{"id":3144,"date":"2017-02-02T13:49:42","date_gmt":"2017-02-02T11:49:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3144"},"modified":"2017-03-18T14:48:18","modified_gmt":"2017-03-18T12:48:18","slug":"propaganda-online-e-digital-humint-il-caso-di-facebook-by-giovanni-giacalone-e-nicolo-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/propaganda-online-e-digital-humint-il-caso-di-facebook-by-giovanni-giacalone-e-nicolo-spagna\/","title":{"rendered":"Propaganda online e digital humint: il caso di Facebook &#8211; by Giovanni Giacalone e Nicol\u00f2 Spagna"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">La propaganda jihadista corre sul web, questo \u00e8 un dato di fatto da tempo noto.\u00a0Spotter, propagandisti e reclutatori utilizzano Internet come uno dei canali privilegiati per trovare potenziali proseliti da convertire all\u2019ideologia del terrore, muovendosi sia \u201cin chiaro\u201d con profili fake su forum e social network che nel cosiddetto \u201cdeep web\u201d, zona oscura non raggiungibile attraverso i tradizionali motori di ricerca e che permette lo scambio di informazioni e contenuti soltanto a chi sa utilizzarla.<!--more--><\/p>\n<p align=\"justify\">In questo contesto la fase preventiva della lotta al terrorismo via web \u00e8 d\u2019importanza fondamentale perch\u00e9 permette di individuare e neutralizzare la minaccia quando \u00e8 ancora in fase embrionale, prima che possa sconfinare nell\u2019atto violento.<\/p>\n<p align=\"justify\">La lotta al terrorismo via web ha portato gli agenti della polizia postale di tutti i dipartimenti d\u2019Italia a controllare fra siti web, media, blog, forum e profili Twitter o Facebook, 15mila spazi virtuali in tutto il 2016. Di questa mole di controlli, 1.200 sono risultati legati ad organizzazioni islamiche e sospettati di inneggiare alla jihad.<\/p>\n<p align=\"justify\">Ad esempio, nell\u2019ottobre 2016 un\u2019operazione dei Carabinieri del Ros coordinata dalla Procura Antiterrorismo di Genova portava all\u2019arresto di tre soggetti (due cittadini egiziani e un algerino) operanti tra Liguria e Lombardia, facenti parte di un\u2019organizzazione che diffondeva materiale propagandistico jihadista sul web utilizzando sia canali riservati sia social network utilizzando pseudonimi e account fittizi. Il gruppo si occupava inoltre di instradare volontari nordafricani verso i territori di guerra in Siria e Libia. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Oltre ad episodi simili, l\u2019Italia ha anche avuto a che fare con propagandisti che avevano come obiettivo l\u2019arruolamento di cittadini italiani, come il caso di Bushra Haik, la \u201cmaestra di arabo\u201d accusata di aver radicalizzato numerose donne tra cui Maria Giulia Sergio e la sorella Marianna.<\/p>\n<p align=\"justify\">In italiano era poi il documento pro-Daesh \u201cLo Stato islamico, una realt\u00e0 che ti vorrebbe comunicare\u201d, un documento di 64 pagine fatto circolare sul web a fine 2014 e tradotto da un cittadino marocchino che ha poi patteggiato una pena di due anni per apologia di reato con l\u2019aggravante di finalit\u00e0 terroristica.<\/p>\n<p align=\"justify\">Muovendosi sui social media per identificare possibili minacce \u00e8 sempre necessario porre l\u2019accento sulla dimensione che definisce il rapporto tra il mondo \u201cdigitale\u201d e quello \u201creale\u201d. Aspetti come quello della presentazione di s\u00e9, della dimensione legata all\u2019appartenenza a gruppi e l\u2019interazione con gli altri abitanti della rete sono i cardini della digital humint, pratica unica in grado di restituire un\u2019immagine maggiormente significativa.<\/p>\n<p align=\"justify\">Nella giornata di mercoled\u00ec 1 febbraio \u00e8 stata segnalata sui media la presenza di un profilo Facebook di interesse all\u2019interno di un gruppo chiuso frequentato da italiani e non, tutti interessati all\u2019Egitto.<\/p>\n<p align=\"justify\">Il profilo segnalato (presumibilmente femminile) affermava di studiare italiano presso un\u2019universit\u00e0 egiziana e di voler conoscere italiani per poter praticare la lingua. Andando pi\u00f9 a fondo emergeva per\u00f2 come tale profilo fosse pieno di immagini sull\u2019Islamismo radicale, tra cui una bandiera dell\u2019Isis con vicino il commento (Il Califfato \u00e8 vicino) e numerose immagini dei Fratelli Musulmani egiziani tra cui le quattro dita di Rabaa, il logo dei Fratelli Musulmani con un cuore simboleggiato con le dita, le foto di Mohamed Morsy e di altri esponenti della Fratellanza.<\/p>\n<p align=\"justify\">\u00c8 significativo notare quindi una sorta di \u201cscollamento\u201d tra l\u2019immagine di s\u00e9 presentata attraverso i messaggi scritti e quella che si profila ponendo l\u2019accento alle immagini che lo stesso profilo condivide.<\/p>\n<p align=\"justify\">Anche la relazione con altri componenti della rete risulta essere interessante. Immagini simili a quelle diffuse dal primo profilo si trovano anche in relazione ad altri account collegati al primo e pure qui spiccano immagini di Daesh, dei Fratelli Musulmani, di Usama Bin Laden, di donne armate e in niqab, un ufficiale iracheno in ginocchio che implora piet\u00e0 ad un comandante jihadista vestito di nero.<\/p>\n<p align=\"justify\">Tra questi vi \u00e8 un altro profilo che scrive di studiare presso il dipartimento di italiano di un\u2019universit\u00e0 egiziana. Tra le immagini pubblicate, alcuni terroristi di Hamas e numerose foto di Mohamed Morsy, oltre al \u201clike\u201d espresso sull\u2019immagine della bandiera di Daesh pubblicata dal primo profilo.<\/p>\n<p align=\"justify\">L\u2019evidenza comunicativa di queste relazioni digitali \u00e8 quella di trovarsi di fronte a una piccola network di profili collegati tra loro e accomunati dalla medesima ideologia che ingloba sia la visione islamista dei Fratelli Musulmani egiziani, con continui riferimenti alla rivolta pro-Morsy, ma anche elementi qaedisti e del Daesh. L\u2019appartenenza che il gruppo comunica di s\u00e9 pare essere legata ad un unico grande filone radicale che si contrappone a tutto ci\u00f2 che viene percepito come \u201cnemico dell\u2019Islam\u201d, affiliazione non inusuale che fa emergere come le differenze all\u2019interno dell\u2019islamismo radicale siano spesso prettamente politico-strategiche, ma non ideologiche.<\/p>\n<p align=\"justify\">Resta da capire cosa ci facesse uno di questi profili all\u2019interno di tale gruppo Facebook.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"http:\/\/www.interno.gov.it\/it\/notizie\/bloccata-unorganizzazione-propaganda-jihadista-e-proselitismo-sul-web\">http:\/\/www.interno.gov.it\/it\/notizie\/bloccata-unorganizzazione-propaganda-jihadista-e-proselitismo-sul-web<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La propaganda jihadista corre sul web, questo \u00e8 un dato di fatto da tempo noto.\u00a0Spotter, propagandisti e reclutatori utilizzano Internet come uno dei canali privilegiati per trovare potenziali proseliti da convertire all\u2019ideologia del terrore, muovendosi sia<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/propaganda-online-e-digital-humint-il-caso-di-facebook-by-giovanni-giacalone-e-nicolo-spagna\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3145,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[257,316,114,216],"class_list":["post-3144","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-digital-humint","tag-propaganda","tag-social-network","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3144","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3144"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3144\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3146,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3144\/revisions\/3146"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3145"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3144"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3144"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3144"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}