{"id":286,"date":"2012-07-20T15:12:59","date_gmt":"2012-07-20T15:12:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=286"},"modified":"2022-03-28T18:46:16","modified_gmt":"2022-03-28T16:46:16","slug":"lafghanistan-sotto-casa-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lafghanistan-sotto-casa-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"L&#8217;Afghanistan sotto casa &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Gli entusiasmi troppo facili per la Primavera Araba si sono raffreddati e gi\u00e0 si guarda alla stagione invernale.\u00a0Queste ultime ore hanno rallentato forse di un tempo il succedersi delle stagioni, considerato che dalle elezioni del 7 luglio in Libia emerge una vittoria della coalizione moderata dall&#8217;ex premier del Cnt Mahmoud Jibril. Ma si tratta di una vittoria limitata agli 80 seggi riservati ai partiti e, dunque, aperta soprattutto alle insidie dei 120 eletti nei seggi indipendenti. Non mi stupirebbe da qui un rilancio dei Fratelli Musulmani: se tra i partiti ci si aspetta una trentina di donne elette, tra gli indipendentisti solo una e questo potrebbe essere indicatore di un atteggiamento pi\u00f9 radicale. In ogni caso il Paese, che conferma l\u2019impronta laica del Colonnello concretizzata anche nella repressione dei movimenti pi\u00f9 radicali, \u00e8 frammentato in una miriade di rivalit\u00e0 tribali e claniche che rendono assai incerto un indirizzo nazionale coeso.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Per il resto le vicende sono quelle gi\u00e0 espresse da molti commentatori.<\/p>\n<p>In Egitto i Fratelli Musulmani con il presidente Mohammed Morsi hanno celebrato il risultato della piazza e oggi lo scontro si \u00e8 focalizzato sullo scioglimento del parlamento (sciolto, ricostituito, risciolto\u2026 a colpi di sentenza) tra presidente, militari e giudici. La storia dei Fratelli \u00e8 certamente radicale e populista: due caratteri che alternativamente non piacciono agli occidentali n\u00e9 alle monarchie del Golfo. Dunque una situazione evolutiva di difficile previsione ma che di certo deve incorporare i caratteri specifici dei Fratelli, che \u00e8 la ragione del loro successo.<\/p>\n<p>La Tunisia \u00e8 da tempo alle prese con i disordini dei salafiti che se la prendono con gallerie d\u2019arte os\u00e9 e con turisti al bagno, e\u00a0 che, sul piano politico, incassano un punto con il\u00a0 chiaro rimando all\u2019articolo Primo della Costituzione del Paese per la parte in cui sottolinea che sia Islam la religione di stato. Da cui ne discende che ogni principio in contrasto con l\u2019Islam \u00e8 non accettabile, almeno per il Fronte Riformista.<\/p>\n<p>L\u2019Algeria sembra essere immune a una deriva islamista, probabilmente perch\u00e9 da una parte la mano dura del regime ha bloccato le opposizioni ma dall\u2019altra ne ha incorporato alcuni esponenti (radicali e tuareg) elargendo qualche carica pubblica. Contemporaneamente ha incrementato le spese di sostegno alla popolazione riducendo il malcontento: una rischiosa politica dell\u2019\u201dabbozzo\u201d che pu\u00f2 reggere ma che non pu\u00f2 garantire rispetto alle tensioni che provengono dai confini.<\/p>\n<p>Uno sguardo oltremare poi fa rabbrividire. Intendo uno sguardo alla Siria dove il mese scorso il primo taxista spagnolo che combatteva il proprio jihad \u2013 addestratosi in Nord Africa \u2013 \u00e8 stato ammazzato e dove si corre il concreto rischio di fornire armi come si fece ai mujahidin afghani che combattevano i sovietici, per poi trovarsi noi con quelle armi puntate contro.<\/p>\n<p>A questa situazione istituzionale pi\u00f9 che instabile si aggiunge la totale perdita di controllo del Grande Deserto (il Sahara) dove la saldatura tra qaedisti di Aqim, ribelli tuareg e reduci armati dei conflitti ha portato all\u2019annichilimento delle capacit\u00e0 di intervento dei gi\u00e0 scarsi regimi locali. La grande area attraversata dai confini di Marocco, Algeria, Mauritania, Mali, Niger, Libia, Ciad, Egitto e Sudan ha ormai raggiunto una sua indipendenza rispetto ai paesi in cui formalmente si trova, con una rapida estensione verso sud.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte la Primavera ha lasciato spazi di terra e di politica vuoti, immediatamente occupati con la tattica opportunistica a cui ci ha abituato il qaedismo di Aqim, sostenuto da \u201cLa Base\u201d con azioni e proclami che hanno sempre rinfocolato la rivolta, fosse il colpo di stato in Mauritani a ei primi moti in tutti i paese del nord.<\/p>\n<p>Da parte sua l\u2019Occidente non poteva fare molto, imprigionato in un\u2019imbarazzante contraddizione: i dittatori e i regimi abbattuti erano sostenuti dai legami dell\u2019economia funzionale alla nostra sopravvivenza in perfetta opposizione con i principi da noi proclamati e apertamente affossati dai regimi a noi amici.<\/p>\n<p>La conclusione, di quella che non \u00e8 una analisi ma un breve constatazione, \u00e8 che l\u2019Afghanistan che abbiamo combattuto \u2013 ormai a cominciare da dieci anni oggi\u00a0 &#8211; \u00e8 a due bracciate di nuoto dall\u2019Italia. E se non abbiamo imparato la lezione corriamo il rischio di perdere la guerra alle porte di casa.<\/p>\n<p>La situazione impone di non stare alla finestra ma di cominciare un\u2019azione soprattutto di comunicazione e di dialogo a partire dal principio che l\u2019essere un radicale islamista non vuole dire essere un terrorista n\u00e9 un jihadista.<\/p>\n<p>Parto da una mia esperienza personale in Afghanistan nel 2009, poco prima delle elezioni, a una cena con il Ministro dell\u2019Educazione. Al tavolo alcuni alti rappresentanti americani e canadesi, qualche ufficiale Isaf, l\u2019entourage del Ministro. Sull\u2019ovvio argomento elettorale intervengo ricordando che ci sono \u201cimportanti stati occidentali che vivono bene con un basso rate di votanti\u201d: risolino divertito di US presenti. E che poi \u201csignor Ministro non l\u2019ha detto Allah che dobbiate essere uno stato democratico\u201d: digrignare di denti della tavola occidentale con occhiate che vogliono incenerirmi. Ma a conclusione della cena, in disparte vengo preso dall\u2019entourage che esordendo con \u201cprofessore, noi siamo dei convinti radicali islamici, quello che ha detto ci interessa\u201d si \u00e8 cominciato a discutere su quale potessero essere le forme di rappresentanza legittime e legittimabili.<\/p>\n<p>Insomma, senza rinunciare a principi e identit\u00e0 nostri che devono essere ben saldi, dialogare con chi si definisce un radicale islamista oggi \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>A partire da ci\u00f2 \u00e8 certamente utile mettere in discussione le politiche di cooperazione e di migrazione, ma anche quelle militari di collaborazione e quelle economiche di reciproco interesse. Perch\u00e9 nulla pu\u00f2 pi\u00f9 essere dato per scontato e la situazione ai nostro confini \u00e8 tale da richiedere un cambiamento forte, soprattutto una attitudine pro-attiva che spesso l\u2019Italia non ha avuto. Non possiamo stare a guardare, ma \u00e8 fondamentale oggi avviare attivit\u00e0 in Nord Africa, con la molteplicit\u00e0 e diversit\u00e0 degli attori di cui disponiamo, per conoscere, informare e informarsi, discernere tra l\u2019uno e l\u2019altro, avviare collaborazioni. Ormai il dialogo \u00e8 opportuno farlo sulla sabbia sahariana, fianco a fianco, con le parole e con i fatti \u2013 fosse scavando un pozzo o combattendo un nemico, comunque insieme noi e loro \u2013 perch\u00e9 la conoscenza che genera l\u2019intesa politica \u00e8 frutto \u201cdel campo\u201d, dove si distingue il radicale dal qaedista, il tuareg dal salafita, l\u2019uno dall\u2019altro \u00e8 la premessa al tentativo di abitare un futuro Mediterraneo di pace\u2026 o almeno \u201ccompatibile\u201d.<\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli entusiasmi troppo facili per la Primavera Araba si sono raffreddati e gi\u00e0 si guarda alla stagione invernale.\u00a0Queste ultime ore hanno rallentato forse di un tempo il succedersi delle stagioni, considerato che dalle elezioni del 7<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/lafghanistan-sotto-casa-by-marco-lombardi\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[78],"tags":[82,216],"class_list":["post-286","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-comment","tag-afghanistan","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/286","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=286"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/286\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":293,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/286\/revisions\/293"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=286"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=286"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=286"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}