{"id":4188,"date":"2018-05-11T22:23:20","date_gmt":"2018-05-11T20:23:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4188"},"modified":"2022-03-28T20:27:36","modified_gmt":"2022-03-28T18:27:36","slug":"elezioni-2018-narrative-e-attacchi-di-stato-islamico-alla-religione-della-democrazia-by-daniele-plebani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/elezioni-2018-narrative-e-attacchi-di-stato-islamico-alla-religione-della-democrazia-by-daniele-plebani\/","title":{"rendered":"Elezioni 2018: narrative e attacchi dello Stato Islamico alla \u201creligione della democrazia\u201d \u2013 by Daniele Plebani"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I primi mesi del 2018 hanno visto il gruppo Stato Islamico (IS) fortemente ridimensionato nelle sue capacit\u00e0 operative. All\u2019avanzare dei suoi nemici sul territorio si \u00e8 aggiunta nel tempo anche una maggiore attenzione a prevenire la formazione di un cyber califfato ed a inficiare la sua propaganda: con un cerchio che diventa quindi di giorno in giorno pi\u00f9 stretto, IS si \u00e8 visto costretto a mutar pelle per poter sopravvivere.<!--more-->In questo momento di trasformazione il gruppo emerso dalle ceneri di Mosul, Raqqa e Marawi (solo per citare alcune delle ultime roccaforti liberate dalla sua presa) ha tuttavia mantenuto una delle caratteristiche fondamentali della sua dottrina strategica: l\u2019opportunismo, in particolare lo sfruttare eventi stagionali e apicali per lanciare nuovi appelli e colpire in momenti e luoghi vulnerabili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questi mesi tale strategia ha trovato dei bersagli ideali nei processi elettorali di diversi Paesi della regione MENA. Particolare rilievo hanno assunto, in questo contesto, i casi delle consultazioni in Tunisia, Libia, Egitto, Iraq e Afghanistan. Sebbene attacchi\/minacce di questo tipo non siano nuovi, il fatto che Paesi cos\u00ec profondamente segnati dalla presenza di IS si trovino ad andare alle urne in un periodo di tempo tanto ravvicinato costituisce un\u2018occasione preziosa per un gruppo resiliente ma sotto forte pressione. Non solo: tale prossimit\u00e0 temporale favorisce la moltiplicazione dell\u2019effetto mediatico e di conseguenza ogni attacco sferrato a bersagli legati alle elezioni sar\u00e0 messo in relazione ai precedenti e ne aumenter\u00e0 l\u2019impatto propagandistico, come \u00e8 accaduto tra le fine di aprile e i primi giorni di maggio (cfr. fig. 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo \u201cfronte elettorale\u201d aperto da IS evidenzia una serie di fattori che prefigurano l\u2019avvio di una nuova stagione terroristica\/costituisce il terreno della prima campagna di questo tipo del gruppo nella sua nuova forma: media e attentati sono i due strumenti che nel solco della <em>hybrid warfare<\/em> concorrono a colpire cuore e mente del nemico ma soprattutto poggiano su un sostrato ideologico ridivenuto centrale negli ultimi mesi e che per IS costituisce il salto di qualit\u00e0 tra una semplice serie di attacchi non coordinati e una campagna <em>tout<\/em> <em>court<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le fondamenta sulle quali poggia questa nuova offensiva avente i simboli del sistema democratico come proprio centro focale si sono palesate in maniera sempre pi\u00f9 evidente durante l\u2019<em>Operazione Sinai 2018,<\/em> la nuova campagna varata del Cairo per estirpare la presenza di terroristi nel Paese e lanciato a poco pi\u00f9 di un mese dalle elezioni presidenziali di fine marzo. Pochi giorni pi\u00f9 tardi il wilayah Sinai \u2013 la \u201cprovincia\u201d di IS nell\u2019omonima regione \u2013 ha diffuso un video, <em>I<\/em> <em>Protettori della Sharia<\/em>, nel quale si mostrano in sequenza prima dei religiosi cattolici, poi una statua del Buddha, la <em>House of Commons<\/em> inglese e infine un seggio elettorale (cfr. fig. 1): lo scopo del messaggio era quello di equiparare la democrazia a una religione e il giorno delle elezioni al \u201cgiorno del politeismo\u201d &#8211; come dichiarato dal <em>frontman<\/em> del video Abu Muhammad al-Masri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/iraqi1\/\" rel=\"attachment wp-att-4184\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4184\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi1.jpg\" alt=\"\" width=\"819\" height=\"290\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi1.jpg 819w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi1-300x106.jpg 300w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi1-768x272.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 819px) 100vw, 819px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La comunicazione non ufficiale offerta dai sostenitori di IS ha poi raccolto le direttive del video e iniziato sia a pubblicare materiale contro le elezioni che ad avvisare i fedeli di astenersi da qualsiasi attivit\u00e0 associabile alle procedure di voto. Sebbene le elezioni egiziane siano passate senza attacchi rilevanti, le basi mediatiche ed ideologiche di questa linea narrativa erano state gettate: nel successivo mese di aprile diversi attacchi collegati ai processi elettorali sono stati rivendicati da IS in Iraq, Afghanistan e pochi giorni dopo anche in Libia (cfr. fig. 2).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/iraqi2\/\" rel=\"attachment wp-att-4185\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4185\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi2.jpg\" alt=\"\" width=\"818\" height=\"308\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi2.jpg 818w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi2-300x113.jpg 300w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi2-768x289.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 818px) 100vw, 818px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come si pu\u00f2 notare, la maggior parte degli attacchi si sono concentrati tra fine aprile e inizio maggio. In realt\u00e0 la tabella non riporta gli attentati falliti o sventati, pur di notevole importanza: per esempio, il candidato al Parlamento iracheno Ammar Hidayat Kahiyah \u00e8 sopravvissuto a ben due tentativi di assassinio nell\u2019arco di nove giorni (15 e 24 aprile). In tutto questo lasso di tempo IS ha soffiato sulle fiamme della narrativa contro la democrazia sia rivendicando i diversi attacchi citati che con appositi contributi su al-Naba, il suo gazzettino ufficiale in lingua araba pubblicato a cadenza settimanale. Nel numero 123, infatti, l\u2019obiettivo si \u00e8 spostato sulle elezioni in Tunisia del 6 maggio: un articolo accusava taluni partiti \u201cislamisti\u201d (il riferimento riguarda il partito Ennahda) di essere scesi a compromessi \u2013 ad esempio non avendo sostenuto l\u2019implementazione della shari\u2018a come fonte legislativa &#8211; pur di prendere il potere (la medesima accusa al medesimo partito \u2013 pur in maniera implicita &#8211; era stata lanciata da Ayman al-Zawahiri nel discorso <em>Dopo sette anni dov\u2019\u00e8 la salvezza?<\/em> del 6 gennaio 2018). Dal numero 128 (20 aprile) \u00e8 possibile notare una svolta verso un approccio marcatamente pi\u00f9 inflessibile orientato su teatri multipli: in questo numero una infografica riporta tre operazioni condotte precipuamente contro obiettivi legati alle elezioni irachene e ai \u201cpoliteisti democratici\u201d. Una in particolare descrive l\u2019assalto alla sede del partito al-Hal \u2013 una sorta di sezione <em>just terror tactic<\/em> \u2013 sotto la quale viene riportata la motivazione ideologica che sottende tali operazioni attraverso le parole di Abu Mus\u2018ab az Zarkawi. Due giorni pi\u00f9 tardi, i medesimi argomenti sono stati ripresi in un importante messaggio audio del portavoce di IS, Abu al-Hasan al-Muhajir: questi descrive il governo iracheno come in mano agli sciiti, incita a rovesciarlo e avverte che \u00e8 lecito versare il sangue di coloro che parteciperanno in qualsiasi modo alle elezioni. La linea narrativa anti-democrazia raggiunge qui il pi\u00f9 alto grado di attenzione, insistendo sul fatto che il processo democratico \u00e8 un atto tramite il quale gli uomini violano l\u2019esclusiva sovranit\u00e0 divina, arrogandosi il diritto di redigere leggi non in linea con le norme sciaraitiche ed esercitare il potere. Lo stesso giorno in cui il messaggio \u00e8 stato trasmesso, IS ha rivendicato un attacco presso un centro elettorale a Kabul; nei giorni seguenti altri due attentati verranno direttamente collegati alle parole di al-Muhajir: l\u2019esecuzione in Iraq di due attivisti il 27 aprile e l\u2019assalto a Tripoli di una sede dell\u2019High National Electoral Commission il 2 maggio. Una seconda infografica riportata su al Naba-130 del 4 maggio e relativo articolo (<em>Lo Stato Islamico e la religione della democrazia<\/em>) rivendica diversi attacchi in Iraq, Libia e Afghanistan, tutti verso obiettivi elettorali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong><a href=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/iraqi3\/\" rel=\"attachment wp-att-4186\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-4186\" src=\"http:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi3.jpg\" alt=\"\" width=\"778\" height=\"409\" srcset=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi3.jpg 778w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi3-300x158.jpg 300w, https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Iraqi3-768x404.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 778px) 100vw, 778px\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Azioni violente e propaganda costituiscono quindi le due colonne portanti di questa campagna lanciata da IS, una delle prime a denotare un deciso coordinamento a un tempo mediatico e sul campo dopo la fase seguita alla caduta delle sue roccaforti siro-irachene.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quali i frutti? Tirare le somme risulta ancora prematuro ma \u00e8 possibile valutare alcune considerazioni sul percorso finora intrapreso. Il fatto che le elezioni in Egitto e Tunisia siano passate senza attacchi diretti non implica che quelle di IS siano vuote minacce: lo stesso giorno in cui si \u00e8 votato a Tunisi senza alcun incidente un candidato alle elezioni irachene \u00e8 stato ucciso in circostanze ancora non totalmente chiarite \u2013 sebbene IS ne reclami l\u2019assassinio; a questo bisogna aggiungere tutti quegli attentati falliti che godono di poca risonanza mediatica presso la stessa stampa locale, oltre ai pieni sventati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 degli attacchi sferrati in questi mesi, quindi, il punto fondamentale rimane quello di capire perch\u00e9 IS abbia concentrato cos\u00ec tante delle sue risorse in questa campagna in questo momento e quanto intenda investire per proseguirla. Probabilmente i vertici hanno ben presenti le conseguenze che le elezioni possono avere sul gruppo, in particolare nei territori che aveva occupato &#8211; in queste aree tali eventi potrebbero costituire infatti una duplice sconfitta. La prima, simbolica: un afflusso importante potrebbe indicare la volont\u00e0 del popolo di voltar pagina rispetto al miraggio che \u00e8 stato IS, il che rivelerebbe un deciso tracollo nella sua capacit\u00e0 di irretire e intimorire per mantenere il potere. La seconda, pi\u00f9 \u201cpragmatica\u201d: un\u2019elezione segnata da importanti livelli di affluenza alle urne indicherebbe li venire meno di IS nel dar seguito alle sue minacce e soprattutto porrebbe il sigillo sulla sua sconfitta territoriale \u2013 non tramite le armi ma attraverso la popolazione su cui esercitava il dominio e sul cui supporto dipende per la sopravvivenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di certo una prova determinante saranno le elezioni irachene del 12 maggio. \u00c8 qui infatti che la propaganda anti-democrazia di IS ha battuto con pi\u00f9 forza ed \u00e8 qui che il califfato era stato proclamato nel 2014; il Paese inoltre sembra essere profondamente diviso e non solo reduce dalla guerra contro il califfato ma anche vittima di divisioni interne. Tuttavia queste elezioni presentano anche una delle migliori opportunit\u00e0 per riscattare decenni di lotte e IS \u00e8 consapevole di dover impedire che tale possibilit\u00e0 veda la luce. Alla vigilia delle elezioni del 12 maggio, a prescindere dalla sua vittoria o sconfitta, \u00e8 chiaro che IS potr\u00e0 ancora contare su un\u2019arma a suo vantaggio: l\u2019opportunismo. L\u2019intera regione \u00e8 infatti in preda a una instabilit\u00e0 diffusa e un processo delicato come quello elettorale pu\u00f2 essere una facile preda se gli uomini di al Baghdadi sapranno far leva sulle questioni che negli anni hanno spinto migliaia di persone a unirsi alla sua causa. Infine, \u00e8 bene ricordare che nei mesi a venire altri Paesi verranno chiamati al voto, compresi la Libia \u2013 dove a suo tempo IS ha instaurato una delle sue marche occidentali \u2013 e l\u2019Afghanistan \u2013 terra di elezione della sua giovane provincia del Khurasan: quali che siano i risultati delle consultazioni di questa primavera, \u00e8 certo che IS sapr\u00e0 far tesoro delle <em>lesson learned<\/em> di questi mesi per metterle a frutto in entrambi i teatri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I primi mesi del 2018 hanno visto il gruppo Stato Islamico (IS) fortemente ridimensionato nelle sue capacit\u00e0 operative. All\u2019avanzare dei suoi nemici sul territorio si \u00e8 aggiunta nel tempo anche una maggiore attenzione a prevenire la<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/elezioni-2018-narrative-e-attacchi-di-stato-islamico-alla-religione-della-democrazia-by-daniele-plebani\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[21,264,363,14,88],"class_list":["post-4188","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-terrorism","tag-communication-2","tag-daesh","tag-election","tag-iraq","tag-is"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4188","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4188"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4188\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4193,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4188\/revisions\/4193"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4188"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4188"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4188"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}