{"id":3642,"date":"2017-11-02T18:57:15","date_gmt":"2017-11-02T16:57:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3642"},"modified":"2022-04-08T12:26:58","modified_gmt":"2022-04-08T10:26:58","slug":"new-york-e-terroristi-uzbechi-nel-quadro-del-jihadismo-dellex-urss-by-giovanni-giacalone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/new-york-e-terroristi-uzbechi-nel-quadro-del-jihadismo-dellex-urss-by-giovanni-giacalone\/","title":{"rendered":"New York e terroristi Uzbechi nel quadro del jihadismo dell\u2019ex Urss \u2013 by Giovanni Giacalone"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019attentato di Halloween a New York torna a far parlare ancora una volta del pericolo proveniente da jihadisti originari di paesi ex membri di quella che era una volta l\u2019Unione Sovietica.\u00a0L\u2019attentatore, identificato come l\u2019uzbeko Sayfullo Saipov, era giunto negli USA nel 2010 dopo aver vinto la \u201c<em>green card<\/em>\u201d alla lotteria che ogni anno mette a disposizione 55.000 permessi.<!--more-->Saipov \u00e8 solo l\u2019ultimo di una serie di soggetti uzbeki coinvolti in attentati negli USA, come i casi di Jamshid Muhtorov, Fazliddin Kurbanov, Abdurasul Juraboev\u00a0 e il confratello Akhror Saidamketov, senza dimenticare il predicatore Abror Habibov. Questo la dice lunga sulle difficolt\u00e0 che Washington ha nel riuscire a monitorare chi entra nel paese, come del resto successe a suo tempo con i fratelli Tsarnaev (kirghizi, attacco alla Maratona di Boston), provenienti da un&#8217;altra area dell\u2019ex URSS.<\/p>\n<p>Andando oltre il contesto statunitense emerge il coinvolgimento di elementi uzbeki anche in attentati in Europa e Turchia come Rahmatjon Kurbonov a Stoccolma lo scorso aprile, Abdulkadir Masharipov a Istanbul nella notte di capodanno e Akbarjon Djalilov, kirghizo di etnia uzbeka, a San Pietroburgo sempre ad aprile (in seguito veniva arrestato un complice, anch\u2019egli uzbeko, Abror Azimov).<\/p>\n<p><strong>I foreign fighters dell\u2019ex Unione Sovietica<\/strong><\/p>\n<p>Fonti russe parlano di 900 volontari uzbeki unitisi alle file jihadiste in Siria e Iraq su un totale di circa 9.000 partiti dall\u2019ex Unione Sovietica.\u00a0 Ma ancora prima, quando Osama Bin Laden aveva raccolto le sue forze in Afghanistan la componente uzbeka era tra le maggioritarie, presente con uomini combattenti e donne al seguito.<\/p>\n<p>Non a caso Mosca ha gli occhi puntati sui jihadisti provenienti da paesi dell\u2019Asia Centrale come Tajikistan, Turkmenistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Kazakistan dove da tempo viene segnalato un incremento dell\u2019infiltrazione del radicalismo di matrice islamista e del jihadismo, spesso in sovrapposizione alle istanze autonomista e nazionaliste. Si tratta di un\u2019area che preoccupa il Cremlino molto pi\u00f9 del Caucaso settentrionale che sembra invece sotto controllo.<\/p>\n<p>Nonostante alcuni attacchi vengono ancora segnalati in repubbliche come il Daghestan, la Cecenia e l\u2019Inguscezia, non si \u00e8 pi\u00f9 ai livelli raggiunti nella prima decade del 2000 quando la situazione era chiaramente fuori controllo ed in territorio federale non si \u00e8 pi\u00f9 assistito a episodi come quello di Beslan o del Dubrovka. Del resto il jihadismo nel Caucaso \u00e8 stato pesantemente indebolito da diversi fattori, sia esogeni che endogeni: se infatti da un lato l\u2019operato delle forze di sicurezza ha depotenziato le varie jamaat con una serie di sistematiche operazioni preventive ed assalti ai nascondigli che hanno portato a numerosi arresti ed eliminazioni, dall\u2019altro la galassia jihadista locale si \u00e8 sgretolata a causa della partenza di centinaia e centinaia di volontari per Siria e Iraq. Non bisogna inoltre dimenticare la frattura interna tra Emirato del Caucaso e Daesh, con diverse \u201cprovince\u201d che sono passate con al-Baghdadi, transitando cos\u00ec da una struttura organizzativa ormai disastrata (l\u2019Emirato) a un\u2019altra praticamente inesistente in Caucaso settentrionale (il Califfato). Le operazioni anti-terrorismo hanno fatto il resto.<\/p>\n<p>Nel frattempo in Siria le forze armate di Mosca e quelle di Damasco colpivano duramente le basi dei jihadisti ceceni e daghestani affiliati a Daesh e all\u2019ex Jabhat al-Nusra.<\/p>\n<p>Sul fronte interno negli ultimi mesi diverse cellule e micro-cellule sono state sgominate dal FSB, come lo scorso 30 settembre nella zona di Mosca quando una cellula caucasica del Daesh, sotto il controllo di emissari esteri che progettava attentati in zone affollate della capitale, \u00e8 stata neutralizzata. In Daghestan invece lo scorso 13 ottobre veniva fermata un\u2019altra cellula del Daesh attiva tra Makhachkala e Mosca.<\/p>\n<p>Quattro giorni dopo in Daghestan le forze di sicurezza eliminavano in uno scontro a fuoco due jihadisti della \u201cbanda Shamil\u201d asserragliati all\u2019interno di un edificio.<\/p>\n<p><strong>La minaccia al Mondiale di Russia<\/strong><\/p>\n<p>Nel frattempo la propaganda del Daesh si sta focalizzando sui prossimi Mondiali di calcio in Russia, con una serie di immagini raffiguranti terroristi che minacciano giocatori come Messi, Neymar, Asensio e Deschamps rappresentati in cattivit\u00e0.<\/p>\n<p>In precedenza erano gi\u00e0 circolati altri banner con scritte come \u201c<em>Oh nemici di Allah in Russia, giuro che il fuoco dei mujahideen vi brucer\u00e0. Attendete<\/em>\u201d. Oppure \u201c<em>Aspettateci<\/em>\u201d. Tema principale del poster \u00e8 sempre un terrorista armato con sullo sfondo simboli chiave dei Mondiali come stadi e la coppa.<\/p>\n<p>I Mondiali di calcio prenderanno il via il prossimo 14 luglio 2018 e si svolgeranno nell\u2019arco di un mese in ben undici citt\u00e0 della Federazione Russa e per l\u2019occasione arriveranno le rispettive nazionali partecipanti con tutto l\u2019apparato di riferimento, turisti, autorit\u00e0 e tifosi a livello internazionale. Un\u2019occasione importante e un target appetibile per i terroristi per almeno tre ragioni:<\/p>\n<ul>\n<li>Attirare l\u2019attenzione mondiale dimostrando di poter \u201cfar male\u201d nonostante la pesante sconfitta subita in Siria e Iraq.<\/li>\n<li>Causare un danno economico e d\u2019immagine a quella Russia ritenuta responsabile sia della disfatta dell\u2019autoproclamato \u201cCaliffato\u201d, sia della distruzione di ci\u00f2 che era una volta l\u2019Emirato del Caucaso.<\/li>\n<li>Dimostrare al Cremlino di poter colpire nonostante la strategia preventiva e cautelativa messa in atto dalle autorit\u00e0.<\/li>\n<\/ul>\n<p>La propaganda operata dal Daesh nel mese di ottobre ha l\u2019evidente scopo di far salire la tensione e generare terrore in tutti coloro che hanno intenzione di recarsi all\u2019evento. Il classico disturbo del quotidiano e del grande evento che \u00e8 da sempre un obiettivo primario del terrorismo e che ci ricorda la differenza tra il propagandare un attacco nei confronti di un evento sportivo di quel calibro e il metterlo effettivamente in pratica.<\/p>\n<p>Al momento la situazione nella Repubblica Federale Russa sembra sotto controllo e la strategia messa in atto dal Cremlino \u00e8 risultata particolarmente efficace nel contrastare il terrorismo islamista e nello scongiurare attacchi. E\u2019 chiaro che Mosca prender\u00e0 tutte le misure necessarie per evitare qualsiasi problema.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 del resto un precedente positivo: quello delle Olimpiadi invernali di Sochi nel febbraio 2014. Chiaramente i due eventi non sono paragonabili: i mondiali di calcio sono ben altra \u201cpartita\u201d perch\u00e9 hanno portata e audience ben pi\u00f9 vaste, coinvolgono un\u2019area territoriale pi\u00f9 ampia e strutture estremamente complesse come stadi, aeroporti internazionali, infrastrutture di trasporto e hotel che saranno soggette a un traffico ben maggiore rispetto al ristretto contesto di Sochi.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 tener presente che anche a Sochi i rischi erano elevati, se non altro per il fatto che il Daesh era ancora in forze e l\u2019Emirato del Caucaso ancora operativo nelle aree non lontane da Sochi, in particolare in Daghestan.<\/p>\n<p>Le minacce erano state lanciate anche in quell\u2019occasione ma tali erano rimaste grazie all\u2019operato delle forze di sicurezza russe. Nei mesi a seguire numerosi jihadisti legati a jamaat del Daesh e dell\u2019Emirato venivano spazzati via, inclusi diversi leader tra cui Kebekov e Suleimanov.<\/p>\n<p><strong>In conclusione<\/strong><\/p>\n<p>La Russia, nonostante il ruolo di primo piano svolto nella disfatta del Daesh, finora \u00e8 uno dei paesi ad aver accusato meno colpi dai terroristi e ci\u00f2 \u00e8 senza dubbio il risultato di un\u2019ottima attivit\u00e0 di intelligence probabilmente dovuta anche a decenni di presenza e infiltrazione capillare nei territori da dove arrivano i terroristi in questione. Gli episodi forse pi\u00f9 fastidiosi per Mosca sono stati quelli recenti legati alle evacuazioni per allarme-bomba poi rivelatisi falsi e su cui si sta ancora indagando. Subito dopo sono arrivate le immagini propagandistiche contro i Mondiali.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 pazientare per sapere se il jihadismo sar\u00e0 in grado o meno di colpire all\u2019interno della Federazione Russa. Intanto Europa e Stati Uniti sembrano ben pi\u00f9 in difficolt\u00e0 nel contrastare la minaccia jihadista.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019attentato di Halloween a New York torna a far parlare ancora una volta del pericolo proveniente da jihadisti originari di paesi ex membri di quella che era una volta l\u2019Unione Sovietica.\u00a0L\u2019attentatore, identificato come l\u2019uzbeko Sayfullo Saipov,<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/new-york-e-terroristi-uzbechi-nel-quadro-del-jihadismo-dellex-urss-by-giovanni-giacalone\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[279,349,66],"class_list":["post-3642","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-new-york","tag-sayfullo-saipov","tag-usa"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3642","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3642"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3642\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3646,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3642\/revisions\/3646"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3642"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3642"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3642"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}