{"id":3522,"date":"2017-08-18T19:50:20","date_gmt":"2017-08-18T17:50:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3522"},"modified":"2017-09-10T19:34:44","modified_gmt":"2017-09-10T17:34:44","slug":"prima-barcellona-poi-turku-poi-by-burato-giacalone-pastorello-e-spagna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/prima-barcellona-poi-turku-poi-by-burato-giacalone-pastorello-e-spagna\/","title":{"rendered":"Prima Barcellona, poi Turku, poi&#8230;? &#8211; by Burato, Giacalone, Pastorello e Spagna"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 la Spagna? Perch\u00e9 Barcellona? L\u2019interrogativo che ci si \u00e8 posti sin dalle prime ore dopo l\u2019attacco avvenuto nella capitale dalla catalogna, non pu\u00f2 certo trovare facile risposta, specie all\u2019indomani di un giorno durante il quale, come solitamente avviene durante una situazione critica, la confusione era elevata. Le informazioni che al solito circolano nell\u2019immediato non fanno altro che aumentare il caos: un furgone o due? Quanti erano i terroristi? Erano o non erano asserragliati all\u2019interno di un ristorante? L\u2019uomo identificato per aver affittato i furgoni era stato arrestato o si era presentato spontaneamente al commissariato di Girona denunciando il furto dei documenti?<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A bocce \u201cquasi\u201d ferme, si pu\u00f2 rileggere quanto accaduto tracciando alcune linee interpretative che denotano, da un lato, il verificarsi di quanto era probabile e propagandato, ovvero un attacco in al-Anadalus, dall\u2019altro, nuovi elementi organizzativi del Daesh, che ha rivendicato l\u2019attacco, che meritano di essere indagati a fondo in chiave preventiva.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attentato di Barcellona arriva a freddo, in un momento in cui la Spagna forse non si sentiva un target primario. Poco esposta dal punto di vista di politica internazionale nella lotta la terrorismo, la penisola iberica per\u00f2 non aveva mai abbassato il livello di allerta innalzato praticamente al massimo da dopo gli attacchi di Parigi. La nuova guerra ibrida, finalizzata all\u2019esportazione del terrorismo in maniera delocalizzata e pervasiva non ha risparmiato la nazione spagnola che conta un numero decisamente inferiore di foreign fighters partiti per la Siria e l\u2019Iraq rispetto ad altri Paesi europei, teatri dei recenti attentati. La teoria che vede pi\u00f9 esposti agli attacchi del Daesh i paesi combattenti sul campo (Francia, Gran Bretagna,\u2026) vacilla e si mostra pi\u00f9 un\u2019utile narrativa per Daesh nel movimentare i suoi uomini che una proficua interpretazione della minaccia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la Spagna, da parte sua ha aperto in Europa i grandi attentati del ventesimo secolo con quello avvenuto a Madrid nel 2004. Altra sigla che aveva guidato le operazioni, Al- Qaeda in quel caso, con la quale il Daesh in questo nuovo attentato in territorio europeo cerca proprio di dialogare, utilizzando anche le modalit\u00e0 organizzative stesse delle operazioni come strumento di comunicazione tra i diversi attori del terrorismo islamista. A Barcellona, quello che \u00e8 andato in scena ha sempre pi\u00f9 le caratteristiche di un assalto su ampia scala, organizzato da una vera e propria cellula radicata sul territorio e composta da almeno una decina di terroristi. Andiamo con ordine:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>La notte prima dell\u2019attentato alla Rambla un edificio di Alcanar, localit\u00e0 della costa tra Barcellona e Valencia, veniva semi-distrutto a causa di una potente esplosione causata dalla deflagrazione di alcune bombole a gas. Fonti catalane riferivano in seguito che la deflagrazione poteva essere stata scatenata anche da \u201csostanze distinte dal gas\u201d.<\/li>\n<li>Il pomeriggio del giorno seguente un furgone si scagliava sulla Rambla di Barcellona uccidendo 13 persone e ferendone un centinaio. Veniva poi identificato un secondo furgone, ritrovato nella zona di Vic, entrambi affittati da un soggetto maghrebino in seguito identificato come Driss Ouakbir.<\/li>\n<li>Intorno alle 2 del mattino a Cambrilis, una localit\u00e0 turistica a circa 120 km a sud di Barcellona, nella zona di Tarragona, un\u2019Audi A3 con a bordo cinque terroristi armati si scagliava contro la folla ferendo sette persone prima di venire bloccato da un mezzo del mosos d\u2019escuadra. Ne nasceva un lungo conflitto a fuoco con conseguente abbattimento dei quattro terroristi che vestivano tra l\u2019altro cinture esplosive (non chiaro se finte o vere ma comunque fatte deflagrare in modo controllato dagli artificeri).<\/li>\n<li>Nella notte tra gioved\u00ec e venerd\u00ec viene reso noto che la polizia catalana \u00e8 alla ricerca di quattro individui che si sarebbero occupati della logistica degli attacchi.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da ci\u00f2 si pu\u00f2 dedurre in primis che si tratta di un piano ben organizzato con target su pi\u00f9 fronti ed entrambi ad alta concentrazione di turisti in pieno periodo estivo. Le cellule erano tra loro coordinate e avevano a disposizione mezzi, basi logistiche, armi e sapevano come muoversi sul territorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Risulta di particolare interesse l\u2019esplosione di Alcanar, forse un errore che potrebbe aver spinto il resto della rete ad accelerare i tempi ed entrare subito in azione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non pi\u00f9 dunque l\u2019operato di un singolo soggetto autonomo, armato di coltello, che si scaglia contro la folla per poi scendere e colpire i passanti, come avvenuto in diversi precedenti casi in Europa. Questa volta l\u2019azione \u00e8 coordinata e i terroristi erano in possesso di armi da fuoco che per\u00f2, stranamente, non hanno scaricato contro la folla. L\u2019unico elemento in comune resta, se vogliamo, l\u2019utilizzo delle auto lanciate contro la folla. Auto che, esattamente come nel caso dell\u2019attentato di Westminster del marzo 2017 e quello di Nizza del luglio 2016, sono state prese in affitto. Ci\u00f2 non pu\u00f2 non far riflettere sulla facilit\u00e0 con la quale gli automezzi possono essere affittati senza quei controlli che sono oggi necessari, come dimostrano i fatti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 poi evidente un cambio di visione della strategia del terrore, non pi\u00f9 nutrita dall\u2019ideologia dello \u201cshahid\u201d, del martire pronto a immolarsi per raggiungere il paradiso, ma piuttosto di soggetti che pianificano attentamente l\u2019attacco scegliendo il sito e le modalit\u00e0 pi\u00f9 idonee a massimizzare il numero di vittime ma che poi si danno alla fuga, piccoli nuclei operativi con l\u2019obiettivo di colpire e fuggire seguendo un piano ben definito di fuga. In tale contesto quindi bisogna ripensare il concetto di sicurezza delle diverse aree, non solo in termini preventivi ma anche di gestione dell\u2019emergenza. Insieme quindi alla necessit\u00e0 di indagare a fondo le modalit\u00e0 di organizzazione della cellula che ha agito per capirne la natura logistica e le modalit\u00e0 di pianificazione per ridurre la possibilit\u00e0 che si possano ripetere attacchi simili, \u00e8 altrettanto fondamentale ribadire e aumentare la consapevolezza circa la necessit\u00e0 di trovare delle modalit\u00e0 di messa in sicurezza e di riduzione del danno nel caso in cui tali fatti si verifichino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pianificazione degli attacchi fa presumere alla definizione di una catena di comando e controllo parzialmente decentralizzata rispetto al territorio del Siraq, ma centralizzata al suo interno. La centralizzazione, e quindi l\u2019esistenza di una regia centrale, all\u2019interno delle (presunte) tre cellule di Rambla, Cambrills e Alcanar \u00e8 un\u2019ipotesi pi\u00f9 che concreta. L\u2019articolazione dell\u2019attacco, i diversi mezzi, lo studio della fuga verso un luogo sicuro, l\u2019immeditata rivendicazione e la presenza di altri componenti di altro nucleo pronti ad attaccare, rappresentano importanti elementi che fanno pensare ad uno spostamento verso tattiche e strategie militari, creando piccoli nuclei operativi centralizzati nei vari territori, con appoggio di nuclei logistici silenti perfettamente addestrati a studiare vie di fuga e soluzioni operative, definendo al meglio le operazioni e salvaguardando la vita di chi le compie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo stesso presunto autore Moussa Oukabir sarebbe arrivato in Spagna una decina di giorni fa dal Marocco, un tempo utile per essere istruito dall\u2019eventuale coordinatore [reclutatore] tattico-operativo (tattico in quando istruttore del piano sul territorio spagnolo; operativo in quanto ponte tra il coordinamento degli attacchi e il reclutamento). Allo stesso tempo, le similitudini con gli attentati di Parigi fanno emergere un precedente dal punto di vista dell\u2019esistenza di una regia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec come a Parigi si erano attivati diversi gruppi con molteplici target, in Spagna seppur in tempi diversi la cellula di Rambla colpisce nel tardo pomeriggio per poi lasciare spazio ore pi\u00f9 tardi al gruppo di Cambrills fermato durante l\u2019esecuzione dell\u2019attacco dalle autorit\u00e0 spagnole. Ad Alcanar, la notte prima, l\u2019esplosione della palazzina completa il quadro evidenziando una delle probabili diverse safe house dislocate sul territorio spagnolo e l\u2019eventuale pianificazione di un ulteriore attacco tramite esplosivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Resta certamente difficile tra trovare una collocazione nella attuale situazione di allerta generalizzata e diffusa la situazione in cui si \u00e8 presentata la Rambla agli attentatori: la totale assenza di barriere e di mezzi di polizia lungo l\u2019area pedonale, hanno certamente agevolato il compito al nucleo di terroristi che, verosimilmente, hanno avuto modo di studiare il miglior punto di attacco all\u2019area, definendo a priori le vie di fuga utilizzando un altro mezzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma come difendersi da questa minaccia?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non parliamo volutamente di nuova minaccia poich\u00e9 il vettore rimane sempre il medesimo, con la medesima esposizione al rischio. Ci\u00f2 che viene evidenziato invece da questo nuovo scenario \u201coperativo\u201d sono le nostre vulnerabilit\u00e0 di sistema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante i warning ricevuti nei mesi scorsi e i diversi attacchi compiuti sempre utilizzando dei mezzi, ad una prima analisi sembra essere assente qualsiasi tipologia di misura di sicurezza passiva nell\u2019area dell\u2019attacco. Questo particolare evidenzia come il concetto \u201clesson learned\u201d sembra sia stato del tutto trascurato a Barcellona, famosa per il divertimento sfrenato e senza particolari regole stringenti. L\u2019implementazione di misure di sicurezza passiva dovrebbe essere un must quasi automatico, per particolari eventi o per grandi zone pedonali (target fino ad ora prediletto). Accanto a questo, \u00e8 necessario definire piani di gestione della crisi, individuando le aree maggiormente esposte ad attacchi ed elaborando singoli piani di sicurezza da attuare in funzione del target colpito, della sua localizzazione, garantendo le risorse necessarie a mettere in sicurezza non solo l\u2019area colpita ma tutta la citt\u00e0. Desta non poca preoccupazione, infatti, che a distanza di poche ore dall\u2019attacco, nel comune di Vic, a 70 km da Barcellona, sia stato ritrovato uno dei mezzi segnalati e utilizzato per la fuga che \u00e8 riuscito ad uscire dai primi \u201canelli\u201d di sicurezza che sarebbero dovuti essere predisposti all\u2019interno della citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tutti questi aspetti operativi si affianca parallelamente la dimensione comunicativa dell\u2019attacco, tanto rilevante per sollevare aspetti aggiuntivi di analisi che attengo all\u2019organizzazione del Daesh nel momento in cui \u00e8 massima la perdita di controllo dei territori del califfato. \u00c8 infatti il testo della rivendicazione dell\u2019attacco, diffuso dall\u2019agenzia Amaq a definire, in maniera ormai replicativa, le ragioni dell\u2019attacco perpetrato da \u201c<em>soldati dello Stato Islamico in risposta alla partecipazione della Spagna alla coalizione internazionale<\/em>\u201d. La propaganda batte sempre sulle motivazioni pi\u00f9 di pancia, quelle che possono contribuire anche a radicalizzare altri soggetti, e l\u2019offensiva della coalizione ha di fatto sempre offerto un ottimo spunto per questo tipo di discorso. Resta per\u00f2 interessante rilevare l\u2019intenzione del Daesh di influenzare gli esiti delle elezioni nei paesi occidentali. Francia e America sono stati spesso il bersaglio di operazioni comunicative specifiche proprio in relazione all\u2019attacco ai seggi e ai canditati. La Catalogna si appresta al referendum e questo non pu\u00f2 essere completamente ignorato quando si guarda alle reali motivazioni che possono aver decretato la spinta ad agire in Spagna e in particolare nella regione sudorientale. Solo al termine delle consultazioni referendarie si sapr\u00e0 quale pu\u00f2 essere stato il vero peso che l\u2019attacco di Barcellona ha avuto nel risultato elettorale ma \u00e8 gi\u00e0 stato riscontrato in passato che dopo un attacco, temi caldi per il dibattito politico come quello dell\u2019immigrazione, non tardano a polarizzare le posizioni in campo: il contrasto tra la Barcellona \u201ccitt\u00e0 aperta\u201d promossa in questi ultimi mesi e l\u2019effetto dell\u2019attacco di ieri produrr\u00e0 certamente un effetto politico stridente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Altra comunicazione di tipo generalista che pu\u00f2 aver condizionato e supportato il lavoro del gruppo entrato in azione a Barcellona \u00e8, ad esempio, una nuova esortazione contenuta in un video prodotto dal Daesh, \u201c<em>For You oh Dawla Supporters<\/em>\u201d, nel quale si esortano i reclutatori in tutto il Dar al-Kufr, l\u2019Occidente, a sottolineare l\u2019importanza della creazione di cellule che eseguissero le istruzioni impartite. Quindi una sorta di esecutori di direttive, pi\u00f9 o meno specifiche, imposte anche semplicemente attraverso la propaganda. Ed \u00e8 forse in questi termini che va letto quanto contenuto nell\u2019ultimo numero della rivista del Daesh, Rumiyah 12, che esorta a riappropriarsi dei luoghi simbolici dell\u2019Islam, ricordando che la Spagna fin dalle prime apparizioni pubbliche del califfato era rappresentata\u00a0sotto la sua bandiera nera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, resta quantomeno degna di nota la reattivit\u00e0 con la quale la propaganda si \u00e8 mossa a supporto dell\u2019azione. In pochissimo tempo, come se nulla fosse successo dall\u2019inizio dell\u2019anno ad oggi a Raqqa o Mosul, la compagna comunicativa del califfato ha prodotto grafiche, anche elaborate e specifiche per i fatti spagnoli, che esaltavano gli attacchi ponendo interrogativi sulla scarsa efficacia delle misure di sicurezza e di intelligence. Anche se una parte di questo materiale pu\u00f2 essere stato preparato in anticipo e customizzato all\u2019occorrenza con le immagini di Barcellona \u00e8 lecito chiedersi se la centrale della comunicazione, il cuore pulsante dello spirito che anima il Daesh e che \u00e8 diventata l\u2019arma pi\u00f9 potente della guerra ibrida, sia ancora nei territori del Siraq o non abbia trovato dimora presso una zona pi\u00f9 \u201ctranquilla\u201d, magari proprio in nord Africa da dove si attende il nome del nuovo califfo, dalla quale pu\u00f2 dare vita ai prodotti mediatici che hanno contraddistinto la strategia del terrore di Daesh senza i fischi delle bombe sopra la testa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa stessa reattivit\u00e0 \u00e8 stata dimostrata nella immediata rivendicazione dell\u2019attacco di oggi a Turku, in Finlandia, perpetrato con coltello alla mano al grido di Allah \u00e8 Grande. Un evento questo finlandese che apre a ulteriori riflessioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La prima riguarda l\u2019effetto domino, temuto, che potrebbe essersi innescato dopo Barcellona: come se a un tratto le instabili tessere del mosaico avessero cominciato a cadere, una dopo l\u2019altra. E\u2019 stato questo Barcellona? E\u2019 stato d\u2019avvio l\u2019incitamento comunicativo del Daesh, di questo ultimo mese, ad affondare i coltelli nei Paesi dei kuffar? In queste ore il web, i canali Telegramm non fanno che moltiplicare, rilanciandoli, gli incitamenti al jihad globale. Certo \u00e8 che non ci si sta avviando alla fine del terrorismo islamista, ma al termine di una sua stagione che porter\u00e0 a un altro cambiamento di pelle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E questo porta alla seconda questione, alla riorganizzazione che il terrorismo finora conosciuto come Daesh sta subendo. Proprio la citata grande reattivit\u00e0 comunicativa sembra sottolineare l\u2019emergere di una ancora pi\u00f9 flessibile catena di comando e controllo, delocalizzata rispetto ai territori di cui il Califfato manteneva il dominio e, soprattutto, ancora pi\u00f9 centrale nel mantenimento e nella gestione del potere di indirizzo e orientamento al jihad globale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fine agosto difficile, autunno in avvicinamento, inverno freddo, purch\u00e9 non sia di paura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 la Spagna? Perch\u00e9 Barcellona? 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