{"id":407,"date":"2012-01-16T09:22:54","date_gmt":"2012-01-16T09:22:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=407"},"modified":"2022-03-28T18:44:13","modified_gmt":"2022-03-28T16:44:13","slug":"il-naufragio-della-costa-concordia-by-marco-lombardi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/il-naufragio-della-costa-concordia-by-marco-lombardi\/","title":{"rendered":"Il naufragio della Costa Concordia &#8211; by Marco Lombardi"},"content":{"rendered":"<p>Il naufragio della Costa Concordia \u00e8 un caso di estremo interesse per chi si occupa di crisis management, soprattutto sul piano comunicativo e procedurale. La prima pagina del Corriere della Sera di oggi, luned\u00ec 16 gennaio, indica con chiarezza l\u2019eroe (Il Commissario di Bordo salvato con la gamba spezzata) e l\u2019infingardo (Il Comandante scappato): questa sintesi celebra la storia secondo i canoni richiesti dall\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Ancora una volta, questa opinione pubblica si \u00e8 formata con il contributo volontario dei racconti in tempo reale delle vittime e dei soccorsi che, ancora prima che il fatto potesse considerarsi concluso nella concatenazione degli eventi, avevano cominciato a orientare il senso dei lettori. Cos\u00ec immediatamente si \u00e8 sentito parlare, con piglio critico e indignato, di baristi al comando di scialuppe, annunci di guasto elettrico, tempi lunghi nel dare l\u2019allarme, ecc. Fatti veri \u2013 non argomento il dato di realt\u00e0 \u2013 ma non necessariamente scorretti nel contesto delle procedure che potevano essere seguite. Ne consegue la necessit\u00e0 di attendere per giudicare la gestione dell\u2019emergenza e, soprattutto, avere la buona coscienza di depurare le informazioni dalla visione \u201coggettivamente soggettiva\u201d (\u201csided\u201d) che ogni testimone ha. Tutti consapevoli che in questo n\u00e9 l\u2019opinione pubblica pu\u00f2 giudicare, n\u00e9 il giudice pu\u00f2 sempre accogliere l\u2019opinione pubblica.<\/p>\n<p>Sul piano pi\u00f9 specifcio del crisis management emerge chiaramente la problematicit\u00e0 \u2013 che ormai deve essere affrontata \u2013 dell\u2019impiego delle procedure e del limite intrinseco che hanno, se non inserite in un contesto di \u201cconsapevolezza critica\u201d richiesta.<\/p>\n<p>Per ogni operatore in emergenza la procedura \u00e8 un\u2019 ancora di salvezza: essa permette di ridurre l\u2019incertezza propria della crisi, per prendere decisioni fondate sull\u2019analisi puntuale della situazione, in un certo momento e in un certo luogo, al fine di conseguire un esito. E\u2019 come se si cominciasse a salire una scala in cui ogni scalino si disvela, tra le nubi, a ogni passo, avendo la certezza che essa \u2013 comunque &#8211; mi conduce \u201coltre\u201d la posizione critica in cui mi trovo. Insomma, mi permette di decidere in base al \u201cqui e adesso\u201d per raggiungere un futuro \u2013 migliore \u2013 la cui vista mi sfugge! Per questo le procedure incorporano, organizzandola, tutta la conoscenza pregressa di eventi simili che intendono gestire.<\/p>\n<p>Nel naufragio in questione si sono seguite delle procedure. Pertanto se diamo per scontato l\u2019utilit\u00e0 di esse, emergono con chiarezza tre dimensioni problematiche:<\/p>\n<ul>\n<li>la criticit\u00e0 intrinseca della procedura: come gi\u00e0 scritto l\u2019utilit\u00e0 della procedura \u00e8 di svilupparsi mano a mano proponendo al manager (comandante) una successione di opzioni fondate su una valutazione del \u201cqui e ora\u201d. Tali opzioni si dipanano secondo un tempo che \u00e8 scritto dentro alla procedura medesima e sono conseguenza di una scelta. Sulla scelta pesa la competenza, ma sul tempo pesano i caratteri specifici dell\u2019emergenza che si vuole governare che&#8230; potrebbe anche non coincidere con quello della procedura. In questo senso si pu\u00f2 parlare, semplificando, di \u201cescalation\u201d di un evento. Pertanto, la comprensione di una scelta \u2013 che si esprime nelle conseguenze \u2013 pu\u00f2 avvenire solo avendo compreso il tempo della procedura e la valutazione della medesima scelta pu\u00f2 avvenire avendo compreso la distanza eventuale tra questo tempo e quello \u2013 non controllabile \u2013 dell\u2019emergenza;<\/li>\n<li>la precedura come relazione: spesso queste catene decisionali hanno come obiettivo di (ri-)organizzare cose, uso di strumenti, comportamenti senza tenere conto che esse comunque orientano l\u2019agire di persone: quando seguo una procedura anche il mio modo di entrare in relazione con gli altri cambia, perch\u00e9 cambia il mio ruolo e quello degli altri, perch\u00e9 mutano gli obiettivi del mio agire, ecc. Ma questa dimensione relazionale non \u00e8 mai tenuta esplicitamente in conto quando la medesima procedura si costruisce, come se essa si calasse in una realt\u00e0 in cui le relazioni sono assenti. Invece, quante volta l\u2019emergenza si incaglia nella gestione delle persone? Spesso tante e tutte insieme preoccupate?<\/li>\n<li>la questione meta-procedurale: per quanto detto al punto precedente emerge come ogni procedura sia costruita \u201cpensando in verticale\u201d o \u201cstand alone\u201d, per usare un termine informatico. Cio\u00e8, essendo altamente specializzata, ogni procedura vive e si risolve in uno specifico contesto disciplinare: c\u2019\u00e8 la procedura per dare l\u2019allarme, per calare la scialuppa, ecc. Tale autonomia \u00e8 utile, perch\u00e9 semplifica \u2013 definendolo al meglio \u2013 il lavoro di ciascuno attore che si ritrova nel suo ruolo. Ma al contrario, tale autonomia non sottolinea \u2013 anzi evita che si presti attenzione \u2013 l\u2019inevitabile relazione che gli effetti delle procedure hanno reciprocamente. In una situazione di emergenza, \u201csalvatori\u201d diversi applicano procedure specifiche a un campo comune (l\u2019emergenza \u00e8 la medesima per tutti) e alle medesime persone (che condividono l\u2019essere vittima dell\u2019emergenza). In realt\u00e0, dunque, le procedure non sono affatto indipendenti ma sono assolutamente inter-dipendenti generando una sorta di meta-procedura che non \u00e8 mai stata razionalizzata, di cui tantomeno alcuno se ne occupa.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il naufragio della Costa Concordia mette in luce tutte queste questioni problematiche e, per il futuro, si pone come un caso interessante per mettere a punto approcci sempre pi\u00f9 efficaci alla gestione di emergenze come queste ma non solo. Nell\u2019immediato, in ogni caso, chiede a chi \u00e8 chiamato a valutare le responsabilit\u00e0 di agire con cautela e senza fretta, per considerare \u2013 anche sul piano metodologico \u2013 le note problematiche qui evidenziate, al fine di conseguire una valutazione di giustizia, che pu\u00f2 essere anche non coincidente in maniera perfetta cone gli indirizzi affrettati delle opinioni mediatizzate.<\/p>\n<p><em>Marco Lombardi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il naufragio della Costa Concordia \u00e8 un caso di estremo interesse per chi si occupa di crisis management, soprattutto sul piano comunicativo e procedurale. 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