{"id":3449,"date":"2017-07-19T21:37:56","date_gmt":"2017-07-19T19:37:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3449"},"modified":"2017-08-18T19:42:49","modified_gmt":"2017-08-18T17:42:49","slug":"qui-la-sicurezza-e-garantita-by-alessandro-burato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/qui-la-sicurezza-e-garantita-by-alessandro-burato\/","title":{"rendered":"Qui la sicurezza \u00e8 garantita \u2013 by Alessandro Burato"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">A Parigi \u00e8 stata siglata <a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/Formulaire-pour-lobtention-du-Label-S\u00e9curi-Site1.pdf\">un\u2019intesa<\/a> tra i diversi siti turistici, gli alberghi, i negozi e i musei per condividere gli sforzi di sicurezza tra tutti gli operatori del turismo. D\u2019ora in poi, chi aderir\u00e0 all\u2019intesa, potr\u00e0 affiggere una nuova vetrofania, oltre al certificato di eccellenza di TripAdvisor, con la scritta \u201csecuri-site\u201d, che certifica che il luogo ha valutato i rispettivi dispositivi di sicurezza, ha formato il proprio personale, ha disposto l\u2019utilizzo delle tecnologie necessarie a supporto e ha apportato modifiche infrastrutturali, laddove necessarie.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia, dopo aver aumentato la consapevolezza della popolazione decidendo di divulgare specifiche informazioni circa quali comportamenti adottare, ad esempio in caso di attentato terroristico, arriva ora a siglare un\u2019alleanza forte e a livello istituzionale con un altro attore fondamentale della sicurezza, ovvero il terzo settore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le differenze tra la Francia e il nostro Paese sono evidenti: il paese d\u2019oltralpe conosce bene cosa voglia dire essere colpiti da un attentato terroristico, avendone registrati diversi con modus operandi differenti, mentre l\u2019Italia \u00e8 rimasta al momento indenne da azioni terroristiche in territorio nazionale. Ne consegue che le Istituzioni francesi debbano rispondere ad un\u2019opinione pubblica che tiene fortemente in considerazione tutti questi aspetti mentre l\u2019agenda politica e istituzionale italiana \u00e8 al momento focalizzata unicamente sulla gestione del fenomeno migratorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bisogna per\u00f2 rilevare che, nonostante l\u2019urgenza con cui il tema dell\u2019immigrazione si sia imposto sul dibattito e sulle attivit\u00e0 istituzionali, il tema della sicurezza partecipata e condivisa non sembra essere facilmente penetrabile nella realt\u00e0 italiana, nemmeno in tempo \u201cdi pace\u201d. La sicurezza \u00e8 certamente un bene che deve essere garantito dallo Stato, ma se per Stato si intendono unicamente le Istituzioni il risultato che si pu\u00f2 raggiungere sar\u00e0 sempre precario, privo di quel supporto fondamentale fornito dalla partecipazione di tutte le sue componenti che in qualunque modo, anche solo come destinatari finali, siano coinvolte dal tema sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nessuna esautorazione dunque delle Istituzioni in Francia, dove il prefetto ha pubblicamente aperto il tavolo sicurezza al terzo settore dandone anche riscontro tangibile (l\u2019etichetta) ai consumatori, ma solo un\u2019iniziativa utile nel contribuire a diffondere la cultura della sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le Istituzioni italiane devono quindi confrontarsi con due aspetti principali relativi alla vera diffusione della cultura della sicurezza, quella a volte utile a salvare la pelle, per poterla veramente garantire e non trovarsi prima o poi spiazzate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Innanzitutto, il tema pu\u00f2 essere visto come una scommessa culturale declinata secondo la legge della domanda e dell\u2019offerta. La scommessa cultura \u00e8 la globalizzazione: all\u2019Italia e in particolare agli italiani non \u00e8 pi\u00f9 utile parlare di sicurezza solo per quanto la caratterizza in territorio nazionale. Tra i 285 mila italiani che nel 2016 si sono spostati all\u2019estero ci sono sicuramente concittadini che si sono ricollocati ad esempio in Paesi come Inghilterra e Francia, che certamente hanno un livello di rischio pi\u00f9 elevato visti i fatti di cronaca. Saper abbandonare un edificio in sicurezza, adottare comportamenti sicuri in caso accada qualcosa in ambienti aperti sono regole che l\u2019Italia dovrebbe insegnare e promuovere anche alla luce della mobilit\u00e0 dei propri concittadini, verso i quali ha il dovere, fosse anche solo morale, di metterli nelle migliori condizioni di prendere una decisione in momenti di emergenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">D\u2019altra parte c\u2019\u00e8 la domanda crescente di sicurezza di consumatori, clienti e cittadini che non trova risposta neppure in termini di consapevolezza diffusa sia dei rischi che delle azioni necessarie a ridurli. Sempre in un\u2019ottica di mobilit\u00e0 delle persone, sia dal punto di vista turistico che commerciale, l\u2019Italia si trova ad essere destinazione privilegiata di viaggiatori stranieri che pretendono delle garanzie nel servizio che gli viene offerto, compresa anche la sicurezza. La sua implementazione, o semplicemente la sua comunicazione qualora gli standard fossero gi\u00e0 aggiornati, \u00e8 chiave fondamentale per la promozione dell\u2019Italia come Paese in grado di offrire servizi che fanno della sicurezza uno degli asset fondamentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo punto si gioca attorno al \u201ccosa fare e cosa dire\u201d. Il nostro Paese vanta a livello istituzionale, in relazione al tema della sicurezza ed in particolare in riferimento agli interventi in situazioni critiche, alcune eccellenze riconosciute e stimate a livello internazionale. Da tempo ITSTIME e l\u2019Universit\u00e0 Cattolica hanno avviato con loro, con altre Istituzioni ed Enti e con il terzo settore percorsi di studio e analisi di procedure, sia operative che comunicative, rivolti alle aziende, per tutelare in sicurezza il loro business, agli operatori del settore per metterli in grado di affrontare una crisi riducendo al massimo i danni, alla popolazione in generale e ai turisti con l\u2019unico scopo di dare una risposta alla domanda chiaramente espressa di avere degli strumenti cognitivi che possano guidare le scelte del singolo in situazioni di emergenza. \u00c8 evidentemente un lavoro di prevenzione non facile ma, forse per la prima volta, le difficolt\u00e0 principali si riscontrano nella fonte piuttosto che nel destinatario. Se, infatti, l\u2019Italia ha una lunga storia di sforzi operativi e culturali nella prevenzione di diversi rischi (sismico, incendi, idrogeologico, ecc.), per i quali le Istituzioni hanno sempre faticato molto a trovare le leve per la diffusione della consapevolezza dell\u2019esposizione e della necessit\u00e0 di mettere in atto una serie di accorgimenti e attitudini che possano ridurla, in questo caso sono le stesse Istituzioni ad essere restie ad affrontare il tema pubblicamente e a diffondere linee guida di comportamento in caso di eventi, che magari non si connotano come attacchi terroristici, ma che nell\u2019emergenza vengono anche solo percepiti come tali da coloro che ne sono coinvolti. Proprio la percezione, tema che con il rischio gioca un ruolo fondamentale ma che pu\u00f2 essere facilmente banalizzata e classificata come errore interpretativo, deve essere la chiave che spinge le Istituzioni al coraggio necessario per farsi carico di questa responsabilit\u00e0. Le gestione di un evento si concentra infatti sugli effetti che l\u2019evento ha prodotto e non sulle cause che lo hanno generato. Nella realt\u00e0 in cui ci troviamo, lo scoppio di un petardo, di un copertone di una bicicletta o di una caldaia, non fanno certo pensare ad un incidente, quanto invece ad un probabile evento doloso, anche terroristico. Ferma restando la necessit\u00e0 delle attivit\u00e0 preventive in materia di anti-terrorismo, questa deve essere la consapevolezza, non \u00e8 allarmistica ma quanto mai realistica, che deve guidare le Istituzioni nel provvedere a mettere a disposizione tutti gli strumenti necessari per un intervento efficace.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Francia ha parlato ai suoi cittadini e al terzo settore fornendo un esempio di come le cose possano essere fatte. L\u2019esigenza urgente francese di provvedere a dare risposte ad entrambi i fronti \u00e8 anche dovuta ala riduzione di presenza turistiche nel tentativo di rilanciare il settore proprio spingendo sul tema che pi\u00f9 lo ha colpito da vicino. L\u2019Italia pu\u00f2 ancora lustrarsi di aver messo in moto la macchina anche senza che specifiche spinte dettate da fatti di cronaca ne dettassero i tempi ma ora \u00e8 necessario che si dia corso ai risultati ottenuti uscendo definitivamente da quella perversa convinzione per cui \u201cse non si parla del problema, il problema non esiste\u201d. Il problema c\u2019\u00e8, quantomeno nel mondo, e spetta anche all\u2019Italia dare gli strumenti ai suoi cittadini per poterci convivere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Parigi \u00e8 stata siglata un\u2019intesa tra i diversi siti turistici, gli alberghi, i negozi e i musei per condividere gli sforzi di sicurezza tra tutti gli operatori del turismo. 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