{"id":2999,"date":"2016-11-07T12:31:30","date_gmt":"2016-11-07T10:31:30","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=2999"},"modified":"2022-04-08T12:35:22","modified_gmt":"2022-04-08T10:35:22","slug":"quale-sara-la-sconfitta-del-daesh","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/quale-sara-la-sconfitta-del-daesh\/","title":{"rendered":"Quale sar\u00e0 la sconfitta del Daesh?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I recenti successi delle operazioni via terra in Siria, che hanno gravemente limitato il territorio sotto il controllo del Daesh, hanno scaldato i cuori e le menti di molti che hanno ritenuto che la sconfitta del Daesh fosse ormai dietro l\u2019angolo, prima con l\u2019accelerato dinamismo delle operazioni su Mosul e ora spostando l\u2019attenzione su Raqqa, secondo la medesima linea interpretativa per cui privare il Daesh del territorio sia il fatto vincente esclusivo.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La questione si pone sul piano della rilevanza dell\u2019occupazione di un territorio nella strategia del terrorismo ibrido che pone nei confronti dei suoi nemici una minaccia diffusa, delocalizzata e pervasiva. Il Daesh, gi\u00e0 dal mondo in cui ha fatto evolvere il suo nome, ha dimostrato quanto l\u2019occupare uno spazio fisico fosse al contempo utile ma \u201cadattabile\u201d. Di certo, il potersi definire stato attraverso l\u2019occupazione e la difesa di un territorio ha giovato in termini comunicativi e ideologici per la restaurazione propagandata del califfato, e ha rivestito un ruolo importante nel reperimento delle risorse necessarie per il sostentamento del gruppo. \u00c8 altrettanto vero, condiviso e accettato tra gli \u201caddetti ai lavori\u201d, che la compressione spaziale delle forze del Daesh, o la loro sconfitta sul terreno, non rappresenti affatto la sconfitta del terrorismo jihadista.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infatti, in prospettiva, l\u2019estirpazione del Daesh dalla Siria e dall\u2019Iraq potrebbe fornire nuova linfa alle spinte ideologiche basate sulla restaurazione del profetico califfato: essendo riusciti a riportarlo in vita ed avendolo difeso per oltre due anni, la convinzione che possa essere nuovamente ricostruito in maniera sempre pi\u00f9 stabile pu\u00f2 fare breccia nelle menti di combattenti che non vedono nella sconfitta di una battaglia la fine della guerra. Non bisogna dimenticare che proprio la delocalizzazione del conflitto, che ha caratterizzato in particolare lo sviluppo del terrorismo del Daesh, ha gi\u00e0 portato al riconoscimento di numerose province al di fuori delle zone in cui si sta consumando la battaglia, che potrebbero rafforzare la propria presenza e prestigio per andare a sostituire nella retorica e di fatto il primato della Siria e dell\u2019Iraq.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La spinta in questa direzione potrebbe essere fornita da un rafforzamento della propaganda del vittimismo, gi\u00e0 ampiamente e costantemente utilizzata per raccogliere forze che vogliano schierarsi contro la situazione propagandata dell\u2019oppressione dei mussulmani che, a seguito della perdita del territorio, potrebbe vedere un sensibile aumento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad ogni modo, per\u00f2, quando si parla di sconfitta del Daesh, \u00e8 forse pi\u00f9 rilevante concentrare l\u2019elaborazione di scenari relativi agli uomini e all\u2019ideologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E proprio in relazione a quest\u2019ultima, \u00e8 interessante notare come la propaganda, strumento comunicativo proprio dell\u2019ideologia, abbia di fatto gi\u00e0 aperto la strada ad una possibile sconfitta di terra del Daesh sostituendo alla conquista e il mantenimento dello spazio quello del tempo. \u201cSiamo qui per restare\u201d \u00e8 infatti uno slogan che compare affiancato all\u2019aumento della rilevanza della figura della donna, impiegata prevalentemente in uno scontro che non si svolge in un campo di battaglia fisico ma temporale: la donna diventa sempre pi\u00f9 la combattente del tempo, quella che assicura la creazione di nuove generazioni di nuove leve in grado di proiettare la minaccia nel futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sempre alla dimensione ideologica \u00e8 legata invece la possibilit\u00e0 che il mondo islamista, monopolizzato dal Daesh, possa trovare nuovi spazi per un jihad pi\u00f9 \u201cmoderato\u201d. La violenza , le barbarie e la minaccia portata al pubblico internazionale attraverso i massacri compiuti dal Daesh potrebbero lasciare spazio ad un jihadismo pi\u00f9 \u201cpolitico\u201d, caratterizzato da una diminuzione della leadership del Daesh e da un rafforzamento della presenza dei gruppi qaedisti, al-Qaeda in primis, che da sempre hanno indicato i mezzi scelti dal Daesh per seminare terrore come troppo \u201cestremi\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Spostando invece l\u2019attenzione agli uomini del califfato, le loro sorti sono alla base di altrettanti scenari che possono avere conseguenze sia nel breve che nel lungo periodo per i paesi occidentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 condivisa tra le agenzie europee la convinzione che la minaccia maggiore, almeno nel breve periodo, sia posta da persone che risiedono nei paesi dell\u2019unione e che abbiano avviato un processo di radicalizzazione o siano ritornati dalle zone di conflitto. Ad ogni modo, la possibile compressione del territorio sotto il controllo del Daesh, potrebbe sensibilmente influire sui flussi da e per i territorio della Siria e dell\u2019Iraq. Da un lato, infatti, si potrebbe assistere ad un incremento dei combattenti, provenienti perlopi\u00f9 da paesi non europei, dai quali \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile partire, che nello strenuo tentativo di non cedere terreno vadano ad ingrossare le fila del Califfato. Molto pi\u00f9 probabile \u00e8 invece che coloro che dovessero sopravvivere possano decidere di spostarsi in altre zone di conflitto, come ad esempio la Libia, perch\u00e9 impossibilitati a rientrare nei loro paesi di provenienza o perch\u00e9 alla ricerca di luoghi in cui esercitare la propria vocazione al combattimento. Al momento, infatti, la percezione diffusa \u00e8 che il numero di combattenti di ritorno che possano decidere di tenare di rientrare in Europa possa essere contenuto. Al contrario, invece, ci si attende che possa aumentare il numero di donne e minori che vogliano abbandonare il territorio liberato, ponendo in evidenza problemi verifica dell\u2019identit\u00e0 e del coinvolgimento nel raggiungimento delle finalit\u00e0 del Daesh.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diversi gli scenari quindi che si possono aprire una volta che anche tutto il territorio controllato dal Daesh in Siria e Iraq dovesse essere liberato. Certo \u00e8 che la sconfitta sul campo, e sul quel campo specifico ribattezzato Siraq, non pu\u00f2 di certo essere ritenuta la vittoria contro il terrorismo. Sarebbe infatti un grave errore in termini politici ma anche operativi, frutto di una miopia alla quale per\u00f2 in passato si \u00e8 purtroppo frequentemente assistito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I recenti successi delle operazioni via terra in Siria, che hanno gravemente limitato il territorio sotto il controllo del Daesh, hanno scaldato i cuori e le menti di molti che hanno ritenuto che la sconfitta del<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/quale-sara-la-sconfitta-del-daesh\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[29,264,143,14,87,145,270,296,101,216],"class_list":["post-2999","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-al-qaeda","tag-daesh","tag-foreign-figthers","tag-iraq","tag-isis","tag-libia","tag-mosul","tag-raqqa","tag-syria","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2999","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2999"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2999\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3002,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2999\/revisions\/3002"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2999"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2999"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2999"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}