{"id":3336,"date":"2017-05-22T12:54:48","date_gmt":"2017-05-22T10:54:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3336"},"modified":"2017-06-05T07:18:55","modified_gmt":"2017-06-05T05:18:55","slug":"la-nuova-via-della-seta-una-grande-avventura-commerciale-da-pensare-in-termini-di-sicurezza-by-giovanni-giacalone-e-mauro-pastorello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/la-nuova-via-della-seta-una-grande-avventura-commerciale-da-pensare-in-termini-di-sicurezza-by-giovanni-giacalone-e-mauro-pastorello\/","title":{"rendered":"La Nuova Via della Seta: una grande avventura commerciale da pensare in termini di sicurezza \u2013 by Giovanni Giacalone e Mauro Pastorello."},"content":{"rendered":"<p>Nei giorni appena trascorsi l\u2019attenzione del mondo si \u00e8 concentrata sul <em>One Belt One Road Forum, <\/em>vertice tenutosi a Pechino per il lancio dell\u2019iniziativa geopolitica cinese della \u201c<strong>Nuova Via della Seta<\/strong>\u201d, una delle pi\u00f9 grandi opere infrastrutturali e logistiche mai realizzate e probabilmente la maggiore impresa dell\u2019amministrazione Xi Jinping in ambito di politica estera.<!--more--><\/p>\n<p>Secondo il mastodontico progetto, stimato intorno ai 900 miliardi di dollari, saranno realizzate la <em>Silk Road Economic Belt<\/em>, un ambizioso collegamento terrestre in grado di connettere la parte occidentale della Cina con l\u2019Europa transitando per Asia centrale, Medio oriente e Caucaso, e la rinnovata <em>Maritime Silk Road<\/em>, una rotta marittima capace di mettere in comunicazione il sud-est asiatico, il Golfo Persico, il Corno d\u2019Africa e i porti di Atene e Venezia.<\/p>\n<p>La \u201cNuova Via della Seta\u201d includerebbe cos\u00ec circa 2\/3 della popolazione e 1\/3 della produzione economica mondiale.<\/p>\n<p>Se nelle intenzioni il progetto della \u201cNuova Via della Seta\u201d non pu\u00f2 che essere positivo, l\u2019entit\u00e0 economica dell\u2019iniziativa descritta, le sue finalit\u00e0 geopolitiche e modalit\u00e0 di realizzazione potrebbero generare un potenziale aumento del conflitto in un contesto geografico che, allo stato attuale, risulta essere caratterizzato da forte instabilit\u00e0 diffusa ed elevata criticit\u00e0 per la sicurezza sia regionale sia globale. <strong>\u00c8 quindi necessario che nella pianificazione del progetto la \u201cNuova Via della Seta\u201d si interfacci con le minacce legate al terrorismo jihadista e al crimine organizzato che insidiano le sue aree di passaggio.<\/strong><\/p>\n<p>Non solo, per esempio, i flussi di finanziamento derivanti dalla \u201cNuova Via della Seta\u201d potrebbero essere banalmente intercettati dal crimine organizzato, che ne trarrebbe beneficio, ma il progetto potrebbe anche configurarsi pi\u00f9 come una potenziale minaccia che una possibilit\u00e0 per le organizzazioni criminali e jihadiste: lo stanziamento dei finanziamenti destinati alla realizzazione dell\u2019opera incrementerebbe il bisogno di sicurezza nelle aree interessate con conseguente aumento del controllo statale su di esse. La riqualificazione dei suddetti territori e il relativo innalzamento del controllo promuoverebbero una generale stabilizzazione del contesto che metterebbe in pericolo gli interessi del terrorismo e del crimine organizzato che necessitano proprio di instabilit\u00e0 e deregolamentazione per perdurare e che, in territori come Pakistan, Afghanistan e molti altri, hanno creato presidi e rifugi.<\/p>\n<p>La messa in opera della \u201cNuova Via della Seta\u201d potrebbe quindi coincidere con un aumento dell\u2019attivit\u00e0 e della collusione jihadista e criminale lungo il suo percorso.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo, una tale opera \u201cdi linea\u201d potrebbe rappresentare di per s\u00e9 un <em>target <\/em>delle operazioni terroristiche e criminali incrementando il livello di esposizione al rischio per il personale impiegato nella realizzazione dell\u2019opera stessa, rendendo necessaria cos\u00ec un\u2019importante azione di \u201csecurizzazione\u201d delle diverse aree attraversate con l\u2019impiego sia di forze armate locali sia di societ\u00e0 private.<\/p>\n<p>Tali considerazioni, che attengono al problema della <em>governance<\/em> globale, sulla quale la Via avr\u00e0 un impatto rilevante, parte da una consapevole visione d\u2019insieme delle minacce caratterizzanti l\u2019area interessata, con particolare attenzione a Caucaso e Asia Centrale.<\/p>\n<p><strong>Il Caucaso<\/strong> infatti, per tutta la prima decade del 2000, era la principale area ad elevato rischio di jihadismo della ex Unione Sovietica. L\u2019infiltrazione dell\u2019islamismo radicale in Cecenia, in particolare con lo scoppio della Seconda Guerra (1999-2009), port\u00f2 di fatto il conflitto da una base ideologica di stampo etno-nazionalista a una marcatamente jihadista. Nel contempo l\u2019Islam radicale penetrava, seppur in maniera minore, anche in altre repubbliche caucasiche come il Daghestan e l\u2019Inguscezia, approfittando della debolezza delle istituzioni locali dell\u2019epoca: il jihad penetra dove lo Stato \u00e8 debole o assente, un modus operandi gi\u00e0 visto in contesti pi\u00f9 prossimi all\u2019Italia, come quello balcanico e libico.<\/p>\n<p>Nella seconda decade del 2000 per\u00f2 la situazione nel Caucaso (e conseguentemente anche in Russia) inizi\u00f2 a migliorare grazie all\u2019implementazione di efficaci misure di contro-terrorismo e alle spaccature che hanno lacerato internamente l\u2019Emirato del Caucaso, in parte provocate dall\u2019infiltrazione del Daesh nella regione.<\/p>\n<p>Ma ormai, oltre al Caucaso, risulta essersi aperto un nuovo fronte jihadista anche in territorio federale russo, come ha dimostrato l\u2019attentato che lo scorso 3 aprile ha colpito la metropolitana di San Pietroburgo, nel quale persero la vita tredici persone e che ha sottolineato pericolosi collegamenti con gli ambienti jihadisti uzbeki e kirghisi.<\/p>\n<p>Sono proprio tali collegamenti che provocano uno spostamento dell\u2019attenzione a oriente, verso un altro settore strategico della Via della Seta, l\u2019Asia Centrale.<\/p>\n<p>In <strong>Asia Centrale<\/strong> sono Uzbekistan e Kyrgyzstan i due paesi ex sovietici attualmente a maggior rischio di espansione jihadista, sia sul piano ideologico sia per quanto riguarda il fenomeno dei <em>foreign fighters<\/em>. Alcune stime, datate tra il 2014 ed il 2015 per quanto riguarda il numero di combattenti per il jihad in Siria e Iraq al fianco delle milizie di Daesh, valutano 500 casi per Paese, anche se i numeri potrebbero essere pi\u00f9 elevati. D\u2019altra parte il vicino Tajikstan contribuiva al jihad con 386 <em>foreign fighters<\/em> tra il 2014 e il 2015, stimati essere tra 500 e 1100 al marzo 2017.<\/p>\n<p>I gruppi islamisti maggiormente presenti nell\u2019area sono Hizb ut-Tahrir (al bando in Russia, Uzbekistan, Kazakstan e in Kyrgizstan), il Movimento Islamico dell\u2019Uzbekistan (Islamic Movement of Uzbekistan \u2013 IMU) e l\u2019Unione della Jihad Islamica (Islamic Jihad Union \u2013 IJU) che si separ\u00f2 dall\u2019IMU nel 2001 a seguito del rovesciamento dell\u2019emirato creato in Afghanistan dall\u2019ex leader talebano Mullah Omar da parte della coalizione internazionale guidata USA.<\/p>\n<p>Attualmente il Movimento Islamico dell\u2019Uzbekistan risulta il pi\u00f9 vasto e significativo gruppo terroristico operante in Asia centrale, \u00e8 composto da combattenti di etnia uzbeka, tagika, kirghisa e uigura. Esso apparve per la prima volta nella citt\u00e0 uzbeka di Namangan negli anni 90\u2019 con il nome di Adolat (giustizia), radicandosi a seguito dell\u2019instabilit\u00e0 politica ed economica lasciata dalla caduta dell\u2019Unione Sovietica. L\u2019IMU, inizialmente guidato da Tahir Yuldashev (ideologo) e Juma Namangani (leader militare e carismatico), si occup\u00f2 di garantire un minimo di ordine all\u2019interno dei territori di influenza e, in seguito, tent\u00f2 di ottenere il controllo dell\u2019Uzbekistan tramite la mobilitazione di un\u2019insurrezione armata. Durante gli anni 90\u2019 l\u2019organizzazione si struttur\u00f2 molto a livello internazionale guadagnando l\u2019appoggio di vari gruppi islamisti in Medio Oriente, Turchia, Pakistan (dal quale ricevette fondi tramite i servizi di intelligence) e Afghanistan, tra i quali Al Qaeda (tramite Abu Musab al-Suri) e specialmente i talebani (entrambi i gruppi si rifanno alla scuola religiosa della Jamaat-i-Ulema). Vista la grande difficolt\u00e0 di radicamento in Uzbekistan, l\u2019IMU trov\u00f2 riparo in Tagikistan, Afghanistan e in seguito Pakistan.<\/p>\n<p>Lo scorso 11 maggio, intanto, il presidente uzbeko Shavkat Mirzyaev si recava in Cina per un incontro con il presidente cinese Xi Jinping. Tra le varie tematiche trattate pare vi sia stata anche quella legata alla sicurezza. Nulla di nuovo visto che entrambi i paesi fanno parte della Shanghai Cooperation Organization assieme a Russia, Kazakhstan, Kyrgyzstan e Tajikistan. L\u2019aspetto interessante \u00e8 per\u00f2 legato alla crescente preoccupazione di Pechino per la minaccia uigura caratterizzante lo Xinjiang, un\u2019altra area strategica attraversata dalla \u201cNuova Via della Seta\u201d e a forte rischio sicurezza. E\u2019 un dato che da questa regione risultano essere partiti numerosi volontari unitisi a Daesh in Siria e Iraq. In seguito all\u2019offensiva anti-Daesh, molti di loro si sono infiltrati in Afghanistan, mettendo cos\u00ec in allarme sia Pechino che l\u2019Uzbekistan.<\/p>\n<p>La \u201c<em>Nuova Via della seta<\/em>\u201d \u00e8 una complessa linea di punti che traccia un percorso che attraversa mezzo mondo, mettendo in collegamento ci\u00f2 che questa met\u00e0 del mondo ha di buono, ma permettendo anche a eventuali minacce di trovare una strada gi\u00e0 indicata per raggiungere ogni\u00a0 punto della linea. <strong>\u00c8 per questo motivo che la \u201cNuova Via della Seta\u201d, importante iniziativa nel sempre pi\u00f9 denso sistema di relazioni internazionali e <em>booster<\/em> economico di grande interesse, richiede che venga affrontato in maniera sistematica il nodo della sicurezza, quest\u2019ultima intesa come condizione alla sua realizzazione ma anche come effetto della sua realizzazione. <\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei giorni appena trascorsi l\u2019attenzione del mondo si \u00e8 concentrata sul One Belt One Road Forum, vertice tenutosi a Pechino per il lancio dell\u2019iniziativa geopolitica cinese della \u201cNuova Via della Seta\u201d, una delle pi\u00f9 grandi opere<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/la-nuova-via-della-seta-una-grande-avventura-commerciale-da-pensare-in-termini-di-sicurezza-by-giovanni-giacalone-e-mauro-pastorello\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3337,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[132,30,215,327,216],"class_list":["post-3336","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-security","tag-china","tag-jihad","tag-security","tag-silk-road","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3336","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3336"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3336\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3338,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3336\/revisions\/3338"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3337"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3336"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3336"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3336"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}