{"id":2909,"date":"2016-07-28T11:58:34","date_gmt":"2016-07-28T09:58:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2909"},"modified":"2022-03-28T19:33:55","modified_gmt":"2022-03-28T17:33:55","slug":"ich-bin-deutscher-ich-bin-hier-geboren-identita-sconnesse-e-violenza-estrema-nelle-ultime-ondate-di-terrore-in-germania-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/ich-bin-deutscher-ich-bin-hier-geboren-identita-sconnesse-e-violenza-estrema-nelle-ultime-ondate-di-terrore-in-germania-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"&#8220;Ich bin Deutscher! Ich bin hier geboren!\u201d  Identit\u00e0 sconnesse e violenza estrema nelle ultime ondate di terrore in Germania &#8211; by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSono tedesco! Sono nato in Germania\u201d: questa frase urlata in modo tanto rabbioso quanto difensivo da Ali David Sonboly dovrebbe diventare il simbolo delle violenze occorse in questi ultimi giorni in Germania, ma anche Francia e USA, cos\u00ec come potrebbe essere una valida quanto oramai sottovalutata risposta alla domanda Warum? Perch\u00e9?<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sembra infatti sempre pi\u00f9 evidente che l\u2019affannosa ricerca di una identit\u00e0 sociale stabile e riconosciuta, qualsiasi essa sia, sia la spinta ir \u2013 razionale che ha portato alle folli gesta degli attacchi a Monaco, Reutlingen, Ansbach e prima ancora sul treno a Heidingsfeld e Wurzburg\u00a0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come \u00e8 stato giustamente fatto <a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/attacco-a-monaco-islamisti-o-nazi-che-importa-by-marco-lombardi\/\">notare<\/a>, le profonde radici sociali e culturali degli attacchi, il loro ancorarsi ad un senso di non appartenenza, di rifiuto e radicalizzazione travalicano le frontiere e i confini, a volte autoimposti, del terrorismo islamico o di matrice estremista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il dato sconcertante a parere di chi scrive \u00e8 che i fatti accaduti in Germania in questi ultimi giorni sono figli di un malessere radicato e poi strumentalizzato da Daesh e media, che non si cova solo nelle periferie di grandi citt\u00e0, ma anche in piccoli centri urbani dove comunque i fenomeni di socializzazioni versano in situazioni di agonia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ancora pi\u00f9 sconcertante da una prospettiva metodologica la gestione dei flussi comunicativi durante l\u2019attacco di Monaco, sia da parte delle autorit\u00e0 tedesche sia da parte dei media, che pu\u00f2 essere definita come una <em>gestione cacofonica della comunicazione in emergenza. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parler\u00e0 ancora in futuro di quanto accaduto in Germania, un misto fra attentati rivendicati da IS e non, dove per\u00f2 le componenti essenziali della partita in gioco vengono agite su altri livelli di analisi finora sottaciuti o sottostimati dalla corrente <em>mainstreaming della governance<\/em> in carica e da chi dovrebbe gestire e dare risposte ad una situazione sempre pi\u00f9 allarmante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Gli aspetti da considerare per i fatti tedeschi in particolare possono essere cos\u00ec riassunti:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>i conflitti interetnici, qui trattati anche se <em>politically uncorrected <\/em>per gran parte dell\u2019opinione pubblica tedesca sono e devono essere al centro dell\u2019attenzione, per poter meglio comprendere le dinamiche non solo operative, ma anche sociali, di fenomeni nuovi e portatori di diverse sfide. In Germania la tendenza \u00e8 di evitare di parlare di xenofobia, razzismo, perch\u00e9 il peso della Storia passata non diminuisce con il passare del tempo. All\u2019apparenza sembra una societ\u00e0 che ha compiuto grandi passi di riconciliazione con una memoria drammatica e ingombrante, ma in sottofondo rimane sempre un rapporto difficile con l\u2019opinione pubblica internazionale ed esponenti di alcune diverse visioni politiche.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Detto questo, la questione etnica e il conflitto di identit\u00e0 lo dimostrano e ne \u00e8 un esempio il video della discussione intrattenuta fra i due testimoni tedeschi al balcone e Ali David Sonboly scandita da insulti da parte dei cittadini tedeschi e offese ai Turchi (altra grande questione tedesca in un momento estremamente difficile per la Turchia e quindi per i rapporti fra le due Nazioni) in un delirio di scarsa capacit\u00e0 di negoziazione &#8211; forse qualcosa si sarebbe potuto fare invece di istigarlo alla violenza &#8211; e le frasi di riconoscimento espresse dal ragazzo: \u201csono tedesco, sono nato in Germania\u201d, come a dire sono uno di Voi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">La pista inoltre che sta emergendo sembra essere quella di un odio profondo da parte del ragazzo verso turchi e arabi, che confermerebbe quindi l\u2019importanza della frase \u201cIo sono tedesco!\u201d e la prevalenza di una sua identit\u00e0 tedesca rispetto a quella iraniana forse in risposta ad una percezione diversa da parte di altre persone.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Questa ipotesi se confermata, aprirebbe nuove frontiere per le analisi sugli estremismi, facendo emergere la necessit\u00e0 di meglio comprendere i processi di socializzazione e formazione identitaria.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Da un punto di vista operativo e di <em>crisis management,<\/em> i <em>conflitti interetnici<\/em> possono essere letti come <em>strumento e risultato delle dinamiche di una Terza Guerra Mondiale<\/em>, domestica, condotta a livello micro, diffusiva e pervasiva non solo degli ambienti fisici, ma anche delle percezioni individuali e collettive tipiche della soglia di allarme e di sicurezza.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Senza addentrarci in riflessioni antropologiche, l\u2019etnia definisce e produce un senso al mio io individuale e al me riconosciuto dalla societ\u00e0, ne abbiamo bisogno, un disperato bisogno per capire chi siamo e che cosa vogliamo. La negazione di un processo identitario stabile e chiaro determina forme di appartenenza mista, frammentata dove si perdono le opportunit\u00e0 di vedere, per esempio in una doppia appartenenza, una risorsa e non un limite: anche se tale interpretazione dipende molto dai ritorni e dalle possibilit\u00e0 che ci vengono date dall\u2019ambiente circostante.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"2\">\n<li>Non \u00e8 un mistero per esempio che le citt\u00e0 tedesche riproducano anche a livello architettonico le divisioni che poi prendono vita nella societ\u00e0 civile.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Si pensi alla separazione fra quartieri popolari destinati a cittadini tedeschi con problemi economici o sociali, ai quartieri per gli immigrati e ai quartieri per i cittadini tedeschi della medio e alta borghesia. Perch\u00e9 senza scomodare il sociologo M. Weber, la societ\u00e0 tedesca \u00e8 ancora suddivisa in base al ceto e alle disponibilit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Quando non esistono barriere fisiche che si possano prestare a questa separazione, interviene l\u2019uomo con la costruzione di ponti o strade periferiche che possono collegare i quartieri \u201caltri\u201d.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Molto qui dipende anche da un mercato immobiliare, che vede pratiche oscure di affitto di case popolari da parte degli inquilini (immigrati turchi in prevalenza) ad immigrati o ignari turisti: succede a Berlino, ma anche in altre citt\u00e0 come Stoccarda.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Come si diceva barriere fisiche queste, che si traducono in vulnerabilit\u00e0 manifeste adatte per essere utilizzate dal primo che ne ha consapevolezza e profonde fratture sociali pronte ad esplodere senza preavviso<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"3\">\n<li>La <em>questione urbana<\/em> e la gestione dell\u2019ordine pubblico sono diventati sempre pi\u00f9 importanti in una Germania, ma anche Austria dove a pochi passi dal centro di grandi citt\u00e0 (come Vienna per esempio) non \u00e8 difficile trovare gruppi di giovani uomini musulmani, impegnati in attivit\u00e0 di proselitismo per avvicinare le persone alla lettura del Corano, con tanto di copia del testo sacro in mostra. Particolare degno di nota, visto che la conoscenza del Corano \u00e8 stata una determinante di sopravvivenza durante l\u2019attacco a Dacca<\/li>\n<\/ol>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"4\">\n<li>La delicatezza richiesta nel trattare il binomio rifugiati\/ immigrati in attesa di documenti = terroristi.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Non si hanno dati oggettivi a proposito, ma \u00e8 un dato di fatto che a Mohamed Daleel, il killer di Ansbach era stato rifiutato il visto per due volte e quindi le motivazioni del gesto potrebbero essere ritrovate in quel coacervo di rifiuto, risentimento e disagio vissuti uniti ad una radicalizzazione incerta. L\u2019interesse maggiore qui risiede nel capire quali di queste componenti sia la causa originale e quali i prodotti e gli effetti secondari. Operazione complessa, ma dalla quale non si pu\u00f2 prescindere<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\" start=\"5\">\n<li>La stessa delicatezza con la quale si deve parlare di un altro binomio, quello di rifugiati\/immigrati e disturbi psichici.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Tempo fa proposi un progetto focalizzato sullo studio della <em>resilienza dei migranti<\/em> al loro arrivo, le fasi di sistemazione e le loro percezioni. Ovviamente non fu di interesse per nessuno, troppo impegnati a tendere le mani per portare in salvo i migranti, ma poco inclini a pensare che cosa avessimo da offrire loro sul lungo periodo, una totale assenza di progettualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Qui si denota un altro punto fondamentale dell\u2019analisi ovvero il ruolo del Terzo settore, dei servizi sociali e delle organizzazioni di volontariato: molti degli attentatori in Germania erano conosciuti dai servizi sociali per i loro disagi sociali e clinici, nonostante questa presa in carico e percorsi di supporto non \u00e8 stato possibile evitare il peggio.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Ritorna quindi il tema della <em>resilienza sia organizzativa del sistema-societ\u00e0 che accoglie<\/em> \u2013 anche questo tema pressoch\u00e9 sconosciuto se non per qualche raro caso studio condotto in USA in seguito alle operazioni di <em>displacement <\/em>dopo qualche disastro, <em>sia delle persone che accogliamo<\/em>: la <em>radicalizzazione non solo islamica<\/em>, ma nell\u2019attuazione di una violenza estrema potrebbe diventare una alternativa ad un vissuto di rifiuto, disagio, etichettamento e attribuzione di stereotipi.<\/p>\n<p style=\"padding-left: 30px; text-align: justify;\">Non si intendano queste come scusanti, ma la semplice ricerca di motivazioni per capire un fenomeno di portata enorme, solo agli inizi<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attuale situazione in Germania, in Francia con il prete sgozzato Marted\u00ec 26 Luglio \u2013 altro forte simbolo di identit\u00e0 religiosa e di una crescente targetizzazione delle vittime verso specifici gruppi sociali \u2013 e in generale in Europa pone una scelta fondamentale che chi \u00e8 legittimato al governo delle nazioni dovrebbe considerare: allargare le prospettive di analisi includendo categorie \u201cscomode\u201d che finora sono state minimizzate anche e proprio in vista di importante campagne elettorali (non dimentichiamo le elezioni a Berlino a settembre e quelle federali in Germania nel 2017) oppure continuare ad intervenire a posteriori ogni qual volta un attacco verr\u00e0 sferrato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altro punto fondamentale degno di nota \u00e8 l\u2019attenzione che si deve rivolgere a quelle che stanno diventando forme di <em>radicalizzazione altra<\/em> rispetto alla matrice islamica o di <em>comportamenti anti-sociali<\/em> riconducibili a forti conflitti identitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ultima questione, dal sapore pi\u00f9 profetico, risale a tre mesi fa quando comparve su Inspire un articolo che confrontava le calamit\u00e0 naturali con il terrorismo (<a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/inspire-terrorism-crisis-management-are-we-analysing-natural-calamities-or-terrorism-by-barbara-lucini\/\">qui l&#8217;analisi<\/a>): che sia giunto forse il momento di ripensare a questa comparazione, considerando che quanto successo in Germania ha ottenuto esattamente lo stesso scopo dell\u2019impatto di un evento naturale (dove lo scopo \u00e8 involontario per\u00f2) ovvero di far emergere la struttura sociale di una societ\u00e0, con le sue vulnerabilit\u00e0 e fattori di esposizione di rischio, finora sottovalutati? Che sia realmente questa una diversa strategia di colpire, sgretolando i pilastri di convivenza civile e rispetto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In sostanza possiamo decidere come nel mito della Caverna di Platone, se continuare ad essere incatenati (dalle nostre stesse reminiscenze politiche \u2013 culturali) e guardare ombre di vita quotidiana proiettate da un fuoco che separa questi uomini dalla Verit\u00e0 oppure liberarci dalle catene e provare, anche se con difficolt\u00e0 e dolore agli occhi, a vedere dall\u2019uscita della caverna una luce guida \u2013 un principio di resilienza &#8211; per questi aberranti fenomeni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSono tedesco! 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