{"id":3530,"date":"2017-08-20T20:04:23","date_gmt":"2017-08-20T18:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3530"},"modified":"2017-09-15T17:59:53","modified_gmt":"2017-09-15T15:59:53","slug":"analizzare-la-minaccia-del-terrorismo-dopo-barcellona-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/analizzare-la-minaccia-del-terrorismo-dopo-barcellona-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Analizzare la minaccia del terrorismo dopo Barcellona \u2013 by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019attacco a Barcellona ha innescato una serie di eventi (dalla Finlandia alla Russia) che richiedono una quantit\u00e0 di riflessioni che non si esauriranno rapidamente.\u00a0Per esempio richiedono una valutazione l\u2019effetto domino che si \u00e8 generato; le modalit\u00e0 operative di un\u2019apparente nuova forma organizzativa dell\u2019attentato veicolare; le specifiche ragioni che coinvolgono la Spagna dopo tempo, con una quasi replica di Atocha2; quale sar\u00e0 lo scenario del terrorismo post-Califfale. Ma altre riflessioni ancora si possono aggiungere.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma non sono le riflessioni che affronto in questa breve nota che, invece, si pone quasi come premessa metodologica ad esse per delineare la visione entro la quale svilupparle.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi del terrorismo \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 speculativa che cerca di dare ordine alla incertezza delle informazioni al fine specifico, per noi di ITSTIME, di favorire pratiche di contrasto alla minaccia. Il risultato \u00e8 una interpretazione trasparente nel metodo, ma pur sempre un\u2019interpretazione che necessariamente rimanda a dei \u201csottostanti\u201d (i driver), a delle prospettive, a delle scelte,\u2026. che devono essere esplicitate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa logica di premessa metodologica \u201cBarcellona e conseguenti\u201d impatta su questi sottostanti interpretativi, quindi ri-orienta in parte le prospettive di analisi e le conseguenti scelte di contrasto: questa nota si sofferma su questi punti che vanno a delineare lo studio del futuro scenario.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il primo punto riguarda il target \u201cSpagna\u201d, dopo tanto tempo, sempre in prossimit\u00e0 delle elezioni. Ma, non \u00e8 questo il driver di sfondo. Piuttosto rimanda alla teoria diffusa che una delle ragioni della relativa sicurezza dell\u2019Italia fosse il suo disimpegno nelle aree di conflitto: insomma non \u201cboot on the field\u201d come Francia, Gran Bretagna e partner europei vari colpiti perch\u00e9, sosteneva la teoria, impegnati nei combattimenti. La Spagna sul campo non \u00e8 presente eppure \u00e8 stata colpita. A dimostrazione che questa teoria non regge: perch\u00e9 essa \u00e8 solo una narrativa utilizzata da Daesh per giustificare, reclutare e promuovere i suoi attacchi ma non \u00e8 un orientamento strategico del terrorismo islamista. Un indirizzo strategico che, nel contesto della comunicazione pubblica governata dal terrorismo stesso, sarebbe anche stato limitante rispetto alle possibilit\u00e0 create dalla propaganda massiccia di questi anni, che ha chiamato in campo lupi solitari e reti auto-organizzate pi\u00f9 vicine alla spontaneit\u00e0 che alla pianificazione etero-diretta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il secondo punto riguarda il contesto di \u201cguerra\u201d nel quale ci troviamo: noi abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto che oggi si stia combattendo una guerra ibrida, di cui il terrorismo \u00e8 uno dei giocatori. Dunque una guerra in cui si misurano interessi diversi, combattuta con regole non condivise e con strumenti che caratterizzano ciascun contendente. Della guerra \u201cdi una volta\u201d resta la volont\u00e0 di predominio reciproco tra i belligeranti: il potere di dominio \u00e8 l\u2019obiettivo del conflitto. Tutto il resto sono mezzi e strumenti per conseguire l\u2019obiettivo: \u201ci morti\u201d sono uno strumento non l\u2019obiettivo della guerra, le armi non sono gli strumenti che procurano morte ma gli strumenti che favoriscono il risultato cercato con il conflitto. La conferma dell\u2019automobile come \u201carma di distruzione di massa\u201d, la scelta di non impiegare armi tradizionali come i fucili mitragliatori e, addirittura, di ripetere la messa in scena delle false cinture esplosive non \u00e8 un indicatore di incapacit\u00e0 o fallimento dell\u2019organizzazione terroristica ma una scelta strategica: l\u2019automobile e il coltello \u2013 la quotidianit\u00e0 che uccide in modo inatteso \u2013 fanno pi\u00f9 paura del fucile \u2013 che uccide come ci si aspetta. L\u2019obiettivo del terrorismo \u00e8 la promozione del terrore, l\u2019uccidere si iscrive in questa priorit\u00e0 e ne \u00e8 strumento ma non fine. Il risultato \u201cpositivo\u201d di Barcellona, per il terrorismo, non sono i trenta morti in pi\u00f9 che avrebbe potuto avere con quattro kalashnikov ma le trecento barriere antisfondamento che ha avuto in diecine di citt\u00e0 europee.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dunque, l\u2019attacco in Spagna evidenza due presupposti utili per comprendere i futuri scenari:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 \u2013 la \u201cminaccia paese\u201d del rischio terrorismo non si misura rispetto al \u201ccoinvolgimento paese\u201d nelle operazioni di conflitto sul campo;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 \u2013 le armi della guerra ibrida non sono necessariamente quelle pensate per uccidere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi due presupposti comportano delle conseguenze immediate:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1 \u2013 le ragioni per le quali l\u2019Italia finora non \u00e8 stata colpita non hanno a che fare con il suo disimpegno nelle aree di conflitto, se non nella misura marginale per il quale questo possa essere correlato alla attivazione di Foreign Figther;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2 \u2013 il contenimento degli attacchi, come quelli degli ultimi mesi, passa attraverso interventi che hanno un impatto nella nostra quotidianit\u00e0 perch\u00e9 finalizzati a ridurre le opportunit\u00e0 legate all\u2019impiego offensivo di strumenti quotidiani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma quei due presupposti orientano anche e soprattutto prospettive a pi\u00f9 lungo termine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare aiutano a comprendere la forma evolutiva della minaccia di Daesh che, pur perdendo sul campo, si manifesta presente con forza, altro che colpi di coda di un animale morente: la reticolarit\u00e0 diffusa del terrorismo \u00e8 una realt\u00e0 che trascende il dominio su un territorio perch\u00e9 si affida alla sua capillarit\u00e0 fatta di singolarit\u00e0 (gruppi locali) che costituiscono i nodi della rete (il sistema del terrorismo). Il futuro di questa forma organizzativa \u00e8 nella gestione della comunicazione che ha il compito di motivare, formare, orientare alla azione. Ma non di strutturare i comportamenti se questi riducono la variet\u00e0 complessiva delle possibilit\u00e0 degli attacchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunicazione \u00e8 un asset strategico particolarmente bene utilizzato dal terrorismo islamista: una comunicazione difficile da intercettare perch\u00e9 \u00e8 soprattutto pubblica! E\u2019 di questi giorni un certo clamore che suscita il racconto di Bjorn Stritzel, giornalista della Bild Zeitung, che per molti mesi si \u00e8 finto disponibile ad arruolarsi per Daesh, intessendo lunghi dialoghi in rete per ottenere formazione e istruzioni a colpire. Non si tratta di un caso nuovo di finto reclutamento e, anche questo come i precedenti, non porta alcuna specifica informazione ma si conclude solo in un racconto mediaticamente appetibile. Perch\u00e9? Perch\u00e9 quello che nelle chat private si racconta \u00e8 quello che \u00e8 gi\u00e0 reso pubblico da riviste, video e volumi pubblicati e distribuiti da Daesh: a questo punto altro non \u00e8 necessario dire, l\u00e0 dove la mano d\u2019opera \u00e8 disponibile e solo da movimentare per\u2026 noleggiare un\u2019automobile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stessa novit\u00e0 organizzativa di \u201cBarcellona\u201d, un attentato multiplo condotto da un manipolo di persone, non \u00e8 diversa dalla singolarit\u00e0 del \u201clupo solitario\u201d per quanto riguarda gli indirizzi strategici che devono ricevere per attivarsi: si tratta in ogni caso di forme di auto-organizzazione rese possibili dal denso flusso coordinato della comunicazione del terrorismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Insomma, Barcellona smentisce alcune cose, ne conferma altre. Certo ri-orienta le analisi e i presupposti sopra dichiarati orienteranno le nostre per comprendere e combattere: un Daesh minaccioso seppur in evoluzione verso una forma diversa, sempre pi\u00f9 orientato a forme di auto-organizzazione, che impiega la comunicazione soprattutto pubblica come driver principale, nel contesto della guerra ibrida, nella quale l\u2019Italia \u00e8 gi\u00e0 coinvolta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attacco a Barcellona ha innescato una serie di eventi (dalla Finlandia alla Russia) che richiedono una quantit\u00e0 di riflessioni che non si esauriranno rapidamente.\u00a0Per esempio richiedono una valutazione l\u2019effetto domino che si \u00e8 generato; le modalit\u00e0<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/analizzare-la-minaccia-del-terrorismo-dopo-barcellona-by-marco-lombardi\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3531,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[344,264,60,87,216],"class_list":["post-3530","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-terrorism","tag-barcelona","tag-daesh","tag-finland","tag-isis","tag-terrorism"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3530","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3530"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3530\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3532,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3530\/revisions\/3532"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3530"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3530"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3530"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}