{"id":4236,"date":"2018-06-05T18:40:26","date_gmt":"2018-06-05T16:40:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.itstime.it\/w\/?p=4236"},"modified":"2022-03-28T19:44:18","modified_gmt":"2022-03-28T17:44:18","slug":"le-aree-urbane-e-suburbane-a-rischio-di-radicalizzazione-nel-milanese-by-andrea-foffano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/le-aree-urbane-e-suburbane-a-rischio-di-radicalizzazione-nel-milanese-by-andrea-foffano\/","title":{"rendered":"Le aree urbane e suburbane a rischio di radicalizzazione nel milanese \u2013 by Andrea Foffano"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Secondo i dati raccolti dall\u2019ORIM (Osservatorio Regionale per l\u2019Integrazione e la Multietnicit\u00e0) e contenuti nel rapporto relativo all\u2019anno 2016, in Lombardia vivrebbero circa 10 milioni di persone. Fra questi, circa 1.314.000 risulterebbero soggetti immigrati da paesi esteri. Fra questi, gli irregolari sarebbero stimati in circa 96.000 unit\u00e0. <!--more-->Secondo i dati raccolti in base alle ATS (Agenzia di Tutela della Salute) di riferimento, la media regionale relativa al numero di persone immigrate rispetto alla popolazione locale residente, si attesterebbe attorno al 13% del totale, con punte del 16% riferibili propriamente all\u2019area metropolitana di Milano. A seguire le aree di Brescia e Mantova, con punte che sfiorerebbero il 15%. La percentuale d\u2019immigrati di religione musulmana, riferibile al totale dei soggetti immigrati in Regione Lombardia e ivi residenti nell\u2019anno di rilevazione 2016, sarebbe il 37,6% del totale, contro il 25% riferibili alla sola citt\u00e0 di Milano e il 29,8% all\u2019intera provincia milanese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi i numeri dai quali dobbiamo partire, per concentrare la nostra attenzione sull\u2019intricato \u201cmosaico milanese\u201d. \u00c8 proprio datata poco pi\u00f9 di una settimana fa, la notizia secondo la quale sarebbero state presentate a Milano le linee guida del futuro \u201cPiano di Governo del Territorio\u201d (PGT), con annesso \u201cPiano per le strutture religiose\u201d. La giunta in carica ha optato per alcune scelte che, se dovessero ottenere l\u2019approvazione del Consiglio Comunale, cambierebbero radicalmente l\u2019approccio alla diffusione del culto religioso islamico in citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il documento, infatti, concederebbe il \u201cvia libera\u201d alla nascita di 7 moschee a Milano. In 4 casi si tratterebbe di una semplice messa a norma di immobili abusivi, oggi gi\u00e0 utilizzati dalle associazioni culturali islamiche come luoghi di preghiera: l\u2019edificio di via Padova\/Cascina Gobba (associazione Al-Waqf Al-Islami in Italia), quello di via Maderna (Comunit\u00e0 Culturale Islamica Milli Gorus), lo stabile di via Gonin (associazione culturale no profit Der El Hadith) e la moschea di via Quaranta (Comunit\u00e0 Islamica Fajr). Nei rimanenti tre casi, gli spazi di via Esterle, di via Marignano e del parcheggio Trenno di via Novara, la giunta Pisapia aveva gi\u00e0 messo a concorso le relative metrature per la realizzazione di luoghi di preghiera, ma i progetti furono poi bloccati da altrettanti ricorsi. Ora, in base alla legge urbanistica di Regione Lombardia, che prevede l\u2019inserimento obbligatorio nel PGT delle aree destinate alla realizzazione di luoghi per il culto religioso, le tre aree potrebbero essere assegnate ai relativi vincitori, tre associazioni musulmane. L\u2019unico punto di domanda riguarda gli spazi di via Marignano, che potrebbero essere affidate a un Centro Cristiano Evangelico, vista l\u2019esistenza di una norma che impedisce l\u2019affido di tutti e tre i bandi alla medesima confessione religiosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non solo: il bando specifica che \u201ci soggetti richiedenti dovranno garantire la totale trasparenza nella gestione e documentazione dei finanziamenti ricevuti, provenienti dall&#8217;Italia o dall&#8217;estero\u201d. Un chiaro rimando al caso \u201cQatar Charity\u201d relativo alla moschea di Sesto San Giovanni, nel quale alcune fonti giornalistiche evidenziarono la possibilit\u00e0 di finanziamenti esteri di dubbia provenienza: l\u2019associazione \u201cQatar Charity\u201d, infatti, \u00e8 stata pi\u00f9 volte accusata dagli analisti americani di essere un\u2019organizzazione vicina ad Al-Qaeda e al terrorismo internazionale, sin dalla fine degli anni novanta. Questo fatto ha spinto molte delle amministrazioni comunali a imbastire una sorta di vigilanza economica, per evitare che la costruzione di luoghi di culto islamici si trasformi in una massiccia elargizione di finanziamenti occulti destinabili radicalismo religioso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nello specifico, analizzando il contesto sociale dell\u2019area metropolitana di Milano, siamo in grado di individuare alcuni <em>hot spot<\/em>, ovvero alcuni punti geografici in cui il contesto sociale locale subisce una marcata deviazione rispetto alla media generale, creando le condizioni situazionali specifiche nelle quali potrebbe pi\u00f9 facilmente attecchire il fenomeno del radicalismo religioso. Li elenchiamo di seguito:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Zona Corvetto: in via Quaranta si trova una moschea abusiva in via di autorizzazione. L\u2019edificio \u00e8 inserito in un\u2019area a elevato tasso di criminalit\u00e0, soprattutto relativo allo spaccio di sostanze stupefacenti. La risultante \u00e8 un centro di culto che si \u00e8 spesso trovato indifeso alle infiltrazioni radicali, ed \u00e8 finito al centro delle cronache per le sue frequentazioni. Un eventuale opera di proselitismo religioso, in questa zona, troverebbe terreno fertile per la debolezza sociale di alcune fasce della popolazione residente.<\/li>\n<li>Zona San Siro: sono pi\u00f9 di 900 gli alloggi Aler occupati abusivamente. Gli appartamenti sono soggetti al controllo del racket, gestito principalmente da stranieri nordafricani, che hanno la concreta possibilit\u00e0 di assegnare l\u2019utilizzo temporaneo di un\u2019abitazione dietro compenso economico. Ad agosto 2017 Regione Lombardia ha emanato un nuovo regolamento che prescrive e regola l\u2019usufrutto di tali appartamenti, ma alle norme non sono seguiti gli sgomberi e gli interventi per sradicare il problema. Pertanto, a oggi la situazione rimane assolutamente critica. La moschea di riferimento pi\u00f9 vicina in zona \u00e8 quella di via Gonin.<\/li>\n<li>Zona Piazza Selinunte: conosciuto come il \u201cquadrilatero della paura\u201d, definito dall\u2019incrocio delle vie Tracia, Civitali, Paravia e Morgantini. E\u2019 la zona pi\u00f9 problematica del quartiere San Siro. Si stima che su 12.000 persone residenti, pi\u00f9 di 5.000 siano stranieri. Da un appartamento di via Civitali proveniva Mohammed Game, che nel 2009 rimase ferito nello scoppio di un ordigno avvenuto davanti alla caserma \u201cSanta Barbara\u201d dei Carabinieri. Inoltre, proprio in via Tracia viveva anche il marocchino Nadir Benchofri, arrestato nel 2016 con l\u2019accusa di progettare un attentato nel centro commerciale di Sesto San Giovanni.<\/li>\n<li>Zona Lorenteggio\/Giambellino: qui si trova la moschea via Gonin. Il quartiere, noto alle cronache per il suo passato turbolento, soffre di problematiche sociali di devianza criminale. I fenomeni di spaccio di sostanze stupefacenti sono sotto stretto monitoraggio delle forze dell\u2019ordine, che non mancano di compiere azioni di contrasto e smantellamento delle strutture criminali attive nell\u2019area. Il business del racket delle occupazioni abusive \u00e8 una piaga che colpisce il quartiere in maniera incisiva. Alta la percentuale di stranieri residenti illegalmente, di cui spesso \u00e8 anche difficile compiere un censimento preciso.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Importante anche definire la situazione nella quale versano da anni alcune moschee milanesi, tra le quali quelle di:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Via Cosenza: lo stabile \u00e8 stato giudicato abusivo da due documenti ufficiali di settori competenti in materia del comune di Milano. Le tracce dei finanziamenti di cui avrebbe goduto la comunit\u00e0 religiosa della zona sono finiti, proprio in questi giorni, al centro di roventi polemiche, a causa dei dubbi sollevati relativamente alla loro provenienza. Il luogo di culto \u00e8 allestito nei circa 200 metri quadri di un ex magazzino-laboratorio all\u2019interno di un condominio.<\/li>\n<li>Via Stadera: il luogo di culto \u00e8 situato nel bel mezzo di un quartiere molto problematico, nel quale episodi di aggressioni, anche alle forze dell\u2019ordine, e spaccio di sostanze stupefacenti sono all\u2019ordine del giorno.<\/li>\n<li>Viale Jenner: \u00e8 la moschea in cui sono passati Abu Omar, indagato dalla procura di Milano per terrorismo internazionale, Abdeikader Ben Moez Fezzani, arrestato nel 2016 in Sudan poich\u00e9 ritenuto il principale reclutatore di ISIS in Italia per la Libia, Abu Imad, altro imam condannato per terrorismo, e due degli attentatori responsabili degli attacchi di Madrid del 2004.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passando ora ad analizzare la parte suburbana della provincia milanese, notiamo come gli <em>hot spot <\/em>descrivano una sorta di semicerchio, che circonda il centro della citt\u00e0, quasi a protezione della stessa. Da qui il nome \u201ccintura milanese\u201d, riferita alla zona composta da tutti quei paesi siti nella periferia di Milano, sicuramente meno sottoposti ai controlli delle forze dell\u2019ordine, che hanno una probabilit\u00e0 intrinseca assai maggiore di sfuggire ai meccanismi di controllo. Di seguito alcuni eventi molto significativi:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>San Donato Milanese: Nabawy Mohamed Ahmed Salem, 31 anni, cittadino egiziano rimpatriato nel 2017 per connessioni al terrorismo internazionale.<\/li>\n<li>Sesto San Giovanni: oltre alla questione dei 320.000 euro di debiti relativi alla comunit\u00e0 religiosa locale e al mancato rispetto legge regionale sull\u2019urbanistica del 2015, che prevede l\u2019inserimento nel PGT della costruzione della nuova moschea, a Sesto San Giovanni \u00e8 stato ucciso Anis Amri, il terrorista responsabile degli attacchi di Berlino. Inoltre, nel 2017 Omar Nmiki, marocchino di 35 anni, viene arrestato con l\u2019accusa di apologia di terrorismo. L\u2019inchiesta \u00e8 partita dalla Polizia Postale di Perugia e vede coinvolti altri soggetti residenti in Germania. Sempre nel 2017 scoppia il caso \u201cQatar Charity\u201d, nel quale alcune testate giornalistiche pongono il dubbio sulla lecita provenienza dei fondi per la costruzione della nuova moschea.<\/li>\n<li>Rozzano: nella moschea di via Aspromonte sono circa 300 le persone che il venerd\u00ec si recano in preghiera. Tra questi, 3 sospetti fiancheggiatori dell\u2019ISIS e un italiano convertito, che viveva tra Londra e Milano e che era stato segnalato per i suoi spostamenti in un paese arabo. Il caso \u00e8 salito alla ribalta delle cronache nel 2015.<\/li>\n<li>Inzago: molto famoso il caso di Fatima, ovvero Maria Giulia Sergio, la prima <em>foreign fighter <\/em>donna italiana. Assieme a lei, la procura di Milano ha coinvolto nelle indagini tutta la sua famiglia: il padre Sergio Sergio, la madre Assunta Buonfiglio e la sorella Marianna Sergio. Indagati anche il marito Aldo Kobuzi e alcuni suoi parenti.<\/li>\n<li>Vimodrone: Monsef El Mkhayar e Tarik Aboulala erano giovani seguiti in una comunit\u00e0 di recupero del paese diretta da un sacerdote. Nel 2015 scappano dall\u2019Italia e nel 2016 il primo muore nei combattimenti in Siria; per Aboulala viene spiccato un mandato di cattura internazionale.<\/li>\n<li>Cologno Monzese: S.B. \u00e8 un muratore precario e nel 2014 viene ripreso mentre partecipa ad una esecuzione di soldati di Assad caduti prigionieri. Lui e altri 8 siriani vengono indagati per terrorismo internazionale.<\/li>\n<li>Vimercate: un tunisino di 41 anni viene espulso perch\u00e9 dalle intercettazioni emerge chiaramente la sua disponibilit\u00e0 a compiere \u201cgesti eclatanti\u201d in nome della fede. Vengono provati i suoi frequenti contatti con un connazionale, <em>foreign fighter<\/em> in Siria: \u00e8 il marzo 2018.<\/li>\n<li>Bresso: Ahmed Taskour, 47 anni, a dicembre 2014 si licenzia, ritira il TFR e si reca con la famiglia in Siria. Subito dopo posta un video che ritrae la sua famiglia mentre inneggia all\u2019ISIS.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quanto sopra descritto non pu\u00f2 non farci dedurre alcune importanti considerazioni finali. In primo luogo la grande opportunit\u00e0 rappresentata dal disegno di legge sul radicalismo islamico presentata dai deputati Manciulli-D\u2019Ambrosio. L\u2019approvazione di questa norma consentirebbe di porre vincoli precisi sulla proliferazione del radicalismo nel nostro paese, consentendo peraltro i controlli finalizzati in tal senso da parte delle autorit\u00e0 amministrative locali e statali. In secondo luogo, non pu\u00f2 non colpire il nesso intercorrente fra il radicalismo religioso e i luoghi di culto abusivi che spesso nascono in quartieri ad alto tasso di criminalit\u00e0 diffusa. La conseguenza di un tale evento \u00e8 senza dubbio la nascita di fenomeni di devianza sociale che, come gli esempi francesi e belgi dimostrano in maniera cristallina, portano il giovane a divenire facile preda dei reclutatori, spesso inseriti in contesti religiosi abusivi e poco sorvegliati. Infine, la collocazione geografica degli <em>hot spot<\/em> sopra elencati, permette la facile individuazione di una tendenza centrifuga degli episodi di radicalizzazione, che avvengo sempre pi\u00f9 in aree periferiche o addirittura suburbane e provinciali, dove la comunit\u00e0 religiosa \u00e8 pi\u00f9 facilmente penetrabile dai soggetti radicalizzati, che trovano protezione e supporto logistico in un ambiente caratterizzato da una scarsa sorveglianza e da una minore presenza delle forze dell\u2019ordine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo i dati raccolti dall\u2019ORIM (Osservatorio Regionale per l\u2019Integrazione e la Multietnicit\u00e0) e contenuti nel rapporto relativo all\u2019anno 2016, in Lombardia vivrebbero circa 10 milioni di persone. Fra questi, circa 1.314.000 risulterebbero soggetti immigrati da paesi<a class=\"moretag\" href=\"https:\/\/www.itstime.it\/w\/le-aree-urbane-e-suburbane-a-rischio-di-radicalizzazione-nel-milanese-by-andrea-foffano\/\">Read More&#8230;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[264,204,27,87,155,165,102],"class_list":["post-4236","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-security","tag-daesh","tag-deradicalization","tag-immigration","tag-isis","tag-milan","tag-mosque","tag-radicalization"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4236","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4236"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4236\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4238,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4236\/revisions\/4238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4236"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4236"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.itstime.it\/w\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4236"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}