{"id":3386,"date":"2017-06-15T14:27:40","date_gmt":"2017-06-15T12:27:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3386"},"modified":"2022-04-08T12:28:50","modified_gmt":"2022-04-08T10:28:50","slug":"terrorismi-e-torino-la-profezia-che-si-autoadempie-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/terrorismi-e-torino-la-profezia-che-si-autoadempie-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"TerrorismI e Torino: la profezia che si autoadempie \u2013 by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>\u201c<em>Se gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze<\/em><em>.<\/em>\u201d Questa frase non appartiene a un analista della sicurezza, a un agente delle forze speciali, a un portavoce ministeriale o altri esperti. E\u2019 stata invece coniata da William Thomas nel 1928: un sociologo americano.<!--more-->Rappresenta un concetto semplice, dissacrante rispetto alla grandezza della verit\u00e0 che porta il suo significato: la definizione della situazione cos\u00ec viene chiamato questo assioma, focalizza l\u2019attenzione sul ruolo che la percezione delle persone e i suoi effetti hanno nel vivere comune.<\/p>\n<p>Dinamica che si \u00e8 realizzata in modo drammaticamente perfetto durante la finale di Champions League in Piazza San Carlo a Torino.<\/p>\n<p>La folla impazzita implica una mancata gestione istituzionale delle rappresentazioni della minaccia terroristica, che viene definita come reale dalla popolazione e per la quale si trovano modi di risposta fai da te, in questo caso pi\u00f9 pericolosi della minaccia potenziale non adeguatamente interpretata. La sovrastima della minaccia era chiara e anche comprensibile, data la mancanza di competenze a abilit\u00e0 conoscitive in caso di rischio reale.<\/p>\n<p>L\u2019evento \u00e8 figlio di una sempre pi\u00f9 scarsa fiducia nelle istituzioni e nel loro operato, di una dis \u2013 appartenenza e dis \u2013 affezione politica alta, della cronica mancanza di una guida istituzionale solida che possa operare in modo legittimo per la sicurezza del Paese, ma ancora pi\u00f9 della popolazione.<\/p>\n<p>A fronte quindi di una dimostrata percezione del rischio terroristico alta, l\u2019assunzione di esso da parte di chi \u00e8 preposto alla comunicazione e alla gestione della minaccia soprattutto in fase di mitigazione e latenza, risulta molto scarsa.<\/p>\n<p>La vulnerabilit\u00e0 non \u00e8 pi\u00f9 quindi rappresentata dalla potenziale minaccia e dalle sue caratteristiche, ma dalla scarsit\u00e0 di competenze interpretative, relazionali e comunicative, che includano e vadano oltre gli aspetti operativi e tecnici di una analisi del rischio comunque lacunosa.<\/p>\n<p>Sulla base delle implicazioni insite nella profezia che si autoavvera \u00e8 necessario un cambio di paradigma conoscitivo rispetto al rischio e alla minaccia terroristica: il passaggio da modelli predittivi, che non aiutano nella comprensione della minaccia perch\u00e9 inadeguati al loro compito e alle caratteristiche dei fattori di rischio, a <strong>modelli interpretativi<\/strong> che si interfaccino come guida resiliente di una comunit\u00e0 a rischio. Fino ad ora infatti, i modelli predittivi utilizzati per fare chiarezza sulla matrice della minaccia, tipologia e funzionamento non hanno fornito codici interpretativi validi, per orientare e adoperare le competenze necessarie alla risposta alla minaccia.<\/p>\n<p>La complessit\u00e0 della minaccia terroristica \u00e8 tale, che la possibilit\u00e0 di semplificare il campo conoscitivo e quindi quello operativo non \u00e8 possibile. Per questo sarebbe necessario e auspicabile tracciare dei quadri interpretativi, che possano fornire delle linee guida sistematizzate per le rappresentazioni sociali della minaccia, promuovendo la riduzione della vulnerabilit\u00e0, l\u2019esposizione al rischio e un risk management coerente con i fattori costitutivi la minaccia.<\/p>\n<p>In questo clima sociale cos\u00ec incerto, una nuova agenda istituzionale \u00e8 un bisogno che dovrebbe essere colmato, considerando in modo pi\u00f9 responsabile la presa in carico delle comunicazioni di prevenzione e la formazione per comportamenti sicuri per tutta la popolazione, evitando di sottostimare o sottovalutare la portata delle percezioni della minaccia da parte della popolazione stessa.<\/p>\n<p>E\u2019 giunto quindi il momento, anche con un po\u2019 di ritardo, per costruire agende comunicative negoziate e trasparenti, che possano infondere sicurezza rispetto alla governabilit\u00e0 di una minaccia incerta e diffusa considerando che \u00e8 un compito arduo, ma indispensabile.<\/p>\n<p>La soglia infatti di attenzione al rischio e la percezione di vulnerabilit\u00e0 si abbassano, quando si possiedono le conoscenze e le competenze necessarie di risposta in caso di rischio manifesto.<\/p>\n<p>La dinamica della folla a Torino rappresenta il vuoto istituzionale nella gestione di una minaccia potenziale e la sottile linea di demarcazione risiede proprio nel suo essere potenziale e non reale.<\/p>\n<p>L\u2019assunto comune \u00e8 che se un fatto non accade vuole dire che ancora non esiste, ma l\u2019analisi sociologica delle dinamiche dei gruppi sociali, dimostra che \u00e8 sufficiente una interpretazione fuorviante per generare comportamenti ingestibili.<\/p>\n<p>E\u2019 proprio qui che si situano le opportunit\u00e0 di prevenzione e resilienza: nell\u2019assurgere come reali nei loro effetti, minacce latenti e percepite come unicamente potenziali.<\/p>\n<p>Senza un cambio radicale di atteggiamento e risposte istituzionali concrete, questa situazione comporta la loro vincita, chiunque essi siano: hanno creato paura, insidiato comportamenti quotidiani, minato le rappresentazioni collettive che determinano comportamenti pubblici irrazionali, alimentato conflitti inter \u2013etnici i cui effetti ci interesseranno nel lungo periodo: gli stessi fattori che nella storia hanno determinato il declino di altre societ\u00e0.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/torino-panico-o-comportamento-corretto-a-risposta-sbagliata-by-davide-scotti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Qui un precedente commento agli eventi di Torino.<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cSe gli uomini definiscono reali certe situazioni, esse saranno reali nelle loro conseguenze.\u201d Questa frase non appartiene a un analista della sicurezza, a un agente delle forze speciali, a un portavoce ministeriale o altri esperti. 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