{"id":2920,"date":"2016-09-02T18:26:51","date_gmt":"2016-09-02T16:26:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2920"},"modified":"2022-03-28T19:34:52","modified_gmt":"2022-03-28T17:34:52","slug":"terremoto-centro-italia-fra-una-narrativa-pseudo-resiliente-e-una-reale-disaster-economy-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terremoto-centro-italia-fra-una-narrativa-pseudo-resiliente-e-una-reale-disaster-economy-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"Terremoto Centro Italia fra una narrativa pseudo resiliente e una reale disaster economy \u2013 by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>Il terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso mercoled\u00ec 24 Agosto, devastando interi paesi presenta una importante novit\u00e0 per la narrativa dei disastri, che ha il sapore di una azione resiliente molto studiata ed in linea con una attuale modalit\u00e0 comunicativa istituzionale: l\u2019enfasi posta sulle persone estratte vive dalle macerie.<!--more--><\/p>\n<p>Negli altri terremoti infatti, non vi \u00e8 stata mai un\u2019attenzione cos\u00ec assillante nell\u2019aggiornare i dati dei dispersi, delle vittime e delle persone salvate.<\/p>\n<p>All\u2019apparenza potrebbe sembrare una modalit\u00e0 narrativa per incentivare l\u2019enfasi e la grande emotivit\u00e0 su aspetti positivi e ottimistici di una situazione di per s\u00e9 drammatica, in realt\u00e0 la costruzione e l\u2019utilizzo di tale metodo riflette la necessit\u00e0 ossessiva di bilanciare un numero assurdo di morti nel 2016 in Italia causa terremoti.<\/p>\n<p>Se \u00e8 vero, e lo ritengo tale, che i terremoti e la gestione delle loro conseguenze sono istantanee di una Nazione, si pu\u00f2 dire che poca resilienza si \u00e8 fatta vedere.<\/p>\n<p>E\u2019 semplicemente crollato tutto: dalla scuola di Amatrice, che tristemente ricorda il dramma del Molise nel 2002 appena accennato nei primi servizi, ma poi appunto sapientemente sostituito con il numero dei salvati, alle infrastrutture della viabilit\u00e0, all\u2019ospedale, alle chiese. Tutto.<\/p>\n<p>Quello che adesso emerge, a parte le difficolt\u00e0 logistiche che sono presenti in quelle zone dove le frazioni di ogni singolo Comune sono innumerevoli e le tendopoli vengono allestite in ogni frazione moltiplicando gli sforzi di gestione e organizzazione, \u00e8 l\u2019assenza di qualsivoglia applicazione della normativa antisismica e cosa ancora pi\u00f9 grave dell\u2019utilizzo di fondi pubblici per la ricostruzione di edifici gi\u00e0 danneggiati dai precedente terremoti in Umbria \u2013 Marche del 1997 e a L\u2019Aquila 2009.<\/p>\n<p>In un Paese che annaspa quotidianamente per un\u2019economia che non riparte, per un tasso di disoccupazione fra i pi\u00f9 alti in Europa unito ad una persistente e disarmante decrescita dei livelli di scolarizzazione, ci\u00f2 che emerge da questa polverosa fine di Agosto \u00e8 una massiccia presenza di disuguaglianza sociale e di accesso alle risorse economiche da parte dei vari gruppi sociali che compongono la popolazione.<\/p>\n<p><em>Contributi erogati a macchia di leopardo ed utilizzati spesso in funzione della connivenza e del supporto di organizzazioni dedite alla criminalit\u00e0 organizzata sono il filtro attraverso il quale la gestione del post terremoto e la ricostruzione possono avvenire per la maggior parte delle volte. <\/em><\/p>\n<p>E\u2019 successo meno o per nulla per il terremoto di Umbria \u2013 Marche del 1997, perch\u00e9 molti cittadini delle piccole frazioni si sono costituiti cooperative e hanno deciso loro a quale imprese autorizzare i lavori di ricostruzione, prima ancora che si parlasse di <em>civic engagement o grassroots approach<\/em>: \u00e8 successo perch\u00e9 l\u2019interesse reale delle persone coinvolte era ricostruire le proprie abitazioni, sulla loro terra, vicino alle loro attivit\u00e0 lavorative, ma non potr\u00e0 succedere quando di fronte ad interessi pi\u00f9 che legittimi verranno anteposti speculazioni edilizie.<\/p>\n<p>Prove ve ne sono, molto evidenti anche a L\u2019Aquila, dove per lo meno un anno fa una delle scuole elementari della citt\u00e0 era stata puntellata con quattro file di pali perch\u00e9 i singoli nodi costavano 15 euro l\u2019uno e quindi erano un affare per l\u2019impresa vincitrice dell\u2019appalto.<\/p>\n<p>Si ricorda inoltre a questo proposito un bel approfondimento de L\u2019Europeo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>proprio focalizzato sul business dei terremoti de L\u2019Aquila, dell\u2019Irpinia, del Friuli, del Belice e di Messina, con una particolare scelta editoriale: l\u2019assenza dei terremoti di mezzo ovvero quelli dell\u2019Umbria- Marche 1997 e del Molise 2002 in seguito al quale morirono 27 bambini, per mancanze strutturali nella costruzione della scuola, considerando per\u00f2 che a quel tempo la zone colpita del Molise non era stata classificata a elevato rischio sismico.<\/p>\n<p>Ed in questo contesto cos\u00ec ambivalente e <em>politically correct, <\/em>dove invece ci\u00f2 che manca \u00e8 proprio la correttezza, \u00e8 impressionate leggere le informazioni contenute nel <a href=\"http:\/\/www.avvenire.it\/Cronaca\/Documents\/PIANO_PROTEZIONE_CIVILE_AMATRICE.PDF\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">piano di emergenza comunale di Amatrice<\/a> nel quale anche a seguito dell\u2019Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3274 del 20 marzo 2003 si classifica il Comune di Amatrice e le sue frazioni come esposte a elevato rischio sismico.<\/p>\n<p>Inoltre in un altro passaggio si legge: <em>Si deve rilevare altres\u00ec che l\u2019edilizia abitativa e non del territorio comunale \u00e8 per lo pi\u00f9 risalente all\u2019Ottocento e ristrutturata con vari interventi risalenti al Novecento, gli interventi in cemento armato e la sua diffusione \u00e8 sicuramente riconducibile agli interventi realizzati dopo il 1960 pertanto il rischio sismico \u00e8 alto lo testimonia i danni riportati dall\u2019edilizia pubblica e privata causati dal sisma del 1979 e da ultimo del 2009 che interess\u00f2 la citt\u00e0 dell\u2019Aquila. Senza dubbio la tipologia costruttiva (muratura portante in pietrame locale) influenza in maniera determinante la vulnerabilit\u00e0 degli edifici esistenti con potenziali rischi per la popolazione in soprattutto nei piccoli borghi e anche nel Capoluogo caratterizzati da vie strette senza slarghi.<\/em><\/p>\n<p>Poche righe, per una efficace immagine della storia italiana nel campo dell\u2019edilizia, dal boom abitativo e costruttivo degli anni \u201950 e \u201960 alle speculazioni edilizie sia pubbliche sia private degli anni \u201970 e \u201980 fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 memoria collettiva e non c\u2019\u00e8 resilienza in un approccio al rischio di questo tipo, nel portare bambini inconsapevoli ad abitare edifici ad elevato rischio, nell\u2019usufruire di servizi pubblici in luoghi a rischio, nell\u2019attraversare viadotti a rischio.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 ancora molta moltissima strada da fare, soprattutto per estirpare -una volta per tutte- i tentacoli dei vari gruppi di criminalit\u00e0 organizzata dalla gestione legittimata -con bandi e gare di appalto- della risposta al disastro, che sempre pi\u00f9 frequentemente erodono il vivere\u00a0 nel post-disastro e la tanto agognata prevenzione.<\/p>\n<p>E il numero delle persone estratte vive dal cumulo delle macerie di questo sistema e di questa cultura ce lo ricorda, cos\u00ec come il numero alto \u2013 troppo \u2013 dei morti.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> L\u2019Europeo, Il Business dei terremoti, n\u00b0 10, Ottobre 2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il terremoto che ha colpito il centro Italia lo scorso mercoled\u00ec 24 Agosto, devastando interi paesi presenta una importante novit\u00e0 per la narrativa dei disastri, che ha il sapore di una azione resiliente molto studiata ed<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terremoto-centro-italia-fra-una-narrativa-pseudo-resiliente-e-una-reale-disaster-economy-by-barbara-lucini\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[127],"tags":[219,192,16],"class_list":["post-2920","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-crisis-management","tag-crisis-management","tag-earthquake","tag-italy"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2920","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2920"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2920\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7114,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2920\/revisions\/7114"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2920"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2920"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2920"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}