Bangladesh resta il Paese chiave per connettersi al Khorasan attraverso la penetrazione in Myanmar e India. Sempre all\u2019interno della rivista trovano poi spazio, tra gli attacchi che vengono raccolti e propagandati, quelli che nella regione hanno visto come vittime singoli individui, in particolare un prete e un uomo d\u2019affari hindu.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Il modus operandi<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora si conferma il fatto che il terrorismo sia comunicazione. La scelta del target \u00e8 in linea con quelle che hanno contraddistinto gli attacchi pi\u00f9 noti del Daesh che hanno visto colpiti i luoghi del divertimento e dell\u2019aggregazione, quelli che mediaticamente rendono pi\u00f9 efficace la campagna di promozione del terrore. Come era accaduto in occasione dell\u2019attacco all\u2019hotel Splendid in Burkina Faso il 15 gennaio scorso, il commando avrebbe agito mediante operazioni di presa di ostaggi, assalti con armi leggere e deflagrazioni. L\u2019analisi necessita di avere ulteriori informazioni che saranno disponibili solo nelle prossime ore ma quello che \u00e8 certo \u00e8 la strategia, gi\u00e0 pi\u00f9 volte sottolineate, di scelta di obiettivi difficilmente securizzabili e che prevedono la presenza di persone di nazionalit\u00e0 diverse per ottenere maggior risonanza mediatica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La situazione in Bangladesh non si \u00e8 ancora conclusa. 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