{"id":3768,"date":"2018-01-22T18:41:50","date_gmt":"2018-01-22T16:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=3768"},"modified":"2022-04-08T12:24:35","modified_gmt":"2022-04-08T10:24:35","slug":"gang-e-fenomeni-dodio-by-barbara-lucini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/gang-e-fenomeni-dodio-by-barbara-lucini\/","title":{"rendered":"Gang e Fenomeni d\u2019Odio \u2013 by Barbara Lucini"},"content":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane, il fenomeno delle baby gang in Italia \u00e8 esploso sui media nazionali e locali, diventando una realt\u00e0 critica e preoccupante per le conseguenze negative, che queste azioni dimostrano di avere nei contesti urbani dove si attivano.<!--more--><\/p>\n<p>La violenza e l\u2019odio che lo promuovono sembrano essere diventati dei modelli di comportamento collettivo, che trovano una loro causa di esistenza in una molteplicit\u00e0 di fattori, alcuni dei quali oramai sono diventati parte di una narrativa che ne paralizza l\u2019interpretazione, in quanto animata da criteri diventati superati e che non sembrano pi\u00f9 avere un ruolo cos\u00ec determinante come in passato.<\/p>\n<p>In particolare alcuni punti meritano particolare attenzione:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>il binomio periferia \u2013 centro citt\u00e0<\/strong>: gli ultimi avvenimenti e attacchi da parte di baby gang a Napoli, Torino, Milano dimostrano che non sembra esistere pi\u00f9 una netta contrapposizione fra luoghi periferici e centro citt\u00e0. Per lo meno ci\u00f2 pu\u00f2 ancora esistere da una prospettiva meramente geografica, ma non secondo un approccio sociale: a Napoli per esempio un attacco \u00e8 stato effettuato sul lungomare, quindi un luogo tradizionalmente di svago e in particolare turistico. La <strong><em>diffusivit\u00e0<\/em><\/strong> diventa quindi una caratteristica peculiare di questi atti, traslocando dinamiche di comportamento pi\u00f9 tipiche di certe aree urbane in altri contesti e, cosa ancora pi\u00f9 grave, trovando uno spazio proprio di legittimazione, in una narrazione corale che da racconto diventa retorica e quindi priva di adeguati strumenti per una possibile risposta proattiva.\u00a0 I confini quindi fra zone \u201cbene\u201d e zone \u201cbrutte\u201d della citt\u00e0 diventano pi\u00f9 porosi e labili, permettendo l\u2019esplosione di violenza in contesti centrali cos\u00ec come in posti della citt\u00e0 dimenticati dai pi\u00f9. Questa modalit\u00e0 rientra in una differente concezione di appartenenza territoriale, che definisce territorio non pi\u00f9 uno spazio fisico delimitato da difendere, quanto uno strumento mediante il quale si esprime una relazione di potere di un gruppo di individui su altri, senza che questi ultimi siano in una qualche relazione con la gang originaria. E\u2019 utile ricordare che per lunghi decenni, le periferie sono state oggetto di studio soprattutto in connessione con le medesime linea di pianificazione urbana, che prima creavano delimitazioni socio \u2013 spaziali e poi studiavano i fenomeni da essi stessi creati. L\u2019ultima tendenza -pi\u00f9 recente in Italia meno in Francia per esempio con l\u2019esplosione delle banlieue parigine nel 2005 &#8211; \u00a0in linea con gli attentati terroristici di matrice islamica ha messo in evidenza un rinnovato interesse per i luoghi \u201caltri\u201d, che vengono ancora percepiti come marginali rispetto ad un contesto cittadino centralizzato. Supportare ancora questa visione porter\u00f2 in futuro alla sottovalutazione dell\u2019importanza strategica del <strong><em>tessuto urbano<\/em><\/strong> inteso nella sua totalit\u00e0 ed identificabile come <strong><em>scenario di minacce<\/em><\/strong>, fautrici di terrore e odio trascendendo nello specifico dalla matrice che le ha originate e pervadendo molti pi\u00f9 ambiti della vita urbana stessa.<\/li>\n<li>il <strong><em>mito delle attivit\u00e0 delle gang<\/em><\/strong> che hanno come destinatari privilegiati i ragazzi adolescenti pi\u00f9 o meno della stessa et\u00e0 di chi appartiene alle gang: gli ultimi eventi infatti dimostrano che non \u00e8 cos\u00ec. Sono infatti stati oggetto di azioni d\u2019odio anche militari \u2013 e qui il parallelismo con quanto \u00e8 avvenuto spesso in Francia ad opera di terroristi pone una questione aperta \u2013 senza fissa dimora o persone adulte.<\/li>\n<li>i <strong><em>fenomeni d\u2019odio<\/em><\/strong> quali sono questi non devono essere confusi con i crimini d\u2019odio, i quali rappresentato una specifica fattispecie di reato e cosa pi\u00f9 importante, non annoverano fra le motivazioni molte di quelle emerse in queste ultime settimane. Ad oggi si pu\u00f2 sostenere che le gang sono un prodotto di una grande commistione di <strong><em>vulnerabilit\u00e0 <\/em><\/strong>che fanno parte del contesto di nascita e sociale dei ragazzi devianti stessi, ma non solo: i genitori che sembrano avere incitato uno degli ultimi attacchi a Napoli dimostrano, che il fenomeno non \u00e8 unicamente legato all\u2019et\u00e0 di appartenenza o ad una fase di ribellione adolescenziale, ma che si sta strutturando in una componente della popolazione dalla quale pu\u00f2 \u2013 o ha gi\u00e0- trovato un sostegno o un attivatore consenziente.<\/li>\n<li>l\u2019importanza dei social media \u00e8 un elemento da verificare e non dato per scontato, in un contesto dove la realt\u00e0 materiale e la violenza fisica hanno di gran lunga superato il contesto virtuale e le sue possibili implicazioni.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi fattori portano ad una nuova e necessaria prospettiva di interpretazioni attraverso categorie di analisi diverse, scevra dei criteri discriminanti precedenti, ma aperta a nuove forme di <strong><em>odio urbano<\/em><\/strong> e alle sue manifestazioni.<\/p>\n<p>Da qui emerge quindi un quadro di grande incertezza per il futuro di aree urbane sempre pi\u00f9 ampie e dominate da molti conflitti sociali, che vanno via via intensificandosi ed esplicitando un <strong><em>odio relazionale<\/em><\/strong> che si sta sempre pi\u00f9 incancrenendo in strutture sociali a rischio.<\/p>\n<p>Il caso italiano presenta delle peculiarit\u00e0 in questo senso, in quanto a differenza di altre realt\u00e0 europee e internazionali, la prima fase di <strong><em>concentrazione territoriale<\/em><\/strong> di questi fenomeni \u00e8 saltata, a favore di una fase dove <strong><em>diluizione e pervasivit\u00e0<\/em><\/strong> <strong><em>degli eventi violenti<\/em><\/strong> sono il marchio che contraddistingue le azioni delle gang attuali.<\/p>\n<p>Il sottodimensionamento di questo fenomeno o la sua interpretazione, attraverso lenti inadatte potr\u00e0 portare ad una incomprensione circa i reali fattori di attivazioni della <strong><em>modalit\u00e0 gang<\/em><\/strong> e alla messa in pericolo di contesti urbani sempre pi\u00f9 ampi e per i quali, la gestione di questi eventi diventer\u00e0 cruciale per una auspicata convivenza civile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ultime settimane, il fenomeno delle baby gang in Italia \u00e8 esploso sui media nazionali e locali, diventando una realt\u00e0 critica e preoccupante per le conseguenze negative, che queste azioni dimostrano di avere nei contesti urbani<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/gang-e-fenomeni-dodio-by-barbara-lucini\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[58,21,297,215,114,57],"class_list":["post-3768","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-security","tag-city","tag-communication-2","tag-gang","tag-security","tag-social-network","tag-urban"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3768","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3768"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3768\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3770,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3768\/revisions\/3770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3768"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3768"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3768"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}