{"id":3256,"date":"2017-04-04T12:40:24","date_gmt":"2017-04-04T10:40:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3256"},"modified":"2022-03-28T19:46:31","modified_gmt":"2022-03-28T17:46:31","slug":"attacco-a-san-pietroburgo-lultimo-di-una-lunga-serie-che-interroga-sullo-stato-della-sicurezza-by-marco-lombardi-e-giovanni-giacalone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/attacco-a-san-pietroburgo-lultimo-di-una-lunga-serie-che-interroga-sullo-stato-della-sicurezza-by-marco-lombardi-e-giovanni-giacalone\/","title":{"rendered":"Attacco a San Pietroburgo: l&#8217;ultimo di una lunga serie che interroga sullo stato della sicurezza &#8211; by Marco Lombardi e Giovanni Giacalone"},"content":{"rendered":"<p>Sale a quattordici il numero dei morti dell\u2019attacco di San Pietroburgo, causato da un attentatore suicida che si \u00e8 fatto esplodere all\u2019interno di un vagone della metropolitana di Mosca.<!--more--><\/p>\n<p>Cosa sta succedendo in Russia? E\u2019 reale l\u2019ipotesi secondo cui i foreign fighters di ritorno, originari delle ex repubbliche sovietiche del Caucaso e Asia Centrale, aumentino il rischio in territorio federale? In verit\u00e0 no, per il semplice fatto che si tratta del medesimo fenomeno che si \u00e8 verificato dal 1996 in poi in Caucaso con quel \u201cseparatismo\u201d che \u00e8 poi stato infiltrato dall\u2019islamismo di matrice wahhabita e salafita. Del resto anche in Paesi come Uzbekistan e Kirgyzistan l\u2019Islamismo ha assunto un ruolo fondamentale all\u2019interno della societ\u00e0, insidiandosi nelle scuole, nei luoghi di culto, approfittando delle relative problematiche economico-sociali oltre che il forte sentimento etnico anti-russo.<\/p>\n<p>Prendendo come esempio il Caucaso settentrionale, se l\u2019iniziale separatismo anti-russo di met\u00e0 anni \u201990 ha rapidamente assunto sembianze islamiste con la creazione dell\u2019Emirato del Caucaso, con la guerra in Siria si \u00e8 entrati in una nuova fase con l\u2019Emirato che si \u00e8 progressivamente sgretolato a favore del Califfato e con diverse wilayat confluite nell\u2019ideologia dell\u2019Isis. Un Califfato quasi inesistente in Caucaso a causa del flusso di combattenti in partenza, oltre che per la strategia preventiva delle autorit\u00e0 locali.<\/p>\n<p>I jihadisti che sono partiti da Paesi come Cecenia e Daghestan, per andare a combattere in Siria non sono altro che il prodotto di quella deriva islamista che prima operava in territorio nord-caucasico, cos\u00ec come i kirgyzi, gli uzbeki e i kazaki lo sono per l\u2019area dell\u2019Asia Centrale. La matrice religiosa ha rimpiazzato quella prettamente etnica ma il nemico \u00e8 sempre lo stesso, la Russia.<\/p>\n<p><strong>Ricostruzione dei fatti e possibile pista kirgizo\/siriana<\/strong><\/p>\n<p>La ricostruzione dell\u2019attentato \u00e8 apparsa da subito molto confusa, un po\u2019come quella di Westminster del 22 marzo scorso.<\/p>\n<p>Inizialmente l\u2019ipotesi parlava di due ordigni IED, composti da 200\/300grammi di TNT e pezzi di metallo lasciati in metropolitana da due attentatori allontanatisi subito dopo.<\/p>\n<p>Il primo ordigno \u00e8 esploso all\u2019interno di un vagone centrale della metropolitana, nei pressi della porta d\u2019entrata, mentre il secondo \u00e8 stato lasciato all\u2019interno della stazione, inserito all\u2019interno di un estintore, ma \u00e8 stato individuato e disinnescato dagli artificieri.<\/p>\n<p>Secondo gli analisti russi l\u2019ordigno esploso sarebbe stato portato dall\u2019attentatore a livello della pancia, visto che la maggior parte delle ferite causate alle vittime sono proprio a quell\u2019altezza.<\/p>\n<p>In un primo momento i sospetti cadevano su un soggetto con barba, cappello islamico e abito nero, immortalato dalle telecamere della stazione. Successivamente l\u2019uomo in questione si presentava alle autorit\u00e0 affermando di non essere lui l\u2019attentatore.<\/p>\n<p>Poco dopo emergeva un\u2019altra immagine di soggetto distinto indicato come il presunto attentatore, forse kamikaze con ordigno dentro lo zaino. Si ipotizzava un cittadino kazako di nome Anwar Zhainakov e poi Maxim Arishev, ventiduenne sempre kazako. In seguito spuntava un altro nome, quello del ventiduenne kirghiso Akbarjon Djalilov, forse legato a gruppi jihadisti in Siria, come affermato da una \u201csoffiata\u201d di un collaborazionista.<\/p>\n<p>L\u2019ultima versione afferma che l\u2019uomo avrebbe agito da solo piazzando un primo ordigno che sarebbe dovuto esplodere dopo la detonazione del vagone, ma neutralizzato dall\u2019attivazione dei protocolli di sicurezza che prevedono l\u2019inibizione dei segnali radio una volta avvenuta un\u2019esplosione.<\/p>\n<p>Secondo fonti russe il terrorista sarebbe legato a un\u2019organizzazione islamista messa al bando in Russia; non \u00e8 ancora chiaro di quale si tratti ma si ipotizzano Hizb ut-Tahrir, Islamic Jihad Union (Uzbekistan), Isis ma anche la neo-nata Hayyat Tahrir al-Sham.<\/p>\n<p>Intanto il sito Kavkaz Center, collegato all\u2019Emirato del Caucaso, ha lanciato subito la teoria dell\u2019\u201dinside job\u201d collegando l\u2019attentato alle manifestazioni anti-Putin dei giorni scorsi. Nel contempo venivano segnalati festeggiamenti per l\u2019attentato da parte dei jihadisti siriani anti-Assad.<\/p>\n<p>Al momento non c\u2019\u00e8 ancora nulla di certo a parte l\u2019evidente incertezza sull\u2019identit\u00e0 dell\u2019attentatore, esattamente come nel caso di Westminster, quando diversi nomi di potenziali attentatori si sono susseguiti con lo scorrere delle ore.<\/p>\n<p>Manca la rivendicazione, che probabilmente arriver\u00e0 nelle prossime ore, ma che getta comunque un senso di atomizzazione priva di concreta regia all\u2019interno di quella galassia jihadista che sembra sempre pi\u00f9 frammentata, come del resto conferma la formazione del nuovo gruppo siriano Hayyat Tahrir al-Sham, nel tentativo di riunire le forze disperse e riprendere la lotta contro Assad e Mosca.<\/p>\n<p>L\u2019intervento russo in Siria ha cambiato radicalmente il decorso del conflitto, sferrando un colpo durissimo sia all\u2019Isis che ai gruppi jihadisti anti-Assad, permettendo cos\u00ec alle forze governative di riprendere il controllo di buona parte del territorio.<\/p>\n<p>Minacce alla Russia erano arrivate da diversi gruppi jihadisti ed estremisti come l\u2019ex Jabhat al-Nusra, l\u2019Isis, le katiba del Caucaso e Asia Centrale presenti in Siria e persino dai Fratelli Musulmani. Un attentato in territorio russo era pi\u00f9 che plausibile e questo era ben noto al FSB, tanto che le misure di sicurezza nelle principali citt\u00e0 russe erano state alzate al massimo livello.<\/p>\n<p>Non dimentichiamo poi che l\u2019Isis ha recentemente lanciato minacce anche all\u2019\u201dIran sciita\u201d, grande alleato di Mosca in Medio Oriente, accusato dai jihadisti di combattere assieme ad Assad e ai russi.<\/p>\n<p>Non dimentichiamo inoltre che lo scorso 24 marzo una caserma dell\u2019esercito in Cecenia era stata presa d\u2019assalto da un gruppo di otto terroristi ideologicamente legati all\u2019Isis. Sei militari e sei terroristi rimanevano uccisi ed uno degli attentatori veniva arrestato poco dopo.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9: 5 attacchi in 18 giorni.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attacco di San Pietroburgo \u00e8 l\u2019ultimo di una serie di attacchi, certamente il pi\u00f9 grave, che hanno punteggiato gli ultimi 18 giorni.<\/p>\n<p>E\u2019 interessante una cronologia e pochissimi dati.<\/p>\n<p><strong>17 marzo, Parigi<\/strong>: duplice omicidio in rue de Montrueil, nell&#8217;XI arrondissement di Parigi, dove un uomo ha sgozzato fratello e padre al grido di \u201c<em>Allah Akbar<\/em>\u201d. L\u2019assassino \u00e8 stato fermato dalla polizia francese, le ragioni sono riconducibili a litigi familiari.<\/p>\n<p><strong>18\u00a0 marzo, Aeroporto di Orly<\/strong>: Ziyed Ben Belgacem,\u00a0cittadino francese gi\u00e0 condannato per reati comuni e noto alla polizia e ai servizi di intelligence transalpini perch\u00e9 sospetto di radicalizzazione in carcere, prima spara a un posto di blocco poi attacca l\u2019aeroporto rubando l\u2019arama a un poliziotto e gridando \u201c<em>Sono qui per morire in nome di Allah<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>22 marzo, Londra Westminster<\/strong>: attacco con automobile e arma bianca. Il sospetto \u00e8 prima identificato in un 40enne di origini asiatiche, vestito di nero e, secondo fonti israeliane ampiamente rilanciate, dal nome di Trevor Brooks, un cittadino britannico di origini giamaicane convertitosi all&#8217;Islam col nome di Abu Izzadeen, risultato poi essere gi\u00e0 agli arresti. Infine si arriva a Khalid Masood , alias Adrian Russel Ajao, Adrian Elms, britannico con origini nigeriane, ex mujahid in Bosnia.<\/p>\n<p><strong>23 marzo, Anversa<\/strong>: un 39enne, Mohamed R., ha tentato di investire i pedoni lungo una via commerciale della citt\u00e0\u00a0 arrestato.\u00a0 <strong>E\u2019 nato nel 1977 ed \u00e8 francese, guidava ubriaco.<\/strong><\/p>\n<p><strong>3 aprile, San Pietroburgo<\/strong>: dopo l\u2019attacco alla metropolitana si cerca un uomo in abito nero, cappello e barba nella perfetta iconografia del caucasico radicale. L\u2019uomo si presente spontaneamente e dimostra la sua estraneit\u00e0. Poi il colpevole \u00e8 Maxim Arishev, 22 anni, studente a San Pietroburgo, nazionalit\u00e0 kazaka, per trasformarsi in Anuar Zhainakov e, infine, per ora, in Djalilov Akbardjon (Akbarzhon Jalilov), nato nella citt\u00e0 di Osh nel 1995, in <strong>Kirghizistan<\/strong>.<\/p>\n<p>Diciotto giorni intensi, come pochi in passato, che hanno in comune l\u2019espressione della violenza manifestata sempre attraverso i richiami dell\u2019terrorismo islamista: si tratti di una rivendicazione esplicita di una agenzia terrorista (Amaq), di un grido al nome di Allah, del modus operandi bene promosso da Daesh, di un passato di radicale e combattente. Cinque attacchi in diciotto giorni, una sola matrice di ispirazione, una molteplicit\u00e0 di diverse ragioni a movente.<\/p>\n<p>Ripeto una affermazione gi\u00e0 fatta su queste pagine, ma importante da sottolineare soprattutto in questo momento: <strong>un atto \u00e8 di terrorismo per gli effetti che ha non per le ragioni che lo promuovono<\/strong>. Questa affermazione potrebbe essere anche falsa sul piano giudiziario, ma \u00e8 vera sul piano sia politico sia sociale, perch\u00e9 l\u2019effetto di ciascuno di quei cinque attacchi \u00e8 stato e politico e sociale, impattando sulla quotidianit\u00e0 della vita delle comunit\u00e0 colpite, ponendo un problema istituzionale di governo della situazione con rilevanza anche internazionale.<\/p>\n<p>Il \u201cterrorismo\u201d \u00e8 diventato l\u2019atto espressivo della convinzione ideologica, religiosa e nazionalista, della arrabbiatura, della pazzia e del disagio. E di quanto altro su una base soggettiva, rinforzata da una strategia mediatica adeguata, richieda una affermazione violenta. In pratica il terrorismo \u00e8 una forma diffusa di conflitto sfruttata nei suoi risultati dalle organizzazioni terroristiche, da queste promossa a livello soggettivo e realizzata a livello individuale. La conclusione \u00e8 una generale incapacit\u00e0 previsionale degli attacchi e l\u2019esplosione dell\u2019incertezza.<\/p>\n<p>Gli attacchi degli ultimi diciotto giorni hanno mostrato una incredibile rapidit\u00e0 mediatica nello sbattere in prima pagina il colpevole insieme a una grande frequenza nel sostituire un colpevole a un altro da parte delle istituzioni. I media, da una parte, fanno il loro lavoro giocando di anticipo per rispondere alla domanda chiave di ogni atto doloso emergente dal pubblico: \u201c<em>chi \u00e8 stato?<\/em>\u201d. Gli inquirenti, d\u2019altra parte, fanno il loro lavoro dimostrando di non avere nessuna possibilit\u00e0 di comprendere <em>ex ante<\/em> la linea operativa entro la quale si dipana l\u2019attacco.<\/p>\n<p>Entrambi rispondono male al bisogno di espulsione dell\u2019incertezza.<\/p>\n<p>In questo contesto terribile, la minaccia durer\u00e0 a lungo e sempre meno determinata, pertanto imprevedibile, nel medio periodo. Questo perch\u00e9 la pluralit\u00e0 e diversit\u00e0 delle ragioni individuali impediscono all\u2019intelligence di anticipare l\u2019evento terroristico e perch\u00e9 il radicalismo terrorista, specialmente quello islamista di Daesh, sfrutta perfettamente la condizione di vulnerabilit\u00e0 sistemica diffusa.<\/p>\n<p>Lo stato incerto della sicurezza nel prossimo futuro \u00e8 affidato, per promuoverne il miglioramento, a diverse linee concorrenti di intervento che non possono essere considerate alternative:<\/p>\n<ul>\n<li>politiche a breve termine di contrasto duro alle organizzazioni terroriste e alle reti loro contigue;<\/li>\n<li>politiche a medio termine di contrasto al proselitismo e alla comunicazione della violenza;<\/li>\n<li>politiche a lungo termine che agiscano nella profondit\u00e0 delle comunit\u00e0 sociali, con una azione sui loro tratti culturali.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sale a quattordici il numero dei morti dell\u2019attacco di San Pietroburgo, causato da un attentatore suicida che si \u00e8 fatto esplodere all\u2019interno di un vagone della metropolitana di Mosca.<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[187,30,67,322,216],"class_list":["post-3256","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-caucasus-emirate","tag-jihad","tag-russia","tag-saint-petersburg","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3256","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3256"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3256\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3262,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3256\/revisions\/3262"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3256"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3256"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3256"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}