{"id":4207,"date":"2018-05-21T22:36:52","date_gmt":"2018-05-21T20:36:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4207"},"modified":"2022-03-28T20:27:23","modified_gmt":"2022-03-28T18:27:23","slug":"attacco-a-grozny-la-risposta-esemplare-dei-cittadini-che-facciamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/attacco-a-grozny-la-risposta-esemplare-dei-cittadini-che-facciamo\/","title":{"rendered":"Attacco a Grozny: la risposta esemplare dei cittadini. Che facciamo?"},"content":{"rendered":"<p>Sabato 19 maggio un gruppo di quattro jihadisti armati di coltelli, ordigni incendiari ed armi da fuoco ha preso d\u2019assalto la Chiesa di Michele Arcangelo a Grozny, in Cecenia. L\u2019attacco \u00e8 stato lanciato intorno alle ore 15 locali, durante le funzioni del pomeriggio.<!--more--><\/p>\n<p>Il bilancio \u00e8 di sette morti (tutti e quattro i terroristi, due agenti di polizia e un religioso) e due feriti tra le forze di sicurezza; bilancio che poteva risultare ben pi\u00f9 pesante, se non fosse stato per l\u2019intuito e la prontezza dei parrocchiani della Chiesa che hanno capito subito cosa stava accadendo e si sono precipitati a chiudere a chiave i portoni d\u2019ingresso del luogo di culto.<\/p>\n<p>Uno dei sacerdoti ha dichiarato: \u201c<em>stavamo pregando quando all\u2019improvviso abbiamo sentito il grido Allahu Akbar e due colpi di arma da fuoco, i parrocchiani per\u00f2 non si sono fatti sorprendere e si sono precipitati a chiudere i portoni, salvandoci cos\u00ec la vita<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Il blocco degli ingressi ha scombinato i piani dei terroristi che volevano entrare nel luogo di culto per prendere ostaggi e compiere una strage, facendo guadagnare tempo prezioso alle forze di sicurezza prontamente arrivate sul posto dove hanno immediatamente abbattuto i quattro assalitori dopo un breve scontro a fuoco.<\/p>\n<p>Assalitori che sono successivamente stati identificati come i fratelli Amir e Ali Yunusov (entrambi diciottenni), Ahmed Tsechoev (18) e Mikail Elisultanov (19), provenienti dai villaggi di Geldagan (distretto di Kurchaloi) e Argunsky (Alkhan-Churt\/Grozny).<\/p>\n<p>L\u2019attacco di sabato \u00e8 il secondo perpetrato contro un obiettivo cristiano-ortodosso nel Caucaso settentrionale da inizio anno; il 18 febbraio scorso infatti, durante le celebrazioni della festivit\u00e0 cristiano-ortodossa di Maslenitsa, un 23enne armato di fucile da caccia e coltello aveva aperto il fuoco contro i fedeli in uscita dalla chiesa di San Giorgio a Kyzlyar (Daghestan), all\u2019urlo \u201cAllahu Akbar\u201d, uccidendo cinque donne e ferendo altre quattro persone (tra cui due agenti) prima di venire abbattuto dagli agenti di polizia e venire successivamente identificato come Khalilov Khalil Omarovich, classe 1995, residente a Kidero, nel distretto di Tsuntin.<\/p>\n<p>Entrambi gli attacchi sono successivamente stati rivendicati dal Daesh, anche se su quello di sabato il presidente ceceno Ramzan Kadyrov ha sollevato dei dubbi, accusando non meglio precisate potenze occidentali di essere dietro l\u2019attacco:<\/p>\n<p>\u201c<em>Secondo le ultime informazioni, i miliziani hanno ricevuto l&#8217;ordine da un Paese occidentale<\/em>&#8220;. <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a><\/p>\n<p><strong>Aspetti d\u2019interesse<\/strong><\/p>\n<p>In primis risulta evidente come l\u2019attacco sferrato sabato \u00e8 l\u2019ennesimo tentativo di minare i rapporti tra la comunit\u00e0 islamica locale (di stampo prevalentemente sufi) e quella cristiano-ortodossa. Lo dimostra non soltanto l\u2019attacco di febbraio a Kyzlyar ma anche quello perpetrato nella notte del 9 maggio contro il mausoleo del gran maestro sufi Shaykh Afandi al-Chirkawi, ucciso il 28 agosto del 2012 da una terrorista suicida.<\/p>\n<p>Le tempistiche non sono poi casuali, si \u00e8 infatti appena entrati nel mese di Ramadan e tra tre settimane inizieranno anche i mondiali di calcio in Russia, target primario dei jihadisti. Gli attacchi in Cecenia e Daghestan possono dunque essere interpretati come segnali lanciati dai jihadisti per dimostrare di poter ancora colpire.<\/p>\n<p>Tornando all\u2019attacco di sabato scorso a Grozny, risulta evidente come sia stato un fallimento totale per gli estremisti islamisti e vi \u00e8 un aspetto in particolare che emerge dalle dinamiche dell\u2019attentato: <strong>la prontezza dei parrocchiani che non sono stati colti di sorpresa<\/strong> e dopo aver sentito il grido \u201cAllahu Akbar\u201d e i due colpi di arma da fuoco hanno immediatamente capito cosa stava per succedere e si sono precipitati a chiudere le porte d\u2019ingresso, salvando cos\u00ec la vita a clero e fedeli presenti all\u2019interno del luogo di culto. I terroristi a quel punto si sono trovati chiusi all\u2019esterno dell\u2019edificio e l\u2019immediato arrivo delle forze di sicurezza ha permesso di neutralizzarli prontamente.<\/p>\n<p>Senza una tale prontezza di riflessi da parte dei parrocchiani il bilancio delle vittime sarebbe quasi sicuramente stato drammatico. Si \u00e8 riusciti a evitare una strage, grazie anche alla sensibilizzazione e alla preparazione messa in atto dalle autorit\u00e0 locali nei confronti della popolazione civile affinch\u00e9 sia pronta ad affrontare eventuali minacce di stampo terroristico.<\/p>\n<p>Un dettaglio di non poco conto che rilancia ancora una volta <strong>l\u2019importanza della sensibilizzazione, del training rivolto ai civili<\/strong> per quanto riguarda il \u201cfenomeno terrorismo\u201d perch\u00e9 se abbiamo le competenze necessarie ce la caviamo. La coordinazione tra ambito civile e quello legato alle forze di sicurezza \u00e8 di vitale importanza sia in ambito preventivo (segnalazioni) che in una fase di emergenza come quella di sabato.<\/p>\n<p>Eppure Grozny \u00e8 solo un raro aspetto positivo di capacit\u00e0 di risposta da parte delle vittime, dei cittadini. Nella maggior parte dei paesi europei, Italia in testa, <strong>le istituzioni non ancora intrapreso alcuna attivit\u00e0 di informazione e formazione<\/strong> per rassicurare la popolazione e renderla minimamente capace di ridurre la propria vulnerabilit\u00e0, qualora qualcuno si trovasse coinvolto in un attacco.<\/p>\n<p><strong>La sicurezza comincia con comportamenti consapevoli individuali che devono essere promossi e guidati dalle istituzioni<\/strong>. In questo momento, in cui i cittadini chiedono di \u201csapere cosa fare\u201d, le istituzioni silenti innescano risposte scoordinate che incrementano la vulnerabilit\u00e0 di tutti. Un attacco come a Grozny, in Italia, avrebbe avuto ben pi\u00f9 gravi conseguenze<strong>. Quando cominciamo ad affrontare il problema insieme ai cittadini?<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <a href=\"https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2018\/05\/19\/cecenia-attacco-chiesa-grozny.html\">https:\/\/tg24.sky.it\/mondo\/2018\/05\/19\/cecenia-attacco-chiesa-grozny.html<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sabato 19 maggio un gruppo di quattro jihadisti armati di coltelli, ordigni incendiari ed armi da fuoco ha preso d\u2019assalto la Chiesa di Michele Arcangelo a Grozny, in Cecenia. 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