{"id":2905,"date":"2016-07-27T11:17:00","date_gmt":"2016-07-27T09:17:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2905"},"modified":"2022-03-28T19:35:06","modified_gmt":"2022-03-28T17:35:06","slug":"esperienza-di-rischio-e-comportamenti-protettivi-by-davide-scotti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/esperienza-di-rischio-e-comportamenti-protettivi-by-davide-scotti\/","title":{"rendered":"Esperienza di rischio e comportamenti protettivi &#8211; by Davide Scotti"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il periodo feriale 2016 si \u00e8 purtroppo caratterizzato per i numerosi episodi di sangue che sembrano mettere a rischio la possibilit\u00e0 di rilassarsi. Gli attentati sono in luoghi diversi e particolarmente comuni nella vita di ciascuno con la conseguenza che qualsiasi contesto pu\u00f2 essere rischioso e quindi aumentare lo stress personale. La continua sensazione di pericolo, sempre e ovunque, condiziona il modo di percepire la realt\u00e0 per cui un evento apparentemente banale pu\u00f2 essere avvertito come estremamente pericoloso. Molti sono i falsi allarmi dopo le calamit\u00e0 e gli attentati.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo stesso modo la memoria degli eventi appena trascorsi influenza l\u2019interpretazione dell\u2019attualit\u00e0. Ad esempio, oggi un evento analogo a quello occorso all\u2019aereo della Germanwings 9525 avvenuto il 24 marzo 2015 sarebbe immediatamente letto come attentato quando \u00e8 invece stato la conseguenza di una personalit\u00e0 disturbata. In modo analogo a quanto avviene per le cronache dei suicidi (V.R. Ashton e S. Donnan, 1981), la grande visibilit\u00e0 mediatica e le dettagliate cronache degli agiti di sangue pu\u00f2 infatti indurre comportamenti imitativi nelle persone pi\u00f9 fragili che non sono quindi estremisti radicalizzati ma piuttosto degli individui che in breve tempo mutano la propria routine fino ad agire comportamenti coerenti con la realt\u00e0 descritta in quel momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutti noi la continua esperienza di rischio pu\u00f2 portare a forme di rassegnazione e passivit\u00e0 che \u00e8 importante contrastare riconoscendo che gli episodi di sangue non sono ovunque e che qualcosa pu\u00f2 essere fatto da ciascuno per migliorare le proprie chance di sopravvivenza. Oggi, forse possono tornare in auge piccoli paesi di villeggiatura dove riconoscersi al sicuro e comprendere che bisogna porre attenzione solo in alcuni contesti aggregativi o metropolitani. La differenziazione degli scenari di rischio rappresenta infatti un passo essenziale per pensare ed agire dei comportamenti protettivi. In modo analogo a quanto avviene in ogni realt\u00e0 di lavoro o scolastica, ciascuno migliora le chance di sopravvivenza ad un evento inaspettato non sperando che non si realizzi, ad esempio un incendio, ma immaginando cosa farebbe se capitasse. La pianificazione mentale di cosa si farebbe in un determinato scenario riduce il tempo necessario a decidere quale strada prendere o cosa fare (S. Bray, S. Shimojo, JP O\u2019Doherty, 2007). Ad esempio se entrando in un locale si guardassero le uscite di emergenza o si andassero a visitare prima i luoghi di un grande evento, i tempi di reazione di fronte ad un imprevisto potrebbero ridursi sensibilmente facilitando anche la scelta delle azioni individuali pi\u00f9 efficaci conseguenti alla propria condizione fisica e relazionale. Il \u201cgioco del cosa farei se\u201d immaginato da una madre di fronte ad un attentato sul lungo mare sar\u00e0 certamente diverso da quello pensato da un giovane adulto ma l\u2019esperienza di efficacia sulla realt\u00e0 sarebbe comune ad entrambi. Riconoscere che alcuni luoghi sono pi\u00f9 pericolosi di altri, oggi moltissimi ma comunque non tutti, aiuta la pianificazione delle buone pratiche da adottare in quegli ambienti. A loro volta la definizione delle personali strategie di gestione facilita quell\u2019esperienza di efficacia sulla realt\u00e0 indispensabile all\u2019essere umano per vivere un ambiente che da sempre \u00e8 e sar\u00e0 imprevedibile per motivi legati all\u2019uomo o alla natura. Attraverso il \u201cgioco\u201d quale esplorazione sicura di scenari improbabili ma possibili, ciascuno pu\u00f2 riappropriarsi di un metodo per affrontare l\u2019odierna esperienza di pericolo accompagnando anche i pi\u00f9 piccoli a vivere questi giorni difficili in modo attivo e propositivo. Se ieri il genitore raccomandava al figlio di non dare retta agli sconosciuti oggi bisogna aggiungere che in caso ci si perda bisogna cercare aiuto in una famiglia o in un agente aspettando con loro. Tanto per l\u2019adulto quanto per il bambino l\u2019immaginare cosa fare permette di vivere l\u2019incertezza per un possibile imprevisto in modo pi\u00f9 sereno godendosi quindi maggiormente una vacanza che speriamo buona per tutti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Riferimenti<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">V.R. Ashton, S. Donnan (1981), Suicide by burning as an epidemic phenomenon: an analysis of 82 deaths and inquests in England and Wales in 1978-1979, Psychological Medicine;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bray, S. Shimojo, JP O\u2019Doherty (2007), Direct instrumental conditioning of neuronal activity using functional magnetic resonance imaging-derived reward feedback, Journal Neuroscience;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il periodo feriale 2016 si \u00e8 purtroppo caratterizzato per i numerosi episodi di sangue che sembrano mettere a rischio la possibilit\u00e0 di rilassarsi. 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